La Zanzara | Radio 24
Episodio: 16 febbraio 2026
Conduttori: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Ospiti ricorrenti e ascoltatori: Maurizio Scandurra, Franco Vannacci, Nick Fibonacci, vari ascoltatori
Episodio in breve
L’episodio si caratterizza come un’arena di opinioni senza filtri, fortemente polemica e spesso politicamente scorretta, in cui Cruciani e Parenzo affrontano temi caldissimi di cronaca e società italiana: sicurezza, criminalità, immigrazione, “turpiloquio” nei media, libertà di espressione, controversie politiche e mediatiche. L'atmosfera è accesa, provocatoria, dominata da scontri verbali anche tra ospiti e ascoltatori, frequentissimi insulti ed esplosioni di ironia, con ricorrenti discussioni sulla deriva culturale, sulle barriere tra destra e sinistra e sull’impatto della droga nelle vite reali.
Punti salienti & Approfondimenti
1. Polemiche mediatiche, “Turpiloquio” e contestazioni a Gad Lerner
- Discussione sulle critiche di Gad Lerner che accusa "La Zanzara" di essere emblema del turpiloquio e del basso livello culturale, generando la reazione orgogliosa di Cruciani e Parenzo:
- Parenzo: “Il fatto che Gad Lerner dica che questa trasmissione è il centro del male del Turpiloghi, a basso livello culturale, e come Pucci, è una medaglia che mi metto qui al petto!” (08:31)
- Dibattito acceso sul ruolo della trasmissione nel panorama culturale e sulla libertà di parola tipica della Zanzara.
- Cruciani: “Questa trasmissione nella tua amata Gaza non sarebbe possibile... dovresti dire viva e viva e viva!” (10:01)
2. Cronaca nera, sicurezza e giustizia italiana
- Vengono trattati casi di cronaca che diventano sintomatici agli occhi dei conduttori del “fallimento” della giustizia e dello Stato:
- Caso dell’algerino irregolare condannato 23 volte e poi risarcito per un errore burocratico dopo essere stato mandato in Albania:
- Parenzo (sfogo): “Ma andate a fare in culo!” (04:49)
- Bangladese fuggito in Italia per debiti: rimane grazie a ricorso e rischio di violenze in patria.
- Discussione su violenza politica e clima mediatico, con riferimento al pestaggio di un ragazzo di destra in Francia ad opera di antifascisti:
- Cruciani: “Gli antifa sono il vero pericolo, i veri fascisti sono gli antifa.” (05:07)
- Scontro sulla criminalità straniera e sicurezza: Paura di uscire la sera, inefficacia dei “fogli di via”, rabbia per processi a carico delle forze dell’ordine che inseguono criminali.
- Caso dell’algerino irregolare condannato 23 volte e poi risarcito per un errore burocratico dopo essere stato mandato in Albania:
3. Immigrazione, insicurezza, rabbia sociale
- Ascoltatori raccontano la percezione di un’Italia “invasa” e pericolosa, con riferimento a fatti di microcriminalità, insicurezza e malfunzionamento della giustizia:
- “L'Italia nella bara. In una bara è l'Italia.” (Davide Parenzo, 38:50)
- Polemiche sugli immigrati irregolari, la differenza tra regolari e irregolari, e lo sfruttamento lavorativo.
- Maurizio Scandurra: (tono surreale e fortemente polemico) “Gli italiani sono disperati...parchi pubblici diventati delle cloache maxime, io che passo con un'auto di lusso devo fare attenzione perché altrimenti mi menano.” (42:59)
- Dibattito acceso sul tema della “remigrazione” e sulle soluzioni proposte dal governo.
4. Criminalità e “orgoglio del furto”: la voce dalla comunità Sinti
- Ospite sinti (Clay), affronta con Parenzo il tema della “microcriminalità” dei sinti, rivendicando con ironia:
- “I sinti all'80%, al 70% rubano tutti, eh!... però non rapiniamo: rubiamo, perché fare un furto e fare una rapina sono due cose certe, rubiamo!” (Franco Vannacci/Clay, 18:55)
- Parenzo si indigna definendo il furto comunque “vergogna assoluta”.
5. Satira, insulti e interazione ascoltatori
- Tono del programma costantemente autoironico e sferzante, con continui scambi di insulti (“scrotto sudato”, “sacco di merda fascista”), prese in giro tra gli stessi conduttori, gli ospiti in studio e gli ascoltatori più sopra le righe.
