La Zanzara – 13 aprile 2026
Podcast di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Panoramica dell’episodio
La puntata del 13 aprile 2026 di La Zanzara affronta con il consueto tono provocatorio e senza censure l’attualità politica italiana ed estera, le ossessioni della società contemporanea, le derive del politicamente corretto e le opinioni spesso estreme degli ascoltatori. L’episodio ruota attorno a tre temi principali: il cambio al vertice in Ungheria con la caduta di Orban, la discussa manifestazione per la "remigrazione" a Milano e il caso di cronaca dell’omicidio di Massa. Non mancano momenti “coloriti” tipici della trasmissione (flatulenze, provocazioni sessuali, scontri verbali). Tra gli ospiti una discussione accesa tra la giornalista Karima Moual e alcuni interventi xenofobi, e l’intervista a Candy Laila, ex Testimone di Geova e ora attrice pornografica e content creator. Il tutto in perfetto stile Zanzara: diretti, dissacranti, a volte sopra le righe, sempre spettacolari.
Temi principali e segmentazione
1. Apertura e satira iniziale
00:00 – 01:44
- I conduttori si divertono a mettere in scena sketch grotteschi e nonsense per “scaldare gli ascoltatori”.
- Si ironizza su libri regalati da autori ignoti e su situazioni di vita quotidiana tra i protagonisti dello studio.
Quote memorabile:
- "Ma che cazzo ce ne frega a noi della guerra?" – Cruciani (02:23)
2. Cronaca italiana: il caso Massa
02:23 – 04:44 | Ripreso 17:55 – 39:36
- Ampio spazio all’omicidio di Giacomo Bongiorni, definito “eroe civile” per aver rimproverato dei giovani (presunti assassini di origine romena) che avevano buttato bottiglie per terra.
- Discussione su sicurezza, invocazione di “camicie nere”, ronde, senso civico e gestione della giustizia per i minori stranieri.
- Scontri fra ascoltatori: chi denuncia derive fasciste, chi reclama “sicurezza a tutti i costi”, chi minimizza tutto.
- Interessante lo spaccato sulla “strumentalizzazione” politica del caso.
Quote:
- "Ha detto a dei giovani delinquenti imbecilli di non buttare le bottiglie di vetro per terra e lo hanno picchiato. Poi ha sbattuto la testa, è morto. Ragazzi, vi faccio una domanda: se avesse avuto una pistola in mano, secondo voi sarebbe accaduto?" – Cruciani (02:23)
- "Ci vorrebbero le camicie nere – altro che polizia!" – Mario da Massa (29:00)
- Vivace scontro con Parenzo, che accusa Mario di vergognarsi di strumentalizzare il lutto (29:14 – 31:12)
3. Elezioni in Ungheria e “la fine di Orban”
04:44 – 15:32 | Ripreso 21:18 – 48:06
- Tonalità esultante da parte di Parenzo e ospiti per la caduta di Viktor Orban (visto da anni come il simbolo dell’autoritarismo in Europa).
- Cruciani sottolinea ironicamente la schizofrenia di chi ha gridato alla dittatura per 16 anni e adesso gioisce solo perché il successore (Peter Magiar), anche lui uomo di destra e già braccio destro di Orban, ha vinto regolarmente le elezioni: “Ma come fa un dittatore a perdere le elezioni?”.
- Discussione su quanto cambi davvero in Ungheria, con scetticismo di Cruciani sul “vento d’Europa”.
- Si ironizza sul lessico della sinistra (“turbo europeista”, “vittoria storica contro l’autoritarismo”), contestando che la sinistra ungherese sia scomparsa e anche la stampa italiana esulti.
Quote:
- “Non era una dittatura l’Ungheria! ... La sinistra esulta per la vittoria di uno di destra!” – Cruciani (04:49)
- “Per un turbo europeista come me, aver mandato a casa Orban è una grandissima giornata!” – Parenzo (07:03)
- “Ha ragionissima Porro: la deriva autoritaria dov’è? Dov’è la deriva autoritaria?” – Cruciani (09:02)
- “Peter Magiar non è uno di sinistra, è uno di destra, un avvocatuccio che ha scalato il potere grazie alla moglie…” – ospite (09:39)
- “Ma chi se ne frega di queste robe qui?" – Cruciani (08:17)
4. Manifestazione "remigrazione" e Italia tra sicurezza e razzismo
15:19 – 16:04 | 19:36 – 24:59 | 54:53 – 64:53
- Si discute della manifestazione della Lega per la “remigrazione”, fortemente criticata dalla sinistra e dal sindaco di Milano, Sala.
- Contrasto tra chi difende il diritto di manifestare anche se si tratta di idee “estreme” o “xenofobe”, e chi sottolinea la matrice fascista del termine “remigrazione”.
- Polemica sugli stranieri, interventi di ascoltatori che propongono “test del maiale” per dimostrare l’italianità.
- Si sottolinea la confusione su chi può o non può manifestare in Italia e la crescita di un clima di intolleranza e isteria securitaria.
Quote:
- “C’è una manifestazione dei cosiddetti patrioti che vogliono la cosiddetta remigrazione. Ma sti cazzi, perché non dovrebbero poter manifestare?” – Cruciani (14:36)
- “La parola ‘remigrazione’ stessa è un concetto fascista...” – Parenzo (14:49)
- “Gli italiani che vogliono integrarsi devono passare il test del maiale!” – Gio Urso (59:30)
5. Scontro sugli ebrei, il “complotto sionista” e antisemitismo
24:00 – 27:36
- Un ascoltatore (Giorgio da Napoli) lancia teorie complottiste sui “sionisti che comandano il mondo”, Blackrock, Rothschild ed Epstein.
- Cruciani e Parenzo reagiscono con ironia e scherno ma lasciano abbondante spazio a queste teorie per esibirne l’assurdità e i luoghi comuni.
Quote:
- “I sionisti comandano tutti i gangli vitali delle società… Chi ha i soldi grossi in mano comanda.” – Giorgio da Napoli (23:26)
- "L’omicidio Kennedy l’hanno fatto i sionisti! ... Assolutamente, lui si opponeva alla bomba atomica per Israele." – stesso ascoltatore (26:12)
6. Attualità internazionale: Trump contro il Papa e scenari globali
15:32 – 16:50 | 41:02 – 42:28
- Si riporta l’attacco di Donald Trump al “Pope Leo”, il papa fittizio dei conduttori, e ai suoi “programmi di pace”.
- Veloci considerazioni su Libano, Iran e il conflitto con Hezbollah, con scambi verbali su chi sia la vera parte “assassina” nel conflitto.
Quote:
- “Trump contro il Papa... Non mi piace, non sono un grande fan di Pope Leo.” – Cruciani imitando Trump (16:04)
7. Flatulenze, relazioni di coppia e family talk
11:13 – 12:09 | 31:30 – 34:47 | Ripreso a 55:09
- Sessioni abbondanti dedicate a storie di flatulenze in famiglia e in coppia, viste da Cruciani come “segno di intimità”.
- Discussione semi-seria/semi-grottesca sulla convivenza di coppia e i piccoli/grandi tabù domestici.
Quote:
- “La scoreggia coniugale è segno di intimità.” – Cruciani (11:16, 32:29)
- “Io sono convinto che i matrimoni finiscono per colpa delle scoregge.” – Parenzo (34:03)
- “Io quando scorreggio insieme alla mia... poi uso alzare le lenzuole per inebriarci insieme.” – Gio Urso (55:12)
8. Acceso scontro su identità italiana, razzismo e la giornalista Karima Moual
49:19 – 64:53
- Il segmento forse più rumoroso e divisivo: la giornalista Karima Moual, di origine marocchina ma italiana, viene ripetutamente apostrofata come “non-italiana” e invitata da Gio Urso e altri a “tornare in Marocco” sulla base del nome; Moual replica con fermezza e ironia.
- Si innesca il tema della legittimità di essere italiani e del razzismo ordinario.
- Gio Urso la definisce fascista per non voler parlare con lui, mentre Moual ribatte sulla bassissima qualità del dibattito e sull’incoerenza di questi attacchi xenofobi.
- Si trascende presto nella provocazione e nello scontro personale, con accuse reciproche di ignoranza e di “fascismo”.
Quote:
- “Ma secondo te è da rispondere, io lo farei parlare a lungo perché si definisce da solo, è molto interessante.” – Moual (51:07)
- “Se uno dei miei redattori si presentasse in un colloquio parlando così lo manderei a fare in culo.” – Parenzo (49:50)
- “Devi tornare in Marocco, fascista!” – Gio Urso (56:56)
- “Io in Marocco ci vado sempre. Staci! Speriamo che resti lì.” – Moual/Urso (57:21)
- “Gli italiani che vogliono integrarsi devono passare il test del maiale!” – Gio Urso (59:30)
9. Microfoni “sessisti” e il politicamente corretto
65:54 – 69:09
- Momento surreale: Annamaria Briganti denuncia che i microfoni sono “maschilisti e fallici”.
