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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e GeneDentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Keystone.
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Sapete cos'è il garante per la privacy? Leggo dal sito di questo importante organo di garanzia introdotto nel nostro ordinamento sul finire degli anni 90. Si tratta di una autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge 675 del 31 dicembre 1996 per assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e il rispetto della dignità nel trattamento dei dati personali. è composta da un presidente e da quattro membri eletti dai due rami del Parlamento, tra persone che assicurano indipendenza e che risultino di comprovata esperienza nel settore della protezione dei dati personali, delle discipline giuridiche e dell'informatica, Il primo presidente di questa istituzione, cruciale per la nostra democrazia, fu Stefano Rodotà, uno dei più autorevoli e prestigiosi giuristi italiani, un servitore fedele dello Stato e un cultore appassionato dei diritti dei cittadini e del bene comune. Sono passati più di vent'anni da allora e oggi, a guidare l'autorità garante della privacy, è un manipolo di maggiordomi della politica. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
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Non c'è bisogno di difesa in Italia della stampa libera, ma se c'è un appello, una manifestazione a favore della libertà di stampa, noi ovviamente non abbiamo un solo motivo per non esserci. L'appello era, a prescindere dagli orientamenti politici, chiunque vuole difendere la libertà di stampa sia in piazza, noi siamo in piazza a difesa della libertà di stampa. Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia. Ci sono delle querele temerarie, ovviamente ci sono i tribunali a occuparsene, sono temerarie, sia giornalistiche che politici. Io pure ho ricevuto una sequela di querele, ci sono rimarrate tre temerarie per la mia attività politica come dichiarazione perché facevo il mio dovere dell'attività politica. E poi ho avuto gli strumenti di tribunale per difendere le mie ragioni.
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Fratelli d'Italia però non ha ritirato la.
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Sua querela contro Ranucci.
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Credo che ci sia una differenza tra quella che è la difesa del singolo sulle questioni giuridiche del singolo e quelle che sono le questioni politiche e la libertà di stampa. Ovviamente ne difendiamo la possibilità per tutti di dire quello che vogliono, come la possibilità per tutti di difendersi se vengono dette cose non corrette, non da battere chiunque.
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E allora, quello che avete appena sentito è Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia. Martedì scorso, dopo l'attentato a Sigfrido Ranucci, si è presentato in Piazza Santi Apostoli, a Roma, alla manifestazione di solidarietà nei confronti del conduttore di Report, insieme ai suoi fratelloni ed ex camerati. Capgruppo di Camera e Senato, Bignami, quello che si faceva fotografare alle feste in divisa da nazista, e Malan, quello che ogni giorno recita le veline del partito nei telegiornali di regime. Questo governo è il miglior presidio di libertà per il paese, ha detto orgoglioso Donzelli, come avete sentito, riconfermando il pieno sostegno dei patrioti verso Ranucci, verso i suoi redattori e verso la sua trasmissione. Bello, no? Per un attimo avevamo dimenticato quel centinaio e passa di Puerele che tutti i partiti, per la verità, ma in particolare quelli dell'attuale maggioranza, gli hanno rovesciato addosso per anni. Avevamo dimenticato gli attacchi diretti di Giorgia Meloni e perfino quel teatrino indegno messo in piedi pochi mesi fa in Commissione di Vigilanza Rai, quando un senatore impresentabile e innominabile dal mio punto di vista, accolse Ranucci irridendolo con una carota in mano e un cognacchino nell'altra. Ma era tutta una gigantesca messa in scena, anche questa tardiva salita sul carro del conduttore, scampato per miracolo a una bomba. Di lì a poco infatti sono successe due cose, una più clamorosa dell'altra. Prima cosa, dopo le lacrime di Coccodrillo per premiare il coraggioso giornalismo d'inchiesta di Report, il garante della privacy ha sanzionato il programma con una multa da 150.000 euro. una multa clamorosamente pesante. La sua colpa aver reso nota una conversazione tra l'ex Ministro della Cultura, Gennarino Sangiuliano, e sua moglie, proprio nel pieno dello scandalo innescato dalle rivelazioni della ex consigliera del di Castero, Maria Rosaria Boccia. Bel modo di essere solidali. Viene solo da chiedersi cosa avrebbero fatto a Silfrido se non fossero stati solidali. L'avrebbero condannato alla sedia elettrica? Ma questo è niente. Il secondo fatto, infatti, questo sì di una gravità ancora più inquietante. Il giorno dopo la manifestazione di piazza pro-Ranucci e il giorno prima della sanzione combinata dal garante della privacy, gli Gli stessi giornalisti di Reporta hanno scoperto e documentato nella prima puntata della stagione, andata in onda su Rai3 ieri sera, che uno dei quattro membri della stessa Autority si è recato nel frattempo a Via della Scrofa, storica sede romana di Fratelli d'Italia, per un colloquio udite udite con Arianna Meloni, sorella d'Italia e di Giorgia. Questo membro illustrissimo si chiama Agostino Ghiglia e, indovinate un po', è un fedelissimo patriota, pure lui. Camerata del Movimento Sociale Italiano di Almirante, esponente del Fronte della Gioventù e poi anche del FUAN, formazione extraparlamentare dell'ultradestra estremista e violenta. poi Finiano con Fini e ora Meloniano con Meloni. Dopo vari esperimenti da consigliere regionale e provinciale e poi anche da parlamentare, trombato nelle ultime due legislature, si è fatto eleggere dalla stessa Meloni all'autorità per la privacy nel luglio 2020. per meriti cattedratici e giuridici sia chiaro, è talmente indipendente il buon Ghiglia che il suo slogan durante la militanza politica era ed è rimasto dove c'è Ghiglia c'è destra. Cosa aspettarsi allora da cotanto servitore non dello Stato ma dell'apparato dei fratelli d'Italia? Basta fare 2 più 2 e lo capisce un bambino. Dopo l'attentato a Ranucci, il garante per la privacy deve decidere sulla sanzione per l'affare San Giuliano. Nel collegio dei quattro membri, due sono contrari, due sono favorevoli, compreso il presidente Tal Stansione, anche lui piazzato lì nel 2020 dal partito di Giorgia. Lago della bilancia, dunque, è proprio lui, Agostino Ghiglia, che il giorno prima della riunione del collegio va a rapporto da Arianna. E il giorno dopo, puntuale come una cambiale, arriva la condanna per Ranucci. Il collegio la vota per tre voti a due, dove il terzo voto favorevole, ovviamente, porta la firma proprio del nostro eroe, il Ghiglia. Non è meraviglioso? Non è la prova provata di quello che diceva Donzelli, cioè questo governo è il miglior presidio di libertà? L'opposizione è insorta, prontamente e inutilmente, come al solito. Vedremo che Sviluppi avrà questa oscura, torbida Vergognosa vicenda, quel che è certo è che è un'altra pagina nera di questa post-democrazia illiberale che le destre di tutto il mondo ormai perseguono con tenace ostinazione. La penosa vicenda dell'autorità per la privacy contro Ranucci, per volontà governativa, ricorda infatti pari pari una vicenda analoga e ancora più grossa successa nell'America trampiana, e cioè l'attacco di The Donald all'anchorman Jimmy Kimmel, fatto cacciare dalla ABC, dopo la sanzione, inflittagli dall'Agenzia Federale delle Comunicazioni, presieduta, e non è un caso, anche lì da un fedelissimo dello sceriffo di Washington. Capite quindi qual è il dispositivo di questo potere? Capite qual è il modus operandi dei nuovi patrioti al comando? E capite perché è giusto è fondamentale e irrinunciabile interrogarsi sulla qualità delle nostre democrazie? Nel frattempo, guardando le nobili gesta del Camerata Agostino Ghiglia, io mi chiedo solo una cosa. Stefano Rodotà, ma perché ci hai abbandonato? Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Con Plenitude l'energia delle connessioni ha una nuova forma. È arrivata Plenitude Fibra. Puoi averla a 16,90€ al mese per 36 mesi se sei cliente Plenitude per l'energia di casa o vuoi diventarlo. Scopri di più nei Plenitude Store o su anyplenitude.com. Plenitude. Abbiamo energia per cambiare. Offerta per clienti residenziali soggetta a limiti di copertura. Costo di attivazione un attantum 39€. Servizio voce non incluso con perdita dell'eventuale numero telefonico fisso in caso di passaggio da altro operatore. Maggiori dettagli su anyplenitude.com.
