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Ehi, Direkta, dimmi i miei buoni propositi.
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Certo, impara il kazoo tibetano, apri un ciringuito su Marte o sottoscrivi il nuovo BTP valore dal 2 al 6 marzo. Ma dove vai?
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Aspetta, puoi farlo online con Direkta, il tuo broker di fiducia. Il messaggio non costituisce offerta raccomandazione o invito alla compravendita. Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo. One Podcast.
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Quella del Mugnaio di Potsdam è un'antica leggenda ottocentesca che il grande Bertolt Brecht riprese e usò in uno dei suoi lavori teatrali. La storia era questa. Arnold, appunto, piccolo mugnaio, proprietario di un mulino in una zona campestre, viene sottoposto all'angheria dell'imperatore Federico II di Prussia, che dà ordine ai suoi scherani di abbattere il mulino di Arnold. perché nelle giornate belle, nelle quali l'imperatore usa andare a svernare nel castello di Sanssouci, si trova di fronte al bel panorama quel mugnaio e quel mulino che lo infastidisce. Per questo, appunto, il manofatto va raso al suolo. Il piccolo mugnaio di Posdan, così, con animo scosso ma determinato, si rivolge al magistrato, pronunciando una frase che resterà nella storia. Ci sarà un giudice a Berlino? Ebbene, oggi, sono passati più di due secoli da quella leggenda, scopriamo che c'è un giudice anche a Washington. Un giudice capace di fermare l'ognipotente e onnipresente nuovo imperatore Donald Trump. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
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La Corte Suprema regge sulle tariffe è profondamente disappointante e sono assurdo di alcuni membri della Corte, assurdo di non avere il coraggio di fare ciò che è giusto per il nostro paese. Voglio ringraziare e congratulare i giustici Thomas, Alito e Kavanaugh per la loro forza e la loro saggezza e l'amore per il nostro paese.
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Ed eccolo qua, l'avete sentito, l'architetto del caos che aggiunge altro caos a tutto quello che ha già creato in questi mesi. Le parole che avete appena ascoltato Donald Trump le ha pronunciate a caldo subito dopo l'annuncio della sentenza con la quale la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazzi che il Presidente aveva varato nell'aprile dell'anno scorso. nei confronti di Cina, Messico e Canada. Una botta pesantissima, un pacchetto da 175 miliardi rispedito al mittente dai giudici supremi in nome della Costituzione americana. Si apre adesso una confusione totale, perché per rispondere a questa decisione dei giudici della Corte, De Donald utilizza il suo bazooka. Dice, paradossale questa dichiarazione, finora ho fatto il bravo ragazzo, ma adesso basta, preannuncia controdazzi per tutti aumentati del 15%. Questo rimette in discussione tutti gli accordi faticosamente sopraggiunti nel frattempo, dopo che lo stesso Trump all'Inauguration Day aveva annunciato la sua strategia di guerra commerciale a tutto campo. E tra le vittime di questa nuova entropia sui mercati e sulle politiche commerciali del globo c'è anche l'Unione Europea, che ora emette un commicato ufficiale nel quale chiede piena chiarezza sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza della Corte Suprema. Bruxelles sottolinea la situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi, come concordato da entrambe le parti nella dichiarazione congiunta. USA. E sì, ce la ricordiamo tutti, quella dichiarazione congiunta che arrivò a valle di un incontro tra lo stesso Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che andò a baciare la pantofola nel club privato di golf del Tycoon di Mara Lago e in quella sede raggiunse un accordo che prevedeva appunto dazzi al 10% nei confronti dell'Unione Europea. Ora anche quel fragile, fragilissimo compromesso salta per aria. È molto probabile che finirà così. Bisognerà capire quali saranno gli sviluppi nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Per intanto ci accontentiamo del fatto che l'Europa sembra in grado di alzare la voce. non sappiamo bene che cosa farà l'Italia visto che per primi eravamo stati anche noi a nostra volta chini di fronte alla volontà del sovrano dicendo con l'ipocrisia più inaccettabile del mondo che i dazi erano una buona cosa. Abbiamo poi capito quanto costano al commercio mondiale e soprattutto l'ha capito il consumatore americano che sconta un PIL in