La Zanzara del 2 ottobre 2025 – Sommario Dettagliato
Episodio in breve
Tema principale:
Il dibattito che scuote l’Italia attorno alla "flottiglia per Gaza", ovvero le navi di attivisti e parlamentari italiani fermate da Israele mentre cercavano di rompere il blocco imposto su Gaza, e l’impatto di questa vicenda sulla politica italiana (sciopero generale, manifestazioni, polemiche fra destra e sinistra). Si intrecciano inoltre riflessioni su società, libertà di parola, tensioni su identità nazionale e questioni di costume con il racconto della storia della "Queen" di OnlyFans e una discussione sulle etichette fasciste su bottiglie di vino.
I toni restano come sempre sulfurei e fuori dagli schemi, alternando interlocutori fissi a una girandola di telefonate spesso sopra le righe.
1. Flottiglia per Gaza: indignazione, branding o lotta civile?
Il monologo di Cruciani (dal 02:37)
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Cruciani irrompe subito con la domanda polemica sull’opportunità dello sciopero in solidarietà con i fermati della flottiglia:
“Cosa cazzo c’entra tutto questo? Cosa c’entra la CGL, i sindacati, con il dramma che avviene a Gaza? Non c'entra nulla.” (02:46)
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Secondo Cruciani, la vicenda è diventata spettacolo mediatico e puro “branding personale”:
“Nella maggior parte dei casi… migliorare il proprio brand. […] È stato un caso di intrattenimento.” (03:26)
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Forte critica all’idea di far pagare ai contribuenti il rimpatrio degli attivisti:
“L’Italia non deve cacciare un euro per i fatti privati di una persona! Siete voluti andare lì? Vi hanno detto che non era il caso?... adesso vi pagate l’aereo di ritorno!” (03:57)
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Breve paragone con la differenza fra l'approccio italiano all'immigrazione ("facciamo entrare chiunque") e la linea dura israeliana (“Fuori dai coglioni!”).
Tensioni fra conduttori e opinionisti: Gottardo VS Cruciani
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Gottardo rilancia con orgoglio nazionale, paragonando il momento a Sigonella (09:30), ma per Cruciani si tratta di una narrativa retorica e poco fondata.
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Gottardo difende le occupazioni e lo sciopero generale come esercizio concreto di democrazia:
“Applicano la Costituzione italiana. […] Hanno fatto benissimo.” (09:59-11:11)
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Cruciani replica sarcastico sul senso della democrazia:
“Landini migliora la vita? I valori della democrazia sono in discussione, ma quali sono i valori…” (11:13)
L'assurdo della protesta?
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Da qui parte un tormentone in studio e tra gli ascoltatori:
“Perché lo sciopero? Perché lo sciopero?” – in Eco parodistica (11:42-12:06) -
Cruciani insiste sull’assurdità di uno sciopero generalizzato “ogni volta che c’è un problema nel mondo: altrimenti si sciopererebbe continuamente”.
Telefonate e reazioni
- Tanti ascoltatori, tra rabbia e sarcasmo, ribadiscono lo scollamento fra mondo reale e quello delle “flottiglie” (13:19; 14:41).
- Alberto Gottardo ironizza sull’indignazione di Elisa (cantante) per la flottiglia, tornando sul concetto di ingenuità delle star (14:48-15:19).
2. Sullo sciopero generale: tra cinismo, idealismo e il "paese reale"
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Diversi ospiti e ascoltatori ribadiscono il fastidio per i blocchi di strade e città:
“Ogni scusa è buona per non lavorare… per rompere i coglioni a chi deve lavorare, a chi deve studiare, a chi deve divertirsi” (Siocolo Vati, 22:17)
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Crisi del senso di civismo:
“La gente è reale, la gente è normale. La gente normale vuole andare a lavorare, si vuole divertire.” (Cruciani, 37:38)
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Cruciani si lamenta di “uno sciopero continuo” per ogni dramma del pianeta, invitando i promotori a dichiarare esplicitamente il vero obiettivo: “rompere il cazzo al governo” (24:01-25:20).
