La Zanzara – 16 Settembre 2025
Radio 24 – Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Episodio in Breve
Un episodio densissimo di “La Zanzara” che mette insieme, senza filtri e con lo stile irriverente che li caratterizza, i grandi temi dell’attualità politica, la libertà di parola, questioni legate a ideologia, razzismo e revisionismo storico. Cruciani e Parenzo oscillano tra polemica e ironia tagliente, accendendo lo scontro tra ospiti e ascoltatori su argomenti che vanno dalla violenza politica, la figura controversa di Charlie Kirk, la memoria storica del fascismo (con l’ospite Caio Giulio Cesare Mussolini), fino al politically correct, catcalling e immigrazione. Presente anche Fedez, che porta il dibattito sull'uso dei social, l'impegno, la guerra e i limiti del dibattito pubblico.
Temi Principali
- Libertà di espressione e intolleranza nelle università
- Violenza politica: il caso Charlie Kirk
- Reazioni e revisionismo sulla figura di Kirk
- Discussione sull’eredità del fascismo, con Caio Mussolini
- Politica dell’identità, razzismo e cittadinanza
- Fedez: social, polemiche, censura e sinistra smarrita
- Dibattito sulla sinistra e la paura del confronto
- Ironia e provocazione su temi sociali (catcalling, selezioni Miss Italia)
- Dibattito sull’immigrazione e integrazione
- Scontri verbali e provocazioni tra ospiti e conduttori
Segmenti Chiave & Timestamps
1. Caos in diretta: intolleranza e microfoni aperti
[00:00 – 03:15]
- Cruciani lamenta l’apertura eccessiva al pubblico e la deriva “mucca nelle stalle” della trasmissione:
“Se tu apri i microfoni, questo è il risultato.” – Cruciani [01:31]
- Botta e risposta pesante tra i conduttori su razzismo e pregiudizi, con infuocate provocazioni sugli stranieri in Italia.
2. Attacco al politically correct e caso Kirk
[03:15 – 10:00]
- Parenzo denuncia l’intolleranza degli antifascisti dopo l’aggressione al prof. Rino Casella a Pisa.
- Focus sulla figura di Charlie Kirk, ucciso negli Stati Uniti, e su come la sinistra lo bolla come fascista e seminatore d’odio:
“Vedere ora il seminatore di odio tramutarlo in santo mi fa vomitare il glande, il prepuzio e financo parti significative del duodene.” – Parenzo citando un post [06:36]
- Accusa alla sinistra di usare fake news per demonizzare la destra.
3. Università, contestazioni e libertà di parola
[10:09 – 13:38]
- Episodi di intolleranza (“Cambiare rotta”, studenti di estrema sinistra), accuse di sionismo a docenti:
“Quella che hanno fatto è una vergogna.” – Cruciani [08:18]
- Cruciani difende il diritto di contestare ma non di zittire:
“Loro possono fischiare, contestare, però devono far parlare.” – Cruciani [08:49]
- Sottolineato come la violenza venga anche da sinistra.
4. Polemica sul catcalling
[13:38 – 15:41]
- Il caso Falchi: il catcalling non la infastidisce, discussione su ciò che è molestie e ciò che resta un complimento:
“A me non dà fastidio, sinceramente.” – Cruciani [14:14] “Ma che fai, lo metti in galera per un complimento?” – Parenzo [14:58]
5. Libero dialogo vs. aggressioni: la morte di Kirk
[16:18 – 23:23]
- Audio provocatorio di un ascoltatore che dice che chi limita la libertà di altri dovrebbe “stare tre metri sottoterra” [12:45].
- Discussione sull’etica delle affermazioni forti (augurare la morte a politici, “non tutte le vite vanno rispettate”).
6. Scontro sulla narrazione di Kirk e il revisionismo storico
[20:28 – 23:28]
- Parenzo e Cruciani ribadiscono: la Zanzara è “un'arena dove parlare chiaro”.
- Discussione: criminalizzazione a senso unico; Kirk viene santificato a destra e demonizzato a sinistra.
“La libertà è solo di voi fascistelli di merda…” – Cruciani [19:23]
7. Polemica con lo spiritista Mario Allocchi
[23:33 – 28:33]
- Ricordo comico e surreale dell’ultimo confronto col “maestro” sensitivo, usando il pendolino per i casi di cronaca.
- Scontro tra i conduttori e Allocchi su ragione, scienza e truffe mediatiche.
8. Intervista con Fedez: media, social, autogoal della sinistra
[34:04 – 40:24]
- Fedez racconta il clima tossico online e l’incapacità della sinistra di difendere la libertà di espressione.
