Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: "Salvini, l’odio e il bronzo di Aouani, figlio delle case popolari"
Host: Massimo Giannini
Date: 16 settembre 2025
Episodio in breve
In questo episodio, Massimo Giannini riflette sulle dinamiche d’odio nella politica italiana, in particolare analizzando le recenti dichiarazioni e azioni di Matteo Salvini e della Lega sul tema dei migranti e sulla strumentalizzazione dell’odio nei confronti del “diverso”. In contrapposizione, Giannini racconta la storia di Ilias Aouani, atleta italiano di origine marocchina, simbolo di riscatto e orgoglio nazionale. L’episodio si muove tra cronaca, analisi politica, dati alla mano e una celebrazione degli esempi positivi di integrazione.
1. Funerali di Charlie Kirk e l’isteria americana che contamina l’Italia
[00:41–02:10]
- Giannini apre l’episodio collegando la reazione americana alla morte di Charlie Kirk, esponente suprematista bianco, alla tendenza italiana di cavalcare isterie simili su temi divisivi.
- Trump organizza un funerale storico, quasi da “spettacolo di massa”.
- Il clima emotivo istigato dalle tragedie negli USA si riflette in Italia:
“Anche l'Italia con la stessa isteria americana si prepara a quei funerali continuando a spargere altro odio sull'odio.” (00:59)
2. Il mestiere dell’odio e il ruolo di Matteo Salvini
[02:11–09:50]
Bestia leghista e strategie digitali
- Giannini ricorda come Salvini abbia costruito la propria ascesa politica su rancore e campagne di odio, spesso organizzate sistematicamente online dalla cosiddetta “Bestia” di Luca Morisi, inondando i social di shitstorm contro migranti, avversari politici e intellettuali:
“montare quotidianamente delle enormi shitstorm, delle tempeste di letame, da indirizzare via web, di volta in volta, contro nemici che lo stesso Salvini indicava...” (03:48)
Le iniziative "malzane" e simboliche
- Esempi: le “spedizioni” sotto casa di Elsa Fornero e di presunti spacciatori, sempre con una regia mediatica rivolta a demonizzare l’avversario o il “diverso”.
“Ma appunto Salvini si portò dietro un manipolo di leghisti e andò a citofonare a casa Fornero, per fortuna non trovandocela.” (05:10)
- Denuncia del paradosso sulle pensioni: criticare Fornero senza mai eliminare realmente la sua riforma.
3. Migration panic: paura e realtà sui dati
[09:50–12:00]
Il nuovo allarme: la minaccia dei migranti
- Giannini analizza le dichiarazioni recenti di Salvini che sposta l’attenzione dalla minaccia militare della Russia a quella rappresentata dai migranti che arrivano via mare:
“La vera minaccia [...] arriva dalle coste del sud e la vera minaccia sono i migranti, perché con i barconi continuano ad arrivare delinquenti e terroristi...” (06:22)
- Demistificazione con dati ufficiali:
- 925.000 migranti arrivati via mare in 10 anni
- Attentati terroristici europei riconducibili a persone passate dall’Italia su barconi: solo 4
“Su quasi un milione di migranti arrivati sulle nostre coste, quelli che hanno avuto a che fare con il sangue riversato dagli stragisti terroristi islamici sono solo quattro.” (10:50)
- Sottolinea la sproporzione tra narrazione politica e realtà numerica.
4. Bolsonaro e i modelli “ideali” di Salvini
[12:00–12:30]
- Critica le dichiarazioni di Salvini su Bolsonaro, descritto come vittima politica e leader virtuoso.
- Giannini tira fuori le frasi e i fatti più gravi di Bolsonaro: sostegno alla tortura, razzismo aperto, omofobia, apologia della dittatura militare, favore alla deforestazione e violenza contro minoranze.
“Bolsonaro è stato un presidente che ha fatto apprezzamenti per la dittatura militare, che ha riversato tutto il suo disprezzo verso i parenti dei desaparecidos.” (11:43)
- Paradosso: Salvini esalta un personaggio che rappresenta discriminazione e odio, in un “partito delle infrastrutture e dell’amore”.
5. Un’Italia diversa: la storia ispiratrice di Ilias Aouani
[12:31–13:47]
- Contrappone alla narrazione d’odio la storia di Ilias Aouani, cresciuto nelle case popolari milanesi, vincitore della medaglia di bronzo nella maratona olimpica.
- Aouani racconta il proprio senso d’appartenenza profondamente italiano e la propria resilienza:
“Io sono orgogliosamente italiano, sono felicissimo di aver alzato il tricolore, di aver portato prestigio al mio paese che mi ha dato tantissimo…”
– Ilias Aouani, 13:23 “Probabilmente ora ad ascoltare queste parole ci sono tanti ragazzi che sognano di essere al mio posto... E dico loro che è tutto possibile se tu ci credi abbastanza, non c'è nulla che sia impossibile.”
– Ilias Aouani, 12:50 - Giannini sottolinea la risposta di Aouani alle polemiche sulla “naturalizzazione” o le origini straniere:
“Ripete: non mi frega se sono un naturalizzato, un altro rubato dal Marocco. Non me ne frega niente, dicano quello che gli pare...” (13:47)
6. Conclusioni e messaggio finale
[13:47–14:45]
- Giannini chiude sottolineando la forza di una narrazione di amore, integrazione e orgoglio nazionale, incarnata da Aouani, come risposta all’odio seminato da “impresari della paura”.
“Non c'è risposta più bella, più intensa che quella di questo ragazzo, Ilyas Awani. Lui sì, il simbolo dell'amore e della tolleranza.” (13:58)
Momenti memorabili e citazioni
- Sulla narrazione politica:
“Cos'altro è questo se non odio riversato sullo straniero, sul diverso?” (07:36)
- Sui dati e la realtà:
“Dobbiamo partire dai dati, come al solito. Perché senza i dati, senza la verità, senza la realtà, noi parliamo solo di un gigantesco processo di gaslighting...” (08:35)
- Sul riscatto sociale e nazionale:
“Io sono figlio delle case popolari e sono felice di aver dato prestigio all'Italia, il mio paese che mi ha dato tantissimo.” – Ilias Aouani, (13:30)
Timestamps degli snodi principali
- [00:41] – Introduzione: Funerale di Charlie Kirk e riflessi sull’Italia
- [03:48] – Le shitstorm digitali della Lega (“Bestia leghista”)
- [05:10] – Esempi di intimidazione: Fornero e migranti
- [06:22] – Dichiarazioni di Salvini sulla “vera minaccia”
- [10:50] – I dati sui migranti e terrorismo: solo 4 casi su quasi un milione
- [11:43] – Salvini e Bolsonaro: modelli di odio e intolleranza
- [12:36] – Intervento e parole di Ilias Aouani
- [13:58] – Messaggio di tolleranza e riscatto sociale
Sintesi finale
Questo episodio di “Circo Massimo” mette in luce come la politica, attraverso narrazioni tossiche e dati distorti, possa alimentare la paura e il rifiuto del diverso. Giannini richiama a una riflessione profonda individuando in Aouani il simbolo della possibile, necessaria, Italia dell’integrazione e della speranza collettiva. Un ascolto vivace, appassionato e lucido sul teatro (e gli effetti) della propaganda politica italiana.
