Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: Se Kim Novak spiega alle destre i doveri delle democrazie
Host: Massimo Giannini
Date: September 2, 2025
Podcast: OnePodcast
Episodio in breve
In questa puntata, Massimo Giannini parte dallo straordinario discorso di Kim Novak, premiata a Venezia con il Leone d’Oro alla carriera, per riflettere sullo stato delle democrazie occidentali e i pericoli sempre più pressanti rappresentati dalle autocrazie - in particolare la Russia di Putin. Prendendo spunto dall’attualità internazionale (cyber-attacchi, la guerra in Ucraina, vertici tra potenze) e dal panorama europeo, Giannini sottolinea le ambiguità della destra italiana e le debolezze dell’Unione Europea in risposta alle crisi contemporanee.
Punti chiave e approfondimenti
1. Kim Novak e il richiamo ai doveri della democrazia
- 00:40–02:00: Kim Novak, icona di Hollywood e “musa” di Hitchcock, riceve il Leone d’Oro alla carriera e rivolge un messaggio forte sulle responsabilità delle democrazie moderne.
- Citazione [01:11]:
“Uno dei motivi per cui sono qui è per ispirare il più possibile le persone, per far capire che la loro libertà conta, che le loro vite contano, i loro diritti contano, la verità conta. E devo dirlo, per tutte le democrazie nel mondo dobbiamo unirci, collaborare, essere creativi, trovare il modo di aprire gli occhi, guardare cosa sta succedendo e fare tutto il possibile per salvare le nostre democrazie.”
— Kim Novak (citata da Giannini)
- Citazione [01:11]:
2. La minaccia della Russia e la “guerra ibrida”
- 02:20–04:00: Giannini parla dell’attualità internazionale: la Russia di Putin, da un lato protagonista della guerra in Ucraina, dall’altro impegnata in guerre “sporche” e cyber-attacchi, come quello ai danni di Ursula von der Leyen.
- Il Cremlino sta combattendo una “guerra ibrida” in Europa, non solo con missili ma con “hacker e cyberattacchi”.
- Citazione [03:13]:
“Quello subito da Ursula von der Leyen… è un esempio clamoroso. Ad opera di chi è stato questo attacco? Chiedete a Mosca, dice la portavoce della Commissione Europea. E anche se ora Mosca smentisce, è chiaro che questo episodio si inquadra a perfezione nella guerra ibrida che il Cremlino sta facendo esplodere nel cuore d’Europa.”
— Massimo Giannini
3. Meloni, la destra e le “illusioni di pace”
- 04:15–07:30: Focus sulla presidente Meloni e sulle sue posizioni riguardo la guerra in Ucraina e le dinamiche dell’Occidente.
- Criticata per l’ingenuità nel credere alle false prospettive di pace offerte da Trump e Putin.
- Dietro le diplomatiche “aperture” (come il vertice di Anchorage), solo interessi economici e la volontà di ridisegnare l’ordine mondiale.
- Citazione [06:45]:
“I meloniani spiragli di pace sono tragicamente sepolti sotto le macerie di Kiev, martoriata da una pioggia di droni e di missili... Ogni ordigno ha un avvertimento, ma anche un insegnamento, per chi nel vecchio continente non ha ancora compreso quello che Angela Merkel predisse già nel marzo 2014: trattare con Putin non è difficile, è inutile, perché lui abita in un altro pianeta.”
— Massimo Giannini
4. L’“alternativa” all’Occidente: la Shanghai Cooperation Organization
- 08:10–10:30:
- Discussione sui vertici tra Cina, Russia e altri paesi non occidentali (India, Brasile, Arabia Saudita) per consolidare un nuovo ordine internazionale alternativo.
- Il comunicato finale parla di rispetto della sovranità, ma omette totalmente la guerra in Ucraina.
- Citazione [09:18]:
“Questo testo… sembrava o sembrerebbe pensato apposta per quel che è accaduto in Ucraina. E invece no. I paesi di questa organizzazione… fanno riferimento solo all’offensiva israeliana contro l’Iran e contro Gaza. Ma di ciò che sta accadendo nello Stato sovrano guidato da Zelensky e invaso dai russi, neanche una parola.”
— Massimo Giannini
5. Fragilità e ambiguità dell’Unione Europea
- 10:40–14:30:
- L’Europa resta “in vita” ma fragile, il formato Macron-Merz-Starmer sostiene ancora Zelensky.
- Si evidenziano i limiti strutturali: decisioni all’unanimità, incapacità di incidere sulle crisi (Ucraina e Palestina), divisioni interne.
- Meloni si presentata come ambigua, mai veramente allineata con il blocco franco-tedesco, più vicina a Orban e Fico che ai leader centrali dell’Ue.
- Sul tema della governance europea, Meloni critica l’UE ma con proposte “contraddittorie e di corto respiro”, allontanandosi dai veri temi dell’integrazione.
- Citazione [12:24]:
“La presidente del consiglio al meeting di CL a Rimini si è appropriata delle critiche all’Europa di Draghi per dire… io lo ripeto da anni. Come se la sguaiata eurofobia meloniana… si possa assimilare al whatever it takes del presidente della BCE.”
— Massimo Giannini - Citazione [13:55]:
“La destra che lei incarna non è la cura, è la malattia.”
— Massimo Giannini
Momenti memorabili e citazioni
- Kim Novak sulla democrazia [01:11]:
“Devo dirlo, per tutte le democrazie nel mondo dobbiamo unirci, collaborare, essere creativi… per salvare le nostre democrazie.” - Giannini su Putin e la guerra ibrida [03:13]:
“...è chiaro che questo episodio si inquadra a perfezione nella guerra ibrida che il Cremlino sta facendo esplodere nel cuore d’Europa.” - Giannini sulle illusioni di pace [06:45]:
“I meloniani spiragli di pace sono tragicamente sepolti sotto le macerie di Kiev...” - Sull’ambiguità di Meloni e della destra italiana [13:55]:
“La destra che lei incarna non è la cura, è la malattia.”
Segnali d’allarme e riflessioni finali
- L’episodio invita a vigilare sulla fragilità delle democrazie, minacciate tanto dall’esterno (autocrazie, alleanze rivali, attacchi ibridi) quanto dall’interno (sovranismi, divisioni europee).
- Conclude che serve un’Unione più coesa ed efficace, capace di difendere “storia, cultura, valori e istituzioni”—la posta in gioco non è solo Kiev, ma l’identità stessa dell’Europa.
[Fine podcast - pubblicità esclusa]
