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Ti piace il suono della tastiera, eh? Però quanto è buona la pastiera. Senta a me, dopo la colazione, fuori casa, quando non c'è lo spazzolino, c'è Degam.
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Con Floro Calcexilitolo, un valido aiuto per.
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La tua igiene orale. Poi io te lo dice Antonino. Quando le ferie finiscono e la trentenne torna in città, nulla può turbarne la quiete. Con Zalando trova i suoi outfit da casa. Li prova davanti al suo specchio e si rilassa scegliendo i suoi nuovi look.
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Cosa mi metto per rientrare in ufficio?
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Shopping senza stress, con Zalando.
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Sciagurato il paese che trasforma un brutale delitto in un omicidio politico e sciagurata quella politica che, dopo aver sparso a piene mani i semi dell'odio, usa il gesto folle di un singolo per spargerne ancora, per intossicare le vene dei popoli, per curare la violenza con altra violenza, per criminalizzare l'avversario, per demonizzare il dissenso. Ma è esattamente questo quello che è successo e che sta succedendo negli Stati Uniti e non solo. Un'onda di veleno e di rabbia che sale attraversa l'Oceano Atlantico e arriva fino a noi, qui in Italia. Una guerra silenziosa delle menti che esplode in mezzo alle guerre sanguinose degli eserciti. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
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To my great fellow Americans, I'm filled with grief and anger at the heinous assassination of Charlie Kirk on a college campus in Utah. Charlie inspired millions and tonight all who knew him and loved him are united in shock and horror. Charlie was a patriot who devoted his life to the cause of open debate and the country that he loved so much, the United States of America.
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Quelle che avete appena sentito sono le parole del presidente americano, Donald Trump, che commenta uno dei più orribili omicidi di questi ultimi tempi, quello di Charlie Kirk, l'influencer trampiano vicino al partito MAGA da sempre, che è stato assassinato durante un discorso che stava tenendo nello Utah. Trump aveva sperato fino all'ultimo che Kirk potesse sopravvivere all'attentato e invece poi è stato lui stesso ad annunciare sul suo social truth, Kirk è morto, lo amavo e lo ammiravo. Ha ordinato, il presidente americano, bandiere a mezzasta in tutto il paese per colui che ha definito, come sentite da questo audio, un vero e grande patriota. Nel video che ha diffuso per rendergli omaggio, Trump accusa la retorica della sinistra radicale che per anni ha paragonato meravigliosi americani come Charlie ai nazi e ai peggiori criminali e assassini di massa del mondo. Questo genere di retorica, ha annunciato allo sceriffo di Washington, è direttamente responsabile per il terrorismo che stiamo vedendo nel nostro paese ora e deve cessare ora. Trump ha poi annunciato che premierà l'attivista ucciso con la medaglia presidenziale della libertà. Parole di fuoco, quelle dell'inquilino della Casa Bianca, comprensibili per un certo verso, soprattutto per una figura di leader politico come la sua, che dal punto di vista della sobrietà non ha mai brillato. Mettiamola così, usando un eufemismo. In realtà, come sappiamo, Donald Trump è solo un architetto del caos, un avvelenatore di pozzi. Certo è che questo è un delitto orribile, non ci sono dubbi da questo punto di vista. È un delitto che sicuramente riguarda il clima avvelenato che ormai caratterizza il discorso pubblico americano, soprattutto dopo la rielezione di Donald Trump. Ma chi è che ha avvelenato i pozzi in questi anni e in questi mesi? E chi era Charlie Kirk? Nato a Arlington Heights, nell'Illinois, aveva al seguito qualcosa come 7 milioni di follower su Instagram, era autore, conduttore radiofonico ed era poi diventato famoso come fondatore di Turning Point USA, un'organizzazione studentesca conservatrice che promuove e promuoveva i principi del mercato libero ed era però finito nella bufera per certe sue posizioni considerate a tutti gli effetti neonaziste, e razziste. Era presente in quasi 3500 scuole superiori e università degli Stati Uniti. Si era distinto per posizioni sempre più estreme. Kirk negazionista del cambiamento climatico, anti abortista. Di recente si era schierato addirittura contro la concessione dei visti d'ingresso negli Stati Uniti per le persone provenienti dall'India. E poi Due anni fa, dopo l'ennesima strage in una scuola americana, Kirk aveva difeso, come sempre, il secondo emendamento della Costituzione, cioè il diritto a portare armi. Aveva detto, penso che valga la pena pagare, purtroppo, il costo di alcune morti per arma da fuoco ogni anno, così da poter avere il secondo emendamento. Ecco, un principio che oggi gli è costata la vita, proprio a lui. Sarebbe folle adesso dire che Kirk se l'è cercata. Nessuno lo dice, infatti, nessuno