La Zanzara – 15 Ottobre 2025 | Radio 24
Conduttori: Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo
Puntata ricca di polemiche, provocazioni e dibattiti senza censura su politica, cronaca e costume, fedele allo stile irriverente del programma. Ospiti e ascoltatori animano il confronto, alternando satira e forti contrapposizioni di vedute.
Episodio – Tema Portante
Overview La Zanzara del 15 ottobre 2025 si snoda, come da tradizione, come un'arena senza tabù. Cruciani e Parenzo toccano senza filtri l’attualità politica (tra cui la figura controversa di Trump e l’affaire Vannacci-Lega), la cronaca nera (con il dramma di tre carabinieri uccisi a Verona), le questioni di linguaggio e doppi standard nei media, il caso Salis, il dibattito sull’uso del taser da parte delle forze dell’ordine, la polemica sui murales di Maradona a Napoli e le tensioni sociali su immigrazione e razzismo. L’ultima parte, come spesso capita, vira nel trash grazie al “recupero” dell’avvocato-caso estremo Andrea Di Prè.
Sezioni e Temi Principali
1. Scontri Verbali in Studio – Trump, Vannacci e Giri di Valzer Politi
- Cruciani e Parenzo litigano apertamente sulle altalene di giudizio politico, specie rispetto a Donald Trump.
- Cruciani: "Parenzo, fai veramente cacare!... prima contro Trump, ora gli vai a baciare il culo!" (02:08)
- Discussione calda sulle accuse di "voltagabbana", portando Parenzo a difendersi dall’accusa di incoerenza [02:35].
- Parenzo introduce un “indovina chi” su politici trasformisti, fra socialismo, radicalismo e trumpismo.
- Il generale Vannacci e la sconfitta della Lega in Toscana entrano in scena, con accuse di razzismo e discussione sull’esito elettorale [08:16].
- Cruciani: "Il generale Vannacci gioca sul razzismo e però ha preso una bella batosta." (09:57)
2. Cronaca: Verona e la morte dei tre carabinieri
- Parenzo esprime dolore per i carabinieri uccisi in servizio:
- Analisi delle lungaggini burocratiche negli sgomberi: "Anni e anni per sgomberare un capannone… Pazzesco, pazzesco, pazzesco." (05:47)
- Critica ai criminali organizzati definiti “miliziani di Hamas” e polemiche sull’indignazione “a senso unico” dei movimenti pro-Palestina [06:00].
- In parallelo, un ascoltatore si lancia in un attacco politicizzato: "I mandanti sono i cogliosinistri che non vogliono gli inseguimenti, non vogliono l'uso delle armi." (18:22)
- Parenzo reagisce: “Gli occupanti di quel posto andavano impallinati subito? È incredibile!” (19:06)
3. Murales di Maradona a Napoli – Abusivismo, licenze e costume
- Lunghe spiegazioni e ironie tra Cruciani, Parenzo e "Bostic" (Antonio Esposito), il gestore storico del murale:
- “Io ho la licenza itinerante di tre ore e mi devo spostare... dove sto io non ti puoi spostare, perché stanno mille persone, come fai a uscire?” (Antonio Esposito/Bostic, 44:21)
- Si parla di abuso, legalità e ricatti al Comune (“La licenza o chiudo il murale?”).
- Cruciani sottolinea: “Ma che razza di mondo è... Ma che vuol dire che tratta col comune?” (48:35)
- Parenzo e Cruciani si lasciano affascinare dal personaggio, tra passato da trasfertista e dinamiche popolari (“Non lo renderei l’eroe contemporaneo, tutto qua.” Cruciani, 64:30)
4. Doppio Standard, Transumanza e Sessismo
- Accuse di doppia morale e utilizzo dei termini (in particolare “transumanza”, utilizzato da esponenti politici per gli immigrati e poi da Mentana sui palestinesi).
- Cruciani: "Forse gli elettori non sono razzisti. Questo è il tema." (09:43)
- Parenzo: “Due pesi, due misure, ipocrisia.” (12:08)
- Discussione sulla “battuta sessista” di Trump alla Meloni:
- Parenzo minimizza (“Quello è Trump, aperto, simpatico, normale, spontaneo, dai!” 17:41).
- Cruciani: “È una battuta fuori luogo, perché sei a un vertice internazionale.” (17:36)
- Polemica su Landini (CGL) che chiama la Meloni “cortigiana di Trump”: “Giovanni è una persona precisa e puntuale.” (38:42)
5. Chiusura sull’informazione, i simboli, la guerra
- Fiocchi neri per i giornalisti uccisi, discussione su Gaza e Ucraina:
- Cruciani: “Nessun giornalista abbiamo visto mettersi il fiocchio giallo per la liberazione degli ostaggi, nessuno! Si mette il fiocco nero per Gaza e io dico benissimo!” (26:42)
- Discussione sulla libertà di informazione e sull’uso, eccessivo o meno, dei simboli [27:02].
