La Zanzara – Episodio dell’11 marzo 2026 (Radio 24)
Conduttori: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Ospiti e interventi: Mario Adinolfi, Crizia De Rossi, Loris Bazzo, Alessandro Basso, ascoltatori, Fulvio Grimaldi, vari
Tema: Attualità senza tabù, con consueto stile provocatorio e dibattiti senza censura su questioni politiche, sociali, e casi del momento.
Panoramica dell’episodio
L’episodio si apre con la consueta dichiarazione d’intenti: nessun tabù, nessun filtro; voci libere e toni spesso pesanti o ironici per affrontare temi controversi dell’attualità italiana e internazionale. Punto focale sono le polemiche sull’accoglienza della Russia alle Paralimpiadi e delle sue rappresentanze artistiche, il nuovo reato di apologia della mafia, il caso della "famiglia del Bosco", le dinamiche interne alle famiglie LGBTQ+ nella politica, e il solito surreale confronto fra Occidente, Iran, Israele, e una lunga serie di scontri verbali tra opinioni agli antipodi.
Tematiche principali e discussioni salienti
1. Russia: bandiere, boicottaggi, e libertà (04:14 – 05:45; 22:46 – 24:38)
- Cruciani discute con veemenza sulla decisione di far tornare la Russia alle competizioni Paralimpiadi, esultando per l’inno russo suonato dopo l’esclusione internazionale:
“Vi consiglio di non attaccarlo frontalmente… disastro intorno a voi, il disastro!” (04:14)
- Sostiene la partecipazione di atleti e artisti russi in eventi globali e ironizza su chi vuole escluderli per questioni politiche:
“Che garrisca la bandiera russa ovunque, deve sventolare. Poi fate tutte le considerazioni che volete… Gli atleti russi e gli artisti russi devono partecipare.” (05:17)
- Sottolinea una distinzione tra sostenere dissidenti russi e lo stato russo come entità:
“Gli artisti dissidenti devono invitare. Gli artisti dissidenti, non uno Stato canaglia.” (24:31)
2. Leggi beffarde e “nuove follie” della politica (05:49 – 06:51)
- Cruciani attacca il nuovo reato di apologia della mafia, definendolo delirio normativo:
“Ma che cazzo è la legge contro l’apologia di mafia? Che cazzo è? Ma che cazzo siamo, a Teheran? Dai!” (05:49-06:51)
3. Famiglia del Bosco, relazioni genitoriali e assistenti sociali (18:00 – 20:23; 48:07 – 50:54)
- Diversi ascoltatori intervengono sul caso mediatico dei bambini tolti alla “famiglia del Bosco”. Cruciani, Parenzo, Crizia De Rossi e Adinolfi si confrontano su libertà educativa, tutela dei minori, ruolo dei servizi sociali.
- Crizia De Rossi è durissima sugli episodi di incuria:
“Questi bambini vivevano senza acqua, senza riscaldamento, senza cure. Una delle bambine ha avuto la broncopolmonite e nessuno l’ha curata.” (49:07)
- I conduttori si scontrano sull’importanza della cultura degli anni ‘50 e la retorica dell’Italia “dei maroni”:
“Io sono d’accordo con te al cento per cento.” (18:19, Cruciani)
- Discussione animatissima tra chi difende la madre e chi la reputa inadatta:
“La mamma di tre bambini è pericolosa per i bambini.” (50:04, Cruciani) “Perché non vanno a togliere i bambini che fanno accattonaggio?” (55:33, caller)
4. Satira e riflessioni sull’identità di genere (45:17 – 48:32)
- Crizia De Rossi ironizza e si racconta:
“Tu sei comunista. Rossa di nome e di fatto, carino.” (47:40)
- Con tono autoironico e irriverente, si discute su questioni LGBTQ+ all’interno di battute pepate e scontri ideologici.
5. Intervista all’ambasciatore d’Israele – Satira sul giornalismo e schieramenti (10:01 – 14:25; 51:56)
- Parenzo viene accusato da Cruciani e ascoltatori di essere stato “servile” durante l’intervista:
“Eri a 90 come dice la Gabanelli. Ti sei messo a 90 come la Gabanelli.” (13:08)
- Si ironizza sul giornalismo italiano e la gestione di interviste politiche:
“Ho fatto le domande che vanno fatte all’ambasciatore di una grande democrazia!” (13:08, Parenzo)
6. Famiglie rainbow nella politica conservatrice – il caso Basso e Bazzo (58:12 – 70:53)
- Ospiti i sindaci Alessandro Basso (Fratelli d’Italia) e Loris Bazzo (Lega), che annunciano le loro nozze.
