Transcript
A (0:01)
Ciao, sono Riccardo Haupt e questo è Buffett, il capitale paziente, un podcast in cui vi parlo della vita e delle strategie di Warren Buffett insieme a Paolo Di Grazia, vice direttore generale di Fineco. Puoi ascoltare la serie sulla tua piattaforma audio preferita.
B (0:30)
Segnali che potrebbero indicare che sei uno yerner. Le relazioni occasionali ti lasciano un senso di vuoto. Vuoi qualcuno che ti ascolti davvero? Non hai paura a dire mi manchi per primo. Credi che la vulnerabilità emotiva sia forza, non debolezza. In due parole, sei un po' cretino. Io sono Valeria Montebello e questo è Solo Sesso, il podcast di Cora Media che ogni settimana vi porta negli errori delle relazioni contemporanee. Yearning significa struggimento, ma con un sottotesto più profondo, malinconico, viscerale. Non è solo amore o nostalgia. È qualcosa di più intimo e indefinibile. La fame di un'emozione che non trova mai appagamento. Negli ultimi anni, la produzione di contenuti che generano questa particolare specie di struggimento è salita alle stelle. Bridgerton è tutti i sospiri fatti quando il desiderato arrivava in una stanza. Il dramma romantico One Day che ha fatto provare a milioni di persone la devastazione del sempre la persona giusta, mai il momento giusto. Per non parlare delle serie culto The Summer I Turned Pretty e del caos emotivo della protagonista coinvolta in un triangolo amoroso con i due biondi fratelli Fisher. Online è pieno di figlie, ma anche di mamme, che si struggono per uno dei due, Conrad, il vero Rubacuori, evocativo di tutti i Rubacuori prima di lui. Molto simile, guarda caso, a Leonardo DiCaprio che guardava Kate Winslet mentre il Titanic affondava. Non vogliono davvero Conrad, ma guardandolo hanno iniziato a provare quell'intenso desiderio di qualcosa o qualcuno che non si può avere e il perpetuo tentativo di raggiungerlo. Ho guardato la puntata del matrimonio a un watch party, racconta una fan cinquantenne, descrivendo come le altre donne presenti urlassero ogni volta che Conrad appariva su uno dei televisori del bar. Sembrava la finale di campionato, dice, ma invece di fanatici del calcio c'erano donne in menopausa che volevano farsi un adolescente. È come una scossa per i nostri cervelli rettiliani che risveglia tutto il desiderio sepolto sotto strati di panni da mettere in lavatrice, che apre un portale verso un'esperienza che da adulti abbiamo dimenticato o non siamo sicuri di poter ancora provare. Il mondo delle storie d'amore sullo schermo è un paradiso per nostalgici, dove i personaggi possono agire in modo irrazionale, rimanere intrappolati in un ciclo di lo farò, non lo farò e amare intensamente senza doversi chiedere se quella persona sia o meno tossica. Nessuno è narcisista, evitante o insicuro, sono solo veramente innamorati oppure no. E se sono veramente innamorati devono solo aspettare o superare tutti gli ostacoli. Ma come mai gente over 30 si ritrova a guardare adolescenti che si struggono? Forse perché le storie d'amore rivolte agli adulti in questi anni, a differenza delle storie per adolescenti, sembrano privilegiare il realismo rispetto alla fantasia di un amore passionale. È come guardare seduti di terapia. I social sono pieni di persone che desiderano ardentemente o che condividono le loro diagnosi di desiderio terminale e catastrofico. Il performative yearning è l'ennesima evoluzione del romanticismo digitale.
