La Zanzara – 10 Luglio 2025
Podcast Summary – Radio 24
Conducono: Giuseppe Cruciani & David Parenzo
1. Overview: Tema Principale e Scopo
L’episodio di oggi di La Zanzara (10 luglio 2025), come nella sua tradizione, affronta i temi più caldi e controversi dell’attualità italiana senza censure, filtri o tabù. Al centro del dibattito ci sono la percezione della giustizia (e della sua mancanza), i casi di vendetta privata (il “padre di Rocca di Papa”), la fiducia (o sfiducia) nella magistratura, le forze dell’ordine sotto indagine, la legittimità della “maniera forte” o “vendetta” nel vivere civile, il tema del fascismo e dell’antifascismo oggi, la libertà di parola, la polarizzazione sociale e la violenza verbale come specchio del Paese.
2. Key Points e Approfondimenti
A. Caos Giustizia e “Vendetta Privata” – Il Caso Palozzi di Rocca di Papa
- Discussione animata sul caso Palozzi, padre che ha ucciso l’assassino del figlio:
- “Se la giustizia italiana funzionasse uno condannato per omicidio non gira libero per la città!” (Cruciani, [08:04])
- Parenzo e vari ascoltatori discutono sulle reazioni emotive (“io l’avrei fatto peggio”, “ci sta che si vendichi”, “non merita carcere”).
- Sindaco di Rocca di Papa, Massimiliano Calcagni, intervistato: ammette la “comprensione umana” per il padre, ma ribadisce che “la violenza va sempre condannata” ([47:08]–[52:57]).
- “Se lo Stato si fosse comportato da Stato e la magistratura avesse fatto un’indagine più accurata, oggi magari parlavamo d’altro.” (Calcagni, [47:28])
- Parenzo critica fortemente la posizione “troppo comprensiva” del sindaco.
- “Se non arriva giustizia dallo Stato, arriverà giustizia dal genitore.” (Cruciani [21:29])
- Grande polarizzazione: molti ascoltatori schierati col padre omicida (“ha fatto benissimo”), alcuni sottolineano i pericoli della “giustizia fai da te” ([29:22], [85:26], [82:29]).
B. Forze dell’Ordine Sotto Accusa e Dilemmi Sociali
- Caso Carabiniere e omicidio stradale durante inseguimento:
- Discussione accesissima sulla legittimità delle indagini ai danni delle forze dell’ordine in caso di morte durante un inseguimento.
- Cruciani: “Un carabiniere indagato per omicidio stradale, è un controsenso?” ([62:04])
- Intervento di Ilario Castello del sindacato carabinieri: la legge va rivista, troppe incertezze frenano l’azione degli agenti ([60:09]–[72:22]).
- “In Italia i carabinieri hanno un sindacato, i lavoratori devono essere tutelati.” ([60:47])
- Ascoltatori divisi: da chi chiede “mano dura”, tolleranza zero e protezione degli agenti (“quando inseguo posso fare quello che voglio” [78:07]) a chi ricorda l’importanza della magistratura come garanzia democratica e mette in guardia dai rischi di abuso di potere ([65:15], [66:05]).
- Discussione sulle norme francesi (ad esempio lo speronamento autorizzato), adattabilità al contesto italiano, paura della deresponsabilizzazione professionale.
- “Se la polizia non si sente protetta, ci pensa due volte prima di agire” ([67:23]).
C. Bibbiano, Politica e Manipolazione dei Fatti
- Ricorrente il riferimento al caso Bibbiano, con forti accuse incrociate sui “mostri” creati dalla stampa e dalla politica:
- “Il sistema Bibbiano non è mai esistito, mai esistiti ladri di bambini, avete speculato per anni.” (Parenzo, [07:30])
- “Non ho mai fatto campagna su Bibbiano.” (Cruciani, [25:34])
D. Aborto, Stato e Libertà Femminile
- Si tocca il tema dell’aborto e delle “stanze dell’ascolto”:
- Cruciani difende la libertà di scelta, critica le imposizioni (“perchè avete paura della libertà?” [31:21]).
- Parenzo denuncia il “contentino” alle frange più reazionarie della destra ([31:56]).
E. Fascismo, Antifascismo e Identità
- Si accende il dibattito su identità, valori e “nostalgia”:
- Presenza di ascoltatori dichiaratamente mussoliniani (Invernizzi di Lodi [73:54]), scontro acceso con Giorgio Beretta (Osservatorio Armi Leggere) e Modouké (attivista afroitaliano).
- “Parliamo dell’antifascismo, della democrazia. L’Italia deve impedire a certi soggetti di avere ancora voce! Sono pericolosi!” (Modouké, [86:07])
- Scontro acceso (“dalla giungla a stu cazzo!” [88:06]) e accuse di razzismo.
