La Zanzara – 19 Settembre 2025
Podcast: La Zanzara, Radio 24
Condotto da: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Data: 19 settembre 2025
Overview:
Questa puntata di "La Zanzara" si distingue per l’inesauribile energia, il taglio irriverente e la totale assenza di filtri o censure. Cruciani e Parenzo affrontano l'attualità con il loro stile provocatorio, alternando temi di cronaca, politica, giustizia, sicurezza, questioni di costume e polemiche sociali, sempre spalleggiati da ospiti sopra le righe e da una schiera di ascoltatori altrettanto diretti e controversi.
Temi e discussioni principali
1. Complottismi e revisionismi storici
00:08–03:33
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Si parte subito con battute, saluti sgraditi e il primo assaggio di polemica: presunte cospirazioni economiche legate a Larry Fink, Black Rock, Vanguard, ebraismo e il “genocidio a Gaza”. Cruciani e Parenzo fanno ironia sulle teorie del complotto che coinvolgono Hitler, la sua morte e i Rothschild.
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Si sottolinea la facilità con cui le fake news si diffondono e vengono credute, specialmente sui social e mezzi non ufficiali.
"Cioè è rimasto imboscato per 15 anni il Baffino in Argentina?" – Giuseppe Cruciani [02:05]
"Ma quali prove abbiamo che è morto Hitler? Ma questo è da sedare!" – Ospite [02:09]
2. Politicamente corretto, censura e libertà di parola
03:33–07:29
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Delusione di Cruciani per un presunto cambiamento di rotta di Donald Trump: da paladino del “free speech” a potenziale censore.
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Critica degli standard doppi della società e dei media su cosa è considerato accettabile, dalla censura delle voci dissenzienti (citando il caso Trump) fino alla gestione degli episodi di violenza e intolleranza in università italiane.
"Mi cominci a stare sul cazzo, non te ne importerà nulla, ma è così, che cazzo." – Giuseppe Cruciani [04:48]
3. Intervista al figlio di Totò Riina e la gestione mediatica dei criminali
07:29–16:11
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Acceso dibattito sull’intervista concessa dal figlio di Totò Riina, con Cruciani e Parenzo che si chiedono: è giusto dare voce ai familiari dei boss mafiosi?
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Critiche al taglio troppo “celebrativo”, aneddoti sulle interviste a personaggi controversi (Priebke, i discendenti di Mussolini, ecc.).
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Vengono riprese e commentate alcune frasi scandalose del figlio di Riina: paragona la propria condizione di “figlio di mafioso” a quella dei bambini palestinesi a Gaza, minimizza le responsabilità del padre, sostiene sia contro la violenza sulle donne.
"I figli di Riina sono come i palestinesi a Gaza. Una cosa pazzesca, dai." – Giuseppe Cruciani [14:10]
"Sono contro la violenza sulle donne [...] le donne sono tutto" – [15:23]
4. Attualità: sindacati, Gaza e movimenti propalestinesi
12:47–13:47
- Notizia in diretta di un annuncio di blocco del paese da parte dei propal al Pantheon a Roma.
- Giudizi sarcastici su sindacati e CGL: “Che cazzo c’entrano i sindacati con Gaza?”
- Si critica la selettività con cui le questioni internazionali vengono sostenute in Italia.
5. Sicurezza, autodifesa e la legittima difesa
34:37–51:05
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Intervista a Liviu Apetrei, camionista che ha neutralizzato dei ladri gettandone uno dal balcone. Ampio dibattito sulla legittima difesa: chi fa bene, chi esagera, e i rischi legali.
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A seguire, testimonianza di Mimmo Scarcella, ex finanziere ultraottantenne che portava le manette per autodifesa, e discussione accesa sull’uso delle armi in casa.
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Intervengono ascoltatori raccontando episodi violenti, difese dei propri gesti e la paura di rappresaglie.
"Chi entra in casa non deve uscire vivo." – Ospite/Scarcella [46:23]
"Hai fatto benissimo per quello che mi riguarda." – Giuseppe Cruciani a Liviu [36:04]
6. Emarginazione sociale, criminalità e motivi dei reati
48:03–50:47
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Mimmo Blaze, ghanese, racconta condizioni di vita difficili, lavoro irregolare, e ammette episodi di spaccio e furti: “Ho rubato anch’io, perché dovevo sopravvivere”.