- Svela anticipazioni sulla stagione del suo podcast ("Palp"): ospiti Felice Maniero, La Russa, e invita sia la destra che la sinistra (Schlein):
“La Schlein è assolutamente invitata… un bel confronto Schlein-Meloni.” – Fedez [39:22]
- Denuncia l’autoemarginazione della sinistra dal dibattito:
“Chi sta dando la democrazia in mano alle destre è prevalentemente la sinistra.” – Fedez [43:25]
9. Fedez su Kirk, polemiche mainstream, eco chambers
[41:49 – 44:44]
- Osserva come il dibattito pubblico sia diventato tossico e autoreferenziale.
“Il tema è che la sinistra, sottraendosi al dibattito, ha perso totalmente il contatto con la realtà e di conseguenza i voti. È solo colpa loro.” – Fedez [44:00]
- Discussione sull’uso dei social da parte di artisti, propaganda sulle guerre, posizionamenti pro-Palestina funzionali più alla visibilità che all’informazione.
10. Eredità e revisionismo del fascismo: Caio Mussolini e la memoria
[59:33 – 75:25]
- Caio Giulio Cesare Mussolini racconta la sua parentela col duce e il peso del cognome:
“Non cambio cognome. È un’idiozia. […] Mi sono sentito discriminato come Mussolini.” – Caio Mussolini [60:18, 60:36]
- Discussione accesa sulla legittimità della fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia e sul culto di Mussolini (“chiudete la cripta”, “è carnevale”, “è storia”).
- Caio difende la presenza della cripta e il diritto ad andare a Predappio:
“Quello va vissuto. Chiudete la cripta. No, assolutamente no. È un simbolo. E' solo la famiglia.” – Caio Mussolini [63:55]
- Sorretta la linea storica della famiglia e le “opere buone” fatte durante il fascismo:
“Sicuramente più cose positive. Gli errori più grandi sono state le leggi razziali e l’entrata in guerra.” – Caio Mussolini [66:24]
11. Identità, razza e Italia multietnica
[75:37 – 87:03]
- Selena Perolì, attivista camerunense, interviene sulla cittadinanza, identità e stereotipi razziali:
“Se la signora parla italiano, è integrata in Italia, immagino che abbia la cittadinanza italiana – va benissimo, italiana.” – Caio Mussolini [76:44] “Io sono qui, pago le tasse esattamente come lei.” – Selena Perolì [85:44]
- Scontro su chi sia “veramente” italiano, razzismo, possibilità per una persona nera di diventare Miss Italia o rappresentare l’Italia.
12. Immigrazione, criminalità e ricchezza
[88:38 – 89:14]
- Cruciani contrappone il tema dell’immigrazione portatrice di ricchezza all’idea che sia invece veicolo di criminalità.
- Selena replica:
“Io sono convinta che se vengono incanalate meglio le persone o comunque inserite all’interno della società portano ricchezza.” – Selena Perolì [88:43]
Citazioni/Momenti Memorabili
-
Parenzo (sull’intolleranza degli “antifascisti”):
“Chi sono i veri intolleranti?” [03:15]
-
Fedez (sull’autoesclusione della sinistra):
“Ci siamo disabituati al dialogo, eh ragazzi. Oggi i più grandi censori mi sembrano quelli della sinistra.” [43:35]
-
Caio Mussolini
“Io non cambio cognome. È un'idiozia.” [60:18]
“Durante il fascismo sono state fatte tantissime cose che molte persone non conoscono.” [66:23] -
Selena Perolì
“Io sono qui, pago le tasse esattamente come lei. Ho gli stessi diritti suoi, esattamente come lei sta parlando.” [85:44]
-
Cruciani
“Questa trasmissione è un’arena dove il primo comandamento è parlare chiaro.” [Intro / ricorrente]
Stile e tono
L’episodio oscilla tra ironia feroce, battute trash, insulti scherzosi, provocazioni volute e riflessioni profonde. Vengono messi a confronto senza alcun filtro punti di vista diametralmente opposti, non solo tra destra e sinistra ma anche tra vecchie e nuove generazioni, italiani e nuovi italiani, famiglie blasonate e outsider.
Per chi vuole riascoltare...
- Caso Kirk e fake news: [04:50 – 07:01]
- Università/Cambiare rotta: [07:13 – 09:04]
- Dibattito con Fedez: [34:04 – 44:44]
- Caio Mussolini sul fascismo: [59:33 – 75:25]
- Selena Perolì e cittadinanza: [75:37 – 87:03]
Conclusione
Un episodio che si muove sul filo del rasoio tra libertà d’opinione e aggressività verbale, capace di offrire uno spaccato crudo ma sincero della società italiana contemporanea. Nessun tema viene lasciato intonso: tutto viene scomposto, litigato e rimesso in discussione, senza timore reverenziale per nessun tabù.