- Discussione accesa sul perché “fa notizia” che due politici di destra facciano coming out e si sposino:
“Perché fa notizia il fatto che uno di Fratelli d’Italia e uno della Lega si sposino?” (60:03, Cruciani)
- Vengono interrogati su adozioni, omofobia, legge Zan:
“Secondo lei è sbagliato punire chi dice frocio?” (67:50, Cruciani)
- I due sindaci difendono la loro posizione, riconoscendo il pluralismo della destra di oggi:
“Noi siamo la rappresentazione plastica del fatto che la destra è una destra pluralista e moderna rispetto a qualche anno fa.” (66:17, L. Bazzo)
- Crizia De Rossi li attacca duramente per incoerenza e “assimilazionismo”:
“Questi signori sono la massima espressione dell’incoerenza, dell’ipocrisia di questa destra che continua a fare la frocia col culo degli altri.” (70:53, De Rossi)
7. L’ironia dura su media e complottismi: Red Ronny, scandalo Epstein, Mario Giordano (14:56 – 17:44; 91:26)
- Cruciani si diverte a prendersela con la narrazione “catastrofista” e complottista dei talk televisivi di destra:
“Sembra di stare in un gorgo infernale… dove le democrazie sono guidate da pedofili, satanisti, cannibali, schifosi immigrati assassini.” (15:10)
- Si passa al tema Epstein e alle presunte macchinazioni internazionali coperte da scandali mediatici.
8. Iran vs Israele – Il ritorno di Fulvio Grimaldi (82:28 – 92:22)
- Grimaldi, storico giornalista e voce filoiraniana, rinfocola lo scontro con Parenzo sui crimini dei regimi, le stragi, i morti (numeri sparati), la complicità occidentale.
- Si arriva a toni estremi nei giudizi sulle guerre mediorientali e la retorica anti-sionista:
“Lo Stato sionista deve essere tolto di mezzo.” (88:54, Grimaldi)
- Eclatanti scambi anche sulle condizioni delle donne iraniane:
“Le donne in Iran sono infinitamente più avanti che quelle italiane.” (90:19, Grimaldi) “Ma non si può dire una cosa del genere.” (90:24, Cruciani)
Momenti e citazioni memorabili
- Cruciani ironizza sull’invito ai dissidenti artisti russi:
“Vuole invitare anche l’Iran. Invitare l’Iran vuol dire invitare lo Stato degli Ayatollah.” (08:01)
- Sull’apologia della mafia:
“Ma che cazzo siamo, a Teheran?” (05:49)
- Crizia De Rossi sulla “famiglia del Bosco” :
“Questa donna è pericolosa, era scappata pure a Bologna.” (49:59)
- Sul politically correct giornalistico:
“Ti sei messo così a pecora tutto il giorno.” (27:09, Cruciani vs Parenzo)
- Batto e Bazzo sulla pluralità della destra:
“Noi non ci siamo mai sentiti attaccati, discriminati, mai giudicati, siamo la rappresentazione plastica del fatto che la destra è oggi pluralista.” (66:10-17, Bazzo & Basso)
- Crizia De Rossi dura sulle scelte di partito:
“Questi sono due gran froscioni… fanno la frocia col culo degli altri.” (71:28)
- Fulvio Grimaldi (sul genocidio/guerra):
“No, devono distruggere, e io sono d’accordo su questo, lo Stato sionista, uno Stato nazista, uno Stato autoritario, uno Stato alternatorio...” (88:41)
- Sulle donne in Iran:
“Le donne in Iran sono infinitamente più avanti che quelle italiane.” (90:19, Grimaldi)
Timestamps dei segmenti chiave
- Russia & Paralimpiadi: 04:14 – 05:45; 22:46 – 24:38
- Nuovo reato apologia mafia: 05:49 – 06:51
- Ambasciatore israeliano, satira interviste: 10:01 – 14:25; 51:56
- Famiglia del Bosco/case sociali: 18:00 – 20:23; 48:07 – 50:54
- Discussione LGBTQ+/Sindaci destra: 58:12 – 70:53
- Fulvio Grimaldi, Iran vs Israele: 82:28 – 92:22
- Satira e autoironia transgender/politica: 45:17 – 48:32
Tono & Stile
Lo stile di “La Zanzara” rimane satirico, provocatorio, spesso borderline, con battute grevi, sarcasmo, interruzioni continue e toni esagerati. Cruciani guida la discussione con un’ironia corrosiva, Parenzo veste il ruolo del moralista ma ne è costantemente bersaglio, mentre ospiti e audience sono chiamati a partecipare a un’arena dove chi parla “chiaro” e irriverente detta legge.
Per chi si fosse perso l’episodio
Questa puntata ha affrontato i grandi temi dell’attualità—Russia, Israele, Iran, diritti civili, educazione, famiglia, libertà d’espressione—senza mai risparmiare colpi bassi, retorica sovversiva, ironia spinta. Le discussioni più forti coinvolgono la faida sulle famiglie “del Bosco”, le bandiere (e boicottaggi) russi, e il clamoroso coming out tra sindaci della destra – con reazioni che oscillano tra apertura, sospetto, e sberleffo.
Una puntata emblematica del format: lo scontro senza filtro tra identità, tabù, e dogmi sociali di oggi.