- “Questo programma può contenere riferimenti espliciti e si rivolge ad un pubblico adulto e non è adatto ai minori.” (Cruciani, vari punti)
- “Scrotto sudato!” (Parenzo, 73:00)
Momenti memorabili & Citazioni
- “Un turpiloquio, l’abbassamento di livello, la questione Pucci su Sanremo... l’egemonia culturale richiederebbe cultura.” (Cruciani, 01:34)
- “Il nostro giornalismo non è messo molto bene e questa idea che bastino i maggiordomi fa sì che valga il turpiloquio.” (Cruciani, 01:34)
- “Ci dispiace che questo ladro sia morto dissanguato? La domanda che faccio a voi! Ci dispiace che questo ladro sia morto dissanguato?” (Parenzo, 05:07)
- “Quando gruppi di estrema sinistra commettono violenze politiche sono indolcibili.” (Parenzo, 32:35)
- “L’Italia sta morendo. L’Italia nella bara.” (Parenzo, 38:50)
- “Io quando abbiamo iniziato a parlare, che cosa ho detto? Che non è uno spot. Io non sono un esempio da seguire e lo dico tutte le volte.” (Nick Fibonacci, 84:36)
Segmenti e Timestamps Principali
- 00:00 – 02:30: Introduttivo turpiloquio e autoironia
- 02:30 – 13:31: Gad Lerner e la crociata sul linguaggio della Zanzara
- 13:31 – 22:17: Sicurezza e criminalità, satira sulle polemiche giudiziarie; ascoltatori reagiscono
- 22:17 – 31:40: Scontri verbali su immigrazione, insicurezza nelle città, paura di uscire la sera
- 42:59 – 51:08: Maurizio Scandurra, Torino “giungla urbana”, satira e denuncia sociale
- 54:30 – 59:29: Discussioni su razzismo, remigrazione; ironia sulla narrazione mainstream
- 60:17 – 67:44: Segmento LGBTQ+, ironia e polemica sulla genderizzazione dei vestiti
- 67:44 – 73:00: Storia dell’ex galeotto ai domiciliari, disagio sociale, emarginazione
- 74:38 – 94:06: Intervista e dibattito su droga, eroina e legalizzazione con Nick Fibonacci
- 84:36: “Non è uno spot” – la testimonianza di Fibonacci
- 91:43 – 94:12: Complotto della droga, operazione Blue Moon, polemiche su “droga buona” e autodistruzione
- 94:44 – fine: Satira, chiusura su ironia e drammatizzazione della realtà
Il Caso Nick Fibonacci – Un blocco chiave sull’esperienza reale della droga
- Nick Fibonacci racconta la propria esperienza di ex tossicodipendente e narcotrafficante, oggi reintegrato nella società.
- Cruciani chiede: “Sinceramente, la droga è una merda?”
- Fibonacci: “Non è uno spot... non sono un esempio da seguire... il mio era un brutto esempio.”
- Parenzo incalza: “Ma allora perché non puoi dire ‘la droga è una merda’?”
- Fibonacci: “Perché sarebbe una bugia. Mi sono drogato perché mi piaceva. Ma non la farò mai più.”
- Discussione sull’operazione Blue Moon: la teoria che la diffusione di eroina negli anni '70 servisse a “sedare” le rivolte giovanili (91:43).
Dialoghi e Registro
- Il tono è, come sempre, caustico, trascinante, dissacrante. Cruciani e Parenzo si interrompono e si pungolano a vicenda, con un coinvolgimento totale da parte del pubblico: telefonate, WhatsApp vocali, interventi che accendono i temi dalla sicurezza urbana alla droga, dal razzismo alle etichette ideologiche.
- Fortissima la presenza di turpiloquio, insulti tra partecipanti e un vocabolario volutamente sopra le righe – “Una zona franca” dove le opinioni più estreme trovano spazio e reazioni.
Sintesi finale
“La Zanzara” si conferma una delle arene mediatiche più libere, sfrontate e scomode della radio italiana. L’episodio alterna denuncia sociale, cinismo, autoironia e momenti di dramma vero (come il racconto di Fibonacci), mettendo sempre al centro la libertà di parola, anche a costo di esasperare l’ascoltatore. Gli argomenti sono vivi e brucianti: insicurezza, immigrazione, mala giustizia, crisi culturale, con una narrazione che sfugge a qualsiasi filtro di correttezza politica e va dritta al cuore del “paese reale”, tra disperazione, sarcasmo e rabbia.”
Ascoltare “La Zanzara” è, ancora una volta, come tuffarsi nel magma della società italiana, tra terapia di gruppo, scontro gladiatorio e catarsi collettiva. Questo episodio rimane fedele alla formula: attualità urlata, opinioni senza censura, e uno specchio (deformato e sincero) dell’Italia del 2026.