lo pensa, ma sarebbe altrettanto folle non vedere che cosa si muove sullo sfondo di questi omicidi e soprattutto che cosa si muove sullo sfondo di un dibattito politico che negli Stati Uniti è sempre più estremo, ad opera soprattutto di chi invece lo dovrebbe governare. e lo dovrebbe riportare nel giusto alveo di una sana dialettica. Perché usano Kirk, Trump e tutti i suoi sciamani come paradigma in una nazione in cui circolano qualcosa come 400 milioni di armi da fuoco? Perché l'omicidio di Kirk diventa strumento di una battaglia politica sempre più radicale e sempre più dissennata? Beh, la cosa più giusta, la motivazione più sensata, la dice un grande scrittore americano, Percival Everett, che dice che servirebbe un passo indietro. Invece Trump sta cavalcando questa tragedia. La destra americana continuerà a sfruttare apertamente, senza vergogna, la terribile morte di Charlie Kirk. Vedrete, Trump ha cominciato a usare questa tragedia quando ancora il povero Kirk non era stato dichiarato morto. E adesso lo farà sempre di più, in maniera sempre più massiccia, esasperata ed esasperante. In un approccio che, come ripete proprio Everett, sta trasformando in atto politico un omicidio. Lo scopo purtroppo ancora una volta sembra solo quello di creare divisioni all'interno della società. anche dopo il brutale assassino di un giovane di 31 anni. E allora, se è così, c'è poco di cui discutere. Anzi, non viene lasciato alcuno spazio al confronto, al dibattito. Rendere politica la morte di un essere umano è molto triste. Bisognerebbe fare un passo indietro, prendere caute distanze. Almeno finché non sappiamo qualcosa di più. Condannarla, certo, ma essere cauti con le parole, senza fomentare ulteriore odio e violenza. ma il loro scopo non è questo, dice giustamente Percival Everett. Ed è difficile dargli torto. Ancora una volta la paura e il risentimento vengono usate come vettore di caccia al consenso. E il virus del rancore dilaga e tracima e purtroppo le destre mondiali ne diventano portatrici e se ne fanno in qualche modo untrici. Il partito di Giorgia Meloni non fa eccezione, purtroppo. Al contrario, tutti Qui, in Italia, almeno, esecrano la violenza come prosecuzione della politica con altri mezzi. Tutti quelli che credono nella democrazia, anche a sinistra, ovviamente. Anche Elislein condanna con forza l'assassinio di Kirk. E lo ha detto senza usare mezzi termini, senza usare parole ambigue, senza utilizzare pelosi distinguo. No, la condanna è unanime, da parte di tutti. La segretaria del PD dice testualmente l'uccisione di Charlie Kirk è drammatica e scioccante in una democrazia non può e non deve trovare alcuno spazio la violenza politica che va sempre condannata in modo netto a prescindere dalle idee di chi colpisce. Poi certo c'è il solito manipolo di squadristi digitali, di qualunque colore. Quello non manca mai. Di squallide iene da tastiera che vomitano fiele su tutto e su tutti. Su Kirk qualche demente senza cervello e senza futuro posta un'immagine dell'influencer trampiano a testa in giù. Con sopra la scritta "-1". Una porcheria indegna, schifosa, all'altezza della miseria umana di chi l'ha pensata e postata. poteva e doveva finire lì. Ma ecco all'opera gli impresari dell'odio, che invece di spegnerlo subito, irrorano con il loro quello altrui. La premier Meloni posta a sua volta il seguente messaggio. Questi sono i sedicenti antifascisti. Questo è il clima ormai anche in Italia. Nessuno dirà nulla e allora lo faccio io. Non ci facciamo intimidire. Il riferimento è appunto a questo benedetto post con la scritta "-1", l'immagine di Kirk a testa in giù, con un commento che recita a buon intenditor poche parole. Oggi è un giorno meno buio. Il post è stato attribuito a movimenti studenteschi, quelli che si richiamano alla sigla cambiare rotta. Meloni non si fa sfuggire l'occasione, ma che senso ha una sparata del genere? A che serve dire, mentendo, che le cose vanno così anche in Italia? Solo perché quattro coglioni, sì, quattro coglioni hanno cinguettato in rete la loro solita solfanichilista? Perché far diventare l'aerofagia cerebrale di pochi la follia nazionale di molti? Perché risvegliare ad arte il fantasma dell'antifascismo? In una vicenda come questa e in una solita logica vittimistico-aggressiva da vecchio movimento sociale italiano, Meloni governa da tre anni in un clima di stabilità e di, possiamo dirlo, sorprendente passia sociale. Perché allora infettare l'Italia con lo stesso morbo che sta devastando l'America? In passato Meloni non è stata altrettanto solerte, quando ad essere colpiti erano stati esponenti della sinistra, non italiana, per fortuna. Cito solo due esempi, tanto per capirci. 