F. Violenza nella Società & Metafora della Banalità del Male
- Diverse telefonate da ascoltatori che invocano nuovamente la pena di morte, torture, giustizia violenta — riflesso inquietante dell’animosità di parte della società:
- “Non è la sua opinione, questa è la banalità del male” (Parenzo, citando Hannah Arendt, [29:22])
- Cruciani: “Non è la banalità del male, solo gente stanca che dice la sua” ([29:38])
G. Notevoli Dissonanze di Stile
- Momenti tragicomici (la relazione con una volpe, [13:04]), insulti, provocazioni, ironia amara e costanti alterchi tra i conduttori e gli ospiti, con lo scopo dichiarato di “fotografare l’Italia” nei suoi eccessi e contrasti.
- Esilarante il botta e risposta tra ascoltatori, conduttori e figure ricorrenti (come Invernizzi), con la puntuale alternanza di ironia feroce e pathos.
3. Notable Quotes & Memorable Moments (con Timestamps)
- Cruciani sulla libertà di parola e insulto ([01:51]):
- “Se free speech vuol dire libertà di offendere, di denigrare, ridurre in poltiglia chi non la pensa come te, allora questa è inciviltà, non è free speech.”
- Sentimento popolare e la “fotografia dell’Italia” ([02:23]):
- “Sto fotografando l’Italia! E bravo, grazie, un applauso!”
- Giustizia e vendetta, il paradosso ([21:29]):
- “Se non arriverà giustizia, arriverà giustizia del genitore.”
- Sindaco di Rocca di Papa, Massimiliano Calcagni ([47:28]):
- “Se lo Stato avesse fatto il suo dovere, oggi stavamo a parlare d’altro.”
- David Parenzo sul “male banale” ([29:22]):
- “Questa è la banalità del male raccontata benissimo da una grande filosofa.”
- Modouké sul fascismo ([86:07]):
- “L’Italia deve fare sì che davvero certe gente non possa più aprire bocca.”
- Scontro sulle ronde e la “giungla” ([88:06]):
- “Dalla giungla a stu cazzo. Ma come cazzo si permette della giungla?”
- Capogruppo Invernizzi (Lodi) sui carabinieri ([78:07]):
- “Quando inseguo posso fare quello che voglio.”
- Controversia su Bibbiano ([07:30]):
- “Per anni avete costruito dei mostri. Sono stati tutti assolti.”
- Inefficienza della giustizia e sfiducia istituzionale ([08:04]):
- “Se la giustizia italiana funzionasse, uno condannato per omicidio non gira libero per la città.”
4. Timeline e Segmenti Chiave
- [00:00–06:00]
Scambi ironici e introduzione; critica al mainstream; casi sociali e fake news (morti per il caldo, migranti). - [07:00–14:00]
Politica, Bibbiano, vendetta privata, riferimento a Vannacci, Nobel a Trump, discussioni su fascismo vs. sinistra. - [17:00–30:00]
Valanga di telefonate su giustizia sommaria e sicurezza, difesa delle forze dell’ordine, richiesta di “mano dura”. - [31:00–34:00]
Temi sociali: stanze dell’ascolto, giustizia nei casi di aborto, abortività domiciliare. - [35:00–46:00]
Scontri su Carabinieri, reati stradali, ruolo della magistratura, eccesso di violenza verbale dagli ascoltatori. - [47:00–53:00]
Intervista al sindaco di Rocca di Papa – cuore pulsante della serata. - [54:00–72:00]
Carabinieri sotto indagine, sindacati di categoria, l’“effetto Francia”, legittimità dello speronamento e del “fare tutto”. - [73:00–82:00]
Segmento tragicomico: il capogruppo Invernizzi, i paradossi del mussolinismo odierno, ironia feroce sulle identità. - [82:20–91:00]
Botta e risposta ruvidissimo tra Mussoliniani, attivisti, cittadini, intellettuali con forti toni su fascismo, democrazia, ronde e giustizia sommaria.
5. Tono e Stile
La puntata alterna feroce ironia e pathos, battibecchi, insulti e sarcasmo, in un clima volutamente esasperato per mettere in luce il nervo scoperto dell’Italia odierna. Lo stile scorre disinvolto, a tratti grottesco, ma riesce nell’intento di “fotografare” senza filtri una società profondamente divisa, sempre più incline a posizioni estreme, con conduttori che non temono la provocazione e danno voce a tutte le Italie – anche quelle più scomode.
6. Conclusione
Questo episodio rappresenta uno spaccato bruciante, verace e disturbante dell’Italia contemporanea: giustizia percepita come assente → giustizia sommaria, politica divisiva, sfiducia nelle forze dell’ordine e la magistratura come arbitri odiati dell’equilibrio civile, nostalgia (o condanna) del passato fascista, identità, razzismo, e la voglia – sotto sotto – di essere ancora sorpresi o scandalizzati. La Zanzara si conferma, anche oggi, l’arena meno “politicamente corretta” e più significativa del radiofonico italiano.
Quote finale emblematica
“Fotografo l’Italia!” — Giuseppe Cruciani ([02:24])
Per chi non ha ascoltato: questa puntata è un caleidoscopio di rabbia, ironia, paralogismi italiani, e la costante domanda: possiamo essere una società senza giustizia e senza pietà?"