crescita soltanto dell'1,4% e un sovraccosto che pesa sulle spalle delle famiglie americane del 96%. Questo è l'esito della Trump Tax, cioè dei dazi che ha voluto. Ma questo attiene all'economia. Parliamo invece della politica, perché la Corte Suprema, bocciando i dazi voluti dal Commander in Chief, ha cambiato il corso della storia. Gli ha impresso una lezione epocale, perché gli ha dimostrato che per quanto onnipotente si creda e per quanto sia lì ancora a ripeterci, lo ha fatto pochi giorni fa, che l'unico limite al mio potere è la mia moralità, le cose non stanno così. C'è ancora nella Costituzione americana un organismo supremo di garanzia, come è la Corte, che può dire di no al Presidente, lo può fermare nel suo cammino impetuoso che travolge tutto e tutti, il diritto e gli uomini. Lo ha fatto non solo sui dazi. L'abbiamo visto all'opera mandando l'ISI nelle sanctuary city, a uccidere addirittura americani bianchi, madri di famiglia o infermieri. L'abbiamo visto ripetere lo schema bloccando gli aiuti degli USAID ai paesi più poveri. Lo abbiamo visto via via Chiedendo l'attivazione della Guardia Nazionale a Chicago, su tutte queste cose, Corte Suprema e Corti Federali gli hanno sbarrato la strada. Ora arriva l'ostacolo più alto, che riguarda proprio i dazzi, cioè il cuore della politica trampiana. È un segnale fondamentale. perché dimostra, ancora una volta, che non bastano gli stati d'eccezione, per quanto invocati e talvolta praticati, per manomettere una Costituzione. E questo vale in America, ma è una lezione anche per il nostro Paese. Noi tra poco andremo a votare per un referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e sappiamo in realtà che la posta in gioco Anche qua è quella che riguarda i rapporti tra politica e magistratura, esattamente come negli Stati Uniti. Anche qui, Giorgia Meloni e le destre al comando accusano i magistrati di impedirli di governare. Anche qui, come Trump negli Stati Uniti, Abbiamo una Presidente del Consiglio e un Ministro della Giustizia che delegittimano i magistrati, trattano il Consiglio Superiore della Magistratura alla stregua di un sistema paramafioso, strumentalizzano le sentenze sui risarcimento civili a Sea-Watch, o su un migrante deportato illegittimamente in Albania per dire le toghe politicizzate ci impediscono di governare e ci impediscono di dare a voi cittadini la sicurezza necessaria. Menzogne e mali empolazioni continue che valgono qui come negli Stati Uniti. Ma ora ci conforta sapere che sia lì sia qui, almeno lo speriamo. Gli anticorpi per esistere alle torsioni autoritarie forse ci sono ancora. E allora, di fronte a un governo pronto a marciare persino su Sergio Mattarella che chiede rispetto per la magistratura e il suo organo di autogoverno, ottenendo in cambio solo altro fango, non possiamo che sperare. Tra un mese forse toccherà agli italiani dimostrare qualcosa di importante nell'urna. Due secoli fa c'era un giudice a Berlino, oggi c'è un giudice a Washington e forse dal 22-23 marzo prossimo gli italiani dimostreranno che c'è un giudice anche a Roma. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione. One Podcast.
Episode: Trump e la Corte Suprema: lezioni per l’Italia meloniana
Date: 23 febbraio 2026
Host: Massimo Giannini
Questo episodio di "Circo Massimo", condotto da Massimo Giannini, affronta la recente bocciatura da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti dei dazi imposti dall’amministrazione Trump contro Cina, Messico e Canada. Giannini riflette sull’importanza dei contrappesi istituzionali e ne trae una lezione per il contesto politico italiano, dove il rapporto fra politica e magistratura è oggetto di scontro e di imminente referendum.
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Citazione Trump
“La Corte Suprema regge sulle tariffe è profondamente disappointante... Voglio ringraziare e congratulare i giustici Thomas, Alito e Kavanaugh per la loro forza e la loro saggezza.”
(Donald Trump, 01:46)
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Citazione
“Due secoli fa c’era un giudice a Berlino, oggi c’è un giudice a Washington e forse dal 22-23 marzo prossimo gli italiani dimostreranno che c’è un giudice anche a Roma.”
(Massimo Giannini, 09:03)
Con uno stile diretto e appassionato, Giannini utilizza la sentenza della Corte Suprema USA come spunto per una più ampia riflessione sui rischi degli eccessi di potere esecutivo e sulle fondamenta dello stato di diritto, lanciando un messaggio forte per l’Italia in vista delle prossime sfide democratiche.