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Gottardo:
“Devono esserci atti eclatanti... manifestazioni sotto l’ambasciata israeliana!” (50:58)
3. Hamas, resistenza o terrorismo? Il botta e risposta
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Andrea Ruggeri introduce il tema:
“Hamas lo considero una resistenza... combatte per il popolo palestinese che da più di 75 anni subisce soprusi dall’esercito israeliano...” (41:24)
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Saif Abu Hamid e Parenzo (assente in studio ma evocato):
“Ma se l’ONU, l’Europa, gli Stati Uniti la considerano organizzazione terroristica?” (42:04)
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Conflitto tra visioni “resistenziale” e legalista:
“Se vengono i ladri a casa mia, io posso sparare... se vengono quelli dell’esercito a casa mia a occupare i miei oliveti... sparo!” (Gottardo, 17:11)
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(44:00 - 44:30) Incalzante e polemica, la dichiarazione sulla natura “partigiana” di Hamas si trasforma in una sequenza quasi surreale di repliche a catena:
“Ma sono dei partigiani!” (Cruciani, Ruggeri, Saif, ascoltatori a turno ripetono la frase)
4. Libertà, rispetto, e OnlyFans: la testimonianza di Valentina “Queen”
[85:25 - 96:41]
Intervista e dibattito:
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Cruciani presenta Valentina, programmatrice informatica diventata content creator su OnlyFans.
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Valentina racconta di aver lasciato il lavoro dopo che l’azienda le ha contestato il progetto OnlyFans per “motivi etici” (86:21).
“Allora me ne sono andata…ho scelto di prendere la mia strada.”
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Rifiuta l’etichetta di “scelta solo per soldi”:
“Io non avevo bisogno di soldi... ho seguito proprio me stessa.” (87:03)
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Riflessione sulla prostituzione digitale:
“È una prostituzione virtuale? Sì… ma non vedo nulla di male nella prostituzione.” (91:07)
Confronto acceso con Siocolo Vati (opinionista)
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Vati contesta la scelta, giudicandola “orribile” anche per una persona istruita:
“Vi vendete al primo che arriva, mandate foto dietro l’inchiesta di denaro.” (90:27)
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Valentina replica:
“Io vendo i miei contenuti, non vendo me stessa. Sono due cose diverse.” (90:41)
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Sulla questione rispetto:
“Non è vero... anche io do un valore economico al mio corpo, ma io sono un soggetto sessuale, decido io.” (94:21)
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La battaglia sulla libertà:
“È un grosso equivoco, la libertà. È dell’uomo che caccia il portafoglio.” (Siocolo Vati, 95:58) “E quindi io non posso pagare per avere dei contenuti perché sono donna, ma cosa vuol dire?” (Valentina, 96:03)
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Cruciani chiede a Valentina quanto guadagna mensilmente:
“Questo mese ho fatto 25 mila euro.” (96:20)
5. Società, fascismo e nostalgia: le derive "identitarie"
Interventi e scontri tra ascoltatori
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Si alternano chiamate con toni accesissimi su fascismo/antifascismo:
“Il fascismo è uno stile di vita…il rispetto della famiglia, della bandiera, è senso d’appartenenza.” (Fausto da Agenzano, 64:07) “Non ci possono essere fascisti nel 2025!” (Vittorio, 65:29)
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Scontro tutto verbale, con minacce e insulti (65:20 - 68:05); Cruciani prova a moderare senza troppo successo.
Il caso Lunardelli – vino col Duce (74:22 - 82:24)
- Cruciani intervista Andrea Lunardelli, produttore del celebre Amaro del Duce e vini con etichette fasciste e naziste.