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Discussione aspra tra chi giustifica piccoli reati per disperazione e chi li stigmatizza duramente.
"La desperazione porta allo stress, dunque uno va a rubare per stress." – Ospite/Mimmo Blaze [49:53]
7. Criminalità e mitologia dei “banditi”
71:55–87:44
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Ospiti in successione: Thomas da Cagliari (racconta di aver fatto anni di galera e di possedere busti di Mussolini e svastiche “come monito”) e Giampaolo Manca, ex boss con 36-37 anni di galera, ora organizza tour nei luoghi dei suoi crimini devolvendo parte del guadagno in beneficenza.
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Critiche di Manca a Fedez per la scelta di intervistare Felice Maniero e (secondo lui) esaltare figure criminali.
"Quando mi chiamano boss, io non voglio che mi chiamano in questo modo." – Gianni Mura (Manca) [85:12]
"Ma quello fa il mestiere suo." – Giuseppe Cruciani, riferito a Fedez [86:19]
8. Costume, sesso, prostituzione
59:31–62:26
- Ascoltatore racconta di andare regolarmente a prostitute: “Una volta a settimana vado a puttane, meriterei un applauso”.
- Parenzo dichiara di essere contrario alla legalizzazione della prostituzione: “Se la legalizzi, devo vendere casa io.”
- Ironia amara sulle cifre spese, la banalità e la normalizzazione della questione.
9. Ironia sugli stereotipi, massoneria e complottismi
62:29–64:40
- Battute sulla massoneria, presunte origini nobili, “tutti massoni”, “colori massonici”, “contratti con gli alieni”.
10. Il mito del camionista, piazzole e incontri
64:57–66:39
- Discussione scherzosa su camionisti, incontri erotici nelle piazzole e il diritto di suonare il clacson alle belle donne.
Citazioni memorabili
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"Siamo imboccati da tali e tante stronzate... la storia è così manipolata che chi non mette in discussione..." – Ospite [02:09]
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"A me dispiace che lo stesso Trump [...] si trasformi in una specie di censore" – Giuseppe Cruciani [03:33]
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"Che male c’è a intervistare il figlio di Totò Riina?" – Giuseppe Cruciani [07:54]
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"I figli di Riina sono come i palestinesi a Gaza" – Giuseppe Cruciani [14:10]
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"Chi entra in casa non deve uscire vivo." – Ospite/Scarcella [46:23]
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"Mi sta venendo la grande idea di portare il Dottor Manca ad Assago [...] ruba il portafoglio a qualcuno, fa qualche minaccia, qualche estorsione..." – Giuseppe Cruciani [77:26]
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"Quando mi chiamano boss, io non voglio che mi chiamano in questo modo." – Gianni Mura/Manca [85:12]
Timestamps dei segmenti chiave:
- 00:08–03:33 – Teorie del complotto su economia, BlackRock, revisionismo storico su Hitler
- 03:33–07:29 – Politicamente corretto, Trump, censura
- 07:29–16:11 – Caso Riina, mafia, rapporto fra criminalità e media
- 34:37–46:57 – Difesa personale, autodifesa, casi limite e testimonianze
- 48:03–51:05 – Crimine per necessità, disagio sociale, “giustificazioni” e reazioni
- 71:55–87:44 – Mitologia del bandito, tour nei luoghi del crimine, polemica Fedez-Maniero-Manca
- 59:31–62:26 – Prostituzione e abitudini degli ascoltatori
Tonalità e linguaggio:
- Come sempre, turpiloquio libero, sarcasmo costante, ritmo sostenuto, improvvisi squarci di ironia nera e una sfrontata alternanza di toni gravi e dissacranti.
- Cruciani mantiene una postura di sfida, Parenzo alterna la provocazione all’avvocatura “di principio”.
- Gli ospiti e i chiamanti rispecchiano la natura “zona franca” del programma, senza freni inibitori né filtri.
Conclusione:
Una puntata densissima, scorretta, assai rappresentativa dello spirito di “La Zanzara”. Il vero tema di fondo: il confine della libertà di parola, il ruolo (e il rischio) di dare voce a chiunque, e la dialettica spesso feroce tra giustificazione, condanna e comprensione di ogni aspetto della contemporaneità italiana.
