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Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini. Applaudite.
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I centri in Albania funzioneranno. Dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del novembre.
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Eccola qua la cancelliera italiana. Giorgia Meloni. Era il 16 dicembre del 2024. All'assemblea di Atreiu pronunciò il suo grido di battaglia. I centri in Albania funzioneranno. Eravamo già al centro di una grossa polemica l'indomani dell'accordo che la stessa Meloni aveva sottoscritto con il primo ministro albanese Edi Ram per la costruzione, appunto, di due centri di permanenza e respingimento dei migranti in territorio albanese. La magistratura italiana, oltre che quella europea, aveva già messo in evidenza l'illegittimità di quella gestione in outsourcing del fenomeno migratorio, attraverso misure che non riconoscevano, come invece fa la legislazione europea, i paesi non sicuri nei quali l'Italia voleva rimpatriare quei migranti. e per questo Meloni si lasciò andare a quell'urlo forte di fronte al suo popolo per rassicurarlo in modo molto diverso da come fece nel 2016 Angela Merkel. Bene, è passato un anno da allora e oggi Meloni, di fronte al sostanziale fallimento di quel modello di gestione del fenomeno migratorio, non cambia idee e anzi ribadisce che i centri funzioneranno. Riascoltiamola subito dopo il vertice intergovernativo tra Italia e Albania che si è svolto ieri a Roma alla presenza, ancora una volta, del primo ministro Rama.
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L'immigrazione è un fenomeno europeo, è un fenomeno che va affrontato con la cooperazione tra gli Stati membri dell'Unione Europea e anche con la cooperazione tra l'Unione Europea e gli Stati attualmente extra-UE. compreso, allo stesso modo, la validità di questo modello. In molti hanno lavorato per frenarlo o per bloccarlo, ma noi siamo determinati ad andare avanti perché questo meccanismo, dal nostro punto di vista, ha il potenziale di modificare l'intero paradigma nella gestione dei flussi migratori.
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Dunque Meloni non molla, ribadisce che i centri in Albania funzioneranno. Non si rassegna all'idea che, a prescindere dagli interventi delle magistratue, sia quella italiana sia quella europea, quel meccanismo di trasferimento dei migranti dall'Italia alle coste albanesi sui navi militari italiani, che costano una quantità impressionante di soldi, non risolve in alcun modo il problema. Anzi, come sempre fa, Meloni dà la colpa ad altri. Dice, come avete sentito, non tutti hanno compreso la validità del modello. Tanti hanno lavorato per frenarlo, bloccarlo, ma noi siamo determinati ad andare avanti. Perché quel meccanismo, secondo la sorella d'Italia, ha la potenzialità di cambiare il paradigma sulla gestione dell'immigrazione. Stavolta Bontasua non ci ripete come ha fatto infinite altre volte che quel modello ce lo copiano in tutta Europa, semplicemente perché non è vero. Qualcuno durante vertici europei del passato ha guardato con qualche interesse a questa iniziativa di Giorgia Meloni, ma l'ha fatto più per una curiosità di rito, che non per un reale interesse ha di importare quel modello nel proprio paese. E dunque cosa resta in piedi? Soltanto questo patto di ferro tra Giorgia e Edi. Un rama è il primo ministro albanese che conferma la totale e assoluta fedeltà a Giorgia Meloni. Ascoltiamo anche lui subito dopo il vertice intergovernativo di ieri.
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Con l'Italia Io lo farei cento volte, anche se cento volte lei sarebbe contrario. Con altri paesi? Mai. E questo l'ho detto ai altri paesi. E quando mi domandano, ma perché? Gli dico perché non si è dell'Italia. È un problema. Cioè non sono l'Italia, sono rispettati, sono ammirati per tutto quello che sono, ma se non sono l'Italia non possono chiedere all'Albania tutto quello che gli viene in mente. L'Italia ci può chiedere tutto quello che gli viene in mente. E noi siamo sempre pronti a rispondere sì, perché ci sentiamo parte integrale di questo Paese.
