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A
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro, inclusione e diritti. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
B
Winston Churchill, un signore che se ne intendeva parecchio, ripeteva sempre una frase, che è rimasta molto famosa. gli Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta dopo che hanno esaurito tutte le alternative. E il grande capo di governo della Gran Bretagna che si batté e vinse la guerra insieme a quegli stessi Stati Uniti contro Hitler e Mussolini sapeva di cosa stava parlando. Naturalmente questa critica non avveniva in quegli anni di fuoco e di piombo e di sangue durante i quali c'era da sconfiggere un nemico mortale. Le sue considerazioni si riferivano alla fase successiva, quando la linea di condotta americana non è sempre stata così lineare nei confronti dell'Europa. Oggi è passato praticamente quasi un secolo da allora e noi ci poniamo la stessa domanda. I Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta, dopo aver esaurito tutte le alternative, alla vigilia di un importante biage in Italia del Segretario di Stato Marco Rubio e all'indomani dello strappo tra gli Stati Uniti di Trump, i paesi della Nato e la stessa Italia di Giorgia Meloni, il tema torna di straordinaria attualità. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
C
I buoni rapporti fra Italia e Stati Uniti sono e rimarranno fondamentali a prescindere dalle vicende personali e momentanee e io dico che se lo fanno a Washington lo devono fare anche a Bruxelles. Piuttosto che chiudere scuole, fabbriche e ospedali, torniamo a prendere gas e petrolio che arriva da tutto il mondo, Russia compresa, visto che non siamo in guerra contro la Russia.
B
Ed eccolo qua, il capitano leghista in purezza. Quello che avete appena ascoltato è un brano del comiziaccio che Matteo Selvini ha tenuto a metà aprile davanti al suo popolo in piazza del Duomo a Milano in occasione di quella che è stata chiamata la manifestazione dei Patriots, la quale ha riunito le solite destre sovranniste, le peggiori sopravvissute al tracollo di Orban in Ungheria, quelle rappresentate dai conservatori europei Jordan Verdella per il Rassemblement national di Marine Le Pen e Geert Wilders per l'ultradestra olandese dei Paesi Bassi. Poi c'era anche lui che come avete sentito all'indomani della feroce polemica che ha caratterizzato i rapporti tra Italia e Stati Uniti dopo tre anni e mezzo di amore incondizionato da parte di Giorgia Meloni nei confronti dello sceriffo di Washington di fronte agli attacchi inusitati del medesimo nei confronti di Papa Leone XIV. Meloni aveva per la prima volta dovuto prendere atto che con l'America di Trump non si poteva continuare come prima, di cui il suo giudizio molto aspro. le parole del presidente americano sono inaccettabili. Bene, per pronta risposta, come sappiamo Trump aveva ribadito, è lei che è inaccettabile. Ora basta, l'Italia non ha aiutato noi e noi con quel paese abbiamo chiuso. Vedremo se le cose andranno effettivamente così, ma pochi giorni dopo Salvin, appunto, dal palco della sua manifestazione sulla remigrazione a Milano, aveva detto queste parole al di là dei rapporti personali. L'America resta il nostro punto di riferimento e quindi Trump è un amico, con lui non possiamo che andare d'accordo. Vi ho citato questa intervista perché in queste ore che precedono l'arrivo in Italia di Marco Rubi, segretario di Stato americano, quel 7 maggio, sarà ricevuto in Vaticano da Papa Leone per cercare appunto di ricucire le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti E, santa sede, dopo le parole di fuoco pronunciate da Trump, ecco, proprio nelle ore che precedono l'arrivo di Rubio nella capitale d'Italia, Trump, sui suoi social, su Truff in particolare, rilancia, non per caso, l'intervista che Matteo Salvini ha fatto al sito stapunitense conservatore Breitbart. E in questo articolo si dà conto, per l'appunto, delle parole che lo stesso Salvini aveva pronunciato da quel palco e che ora vi ho fatto riascoltare. In quell'intervista, Saldini le ribadisce, Breitbart scrive testualmente, Salvini aveva detto alla folla che il presidente Trump è il nostro alleato e il nostro amico e che ogni malinteso sarà risolto molto presto. Appunto questa intervista al sito americano era stata rilasciata addirittura nel mese di febbraio durante le olimpiadi invernali Milano-Cortina, quindi prima che scoppiasse il caso e la forte tensione diplomatica tra Giorgia Meloni e il tycoon di Mara Lago. Ma ora Trump l'ha voluta rilanciare e questo è un segnale molto molto preciso. perché Trump vuole accompagnare la visita di Marco Rubio mettendo in evidenza in questa intervista quale deve essere il rapporto che caratterizza un buon capo di stato italiano nei confronti degli Stati Uniti d'America e cioè dell'impero che detta legge rispetto alla legge dettata dall'impero tutti i vassalli si devono adeguare. E' come se Trump stesse dicendo a Giorgia Meloni nel momento in cui la