- Lunardelli difende la scelta come “manifestazione di nazionalità” e distingue tra “islamici” e “musulmani”, invocando la remigrazione:
“Bisognerebbe cacciare tutti, è l’ora di iniziare le crociate nostre… Come fanno i movimenti in Europa.” (77:02)
- Parenzo (fuori campo): “È un simbolo di criminalità, non di nazionalità!” (77:35)
- Lunardelli ammette che le bottiglie con "il baffino" sono destinate principalmente al mercato tedesco, dichiara esplicitamente la continuità della vendita nonostante le richieste di ritiro (79:11).
- Roberta e Cruciani concordano: “Libertà di produrre, ma la venderesti tu?” – “No, è un gadget dell’orrore, dovrebbe essere vietato!” (81:34-81:40)
6. Quote e momenti memorabili
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"Io non voglio che un grammo delle mie troppe tasse vada a pagare le scampagnate dei quattro esibizionisti comunisti."
— Saif Abu Hamid (28:36) -
“Non mi interessa! Non voglio mettere un euro! Hai capito o no? Nemmeno un euro!”
— Cruciani sulla flottiglia e le spese pubbliche (21:02) -
“Ogni scusa è buona per rompere i coglioni a chi deve lavorare...”
— Siocolo Vati (22:17) -
“Perché lo sciopero? Perché lo sciopero? … Perché?”
— Cruciani, Gottardo e ascoltatori, momento-parodia (11:42-12:06) -
“Hamas sono dei partigiani!”
— Ruggeri, Cruciani, Saif, in una ripetizione grottesca sulla retorica della resistenza (44:00-44:21) -
“Ho fatto 25 mila euro questo mese (con OnlyFans)”
— Valentina (OnlyFans guest) (96:20)
7. Timestamps segmentati
00:13 – Prime telefonate caotiche, insulto fra ascoltatori e Cruciani
02:37 – Cruciani sulla flottiglia e lo sciopero/branding
09:10 – Gottardo entra nel dibattito: Sigonella, orgoglio nazionale
11:42 – "Perché lo sciopero?" tormentone
22:17 – Siocolo Vati sulla vera funzione delle proteste
24:01 – Ascoltatori e Cruciani sugli scioperi
41:24 – Ruggeri su Hamas “resistenza”, dibattito su terrorismo/partigiani
44:00 – Loop “partigiani!”
85:25 – Storia di Valentina ("Queen", OnlyFans)
90:27 – Dibattito acceso su rispetto/prostituzione digitale
96:20 – Valentina rivela i guadagni
74:22 – Intervista a Lunardelli, vini fascisti
64:07 - 65:29 – Scontro Fausto/Vittorio sul fascismo/antifascismo
8. Linguaggio & tono
Il tono è volutamente irriverente, spesso provocatorio, con continui botta e risposta tra conduttori, opinionisti e ascoltatori. Si alternano sarcasmo, ironia e momenti di vera accusa, senza limiti al politicamente scorretto, come da tradizione della trasmissione.
9. Conclusioni
La puntata offre:
- Un’istantanea di un’Italia profondamente divisa, fra cinismo sociale e protagonista ideologico.
- Una discussione spietata ma trasparente sul senso di protesta e sulle derive identitarie.
- Uno sguardo senza tabù su miti, stereotipi e cambiamenti di costume (OnlyFans, vini fascisti).
- Uno specchio spietato, spesso grottesco, della società italiana e della sua opinione pubblica.
Per chi volesse rivivere i punti caldi:
- Discussione flottiglia e branding personale (02:37–09:10)
- Parabola e polemiche sullo sciopero generale (09:10–27:00)
- Dibattito su Hamas e il concetto di “resistenza” (41:00–45:00)
- Racconto e discussione su OnlyFans (85:25–96:41)
- Dialoghi/insulti tra fascisti e antifascisti (64:07–68:05)
- Intervista a Lunardelli e polemiche sulle bottiglie fasciste (74:22–82:24)
Ne esce il ritratto di un’arena verbale senza esclusione di colpi, dove tutto è messo in discussione: dai valori costituzionali agli archetipi sociali, dai cliché nazionali fino al living moderno sulle piattaforme digitali – tutto filtrato dall’inconfondibile stile de “La Zanzara”.
