La Zanzara – Puntata del 10 novembre 2025
Radio 24 | Conduzione: Giuseppe Cruciani & Davide Parenzo
Episodio in breve
La puntata del 10 novembre 2025 di La Zanzara si conferma il solito spazio libero e tagliente dove Cruciani e Parenzo, insieme a una girandola di ospiti e ascoltatori, affrontano senza filtri attualità, scandali politici, dibattiti su sicurezza, immigrazione, revisionismo storico e cultura pop. Tra provocazioni, scontri verbali e momenti ironici, emergono le opinioni dei conduttori e degli ascoltatori, in una vera arena anti-banalità e anti-politicamente corretto.
Temi e discussioni principali
1. Cronaca nera e immigrazione
- Aggressione sul treno Bergamo-Milano
- La vittima ospite in studio racconta l’attacco subìto da parte di un uomo, irregolare sul territorio italiano, e dell’indifferenza dei passeggeri (35:06–41:47).
- Parenzo batte ripetutamente sul fatto che l’aggressore fosse “un gambiano, irregolare, doveva essere già da anni cacciato a pedate nel culo” (02:57).
- Cruciani insiste che la nazionalità sia ininfluente sull’accaduto: “Il criminale è un criminale, punto” (35:44).
- Viene sottolineato il problema del mancato aiuto sul treno: “Nessuno si è mosso, questa è l’altra cosa incredibile” (38:56).
2. Politicamente corretto e libertà d’espressione
- Dall'accusa di sessismo in una fiera piemontese (una ragazza in foto con un toro), alla notizia di arresti nel Regno Unito per “post che mettono a disagio” (04:01–05:00).
- Cruciani attacca: “Avete rotto il cazzo con questa storia [...] Psicopolizia” (05:00).
3. Sicurezza, legittima difesa, armi
- Ampio dibattito sull’utilizzo delle armi da fuoco in casa per difendersi da intrusi.
- Davide Sanna, guardia giurata, descrive sistemi di autodifesa domestica tra il serio e il grottesco (68:37–71:47).
- Intervento di Giorgio Beretta (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere), che chiarisce i dettami giuridici: “La legge prevede che si debba verificare la desistenza dell’intruso prima di sparare” (74:45).
- Parenzo: “Se vedo entrare qualcuno a casa mia, sparo, punto” (75:29).
- Scontro frontale tra la legittima difesa 'istintiva' e la necessità giuridica di proporzionalità (76:03–77:19).
4. Revisionismo sulla Marcia su Roma e apologia del fascismo
- Il General Vannacci (vice-segretario della Lega) dichiara che la Marcia su Roma non fu colpo di stato, minimizzandone la gravità (06:07–07:47).
- Cruciani: “La marcia su Roma fu l’inizio ufficiale dell’avvento del fascismo [...] Andrebbe tirata l'acqua del cesso a queste ricostruzioni storiche” (07:50).
- Gli ascoltatori dibattono sul consenso del Duce (“Aveva il consenso!” (18:11)), con vivaci scambi tra chi minimizza e chi condanna.
- Clizia De Rossi: “Su Roma è una presa del potere con violenza [...] Basta con il revisionismo storico” (62:21).
5. Caso dell’orso M90 e animalismo
- Discussione sulla responsabilità del presidente Fugatti nell'uccisione di un orso in Trentino (84:07–89:17).
- Rizzi, attivista animalista, difende la necessità di perseguire penalmente i responsabili: “Deve marcire in galera” (86:26).
- Contrasto di Parenzo: “Io sto dalla parte di chi protegge la popolazione, non me ne frega un cazzo” (89:06).
6. Educazione sessuale e “politicamente corretto”
- Parenzo si oppone ai corsi di educazione sessuale nelle scuole medie: “No all’educazione sessuale nelle scuole fino ai 18 anni [...] a quello ci pensano i genitori” (15:35).
- Clizia De Rossi, invece, sostiene l’educazione sesso-affettiva come prevenzione al femminicidio e ai pregiudizi (16:46, 17:01–17:21).
- Dialogo ironico e provocatorio sui temi della sessualità, identità di genere e ruoli (46:01–47:57).
7. Scontri e momenti goliardici
- Dispetti, scherzi, insulti bonari e meno bonari tra conduttori, ascoltatori e ospiti (13:19–14:31, 22:00–23:36).
- Temi ricorrenti: “La regia è insorta!” (21:08), “A SPY!” (13:59), riferimenti ricorrenti a scandali, dicerie e storie paradossali della vita privata dei conduttori.
Momenti e citazioni memorabili
- Parenzo sulla sicurezza:
“Ragazzi, ma che cazzo di paese è quello in cui una modella brasiliana di 29 anni viene assalita sul treno [...] Era irregolare, doveva essere già da anni cacciato a pedate nel culo” (02:57). - Cruciani su Marcia su Roma:
“La marcia su Roma fu l’inizio ufficiale dell’avvento del fascismo [...] Andrebbe tirata l’acqua del cesso” (07:50). - Dialogo su armi e autodifesa:
Davide Sanna: “Io sono la sicurezza, la giustizia e il boia alla fine. Decido io se farlo uscire. Questo è il mio pensiero” (78:20).
Beretta: “Quello che dice la legge è un’altra cosa” (75:30). - Clizia De Rossi sulla cultura e la battuta ironica:
“Io te la posso spiegare anche da nuda, tesoro, perché a differenza tua ho studiato!” (63:06). - Sull’indifferenza della gente:
Stefania Amaral (aggredita sul treno): “Quando il treno si è fermato, io sono scappata [...] La gente assisteva inerme” (39:05–39:19). - Ironia e giochi di ruolo:
Clizia De Rossi: “Con quelli di sinistra posso essere tranquillamente passiva... Con quelli di destra divento super attiva!” (47:38). - Cruciani sul tradizionalismo:
“Io sono un tradizionalista, sono quello che devo fare io. Sono orgogliosamente, pervicacemente e per sempre un eterosessuale” (50:00). - Rizzi, attivista animalista:
“Per quello che ha fatto [Fugatti] dovrebbe stare in galera, punto.” (84:40). - Parenzo, sempre caustico, rivolto agli ascoltatori-provocatori:
“Vai a fare in culo, imbecille di un imbecille! Ma a me lo dici?!” (43:38).
Timestamps per i momenti principali
- Apertura e “nessun tabù” – 00:00–00:50
- Caso treno Bergamo-Milano, violenza e immigrazione – 02:57–06:01 & 35:06–41:47
- Politicamente corretto e casi di censura – 04:01–05:00
- Revisionismo storico sulla Marcia su Roma – 06:07–07:47, 62:21–63:41
- Dibattito legittima difesa/armi – 68:37–80:31
- Educazione sessuale nelle scuole, discussioni su tradizioni e ruoli – 15:35–17:01, 46:01–47:57
- Discussione sull’orso M90 e animalismo – 84:07–89:17
- Divagazioni ironiche, aneddoti, insulti – 13:19–14:31, 21:08, 22:00–23:36, 50:00–50:12
Note sul tono e lo stile
Cruciani e Parenzo alternano invettive, provocazioni, ironia e improvvisi momenti di serietà, con ascoltatori spesso aggressivi e schietti, ma anche elementi surreali, dissacranti e quasi teatrali. Il linguaggio rimane quasi sempre crudo, diretto e colorito, fedele alla filosofia del programma: zero censure, zero buonismi, dibattito a briglie sciolte.
Per chi non ha ascoltato
Questa puntata è stata un condensato pirotecnico del meglio (e del peggio) della contemporaneità italiana: tra allarmi sicurezza, revisionismi, dibattiti sulle armi e sulle tradizioni, lotta tra tabù e trasgressione, e una cifra stilistica inconfondibile fatta di sarcasmo, ruvidità e sfrontatezza. Una finestra impietosa e senza filtri sulla piazza mediatica e sociale del paese.
