La Zanzara – Puntata del 2 marzo 2026
Host: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Ospiti e partecipanti ricorrenti: Alessio, Annarita Briganti, Silvia, Seif Abu Abid, Euclide Maior (Lucky)
Episodio in breve
Questa puntata di “La Zanzara” (Radio 24) affronta, con il solito mix di provocazione, parolacce, ironia e scontri verbali, i principali fatti di attualità recente: l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei e la reazione in Israele, le polemiche sul Festival di Sanremo (carlo Conti e Sal Da Vinci), il dibattito su femminismo e consenso, la legittima difesa, criminalità e il lavoro delle cameriere vs. OnlyFans. Diversi ascoltatori partecipano via telefono, con interventi spesso sopra le righe. L’episodio regala momenti di feroce schiettezza, ospita ex criminali, e chiude con un acceso confronto sul valore di lavori “tradizionali” rispetto a quelli dei creator su internet.
Temi e discussioni principali
1. Linguaggio e provocazione: valore e limiti
- In apertura Cruciani difende la libertà di linguaggio e l’uso di parolacce, scagliandosi contro chi critica la loro volgarità.
- Cruciani (00:17): “Sì non ce ne frega un cazzo. ... Escono fuori, scoreggiano, ruttano, scopano.”
- Risposta di Alessio: critica per la volgarità e invito a “vergognarsi”.
- La trasmissione si autodefinisce “zona franca”, senza censure, e ne fa bandiera.
2. Morte di Khamenei, l’Iran, Israele e la sinistra italiana
- Ampio spazio alla notizia della morte di Ali Khamenei, tra sarcasmo (“li sta esterminando tutti piano piano...”) e accuse incrociate tra sinistra e destra sulla posizione internazionale.
- Parenzo (09:29): “Quando un criminale assassino viene ucciso … il mondo libero ha applaudito alla fine di quello schifoso dittatore teocratico.”
- Satira sull’esultanza in Israele e in Europa, con stornelli e cori trasmessi dalla tv israeliana.
- Cruciani attacca la sinistra italiana per il suo atteggiamento ambiguo o assente:
- Cruciani (05:54): “Nel giorno in cui i iraniani esultano … il progressismo italiano critica Stati Uniti e Iran. ... nessuno in piazza per gli iraniani in rivolta.”
- Breve discussione sull’irrilevanza dell’ONU e le “due pesi e due misure” dei paesi occidentali.
3. Polemiche sul Festival di Sanremo: sessismo, canzoni e femminismo
- Discussione vivace sulle recenti polemiche verso Carlo Conti per una battuta sulla moglie e i jeans, e sul testo della canzone “Per Sempre Sì” di Sal Da Vinci, attaccata dalle femministe per il messaggio.
- Cruciani (06:50): “Ti stanno facendo passare come un fiancheggiatore dei possessivi… che poi ammazzano le donne.”
- Confronto tra chi considera queste polemiche eccessive e chi le ritiene doverose rispetto al clima culturale.
- Annarita Briganti (45:10): “Il consenso deve essere libero e attuale.”
- Silvia difende la posizione femminista e l’importanza della libertà nel consenso e nel matrimonio.
4. Il ruolo delle donne e l'Occidente vs. Iran
- Intervento di Silvia, Annarita Briganti e ascoltatrici su femminismo e prospettive sulle donne in Italia e nell’Islam:
- Cruciani (25:26): “Le femministe in Italia si occupano della canzone di Saldavinci, ma quello che succede in Iran, che cazzo è?”
- Silvia (42:05): “Se pensi che nessuno si occupa delle donne iraniane, allora è ignoranza. … Ci si occupa eccome, se non lo sai tu è un altro discorso.”
- Scontro generazionale e ideologico sull’impegno e la solidarietà tra donne.
5. Criminalità, legittima difesa e racconto del ‘bandito’
- Ampia sezione con l’ex rapinatore sinti Euclide Maior (“Lucky”):
- Racconta della propria esperienza in carcere, il codice d’onore, l’assenza di pentimento (“Se scegli quella strada, la porti avanti. Poi puoi cambiare vita ma non devi pentirti né fare la spia.”)
- Maior (67:31): “Stavo nella macchina a fianco… ha sparato alla testa e ha preso mio cugino.”
- Sull’essere colpiti durante una rapina: “È il rischio del mestiere. Se stavo a casa non succedeva.” (67:31)
- Discussione sulla legittima difesa e gli inseguimenti della polizia.
- Cruciani e Parenzo riflettono su quanto sia razionale e diretto il punto di vista “pratico” dell’ex criminale rispetto alle tesi di ascoltatori o politici “di pancia” o “da salotto”.
6. Sicurezza, cronaca nera e informazione
- Riepilogo di recenti fatti di cronaca nera con discussione sulle modalità di intervento delle forze dell’ordine e sulle colpe dei media.
- Dibattito acceso se sia giusto inseguire criminali rischiando la vita di innocenti.
- Ascoltatore (80:45): “È insensato che per beccare un ladro di macchine vadano a morire tre persone innocenti.”
- Cruciani (81:03): “La polizia quello deve fare, deve inseguire!”
7. Scontro culturale: Occidente, Islam, Iran, Israele
- Interventi di Seif Abu Abid e altri ascoltatori sulla geopolitica, la donna nell’Islam, l’ipocrisia occidentale, le reazioni alle morti dei leader.
- Discussione sulle alleanze tra paesi arabi e Israele/USA.
- Seif Abu Abid (51:12): “C’è solo la volontà di fare egemonia territoriale per Israele. ... Gli iraniani devono liberarsi da soli.”
- Incrocio di accuse tra chi sostiene la “libertà” occidentale e chi denuncia la propaganda.
8. Lavoro: cameriere vs. OnlyFans, dignità e giudizio sociale
- Nel finale, arriva la polemica sulla scelta di una giovane donna, Alessia Melis, di lasciare il lavoro da cameriera per aprire un account OnlyFans.
- Melis (87:04): “Sono troppo bella per fare la cameriera.”
- Discussione tra chi la considera una “prostituta virtuale” (Silvia) e chi difende la sua libertà di scelta.
- Cruciani (91:32): “Secondo te lo aprirebbero tutti?”
- Melis: “Certo. Se non ci fosse il giudizio, lo farebbero tutti.”
- Si parla apertamente di vendere video di nudo, differenze tra lavori “veri” e “alternative online”, pressione sociale verso chi fa scelte “scandalose”.
- Annarita Briganti difende la scelta, Silvia la disapprova.
Momenti memorabili e citazioni
(tutti i riferimenti sono MM:SS)
-
Cruciani sulle parolacce:
“Sì non ce ne frega un cazzo... Escono fuori, scoreggiano, ruttano, scopano.”
(00:17) -
Parenzo sull’uccisione di Khamenei:
“Quando un criminale assassino viene ucciso... il mondo libero ha applaudito alla fine di quello schifoso dittatore teocratico.”
(09:29) -
Cruciani sulle femministe:
“Io dico una cosa, cari femministi di Genova, andate a fare il culo!”
(06:50) -
Silvia sulla dignità del lavoro:
“Prostituzione virtuale che dovrebbe essere illegale… è umiliante per una donna vendersi, ho molta più stima della cameriera che ha preso il suo posto.”
(88:03 – 88:28) -
Melis sul mestiere di OnlyFans:
“Se uno vuole fare una vita così che male fa agli altri? … sono bella per fare la cameriera, sono troppo bella per fare la cameriera.”
(87:04) -
Euclide Maior sulla legittima difesa:
“È il rischio del mestiere. Se stavo a casa non succedeva questo.”
(67:31) -
Discussione sul consenso:
- Briganti: “Il consenso deve essere libero e attuale.” (45:10)
- Cruciani: “Un sì in amore non può essere per sempre. Deve essere libero, consapevole, rinnovato in ogni istante e soprattutto revocabile.” (45:17)
-
Seif Abu Abid sulla guerra e le alleanze:
“Non piaceva Teheran ma non mi piace nemmeno Israele e nemmeno gli Stati Uniti… Sono pedine gestite dagli Stati Uniti e da Israele, questo lo sappiamo.”
(51:12)
Timestamps: le tappe fondamentali
- 00:13 — Dibattito sul linguaggio e la natura del programma, ascoltatore chiama scandalizzato.
- 03:06 — Mondo in fiamme, ma “non siamo in lutto”: clima ironico e polemico sul contesto internazionale.
- 05:54 — Cruciani accusa la sinistra di non appoggiare le proteste degli iraniani.
- 09:29 — Parenzo esulta per la morte di Khamenei e difende Israele.
- 16:11 — Discussione sul “sessismo” a Sanremo, linea dura vs. polemiche femministe.
- 25:26 — Cruciani sulla differenza tra lotte femministe in Italia e la repressione in Iran.
- 34:05-36:44 — Euclide Maior (Lucky), ex rapinatore, racconta la vita criminale e il carcere.
- 45:10 — Briganti e Silvia discutono di consenso, matrimonio, sessismo nelle canzoni.
- 47:24–57:12 — Seif Abu Abid e altri ascoltatori su geopolitica, ruolo della donna, Occidente vs. Islam.
- 80:34–82:02 — Dibattito acceso sull’inseguimento di criminali da parte delle forze dell’ordine.
- 83:29 — Alessia Melis, da cameriera a OnlyFans: scelta, giudizio sociale, dignità del lavoro.
- 87:58–91:32 — Confronto acceso: lavoro vero o scandaloso? Paura del giudizio vs. autonomia.
- 94:00 — Sicurezza, “vivere a Milano”, razzismo e paura degli stranieri.
- 95:01 — Fermo immagine finale: lo “sbellicarsi” come marchio di fabbrica della Zanzara.
Tono e stile della puntata
- Linguaggio iper-provocatorio, costante ricorso al turpiloquio e all’ironia dissacrante.
- Dialoghi serrati, scontri veri, ruvidi, alternanza di temi alti (geopolitica, diritti civili) e bassi (sesso, insulti, battute).
- Tendenza all’estremizzazione e al caricaturale, uso delle voci “del popolo” spesso esasperate.
- Confronto generazionale e ideologico senza filtri.
Conclusioni
Questa puntata di “La Zanzara” dà voce, senza censure, a un caleidoscopio di opinioni – alcune forti, altre grottesche, tutte esposte senza freni. Si spazia dall’attualità geopolitica (Iran, Israele, morte di Khamenei) alle polemiche di costume (Sanremo, OnlyFans, femminismo), dal racconto diretto della criminalità all’eterna lotta tra “politicamente corretto” e “parlare chiaro”. Il tutto tra battute spinte, chiamate del pubblico e una dialettica fatta di urla, sarcasmo e cinismo. Chi cerca il politicamente corretto qui non trova casa; chi ama la provocazione e lo sberleffo, invece, sì.
