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E poi c'è un'altra vergogna, più vasta, la vergogna del mondo. C'è chi davanti alla colpa altrui, o alla propria, volge le spalle, così da non vederla e non sentirsene toccato. Così hanno fatto la maggior parte dei tedeschi nei dodici anni itleriani, nell'illusione che il non vedere fosse un non sapere, e il non sapere li alleviasse dalla loro quota di complicità o di connivenza. Queste parole le scrisse l'immenso Primo Levi, in uno dei suoi più bei libri, scritti dopo la terribile esperienza ad Auschwitz, I sommersi e i salvati, una testimonianza straordinaria che si somma a tutte le altre che Levi ci ha lasciato, dalla tregua fino ad arrivare ovviamente al suo capolavoro, e cioè se questo è un uomo. Tutti testi ispirati alla necessità di ricordare, di fare i conti con le proprie coscienze. Tutto quello che oggi, nella giornata mondiale della memoria, sarà oggetto dei nostri ricordi, ma tutto quello che purtroppo, anche in una giornata come questa, i fatti dimostrano che da parte di molti c'è voglia di archiviare, di menticare.
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Circo Massimo. Lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini.
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Ma sì, certo, lo sappiamo tutti. Oggi è la giornata della memoria. E dunque sentiremo parlare i capi di Stato e di Governo, sentiremo parlare alla nostra Presidente del Consiglio, le alte cariche dello Stato, tutte con linguaggio contrito. Contribuiranno a sottolineare quanto sia importante ricordare quel che accada perché non accada mai più. Tuttavia ci sono tante forme. dell'oblio che viene in maniera suddola inoculato nelle vene del paese da parte di chi vuol fare di tutto per voltare pagina e magari non occuparsene più o soprattutto non chiamare le cose col loro nome. Un esempio straordinario di questo processo inconscio o molto conscio, dipende dai punti di vista, è la circolare che il Ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato da Valditar, ha diffuso oggi a tutti i presidi delle scuole italiane, attraverso il Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione. La circolare ha oggetto proprio il giorno della memoria. Bene, leggo qualche passaggio, vale la pena. Il 27 gennaio 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz, consentendo al mondo intero di prendere piena e drammatica consapevolezza delle atrocità perpetrate nei campi di concentramento e di sterminio. Questa data che segna simbolicamente la fine di uno dei capitoli più tragici e oscuri della storia dell'umanità è stata individuata dal Parlamento italiano quale momento di solenne commemorazione. Con la legge 20 luglio numero 2011 del 2000 è stato istituito il giorno della memoria dedicato al ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico. nonché dei deportati militari politici italiani nei campi di sterminio. Analogamente continua a circolare l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione adottata il 1 novembre 2005, proclamato il 27 gennaio giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell'olocausto. invitando gli stati membri a promuovere programmi educativi volti a trasmettere la memoria di tale tragedie alle generazioni future e a radicarla nella coscienza collettiva. Seguono alcuni altri passaggi che danno conto di cosa questa giornata rappresenti e cioè per la comunità sia nazionale sia internazionale un momento imprescindibile di riflessione e di rinnovato impegno civile volto a mantenere viva la memoria dei cittadini ebrei che subirono la deportazione e la prigionia, privati della libertà, della dignità e, in innumerevoli casi, della stessa vita, nonché di tutti coloro che, mettendo a rischio la propria esistenza, si opposero al progetto di sterminio offrendo supporto ai perseguitati, aggiunge la circolare alcune indicazioni più pratiche. Nel rispetto della missione istituzionale affidata, il Ministero dell'Istruzione e del Merito è da sempre impegnato nella promozione e nello sviluppo di progetti e iniziative didattiche finalizzate allo studio, all'approfondimento e alla riflessione sulla Shoah. E dunque ne è esempio la visita da remoto dai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau, prevista per il 26 gennaio alle ore 9.30, cosa che c'è stata ieri. organizzata da questo ministero e dal Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano della Shoah. La conclusione, alla luce dell'elevato valore civile e culturale della ricorrenza, e considerata la costante attenzione e sensibilità riservata alla tematica, Il Ministero dell'Istruzione e del Merito invita le istituzioni scolastiche di ogni ordine grado a promuovere in prossimità del 27 gennaio iniziative di studio, formazione e sensibilizzazione che coinvolgano l'intera comunità scolastica, stimolando il dialogo e il confronto con le nuove generazioni, affinché la memoria delle vittime dell'olocausto si traduca in un concreto esempio di vita, di responsabilità e di impegno. contro ogni forma di discriminazione culturale, religiosa, etnica e razziale. Firmato il direttore generale Francesca