Episode: Ranucci, la Privacy e i fedeli servitori della fiamma meloniana
Host: Massimo Giannini
Date: October 27, 2025
In this incisive episode of "Circo Massimo," Massimo Giannini explores the intertwining of politics, media freedom, and the independence (or lack thereof) of Italian regulatory authorities. Using the recent sanction against Sigfrido Ranucci and his show "Report" as a jumping-off point, Giannini dissects the political maneuverings underpinning decisions by the Garante della Privacy (Italian Data Protection Authority), highlighting concerning overlaps between government interests and supposedly independent institutions. The episode critiques what Giannini sees as the illiberal drift in Italy’s political system under the current right-wing government, drawing parallels with events in the US.
“Il primo presidente di questa istituzione, cruciale per la nostra democrazia, fu Stefano Rodotà [...] Sono passati più di vent’anni da allora e oggi, a guidare l’autorità garante della privacy, è un manipolo di maggiordomi della politica.”
(02:00)
Giannini recounts the recent solidarity shown toward investigative journalist Sigfrido Ranucci, who survived a bomb attack.
Representative Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) is quoted at a rally proclaiming the government's support for press freedom:
“Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia... Io pure ho ricevuto una sequela di querele [...] ho avuto gli strumenti di tribunale per difendere le mie ragioni.”
(02:17)
Giannini exposes the contradiction between public pronouncements and real actions: parties, especially the current majority, have filed numerous lawsuits (querele temerarie) against journalists like Ranucci.
Shortly after the solidarity rally, the Garante issues a €150,000 fine to 'Report' for airing a private conversation between ex-Minister Gennaro Sangiuliano and his wife during a public scandal.
Quote:
“Bel modo di essere solidali. Viene solo da chiedersi cosa avrebbero fatto a Silfrido se non fossero stati solidali. L’avrebbero condannato alla sedia elettrica?”
(04:02)
Giannini denounces the move as both excessive and politically motivated.
A key revelation: just before the sanction, Agostino Ghiglia (one of four Garante members and a noted Meloni loyalist) met with Arianna Meloni, Giorgia’s sister, at the FdI headquarters.
Giannini reviews Ghiglia’s background—a career spent in right-wing youth and political organizations—and underscores his loyalty to Meloni.
The decisive vote for the sanction came from Ghiglia, immediately after this meeting.
Quote:
“È talmente indipendente il buon Ghiglia che il suo slogan durante la militanza politica era ed è rimasto: dove c’è Ghiglia, c’è destra.”
(06:39)
Giannini’s analysis: this sequence of events illustrates the troubling overlap between party apparatus and independent authority.
“La penosa vicenda dell’autorità per la privacy contro Ranucci, per volontà governativa, ricorda infatti pari pari una vicenda analoga e ancora più grossa successa nell’America trampiana...”
(08:17)
Giannini finishes with a rhetorical question addressed to Stefano Rodotà, mournfully underlining the gravity of the situation and his disillusionment:
“Stefano Rodotà, ma perché ci hai abbandonato?”
(09:19)
The episode closes with skepticism about the possibility of a positive resolution and a warning about ongoing threats to press freedom and institutional independence.
On the evolution of the Garante:
“Oggi, a guidare l’autorità garante della privacy, è un manipolo di maggiordomi della politica.” (02:00)
On government and press freedom:
“Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia.” – Giovanni Donzelli (02:32)
On sanctions against 'Report':
“Bel modo di essere solidali. Viene solo da chiedersi cosa avrebbero fatto a Silfrido se non fossero stati solidali.” (04:02)
On Agostino Ghiglia’s political loyalty:
“Dove c’è Ghiglia, c’è destra.” (06:39)
Final lament:
“Stefano Rodotà, ma perché ci hai abbandonato?” (09:19)
Giannini’s commentary is sharp, ironic, and often mournful—mixing factual recounting with passionate critique. He repeatedly uses rhetorical questions and biting language to draw attention to the contradictions and dangers he sees at play.
Recommended for:
Listeners interested in Italian politics, media independence, governmental checks and balances, and recent news on press freedom.
Bottom Line:
This episode serves as a critical lens on the fragility of democratic institutions and the growing encroachment of political power on regulatory and media freedoms in Italy—highlighting both the specifics of the Ranucci case and its broader implications for democracy.