Presidente del Consiglio si accinge ad accogliere Marco Rubio così come faranno il ministro degli esteri italiani e il ministro della difesa Cruzetto. Cara Giorgia stai attenta a quello che dici e a come ti comporti perché il vero modello al quale ti devi attenere se vuoi avere buone relazioni con me e con il mio paese non sei tu in questo momento ma è il tuo vicepresidente del consigli, quel Matteo Salbini in quella comizio e poi nell'intervista con Breitbart ribadisce siamo stati gli unici a sostenere apertamente il presidente Trump sia nel primo che nel secondo mandato e tra di noi c'è sempre stata un'ottima relazione. Tutte le conversazioni che abbiamo avuto e in particolare incontri con il vice presidente Vance sono sempre stati gli improntati alla massima stima. Spero, ribadisce Salvini rilaniciato da Trump, che la prossima occasione d'incontro si divolga negli Stati Uniti e spero di poter venire presto in America. Stiamo lavorando a una missione in USA su opere pubbliche, infrastrutture e ferrovie e spero di poterla realizzare entro l'anno. Ecco, come vedete, Se la politica vive ancora di simboli, questo è un simbolo chiarissimo di come Donald Trump concepisce le relazioni internazionali. Lo abbiamo visto, lo abbiamo capito da quello che ha detto nei confronti degli altri paesi NATO. dall'annuncio del ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, un paese che ora detesta perché nei giorni scorsi Merz, il cancelliere tedesco, aveva rinnovato le sue critiche all'atteggiamento di Trump e lui per tutta risposta appunto portaria un po' di militari dalle basi tedesche, come sappiamo molto numerose. persino più delle nostre. Vedremo se poi farà la stessa cosa con i militari americani di stanza in Italia. Ma intanto lancia questo messaggio. Arriva Mark Rubio e tu, Meloni, tieni conto di quello che ti sto dicendo. Con Trump non si può essere in alcun modo alleati che ragionano e discutono su un piano di parità. Con Trump si può essere soltanto o nemici oppure servi. Finora, lo possiamo dire, Trump ha concepito il rapporto con la sorella d'Italia nei termini della servitù, del gregariato e di quello che è. Lo ripeto sempre. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, definisce vassallaggio felice. Nel momento in cui l'asse s'è incrinato, Meloni è passata immediatamente nella testa di Trump dalla categoria della serba a quella della nemica. Ma c'è ancora un margine per ricuscire, naturalmente a condizione che Meloni recuperi quella dimensione di servitù di cui Salbini sembra essere in questo momento il modello preferito e indicato da Donald Trump. Questa è la situazione e in questo clima si verifica la visita di Rubio nel nostro paese. In questo clima si continua a discutere sulla possibilità che Trump conferni i nuovi dazi al 25% sulle auto e sul camion europei, fregandosene di quello che era già stato l'accordo sottoscritto in Scozia tra lui ed una, anche in quel caso felicemente vassalla, Ursula von der Leyen. Naturalmente quando c'è in gioco il rapporto Con lo sceriffo di Washington ci muoviamo su un terreno? instabile per definizione. Quello che è vero oggi può non essere vero domani e quello che è vero domani è sicuramente falso dopo domani. Non c'è mai una parola definitiva nei negoziati o nelle relazioni con il commander in chief. Ma così è se vi pare. Questo è il momento che stiamo vivendo. Ora tocca a Meloni decidere come rapportarsi a Donald Trump e se accogliere o meno l'invito trasformarsi in una specie di salbini in gonnella oppure continuare a mantenere un atteggiamento critico nei confronti degli Stati Uniti d'America insieme agli alleati europei dunque ancora una volta lo schema è sempre lo stesso da che parte vuole stare il nostro paese che ruolo vuole giocare nel mondo e che soprattutto tipo di relazione vuole intrattenere con il più formidabile architetto del caos che il pianeta conosca in questo momento. Fermor e Stand che, quel che sosteneva Winston Churchill quasi un secolo fa, rimane oggi e ancora più di allora drammaticamente vero. Gli Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta, dopo che hanno esauito tutte le alternative. Purtroppo questo momento dimostra che Trump sta tuttora esperendo tutte le alternative. Per fare la cosa giusta servirà ancora chissà quanto tempo, semmai la farà. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Host: Massimo Giannini
Episode: Rubio, Meloni e il pizzino di Trump sul modello Salvini
Date: May 4, 2026
Platform: OnePodcast / Repubblica
L'episodio di oggi offre un'analisi tagliente e attuale della crisi diplomatica tra Italia e Stati Uniti, innescata dai recenti attriti tra Giorgia Meloni e Donald Trump. Sullo sfondo, l’imminente visita in Italia del Segretario di Stato americano Marco Rubio e la strategia “modello Salvini” che Trump sembra voler imporre a Meloni. Giannini esplora il significato simbolico e politico delle mosse degli attori coinvolti, focalizzandosi sui rapporti di forza all’interno della destra italiana e tra le nazioni atlantiche.
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“Gli Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta dopo che hanno esaurito tutte le alternative.”
[01:53]
“Piuttosto che chiudere scuole, fabbriche e ospedali, torniamo a prendere gas e petrolio che arriva da tutto il mondo, Russia compresa, visto che non siamo in guerra contro la Russia.”
[02:27]
“Il presidente Trump è il nostro alleato e il nostro amico e ogni malinteso sarà risolto molto presto.”
“Trump vuole accompagnare la visita di Marco Rubio mettendo in evidenza in questa intervista quale deve essere il rapporto che caratterizza un buon capo di stato italiano nei confronti degli Stati Uniti d’America.”
“Cara Giorgia, stai attenta a quello che dici e a come ti comporti, perché il vero modello al quale ti devi attenere... è il tuo vicepresidente del consiglio, quel Matteo Salvini.”
[06:33]
“Finora Trump ha concepito il rapporto con la sorella d’Italia nei termini della servitù, del gregariato...”
“Sergio Mattarella... definisce vassallaggio felice.”
[08:20]
“Quello che è vero oggi può non essere vero domani e quello che è vero domani è sicuramente falso dopodomani.”
[09:02]
“Da che parte vuole stare il nostro paese, che ruolo vuole giocare nel mondo e, soprattutto, che tipo di relazione vuole intrattenere con il più formidabile architetto del caos che il pianeta conosca in questo momento?”
“Gli Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta, dopo che hanno esaurito tutte le alternative.”
“Purtroppo, questo momento dimostra che Trump sta tuttora esperendo tutte le alternative. Per fare la cosa giusta servirà ancora chissà quanto tempo, semmai la farà.” [09:42]
Churchill docet:
“Gli Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta, dopo che hanno esaurito tutte le alternative.” (Giannini citando Churchill, [00:26], ripreso in chiusura [09:42])
Salvini sulla Russia:
“Piuttosto che chiudere scuole, fabbriche e ospedali, torniamo a prendere gas e petrolio che arriva da tutto il mondo, Russia compresa, visto che non siamo in guerra contro la Russia.” ([01:53])
Rapporto Italia-Trump secondo Giannini:
“Con Trump non si può essere in alcun modo alleati che ragionano e discutono su un piano di parità. Con Trump si può essere soltanto o nemici oppure servi.” ([06:33])
La domanda chiave:
“Da che parte vuole stare il nostro paese… che tipo di relazione vuole intrattenere con il più formidabile architetto del caos che il pianeta conosca in questo momento?” ([09:02])
Massimo Giannini, con il suo stile diretto e incisivo, fotografa una fase delicatissima delle relazioni internazionali italiane, mostrando come la politica di simboli e messaggi sia spesso più potente degli atti formali. Il modello Salvini, rilanciato da Trump, serve da monito per Meloni alla vigilia dell’arrivo di Rubio: scegliere tra l’opposizione critica o il “vassallaggio felice”. In uno scenario instabile, l’Italia è chiamata a decidere ruolo e futuro, sotto lo sguardo attento e imprevedibile degli Stati Uniti di Trump.