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Beh, che cosa c'è di meglio di un partner come Eddie Rama? Uno che dice, dopo aver parlato con la premier italiana, qualunque cosa mi chieda l'Italia io la faccio, io obbedisco. Pazienza se poi l'obbedienza in realtà è fine a se stessa, perché non produce alcun risultato. E pazienza se alla fine anche questo è soltanto un rito stanco, una sorta di messa in scena, come ne abbiamo viste tante altre. Come abbiamo visto nel maggio dell'anno scorso, come abbiamo visto a dicembre dell'anno scorso, come abbiamo visto a maggio di quest'anno, quando al vertice di Tirana, quello nel quale si sono riuniti la coalizione di Volente Rosi, per discutere di Albania e di Rama, nel momento in cui arrivò Giorgia Meloni, si inginocchiò ai suoi piedi per baciarla in mondo-visione. Questo è solo folclore. La sostanza è tutta atta. E la sostanza dice che, a dispetto dei proclami meloniani, quel modello proprio non funziona. E che non funzioni ormai è acclarato. E non lo dicono i bolcerichi dell'opposizione. E neanche i truci giudici della Corte di Giustizia europea e meno che mai quello dei tribunali italiani. Lo dicono i numeri, lo dicono le inchieste giornalistiche come quella condotta da Milena Gabanelli qualche giorno fa, che ha snocciolato i numeri e ha snocciolato tutta la sequela di errori e di intoppi nei quali il governo italiano è caduto per inseguire una chimera. Lo sappiamo, l'ITER di questo meccanismo prevede che un giudice a Roma convalidi il trattenimento entro 48 ore del migrante. Il governo Meloni vuole applicare la procedura accelerata di frontiera, riduce i tempi decisionali a 28 giorni, poi si intoppa tutto sulla definizione di paese sicuro. E lì cominciano i guai, con le magistrature, con la lista stilata dal nostro ministero, che non corrisponde a quei criteri di sicurezza che invece adotta l'Europa sulla base di principi giuridisci. E così nei due centri di Schengen e Ghiaderra arrivano quattro gatti. Quattro gatti, tuttavia, che costano una barca di soldi. L'ha infatti stimato la Corte dei Conti e Milena Gabanelli ha registrato nel suo dataroom che tutta questa gigantesca montatura dei due centri in Albania costa qualcosa come 670 milioni di euro che sono stati stanziati finora e che non sono soltanto limitati a questo. Poi si vanno ad aggiungere altre voci, voci che alla fine fanno una montagna di danaro sottratta ad altri interventi strutturali e necessari che riguardano per esempio il nostro welfare, la distruzione, la sanità, il lavoro. Ebbene, se guardiamo questa montagna di danaro che è stato stanziato e la mettiamo a confronto con i numeri veri e propri, e cioè la quantità di persone che sono transitate nei due centri in quel territorio albanese che è di Rama, con tanta generosità ci ha messo a disposizione a Shenzhen e Ghiyader. Beh, c'è da restare all'ibiti. A inizio ottobre 2025 il bilancio dell'operazione è il seguente. almeno 66 gli immigrati trasferiti dall'Albania nel nostro paese per ordine dei tribunali. E laggiù, in quei due centri, ne sono attualmente detenuti soltanto 20. E se si pensa che all'epoca, quando Meloni annunciò l'operazione, quei due centri avrebbero dovuto accogliere a rotazione ogni mese 3.000 migranti? Beh, il flop è sotto gli occhi di tutti. E pensate che non è finita qua. Ai 671 milioni stanziati finora se ne dovranno aggiungere altri. Dal 2025 al 2028 sono previsti costi ulteriori pari a 125 milioni l'anno. E dunque, alla fine della solfa, più che i centri in Albania, funzioneranno solo i falsi ideologici della Sorella d'Italia. Circo Massimo, lo spettacolo della politica.