16 giugno 2016. Viene uccisa la parlamentare laburista inglese dello Yorkshire, Jo Cox, poco prima del referendum su Brexit, durante una manifestazione elettorale. L'assassino, Tommy Mayer, prima di sparare urla Britain first. Era un neonazista-razzista sostenitore dell'apartheid in Sudafrica e del suprematismo bianco di Trump, che di lì a poco avrebbe vinto per la prima volta le presidenziali americane. Ci occarono i messaggi di cordoglio da Mattarella agli allora presidenti di Senato e Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini. Meloni si disse scioccata, ma si guardò bene d'altrarne considerazioni di carattere generale. Ribadì solo che quel gesto folle non centrava nulla col diritto legittimo del popolo inglese di decidere il suo futuro. Secondo esempio, 15 giugno 2025, sto parlando di tre mesi fa, viene ucciso in Minnesota sia la deputata dei democratici Melissa Ortman, sia suo marito. Viene ferito nello stesso contesto il senatore John Hoffman e sua moglie. A sparare, un certo Vance Luther Boelter, ex dipendente del governo locale, aveva in macchina un volantino con la scritta NO KINGS. L'aveva raccolto durante le manifestazioni anti-Trump che si erano svolte in tutti gli Stati Uniti il giorno prima, il 14 di giugno. e poi macchina aveva una lista di 70 altri bersagli possibili, tra sindaci progressisti e titolari di centri per l'aborto. In quel caso, dalla sorella d'Italia e dai suoi fratelli, si registrò solo un fragoroso e scandaloso silenzio. Allora, perché questa doppia morale e questa doppia comunicazione nel caos Una politica responsabile non provoca, rassicura, non esaspera i toni, li stempera, non divide, unisce. Questo distingue una statista da un influencer. In caso contrario, purtroppo, chi semina vento raccoglie solo tempesta. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Guagliò, ascolta lo chef Cannavacciuolo, pausa pranzo a Napoli, pizza a portafoglio, in gira a Firenze, lampretotto. Ma ricorda, dopo mangiato fuori casa, quando non c'è lo spazzolino, c'è Degam.
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Con Floro Calcexilitolo, un valido aiuto per la tua igiene orale.
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E te lo dice Antonino.
Episode: Trump, le destre e i semi dell’odio nel nome di Kirk
Host: Massimo Giannini (Repubblica)
Date: 12 settembre 2025
In questa puntata, Massimo Giannini affronta con toni intensi il tema della radicalizzazione politica, del linguaggio d’odio e dell’escalation della violenza negli Stati Uniti, prendendo spunto dall’assassinio del leader conservatore Charlie Kirk. L'episodio si interroga su chi davvero alimenti i “semi dell’odio” e riflette su come queste dinamiche attraversino l’Atlantico, trovando eco anche nella politica italiana. Ampio spazio viene dato sia alla cronaca sia alla responsabilità dei leader nel non alimentare le divisioni, con un parallelo tra reazioni della destra americana e italiana di fronte a eventi tragici.
“Sciagurato il paese che trasforma un brutale delitto in un omicidio politico e sciagurata quella politica che, dopo aver sparso a piene mani i semi dell'odio, usa il gesto folle di un singolo per spargerne ancora...”
“Penso che valga la pena pagare, purtroppo, il costo di alcune morti per arma da fuoco ogni anno, così da poter avere il secondo emendamento.”
“Trump sta cavalcando questa tragedia. La destra americana continuerà a sfruttare apertamente, senza vergogna, la terribile morte di Charlie Kirk.” ([05:15])
“Servirebbe un passo indietro. Invece Trump sta cavalcando questa tragedia. [...] In un approccio che, come ripete proprio Everett, sta trasformando in atto politico un omicidio.” ([05:50])
“L'uccisione di Charlie Kirk è drammatica e scioccante; in una democrazia non può e non deve trovare alcuno spazio la violenza politica, che va sempre condannata in modo netto a prescindere dalle idee di chi colpisce.”
“Questi sono i sedicenti antifascisti. Questo è il clima ormai anche in Italia. Nessuno dirà nulla e allora lo faccio io. Non ci facciamo intimidire.” (Meloni su un post di esultanza per la morte di Kirk)
“Una politica responsabile non provoca, rassicura, non esaspera i toni, li stempera, non divide, unisce. Questo distingue una statista da un influencer. In caso contrario, purtroppo, chi semina vento raccoglie solo tempesta.”
“Una guerra silenziosa delle menti che esplode in mezzo alle guerre sanguinose degli eserciti.”
“Charlie was a patriot who devoted his life to the cause of open debate...”
“La destra americana continuerà a sfruttare apertamente, senza vergogna, la terribile morte di Charlie Kirk.”
“In una democrazia non può e non deve trovare alcuno spazio la violenza politica che va sempre condannata in modo netto a prescindere dalle idee di chi colpisce.”
“Questi sono i sedicenti antifascisti. Questo è il clima ormai anche in Italia. Nessuno dirà nulla e allora lo faccio io. Non ci facciamo intimidire.”
“Una politica responsabile non provoca, rassicura, non esaspera i toni, li stempera, non divide, unisce. Questo distingue una statista da un influencer. In caso contrario, purtroppo, chi semina vento raccoglie solo tempesta.”
In sintesi:
L’episodio mette in guardia contro la facile spettacolarizzazione dell’odio politico, condannando la tentazione comune a molte destre (ma non solo) di usare la violenza come leva emotiva e divisiva. Giannini chiede maggiore responsabilità, liquidando come pericolosa e controproducente la trasformazione delle tragedie in armi di consenso.