Carbone. Avete sentito con che spirito elevato si fa riferimento alla necessità di ricordare. Quello tuttavia che lascia perplessi è un altro aspetto. Cosa c'è che non va in questa lunga circolare che pure invita gli istituti scolastici a ricordare, a mettere in piedi iniziative che sollecitino agli studenti il ricordo di questi 6 milioni di ebrei annientati in pochi mesi da quella macchina di morte che fu il nazismo col supporto del fascismo. Ecco, è proprio questo che non va, è proprio questo che manca. In tutto ciò che io vi ho letto fino adesso, ed è l'intera circolare, non viene mai pronunciata la parola chiave nazifascismo. Sembra cioè che l'olocausto sia stato un terremoto un'alluvione, oppure la caduta di una meteorite. Un evento quasi naturale, non il frutto dell'azione dell'uomo, non la scelta consapevole di una dittatura feroce, quella nazista di Adolf Hitler, alla quale diede fattivo sostegno quella fascista di Benito Mussolini. No. appunto, un accidente della storia, senza responsabili, senza nomi e cognomi ai quali imputarla. Ecco, vedete, questo è l'approccio subdolo, ipocrita, mendace, con il quale il nostro governo avvicina le grandi questioni della storia, soprattutto quando chiamano in causa forze politiche alle quali chi oggi governa è in qualche modo, per vie dirette o indirette, riconducibile. E allora ricordiamo quello che va ricordato. Il giorno della memoria, lo dicevo proprio in queste ore con Christian Raimo, impegnato come quant'altri mai meritoriamente su queste cose, è stato istituito nel 2000 per ricordare quattro aspetti. Il primo, la Shoah, appunto lo sterminio degli ebrei. Secondo, le leggi razziali fasciste e la persecuzione da parte dei fascisti e dei nazisti dei cittadini ebrei italiani. Terzo, i deportati militari e politici antifascisti italiani nei campi di sterminio. Quarto, gli antifascisti che si sono opposti al progetto di sterminio e al rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Ebbene, di tutto questo Nella circolare del ministero di Valditara non c'è la minima traccia. E così ecco che il governo delle destre al comando trasforma il giorno della memoria nel giorno dell'amnesia.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giallini. Una produzione, one podcast.
Host: Massimo Giannini
Date: January 27, 2026
In this episode, Massimo Giannini explores the significance of the Giornata della Memoria (Holocaust Remembrance Day) in Italy, questioning whether the day is truly serving its purpose or being emptied of meaning by selective institutional memory. He critically analyzes a circular issued by the Italian Ministry of Education, highlighting its omissions regarding the historical responsibility for the Holocaust, and reflects on the dangers of collective amnesia in the face of history’s darkest chapters.
“C’è chi davanti alla colpa altrui, o alla propria, volge le spalle, così da non vederla e non sentirsene toccato… nell’illusione che il non vedere fosse un non sapere.”
He underscores how Levi’s writings were intended to combat indifference, reminding the audience that memory is an active process of confronting uncomfortable truths.
“…ci sono tante forme dell’oblio che viene in maniera subdola inoculato nelle vene del paese da parte di chi vuol fare di tutto per voltare pagina…”
“In tutto ciò che io vi ho letto fino adesso, ed è l’intera circolare, non viene mai pronunciata la parola chiave nazifascismo…” (06:07)
He stresses that nowhere in the text is “nazifascismo” (“Nazi-fascism”) mentioned, and historical responsibilities are blurred or omitted.
“Questo è l’approccio subdolo, ipocrita, mendace, con il quale il nostro governo avvicina le grandi questioni della storia, soprattutto quando chiamano in causa forze politiche alle quali chi oggi governa è in qualche modo… riconducibile.” (07:04) He accuses the current right-wing government of willfully muddying history to avoid confronting its ideological roots.
“Di tutto questo nella circolare del ministero di Valditara non c’è la minima traccia. E così ecco che il governo delle destre al comando trasforma il giorno della memoria nel giorno dell’amnesia.” (08:13)
Primo Levi on collective amnesia:
“Quello che purtroppo, anche in una giornata come questa, i fatti dimostrano che da parte di molti c’è voglia di archiviare, di dimenticare.” (01:15)
On the hollowness of official commemorations:
“Sentiremo parlare i capi di Stato e di Governo, sentiremo parlare la nostra Presidente del Consiglio… tutte con linguaggio contrito. Tuttavia ci sono tante forme dell’oblio…” (01:29)
On the suppression of historical agency:
“Sembra cioè che l’olocausto sia stato un terremoto un’alluvione, oppure la caduta di una meteorite. Un evento quasi naturale, non il frutto dell’azione dell’uomo…” (06:44)
Giannini’s commentary is a pointed warning that remembrance without clarity and truth is hollow. He urges listeners to resist political attempts to sanitize or obscure uncomfortable historical legacies, especially those tied to the ideologies and violence of the 20th century. The episode powerfully reminds: “Chiamare le cose col loro nome è già un atto di memoria.”