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Il 7 maggio la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio la chiusura delle indagini preliminari. È lui l’unico indagato in questo nuovo filone d’inchiesta sul caso di Garlasco. Secondo gli investigatori, sarebbe stato Sempio a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Il DNA rinvenuto sulle unghie della vittima, un'impronta, un alibi ritenuto falso, numerose intercettazioni ambientali, insieme ad altri elementi e incongruenze, costituiscono il quadro su cui si fonda il convincimento della Procura. In questa puntata ripercorriamo i passaggi chiave dell’inchiesta e il lavoro svolto dagli investigatori nel corso di oltre un anno di indagini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Nel 2001, la condanna dell’Italia da parte della CEDU riporta il Forteto in un’aula di giustizia. Nonostante ciò, i minori continuano a essere affidati alla cooperativa agricola. Mentre le istituzioni continuano a fingere che nulla sia accaduto, al Forteto i primi affidati — ormai adulti — iniziano a difendere i propri figli dagli abusi di Fiesoli, allontanandosi dalla comunità. Infine, uno di loro, Giuseppe Aversa, denuncerà Rodolfo Fiesoli, che verrà presto arrestato, dando avvio a un processo destinato a segnare la fine della cooperativa agricola. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Nell’agosto del 1977, tra le colline fiorentine, Rodolfo Fiesoli fonda la Cooperativa agricola Il Forteto. La comunità accoglie minori provenienti da gravi situazioni familiari, affidati a Fiesoli e ai suoi collaboratori dalle istituzioni locali. All’interno del Forteto, Fiesoli inizia a professare un’ideologia fondata sulla presunta risoluzione dei problemi personali attraverso la sessualità. Meno di un anno dopo, viene arrestato e condannato per reati sessuali commessi sui minori a lui affidati. Nonostante questa condanna, le istituzioni minorili si schierano a favore del Forteto, continuando ad affidare minori a Fiesoli e alla sua comunità per i successivi trent’anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Dopo l’arresto e la confessione, Alessandro Impagnatiello viene rinviato a giudizio. Il processo lo vede imputato per omicidio pluriaggravato nei confronti della fidanzata Giulia Tramontano. Nel corso del dibattimento vengono smentite tutte le sue versioni dei fatti relativi al 27 maggio 2023. Accusa e difesa si confrontano soprattutto sul riconoscimento dell’aggravante della premeditazione: con il topicida somministrato nei mesi precedenti, Impagnatiello voleva uccidere il feto o Giulia Tramontano? Se la Corte d’Assise conferma l’aggravante contestata, in sede di appello i giudici potrebbero però giungere a conclusioni diverse. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Giulia Tramontano convive a Senago, in provincia di Milano, con il fidanzato Alessandro Impagnatiello ed è incinta al settimo mese.Il 27 maggio 2023 incontra un’altra ragazza con la quale Impagnatiello intratteneva una relazione parallela: le due si rivelano reciprocamente tutte le bugie dell’uomo.La sera stessa Giulia torna a casa con l’intenzione di lasciarlo. Poco dopo viene uccisa.La sera seguente, Impagnatiello denuncia la scomparsa di Giulia: i due, sostiene, avevano litigato e la donna si sarebbe allontanata volontariamente, anche perché dal suo borsellino mancano contanti e carte di credito.La raffazzonata ricostruzione dura solo pochi giorni, finché non è costretto a confessare la verità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Le indagini cambiano direzione quando emerge il nome di Rudy Guede, arrestato in Germania ed estradato in Italia. Il suo DNA è sulla scena del crimine, ma non basta a chiudere il caso: gli inquirenti continuano a sostenere che non abbia agito da solo. Intanto, Patrick Lumumba viene scagionato, mentre le accuse contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito si rafforzano, tra contraddizioni, pressioni e interrogatori discussi. Il processo mediatico esplode, trasformando il caso in un fenomeno globale. Ma tra prove controverse, errori investigativi e ribaltamenti in aula, si arriva a un esito definitivo: Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono assolti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il 1 novembre 2007, a Perugia, viene uccisa Meredith Kercher, una studentessa inglese in Erasmus. A dare l’allarme è la sua coinquilina statunitense, Amanda Knox. Insieme al fidanzato, Raffaele Sollecito, racconta di essere arrivata nella casa del delitto soltanto la mattina stessa, dopo aver trascorso la notte fuori insieme. Dopo un interrogatorio durato più di 50 ore, Amanda Knox dichiara però di aver mentito e afferma che, la notte dell’omicidio, si trovava anche lei nella casa e di aver sentito un grido provenire dalla camera di Meredith. Accusa inoltre un uomo, Patrick Lumumba, indicandolo come autore del delitto. Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono quindi arrestati. Sulla scena del crimine, però, le uniche tracce e impronte risultano riconducibili a un certo Rudy Guede, fuggito nel frattempo in Germania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La notte del 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia urta uno scoglio delle Scole, a poche centinaia di metri dalla costa dell’Isola del Giglio, e inizia ad affondare, con a bordo circa 4.200 persone. Il comandante, Francesco Schettino, attende circa cinquanta minuti prima di ordinare l’abbandono della nave e allertare i soccorsi, causando un ritardo nelle operazioni di emergenza che si svolgono senza un adeguato coordinamento da parte degli ufficiali; alcuni di loro, tra cui lo stesso Schettino, abbandonano la nave raggiungendo gli scogli poco distanti. Nel frattempo, l’imbarcazione si inclina progressivamente fino a coricarsi su un fianco, con metà dello scafo sommerso, e il bilancio finale sarà di trentadue vittime. I processi successivi cercheranno di ricostruire le azioni del comandante e di accertarne le responsabilità nel naufragio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Un difetto di fabbricazione della pistola sconfessa la prima versione fornita agli inquirenti da Antonio Ciontoli: il colpo verso Marco non può essere partito per sbaglio. Ciontoli cambia di nuovo versione: ha sparato per scherzo credendo la pistola fosse scarica. Perché però una volta partito il colpo sia lui che i familiari hanno provato in ogni modo a coprire quanto realmente accaduto? Se fossero intervenuti i sanitari nelle immediatezze del fatto Marco sarebbe stato salvato. Il processo tenta di ricostruire quanto accaduto quella sera a Ladispoli, chiedendosi se la famiglia abbia mai voluto, anche solo come conseguenza eventuale del proprio agire, la morte di Marco Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il 17 maggio 2015 Marco Vannini viene ferito da un colpo di pistola nella casa della famiglia della fidanzata a Ladispoli, in provincia di Roma. Nei minuti successivi nessuno chiama subito i soccorsi: tra esitazioni e tentativi di minimizzare, il tempo passa mentre le condizioni di Marco peggiorano. Quando finalmente arriva l’ambulanza è ormai troppo tardi. Le indagini e i processi faranno emergere una verità fatta di silenzi e responsabilità condivise dall'intera famiglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices