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Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina. Dalla parte sbagliata del fucile.Durante un incontro online con una scuola italiana e alcuni ragazzi ucraini, per caso il telefono è rimasto collegato durante il cambio dell’ora. Si sentivano solo voci, risate, il rumore normale di studenti nei corridoi. I ragazzi ucraini hanno detto: “Che regalo ci hai fatto.”Da anni, tra pandemia e guerra, non vivono più una scuola in presenza. Non ricordano quasi più cosa significhi ridere tra un’ora e l’altra, incontrarsi nei corridoi, vivere una quotidianità normale.Quel rumore confuso di una scuola italiana, per loro, era diventato qualcosa di lontano. Quasi un ricordo.“La guerra la capisce solo chi sta dalla parte sbagliata del fucile”: non chi la osserva da lontano, non chi la racconta nei talk show o la studia sulle mappe, ma chi vive sotto le bombe, chi ha paura, chi perde la propria casa o viene costretto a combattere.Distruggere è facile e veloce. Per fare la guerra non serve conoscere davvero le persone che si colpiscono. Ricostruire invece richiede tempo, relazioni, fiducia, ascolto e la capacità di entrare nella vita degli altri. Se distruggere può richiedere pochi istanti, ricostruire l’umanità ferita dalla guerra può richiedere anni.I volontari e le volontarie di Operazione Colomba continuano a vivere accanto alle vittime della guerra, per non lasciarle sole. La testimonianza è stata registrata durante l’Assemblea del Forum Nazionale del Terzo Settore 2026.Per chi volesse vedere tutti gli interventi dell’assemblea https://www.youtube.com/watch?v=DNQPoh_5T_w

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina. Solidarietà. A Kherson i bombardamenti sono quotidiani e costanti. I civili diventano bersaglio utile all’addestramento dei militari russi con i droni. “Cosa si può fare in questa situazione?” La risposta non è teorica, ma concreta e quotidiana. “Quando la situazione diventa peggiore significa che il nostro impegno deve diventare maggiore” è questa la scelta dei volontari e delle volontarie di Operazione Colomba, che continuano a vivere accanto alla popolazione civile. “Solidarietà significa essere solidali, cioè condividere la situazione di difficoltà che una persona prova”.

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina. Non si è nemmeno alzata. L’attacco di drone contro un auto parcheggiata fuori da un supermercato frequentato quotidianamente dalle persone che vivono a Kherson nonostante tutto. Fare la spesa è un gesto quotidiano, semplice, normale. Nessun obiettivo militare, solo civili. La commessa, accovacciata, stava sistemando dei detersivi “non si è neanche alzata, ha continuato a sistemare i detersivi in ginocchio. Come dire, sì, potevo morire, ma d'altra parte se ci pensi troppo, come fai a vivere?” Pare ci siano militari russi mandati nella zona di Kherson per addestrarsi a guidare i droni, l’esperienza e l’addestramento si fa ai danni dei civili.

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina. Cercare una terza possibilità Durante la breve tregua per la Pasqua Ortodossa, “nessuno era più abituato a sentire silenzio per tutto un giorno”, il giorno dopo tutto è ricominciato.Pare che a Kherson siano state mandate diverse squadre di piloti di droni russi per fare pratica, ai danni dei civili, nell'uso dei droni. Dopo questo addestramento sul campo pare si sposteranno nella zona centrale del Donbass, andando a combattere dove lo scontro è tra due eserciti.Un amico ucraino ci dice: “Ci sono solo due possibilità a Kherson. O andare a combattere o scappare”. Quindi fuori dalla guerra o più dentro possibile dalla guerra,Come volontari di Operazione Colomba: ”quello che cerchiamo di fare è (...) trovare una terza possibilità, cercare una terza possibilità (…) credo che per tutti quelli interessati a cercare questa terza possibilità, sicuramente non la si vede da lontano. Non abbiamo bisogno di nuove idee, abbiamo bisogno di nuovi cuori, di nuove coscienze…”Non da lontano. Non in teoria. Ma restando accanto a chi vive la guerra sulla propria pelle.

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina. Dire come la vivi.Ieri mattina un pulmino è stato colpito da un drone.A bordo c'erano due persone che stavano andando a verificare la possibilità di costruire un pozzo in un villaggio tra Kherson e Kryvyj Rih, per portare acqua potabile ai civili.Il guidatore, padre Ivan, nostro amico da tempo, è uscito illeso.L’altro volontario è stato ferito alla mano ed è stato operato. Fortunatamente un secondo drone non è esploso. Il pulmino aveva le insegne dI un organizzazione umanitaria."... in questa situazione non serve molto parlare, serve che la parola sia unita all'azione. Non serve molto dire come la pensi, serve molto dire come la vivi, cosa stai facendo esattamente, cosa stiamo facendo esattamente per la parte costruttiva del problema, non per la parte distruttiva. Le guerre costringono a schierarsi, costringono anche a prendere una posizione concreta a fianco di chi le subisce o a fianco di chi le fa"

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina.Il cielo sopra Kherson. Ci sono momenti in cui a Kherson non si sentono droni, non si sentono esplosioni. In questo silenzio “inusuale”, guardando il cielo, nasce una domanda: Cosa succede dentro di noi quando siamo messi davanti al dolore degli altri? Possiamo diventare più indifferenti, oppure più attenti, più solidali?"La cosa più interessante è raccontare come noi, come esseri umani, reagiamo alla guerra. (…) In un famoso romanzo il protagonista ...) cade e per la prima volta dopo tanto tempo guarda il cielo e si rende conto che il cielo è così alto e immenso rispetto al piccolo delle nostre vicende”.

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina.Spazi d’umanità. Kherson è una città sul fronte, dove i bombardamenti sono quotidiani e l’inverno è rigidissimo con temperature che arrivano fino ai meno diciassette. In mezzo alla guerra una comunità ha scelto di restare. Restare per portare acqua, legna, aiuti. Cosa significa dire che la guerra è disumana? La guerra è profondamente umana nel senso peggiore, perché tira fuori l’odio, l’arroganza della forza, il dominio dei più violenti sui più fragili. Eppure, anche sotto le bombe, è possibile aprire spazi di umanità.

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina.Si parla di vita e di morte. A Kherson la guerra è vita quotidiana senza preavviso. La settimana scorsa un missile ha colpito un autobus: l’autista è morto. In ospedale uno dei feriti scopre che la morte del padre al fronte.Una nuova minaccia incombe sulla Dom Kulture, edificio simbolo di incontro, preghiera e distribuzione di aiuti, già colpito anni fa. L’allerta di un possibile bombardamento costringe la comunità a una scelta. “Questa cosa è terribile perché sposta la responsabilità non su chi bombarda ma su chi sceglie di stare o meno a Kherson (…) Quando si parla di vita e di morte non c'è solo l'aspetto razionale, c'è anche l'aspetto del mistero in cui tutti siamo immersi, perché siamo vivi, come si può vivere meglio, come si può scegliere di vivere per se stessi o per gli altri.”

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina. “Non è giusto. Non è giusto.” Lo sussurra una ragazza a Kherson, dopo che un colpo di artiglieria ha centrato un autobus. Un autobus colpito (l’autista è stato ucciso), anche gli ospedali sono stati bombardati, il gelo è terribile: nessuna tregua a Kheson. Tra rabbia e dolore Alberto, volontario di Operazione Colomba racconta cosa significa restare, quando la guerra non lascia alternative e l’unica risposta possibile è continuare a stare accanto alle persone.

Hai mai amato veramente? Voci dal conflitto in Ucraina.Riumanizare. Kherson e Mykolav sono città in guerra, manca quasi tutto, bombardamenti e black out sono una triste quotidianità. A Kherson e Mykolaiv, comunità di civili resistono senza armi, riparano case, accolgono rifugiati, cercano un forno per fare pane gratuito. In mezzo a tutto questo, la scelta di non accettare l’ingiustizia come “realtà inevitabile” e di rispondere alla violenza con la solidarietà concreta. “Non abbiamo due cuori, uno per amare e uno per odiare. (…) Accettare la violenza significa lasciare che occupi tutto lo spazio. (…) Il nostro tentativo è riumanizzare, portando ciò che manca: l’umanità.”