6. Scontro Sull’Immigrazione, Razza ed Etnie
- Selena Peroli (attivista dal Camerun) difende la legittimità degli immigrati, distinguendo tra singoli criminali e collettività:
- "Il crimine non porta una nazione ma porta una verità. Il crimine non ha una nazionalità, non ha un colore, non ha una religione. Il crimine è fatto da persone, da criminali..." (72:43)
- Il Barone Nero (Ionghi Lavarini) interviene con posizioni dichiaratamente razziste, negando la “mescolanza” e difendendo le identità etniche pure:
- “Se ogni popolo tutela la propria identità è meglio.” (57:03)
- Cruciani lo attacca come “schifoso nazista”.
- Scontro teso tra Peroli e il Barone:
- Peroli: “...Noi siamo della stessa razza, siamo esseri umani.” (75:29)
- Barone: “Non esistono razze. Pensi che anche sui passaporti americani vivono a razza piante?” (75:34)
- Forte tensione con ascoltatori indignati:
- “La gente è morta per il fascismo e questo ebete pensa anche di farsi viva...” (65:37)
- Analisi del passato coloniale delle democrazie occidentali, polemiche su chi abbia più diritto a parlare di crimini storici [70:07+].
7. Filo diretto senza filtri con Ascoltatori
- Critiche, insulti, e presa diretta su Parenzo (“pezzo di merda crucianiano... ora sei solo un pezzo di merda crucianiano” 21:48), discussioni animate su fiocchi neri/gialli, corruzione della politica, “difesa dei carabinieri”.
- Polemiche sulla "mignottizzazione" semiseria di una partecipante donna, la Romito ("Se anche lei lo accetta e allora che te ne frega a te?" Parenzo, 80:08).
8. Trash e Finale: Andrea Di Prè, “avvocato, caso umano”
- Rientra Andrea Di Prè, avvocato sospeso, noto per le sue imprese tra diritto, web-trash e droga.
- Di Prè rivendica la propria presunta guarigione dalla cocaina “grazie al Calippo Tour e ad Ambra Bianchini” (84:27).
- Giuramenti, dichiarazioni surreali (“Io fui a casa di Hillary Clinton... mi ritengo l’erede di Hillary Clinton” 82:21) e racconti di picchi di consumo (“Io pippavo fino a 20 grammi al giorno, alla settimana forse anche 60” 88:33).
- Cruciani e Parenzo ironizzano su una “fabbrica di cocaina nel naso.”
- Si sfiora l’apologia della cocaina, a cui i conduttori replicano sdegnati (“La cocaina è una montagna di merda? È una merda?” Parenzo, 92:32).
- Conclusione: “Chi sente la Zanzara vuole sbellicarsi… voglio ridere, ridere.” (94:16)
Momenti Memorabili e Citazioni
- Cruciani contro Parenzo sul trumpismo: “Parenzo, fai veramente cacare!... prima contro Trump, ora gli vai a baciare il culo!” (02:08)
- Parenzo sulla burocrazia degli sgomberi: “Anni e anni per sgomberare un capannone… Pazzesco.” (05:47)
- Selena Peroli: “Il crimine non ha una nazionalità, non ha un colore, non ha una religione.” (72:43)
- Bostic e Napoli: “Io ho la licenza itinerante di tre ore e mi devo spostare...” (44:21)
- Il Barone Nero: “Se ogni popolo tutela la propria identità è meglio.” (57:03)
- Cruciani sulle distinzioni: “Importante chi dice le cose.” (12:08)
- Di Prè: “Io pippavo fino a 60 grammi la settimana.” (88:33)
Timestamps Segnalati
- Trump/Parenzo e accuse di incoerenza: 02:08–03:00
- Carabinieri uccisi e polemica sugli sgomberi: 05:47–07:00
- Vannacci, Lega battuta in Toscana, razzismo: 08:16–10:05
- Murales di Maradona, Bostic: 44:03–47:55 / 59:32–64:24
- Scontro su sessismo e transumanza: 09:43–17:41
- Libertà di informazione, simboli e guerre: 26:27–27:23
- Immigrazione, razzismo, Barone Nero vs. Selena: 72:43–75:35
- Andrea Di Prè, trash finale: 81:14–94:04
Tono e Linguaggio
Il tono rimane costantemente provocatorio, senza timore di linguaggio volgare o aggressivo, tipico di La Zanzara. Gli host alternano ironia, sarcasmo e invettive, mentre gli ospiti spesso esasperano le tensioni tematiche.
In Sintesi
Questa puntata di La Zanzara si conferma fedele al claim di “attualità senza tabù”: uno sfogatoio dove si scontrano indignazione civile, satira, trash, e libertà espressiva portata agli estremi. Chi cerca dibattito acceso, senza filtri e ricco di personaggi unici, trova qui il meglio – e il peggio – di ciò che la radio italiana può offrire.