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È un podcast di Massimo Giannini. Con Plenitude l'energia delle connessioni ha una nuova forma. È arrivata Plenitude Fibra. Puoi averla 16,90€ al mese per 36 mesi se sei cliente Plenitude per l'energia di casa o vuoi diventarlo. Scopri di più nei Plenitude Store o su anyplenitude.com. Plenitude. Abbiamo energia per cambiare. Offerta per clienti residenziali soggetta a limiti di copertura. Costo di attivazione una tantum 39€. Servizio voce non incluso con perdita dell'eventuale numero telefonico fisso in caso di passaggio da altro operatore. Maggiori dettagli su anyplenitude.com.
Episode: Spiccioli ai poveri, miliardi ai centri-migranti in Albania
Host: Massimo Giannini
Date: November 14, 2025
Platform: OnePodcast
In questo episodio, Massimo Giannini riflette criticamente sul progetto dei centri per migranti italiani in Albania, ripercorrendo la genesi dell’accordo tra la Premier Giorgia Meloni e il premier albanese Edi Rama. Giannini confronta la situazione attuale con la gestione della crisi dei migranti da parte di Angela Merkel dieci anni prima e denuncia l’inefficacia e lo spreco di risorse pubbliche destinate a tali centri, che a suo avviso si sono rivelati un "flop" sia politico che pratico.
Timestamps: [00:30]–[02:31]
«…la Merkel le disse all'indomani della tragica sanguinosa guerra in Siria... Ce la faremo ad assorbire oltre 3 milioni di migranti siriani e così fu. Merkel riuscì a gestire quell'emergenza.» (B, [01:05])
Timestamps: [02:31]–[04:41]
«I centri in Albania funzioneranno. Dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del novembre.» (C, [02:03])
Timestamps: [04:08]–[06:14]
«...In molti hanno lavorato per frenarlo o per bloccarlo, ma noi siamo determinati ad andare avanti perché questo meccanismo, dal nostro punto di vista, ha il potenziale di modificare l'intero paradigma...» (C, [04:08])
«L’Italia ci può chiedere tutto quello che gli viene in mente. E noi siamo sempre pronti a rispondere sì, perché ci sentiamo parte integrale di questo Paese.» (D, [06:14])
Timestamps: [06:14]–[08:12]
Timestamps: [08:12]–[11:22]
«Quattro gatti, tuttavia, che costano una barca di soldi.» (B, [07:59])
«Ebbene, se guardiamo questa montagna di denaro che è stato stanziato e la mettiamo a confronto con... la quantità di persone che sono transitate nei due centri... c'è da restare allibiti.» (B, [09:30])
«Più che i centri in Albania, funzioneranno solo i falsi ideologici della Sorella d'Italia.» (B, [11:10])
«Merke riuscì a gestire quell’emergenza.» (B, [01:30])
«I centri in Albania funzioneranno.» (C, [02:03])
«L’Italia ci può chiedere tutto quello che gli viene in mente. E noi siamo sempre pronti a rispondere sì...» (D, [06:14])
«Flop sotto gli occhi di tutti... funzioneranno solo i falsi ideologici.» (B, [11:10])
Il tono è ironico, pungente, con una critica costante alla propaganda della Presidenza del Consiglio e, più in generale, alla superficialità dell’approccio politico rispetto a questioni complesse. Giannini alterna ricostruzione dei fatti, riferimenti storici e sarcasmo, coinvolgendo l’ascoltatore con domande retoriche e sottolineando l’assurdità dei dati messi a confronto con le promesse iniziali.
Questa puntata è una feroce radiografia del progetto “Centri migranti in Albania”, dalla narrazione alla realtà, tra dichiarazioni trionfali e una scomoda verità numerica. Giannini smonta le giustificazioni ufficiali e i riti della politica spettacolo, lasciando l’ascoltatore con uno sguardo lucido e dissacrante sullo stato dell’arte delle politiche migratorie italiane.