- Gli altri ridono e ironizzano sulla deriva del politicamente corretto che invade ogni aspetto della vita.
Quote:
- “Vorrei chiedere a Radio 24 di cambiare la forma dei microfoni, renderli più inclusivi.” – Briganti (66:02)
- “Mai sentito nessuno lamentarsi dei microfoni in quanto falli!” – Cruciani (68:20)
10. Intervista – Candy Laila: da testimone di Geova a pornoattrice
69:11 – 89:20
- Intervista a Candy Laila, 21 anni, ucraina, ex testimone di Geova, ora content creator e attrice pornografica.
- Il racconto della sua storia personale: l’arrivo in Italia da profuga, la fuga da una comunità religiosa fortemente repressiva (vietato sesso, masturbazione, omosessualità, preservativi), l’interruzione dei rapporti familiari, e l’esordio in OnlyFans e nel porno.
- L’attenzione si sposta sul ruolo di Alessandro, suo ex fidanzato, “scopritore” e dubbio sul tema del consenso/sfruttamento.
- Anna Rita Briganti e altri ospiti pongono dubbi etici su manipolazione, consapevolezza e la definizione stessa di “lavoro” nell’industria del porno. Candy rivendica però autonomia e piacere nella scelta.
- Discussione sulla liberazione femminile, autodeterminazione e pregiudizi morali (“prostituzione virtuale”, “schiava sessuale o donna emancipata?”).
Quote:
- “Eri ancora testimone di Jehova, per te la vita sessuale era praticamente vietata?” – Cruciani (72:22)
- “Adesso sono più libera perché faccio quello che piace a me e decido io quello che voglio fare.” – Candy Laila (81:44)
- “Questa è prostituzione virtuale – non lo chiami lavoro!” – Anna Rita Briganti (87:42)
- “No, ho deciso in piena autonomia di mostrare il mio corpo... sono esibizionista, OnlyFans è stata una scelta mia.” – Candy Laila (86:13)
- “Ho scoperto che sono attratta anche dalle donne, sono bisex, 60 maschi e 40 donne.” – Candy Laila (86:50)
Momenti memorabili e tono della puntata
- Parossismo e paradosso continuo: Soprattutto nello smascherare i cliché su sicurezza, criminalità, razzismo e “politicamente corretto”.
- Scontri feroci e insulti a raffica tra ascoltatori su fascismo, autoritarismo, identità italiana, “sionismo” e criminalità straniera.
- Ironia e volgarità senza tabù su qualunque tema, dalla flatulenza coniugale come segreto delle relazioni, ai microfoni “falliformi”.
- Grande utilizzo del sarcasmo.
- Spazio alla follia e agli eccessi verbali, con la cifra di Cruciani e Parenzo che lasciano debordare gli ospiti per portare a galla nervi scoperti del Paese.
Riepilogo breve dei momenti chiave con timestamp
- Lettura libro e omicidio a Massa: 01:26 – 04:44
- Caduta di Orban e commenti Ungheria: 04:44 – 15:32
- Manifestazione/remigrazione e “test del maiale”: 14:36 – 16:04 & 54:53 – 64:53
- Complotto sionista/Blackrock/Epstein: 24:00 – 27:36
- Razzismo, identità e scontro Moual–Urso: 49:19 – 64:53
- Flatulenze come intimità domestica: 11:13, 32:29, 55:09
- Microfoni “sessisti”: 65:54 – 69:09
- Testimonianza Candy Laila (da Geova al porno): 69:11 – 89:20
Conclusioni
La puntata rappresenta un perfetto “salotto dell’Italia vera, verace e impazzita”, dove tutte le divisioni ideologiche, morali e sociali vengono esasperate per far emergere le contraddizioni e la complessità del presente – facendo spesso ridere (o indignare) chi ascolta. Il tono resta feroce, sfrontato ma anche efficace nel portare l’ascoltatore dentro i temi-chiave e i mostri dell’attualità italiana, senza mai un attimo di respiro.
Per chi deve recuperare l’episodio:
Questa puntata è uno specchio nitido, a tratti surreale e violento, della cultura popolare, dei vizi italiani e della retorica politica più becera e viscerale. Perfetta per chi ama (o detesta) la Zanzara: non si ascolta mai indifferenti.
