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C'è chi lo ha amato prima che diventasse il criminale che tutti oggi conosciamo, chi ha deciso di diventare sua complice condividendo per decenni il suo impero di violenza e chi è stata attirata nella rete, manipolata e resa succuba per poi diventare funzionale al sistema di abusi e sottomissione. In questa puntata raccontiamo le donne che sono state al fianco di Epstein. Come Eva Dubin e Ghislaine Maxwell, che l'hanno accompagnato per tutta la vita, o la pilota Nadia Marcinkova e la russa poliglotta Lana Pozhidaeva, che sono state prima vittime e poi hanno concretamente aiutato il pedofilo ad attirare giovanissime ragazze da abusare. E infine l'ultimo "amore", Karyna Shulyak, l'ultima a parlare con Epstein da vivo, ma anche l'erede designata dell'enorme patrimonio del pedofilo. La parola-chiave di oggi è "Girlfriend". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il giornalista e amico di Epstein Michael Wolff afferma che 'Lolita' di Vladimir Nabokov sia l'unico libro che Epstein tenesse sempre sul comodino. Tatuaggi con l'incipit, giovani donne che si firmano così, copie del libro regalate agli amici, ragazzine definite "donne in miniatura come Lolita": negli Epstein files, il riferimento alla giovane protagonista del romanzo è un'ossessione. Al di là della mania per il libro dello scrittore russo, Epstein frequentava assiduamente il mondo della Cultura e amava circondarsi di intellettuali per accrescere il proprio status sociale. Sono diverse le figure che, negli anni, hanno frequentato il salotto di Epstein, dandogli lustro e contribuendo a rafforzare la sua immagine di uomo di pensiero e mecenate. Il nome più altisonante, per il contributo a livello mondiale, è quello del linguista Noam Chomsky, amico fidato e confidente del pedofilo statunitense. Ma c'è anche l'ex ministro della Cultura francese, Jack Lang, travolto dalla valanga di Epstein Files che lo riguardano, e sua figlia Caroline che, con il finanziere americano, aveva fondato una società offshore alle Isole Vergini americane. Fra i nomi più controversi c'è quello di Deepak Chopra, medico indiano e autore di bestseller New Age, con cui Epstein si lancia in iniziative imprenditoriali a dir poco bizzarre e in discorsi altrettanto astrusi. E poi c'è il fotografo Andres Serrano, il padre del controverso "Piss Christ" che con Epstein stringe un patto artistico. Ma partiamo dalla parola-chiave di oggi che è "Lolita". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Nei 3,5 milioni di file rilasciati dal Dipartimento di giustizia Usa, ci sono anche i nomi dei più grandi imprenditori e visionari del Tech, dunque quasi tutti gli uomini più ricchi del mondo (fra i quali, anche qualche big che ha di recente accompagnato Trump nel suo viaggio in Cina). C'è Bill Gates, forse il più colpito dagli Epstein files, che hanno rivelato anni di comunicazioni, interessi in comune e una preferenza per le donne giovanissime e bionde. Un rapporto che ha senz'altro avuto un peso anche nella fine del matrimonio di Bill con l'ex moglie Melinda che, fin dal primo momento, si è schierata al fianco delle vittime. Dai file emerge anche il fondatore di LinkedIn, Ried Hoffman, ospite nell'Isola di Epstein assieme a un altro nome pesante, quello del fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk che, puntualmente, si autoinvitava per Capodanno. Ci sono gli insulti a Mark Zuckerberg, i tentativi di avvicinamento di Epstein ai fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, l'amicizia, solo sbandierata, con Jeff Bezos. Ma soprattutto il legame con Peter Thiel, vera eminenza della sorveglianza globale, nonché l'unico che riesce a ribaltare il gioco e a sfruttare Epstein per i propri interessi. La parola-chiave di oggi è "Big Tech". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Riflettori accesi, tappeti rossi, feste esclusive. Nella rete di amicizie di Jeffrey Epstein non poteva mancare il mondo del jet-set. Registi, attori, cantanti, maghi, vere e proprie leggende che hanno contribuito a costruire la cultura pop dei nostri tempi. Molti di questi nomi celebri che figurano negli Epstein Files non hanno mai avuto a che fare direttamente con il magnate pedofilo, o lo hanno incrociato occasionalmente. Altri, invece, hanno condiviso con lui non solo la ricchezza, ma anche passeggiate, cene, viaggi e favori. Come quelli chiesti da Woody Allen per far entrare sua figlia al college o dall'illusionista Blaine che usa il bagno del finanziere per registrare una delle sue performance più famose. E poi Mick Jagger, David Copperfield, il regista Brett Ratner, la giornalista amica dei Vip Peggy Siegel e Michael Jackson, attorno al quale si è costruito un castello di teorie del complotto sul suo ruolo nei traffici di Epstein. La parola di oggi è "VIP": very important person. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Nella settimana in cui viene pubblicato sul New York Times un bigliettino che potrebbe confermare l'intento suicida di Jeffrey Epstein, emergono nuove testimonianze sulle brutalità messe in atto dal finanziere pedofilo. Questa volta, al centro dei riflettori è finito lo "Zorro Ranch", un'enorme proprietà nel mezzo del deserto del New Mexico in cui il milionario avrebbe compiuto violenze su donne e uomini. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. A febbraio 2026, a sette anni dalla morte di Epstein, le autorità hanno finalmente posto il ranch sotto sequestro e avviato un'indagine. Questo a seguito di una mail rinvenuta negli Epstein Files con all'interno la denuncia di un ex impiegato di Epstein, secondo cui ci sarebbero i corpi di due donne seppelliti all'interno della proprietà. Inoltre, alcuni testimoni hanno parlato di esperimenti di eugenetica, di gravidanze forzate e di neonati sequestrati. Ancora non è chiaro quanto ci sia di vero, ma dopo sette anni qualcuno ha finalmente deciso di indagare. La parola-chiave di questa puntata è "Zorro". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L'amicizia decennale con la sua ex compagna, diventata medico di spicco del Mount Sinai Hospital, una delle istituzioni sanitarie più antiche e prestigiose degli States. Il chirurgo che "opera" una giovane sul tavolo della sua sala da pranzo. La fissazione per la salute riproduttiva delle "sue ragazze" sempre pronte "all'uso", per ingraziarsi i favori della sua cerchia di uomini potenti per poi poterli ricattare. Quello di Jeffrey Epstein con la medicina è un rapporto che incrocia potere, soldi e sesso. Centinaia di migliaia i dollari donati agli ospedali, ma anche una lunga lista di amici che ha aiutato con consulti e appuntamenti con specialisti di fama mondiale. La parola-chiave di oggi è "Doctor". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Inserendo la parola "Italian" nell'archivio del Dipartimento di Giustizia Usa, risultano 3.190 documenti. E non si tratta solo di mete turistiche, cultura, gastronomia e arte, ma anche di affari, di contatti con famiglie potenti e di donne, spesso al centro di conversazioni dai toni sessisti e predatori. Ma è nella politica che il miliardario newyorkese cerca di insinuarsi con maggior interesse, facendo del nostro Paese un vero e proprio "laboratorio" in cui, assieme all'ex stratega di Trump, Steve Bannon, prova a creare un movimento globale di partiti delle destre populiste. Ma a fare da ponte fra Italia e Stati Uniti c'è anche Paolo Zampolli, in questi giorni tornato all'attenzione pubblica per le dichiarazioni della sua ex compagna su Melania Trump. La parola-chiave di questa puntata è dunque "Italians". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Quando il 9 aprile è apparsa davanti alla stampa presente alla Casa Bianca per una dichiarazione spontanea e non programmata sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein, la domanda che ha attraversato l'aria rimanendo sospesa sulla testa dei giornalisti e dell'opinione pubblica mondiale è stata una: perché la first lady parla proprio adesso? Per capirlo ripercorriamo la storia dell'ex modella slovena, dal suo arrivo negli States al suo incontro con Trump, attraverso il racconto di chi, come lo scrittore Michael Wolff (autore di quattro best seller su Donald Trump), da decenni conferma un collegamento stretto tra gli attuali inquilini della Casa Bianca e il pedofilo americano. E poi raccontiamo dell'inchiesta del New York Times sull'italo-americano Paolo Zampolli e della sua ex moglie, l'ex modella Amanda Ungaro, che per 20 anni ha avuto contatti con i Trump e che ora minaccia sui social di rivelare verità scomode per la coppia presidenziale. Scomode come la risposta delle vittime che, dopo le dichiarazioni di Melania, l'hanno accusata di voler scaricare su di loro la responsabilità dell'inazione di chi, in tutti questi anni, ha ignorato le loro denunce invece di attivare la macchina della giustizia. Come Pam Bondi, ex Attorney general, licenziata di recente da Donald Trump per la cattiva gestione degli Epstein Files ma, secondo molti, anche per impedirle di testimoniare di fronte alla Commissione di Vigilanza della Camera del Congresso degli Stati Uniti. La parola-chiave di questa puntata è dunque "Melania". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Si è finto talent scout di modelle per attirare giovani donne e farle cadere nella sua rete di abusi e violenze. A tesserla, anche il suo braccio destro, l'agente francese Jean-Luc Brunel che, con Epstein, ha condiviso anche un tragico epilogo: Brunel è stato infatti trovato morto suicida nel carcere dove si trovava, accusato di violenza sessuale su minore. E poi Faith Kates, co-fondatrice, insieme a Jean-Luc Brunel, dell'agenzia di modelle Next Management, che un'inchiesta della Cbs ha accusato di aver fornito a Epstein centinaia di ragazze nell'arco di in un'amicizia di 40 anni. Nella storia entrano anche nomi eclatanti come quello di Naomi Campbell, che le vittime hanno indicato come "esca" che Epstein utilizzava per rendere credibile il suo alibi di "recruiter di modelle", e anche un nome italiano, quello d Gianni Serazzi, imprenditore del lusso che con Epstein non è mai riuscito, per sua fortuna, a costruire il sogno di una grande agenzia di moda di respiro mondiale. Infine, le novità sugli Epstein files che arrivano da Londra, con la mail su un favore chiesto dal pedofilo americano, ossia di portare la sua "figlioccia" in visita al n.10 di Downing street, e da Washington, dove Trump ha messo fine alla parabola politica di Pam Bondi, ora ex attorney general, finita nell'occhio del ciclone anche per la gestione a dir poco scomposta degli Epstein Files. La parola-chiave di oggi è: "Models". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Nella Epstein Library sono 190 i file in cui è presente la parola "Mossad", i servizi segreti dello Stato Israeliano. Nonostante gli indizi, non ci sono certezze sul fatto che Jeffrey Epstein fosse effettivamente un agente dell'intelligence ma, scorrendo i documenti e le conversazioni, emerge innegabile un forte legame con personalità vicine o direttamente coinvolte nell'apparato di spionaggio. Da Ehud Barak, ex premier israeliano e nemico giurato di Benjamin Netanyahu - che nelle elezioni del 2019 ha usato proprio lo scandalo di Epstein per screditare il suo avversario - a Yoni Koren, ufficiale dell'intelligence militare che ha soggiornato diverse volte a Manhattan negli appartamenti del milionario pedofilo. E poi gli artefici della sua fortuna finanziaria, ossia Les Wexner e Jes Staley, entrambi con forti interessi economici e legami con Tel Aviv. Dal passato arriviamo alla storia di oggi, dove proprio contro Israele, Trump e le nuove guerre milioni di persone si sono riversate nelle strade di tutto il mondo, per protestare anche contro l'impunità degli uomini presenti negli Epstein Files. E infine ancora soldi. Questa volta quelli che dovrà versare la Bank of America per evitare future cause legali, per aver salvaguardato i conti con cui Epstein foraggiava le sue attività illecite. La parola-chiave di oggi è "Mossad". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices