Podcast Summary
Podcast: La Zanzara
Episode: 14 Ottobre 2025
Hosts: Giuseppe Cruciani & Davide Parenzo
Date: October 14, 2025
Theme: Attualità senza tabù, dibattiti caustici su politica, società, sesso, diritti civili e i limiti del politicamente corretto, in puro stile Zanzara.
Episodio in breve
L'episodio del 14 ottobre di La Zanzara riflette il classico spirito del programma, con discussioni senza filtri sui temi caldi dell'attualità italiana e internazionale, punteggiate da litigi, battute caustiche e la partecipazione di ospiti ricorrenti e ascoltatori polemici. Gli argomenti principali spaziano dagli scontri culturali sulla questione LGBT e i premi pubblici ad attualità internazionale (Gaza, Trump, Meloni), fino ad arrivare ai diritti delle sex worker, alle armi, alla questione dei migranti e ampie digressioni sul costume sessuale.
Punti chiave e segmenti salienti
1. Risse in diretta e toni accesi
- [00:13–00:37] L’episodio apre con uno scontro acceso fra Cruciani, Parenzo e una ascoltatrice di nome Antonella, con reciproci insulti ("vado a fare in culo").
- Quote:
- Davide Parenzo: “Ma vada a fare in culo, Cruciani!”
- Giuseppe Cruciani: “Ma vada a fare in culo lei, signora!”
2. Politica e "propaganda LGBT"
- [01:05–02:37] Parenzo ironizza su una presunta “propaganda” Lesbo che porterebbe a meno nascite e dipinge la situazione, specie al Sud, come “Catania è la Sodoma del Sud”.
- Quote:
- Davide Parenzo: “Pologna sembra Sodoma!”
- Giuseppe Cruciani: “Ma non mi pare ci sia un piano per far diventare sempre più donne lesbiche.”
3. Premio Ambrogino e polemiche con Bernardini De Pace
- [03:10–08:04; 06:38–07:39] Discussione ironica e provocatoria sull’Ambrogino d’Oro e la minaccia della Bernardini De Pace di restituirlo, contestata da Cruciani che rivendica il valore personale, sminuendone l'importanza pubblica.
- Quote:
- Giuseppe Cruciani: “Col cazzo che lo restituisco il mio Ambrogino d’oro.” [04:00]
4. Trump, Meloni e il “patriarcato”
- [08:15–10:51; 17:01–19:03; 47:36–49:07]
- Vengono commentati i complimenti di Trump alla Meloni (“very beautiful woman”), scatenando riflessioni sul patriarcato e sulla percezione del potere maschile nella politica.
- Quote:
- Cruciani: “Quel gigante del presidente americano Trump… anche quando ha torto è un gigante.” [08:41]
- Parenzo: “Per rispetto! Meloni dovrebbe essere rispettata nel suo ruolo di donna!” [18:51]
- Cruciani: “Ma qual è il problema di fare il complimento a una donna dicendo che è bellissima? Scusate.” [48:52]
5. Guerra a Gaza, linguaggio e accuse di genocidio
- [05:37–06:38; 13:27–15:46; 32:02–36:12; 45:35–46:22]
- Si discute ironicamente sull’uso della parola "transumanza" nei telegiornali e sulle accuse di genocidio a Israele; viene citato il punto di vista del capo dell’opposizione israeliana Lapid.
- Quote:
- Giuseppe Cruciani: “Non c’è nessun genocidio perché non c’è nessuna volontà di ammazzare le persone indiscriminatamente.” [46:07]
6. Armi e legittima difesa
- [15:46–16:21; 43:08–45:35]
- Dibattito acceso sul diritto dei cittadini alle armi con l’intervento di Andrea Lombardi, sostenitore della libertà di armarsi, contro chi, come Adriano, sottolinea i pericoli di una “società modello Far West”.
- Quote:
- Andrea Lombardi: “Le armi sono libertà.” [43:28]
7. Scontri su sinistra, destra e identità
- [20:30–21:33; 21:43–23:44]
- Discussioni su cosa sia “di sinistra” tra difesa di Israele, libertà sessuali e regole sulle prostitute. Cruciani rivendica il diritto di non essere incasellato politicamente.
- Quote:
- Giuseppe Cruciani: “Difendere il diritto di Israele a esistere è di sinistra.” [20:30]
8. Immigrazione e doppie morali
- [24:03–26:29]
- Si ironizza sulle differenze nei controlli di frontiera tra Italia e Tunisia, tra chi arriva in business class e chi con i barconi.
- Quote:
- Giuseppe Cruciani: “Da una parte c’è il governo tunisiano che mette regole stringenti… dall’altra parte l’Italia…” [26:06]
9. Il caso Adinolfi e le “truffe” delle scommesse
- [39:32–42:37]
- Una telefonata testimonia la storia di Mario, truffato da Adinolfi in una scommessa collettiva, con decine di migliaia di euro in ballo.
- Quote:
- Mario: “Ho dato più di 30 mila euro, lui ne deve restituire ancora 10-12.” [41:16]
10. La prostituzione, Codice Ateco e lo scontro Zaccagnini-Scandurra
- [54:45–64:14]
- Ampio spazio alla sex worker Donatella Zaccagnini Romito (escort laureata in ingegneria) e alle battutacce fra lei, Cruciani e Maurizio Scandurra, tra autoironia, prezzi, codici fiscali e insulti.
- Quote:
- Donatella Zaccagnini Romito: “Assolutamente sì, io amo essere totalmente liscia.” [55:29]
- Maurizio Scandurra: “Che cazzo di lavoro è dare via la figa?” [63:41]
- Donatella Zaccagnini Romito: “Sono orgogliosa di me stessa.” [63:47]
11. Unioni civili, omosessualità, famiglia e tabù
- [68:11–89:28]
- Ospite lo stilista Alviero Martini con il suo compagno William: racconto autobiografico della relazione, differenza d’età, matrimonio in Brasile e in Italia, riflessione sull’esibizionismo LGBT.
- Interviene Simone Pillon (avvocato e politico ex-Lega), che nega valenza familiare all’unione; discussioni sull’adozione, promiscuità gay, gelosia, fedeltà, battute sulle zone erogene e la corporalità maschile.
- Quote:
- Alviero Martini: “Ho sempre preferito il polipo anziché la patata.” [73:23]
- Pillon: “Parlare di queste cose, soprattutto tra uomini, mi fa venire anche un po’ di schifo...” [84:29]
- Alviero Martini: “Laddove c’è amore può crescere qualunque cosa.” [86:17]
12. Insulti, autoironia e il gioco sulla disabilità
- [64:14–66:11]
- Una telefonata protesta per l’uso di insulti come “nano” verso Parenzo; si riflette ironicamente sull’offesa e l’accettazione degli insulti.
Citazioni e momenti memorabili (con timestamp)
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Sull’Ambrogino d’Oro:
- "Col cazzo che lo restituisco il mio Ambrogino d’oro."
— Giuseppe Cruciani [04:00]
- "Col cazzo che lo restituisco il mio Ambrogino d’oro."
-
Sulla “mitosi lesbica”:
- “Culle sempre più vuote, lesbiche ovunque, poi a Catania non ne parliamo.”
— Davide Parenzo [01:34]
- “Culle sempre più vuote, lesbiche ovunque, poi a Catania non ne parliamo.”
-
Sulla prostituzione:
- “Che cazzo di lavoro è dare via la figa?”
— Maurizio Scandurra [63:41] - “Sono assolutamente nobile… Sono orgogliosa di me stessa.”
— Donatella Zaccagnini Romito [63:45]
- “Che cazzo di lavoro è dare via la figa?”
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Sul diritto alle armi:
- “Le armi sono libertà.”
— Andrea Lombardi [43:28]
- “Le armi sono libertà.”
-
Sull’insulto “nano”:
- “Quando ti dice NANO dici no, non mi offende chiamarmi NANO, punto, già sta.”
— Caller Ascoltatore [64:14]
- “Quando ti dice NANO dici no, non mi offende chiamarmi NANO, punto, già sta.”
-
Sulle relazioni omosessuali:
- "Ho sempre preferito il polipo anziché la patata."
— Alviero Martini [73:23] - "Perché non ha un senso, ci sono tante altre parole sostitutive per dire omosessuali."
— Alviero Martini [87:44] - "Laddove c’è amore può crescere qualunque cosa."
— Alviero Martini [86:17] - "Parlare di queste cose... tra uomini mi fa venire anche un po’ di schifo."
— Simone Pillon [84:29]
- "Ho sempre preferito il polipo anziché la patata."
Timestamps dei blocchi fondamentali
- [00:13–00:44] Risse verbali e apertura "no filter"
- [01:05–02:37] LGBT, nascita, “mitosi lesbica”
- [03:10–08:04] Ambrogino d’Oro, scontro con Bernardini De Pace
- [08:15–10:51], [17:01–19:03], [47:36–49:07] Trump, Meloni, patriarcato
- [13:27–15:46], [32:02–36:12], [45:35–46:22] Guerra Gaza, genocidio, media
- [43:08–45:35] Dibattito sulle armi
- [54:45–64:14] Prostituzione, Codice Ateco, Zaccagnini vs Scandurra
- [68:11–89:28] Omosessualità, matrimonio e diritti civili con Alviero Martini
Tono, linguaggio e pubblico
Il tono è diretto, spesso volgare, ironico e crudo. Gli insulti sono parte integrante dell’intrattenimento, alternati a spunti di riflessione e momenti di vero confronto ideologico. Lo show è un’arena di provocazioni che rifiuta il politicamente corretto, dichiaratamente rivolta a un pubblico adulto e navigato.
Conclusione
Questo episodio di La Zanzara è uno spaccato delle polarizzazioni odierne, con il suo caos organizzato di polemiche, ironia e battute pesanti. Chiunque ami il “parlare chiaro” e il dibattito senza regole troverà pane per i suoi denti tra discussioni su sesso, politica, diritti civili e società italiana, tutte affrontate senza filtri dai protagonisti e dai loro coloriti ascoltatori.
