La Zanzara del 20 gennaio 2026
Podcast: La Zanzara
Host: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Data: 20 gennaio 2026
Tema portante:
Un’arena radiofonica senza censure e senza tabù, dove vengono affrontati i temi più caldi dell’attualità italiana con tono diretto, spesso provocatorio e politicamente scorretto. In questa puntata: linguaggio scurrile a radio, politicamente corretto, sicurezza e criminalità, giustizia e repressione, fascismo e antifascismo, identità di genere, paradossi sociali, lo scontro tra “popolo e intellettuali” e una carrellata di ospiti e ascoltatori polemici.
Panoramica dell’episodio
La puntata si apre subito fra botte e risposte con un ascoltatore che critica il linguaggio usato in trasmissione, cui Cruciani replica senza filtri. Da lì, il clima bollente della diretta si mantiene costante: si passa dalla difesa (esagerata) della libertà d’espressione su radio e in pubblico, ai casi di cronaca nera sul diritto di difendersi dai ladri, dai dibattiti politici su fascismo, comunismo, sesso e donne in politica, alle tradizioni popolari, mestieri e “deliri” complottisti degli ascoltatori. Il tutto condito da battibecchi feroci tra i protagonisti (Cruciani, Parenzo, Briganti, Rossi, Carabella, Blades), fra ironia, insulti, provocazioni e dita puntate.
Principali punti di discussione e momenti salienti
1. Linguaggio, censura e politicamente corretto
-
[00:13 - 00:47] Un ascoltatore solleva il tema del linguaggio scurrile in radio, Cruciani difende lo spirito libero della trasmissione.
- Cruciani: “Sì e non ce ne frega un cazzo. … Escono fuori, scoreggiano, ruttano, scopano.” [00:17]
- Cruciani: “Spegni la radio e non ci romperai il cazzo, no? Molto semplice…” [00:47]
-
[05:11 - 05:21] Cruciani attacca la piega "politicamente corretta" delle istituzioni e dei media, specialmente in contesti sportivi o di spettacolo, portando l’esempio paradossale di Boldi.
- Cruciani: “Se avesse detto mi piace l’uccello… sarebbe diventato il Presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi…” [05:11]
2. Cronaca, giustizia e repressione
- [08:03 - 08:25] Sdegno per il trattamento a chi si difende dai ladri in casa (“Viene accusato di lesioni!”).
- [10:08 - 10:52] Parenzo propone con ironia una legge che punisca chi diffonde parole antiscientifiche.
- Parenzo: “Chiunque diffonda manifestazioni e pensieri antiscientifici viene incarcerato da 1 a 8 anni…” [08:46]
- [46:04 - 65:48] Scontro tra istituzioni e percezione popolare: intervento di Luca Paolo Rossi, sindaco di Filottrano, che promuove la “repressione” come soluzione ai problemi di criminalità.
- Rossi: “Bisogna reprimere, non è tempo di chiacchiere. L’accoglienza scellerata sta causando solo emergenze.” [46:04; 47:52]
- Tema del “difendersi in casa”: si legittima la reazione violenta contro chi viola il domicilio. Cruciani e Carabella: “Ha fatto benissimo ad ammazzare quella persona!” [41:54; 76:25]
3. Fascismo, antifascismo e storia italiana
- [12:19 - 12:57] Discussione sulle differenze tra comunismo e fascismo, coinvolgendo anche un esperto:
- Analista: “Il comunismo teorizza la liberazione delle persone, il fascismo l’omologazione…” [12:26]
- [37:08 - 44:10] Scatenata ironia sul revival del fascismo (bambini che cantano “viva il Duce”, post nostalgici) e la rimozione di statue storiche.
- Briganti: “Un ladro può rubare per bisogno. L’adulto che insegna al bambino la canzone fascista è peggio del ladro. … Andrebbe denunciato per apologia.” [42:32]
- [48:01 - 58:07] Accesso scontro tra Anna Rita Briganti e Luca Paolo Rossi sull’uso dei social, il "ventennio", la negazione del fascismo – con richieste di chiarezza (“Lei è fascista? No, sono antifascista!”).
- Rossi: “Il fascismo è finito 80 anni fa. Io non sono fascista!” [51:37; 56:34]
- Briganti: “Non lo so, mi urla addosso da sola.” [53:02]
4. Sessualizzazione e donne in politica
- [33:04 - 36:00] Discussione sul tema della “sessualizzazione delle donne in politica”, con interventi di Piccolotti (AVS) e commenti polemici dei conduttori.
- Cruciani: “Non si può dire a una assessora che è giovane e bella? Siamo al delirio…” [33:31]
- Briganti: “L’onorevole non è la moglie di nessuno.” [45:23]
- [62:00 - 63:02] Crociata sul tema dell’identità sessuale, battute sulla bisessualità e sulla mancanza di tempo per il sesso nel ruolo istituzionale.
5. Sicurezza urbana, criminalità e il caso dei ROM
- [64:39 - 67:18; 80:00 - 81:43] Più ospiti invocano repressione e chiusura dei campi ROM, tra accuse di generalizzazione e xenofobia.
- Simone Carabella: “Bisogna intervenire, chiudere i campi ROM. Lì dentro si vive nella illegalità.” [67:18; 81:39]
- Briganti: “Ma mica tutti rubano, come fa a saperlo? Le vite umane vanno tutelate.” [66:42; 65:45]
- Carabella: “La vita di un ladro vale meno della mia se mi entra in casa.” [79:39]
6. Deriva surreale e ironico-complottista
- [70:04 - 73:11] “Origine esoterica della strage di Kranz Montana” – una ascoltatrice collega miti greci e Deep State a fatti di cronaca nera.
- Ascoltatrice: “È stato un sacrificio rituale ordito dal Deep State per propiziare la guerra contro la Russia.” [71:37]
- Cruciani: “Scusi, ma i colpevoli chi sarebbero?” [72:28]
7. Rubrica sociale, ospiti e personaggi
- Personaggi ricorrenti: Luca Paolo Rossi (sindaco “vannacciano”), Simone Carabella (anti-illegalità), Anna Rita Briganti (opinionista di sinistra), Mimmo Blades (occupante e spacciatore dichiarato), ascoltatori e giovani con interventi surreali o polemici.
- [87:03 - 95:21] Feroce botta e risposta tra Carabella (anti-illegalità) e Blades (spacciatore, attivista pro-occupazione), su legalità, emarginazione, diritto a delinquere, dignità e occuparsi, con degenerate minacce colorite (“Vieni che i miei negri ti aspettano a Milano!” “[..] Fai l’infame!”).
Citazioni e momenti memorabili (con timestamps)
-
Sul linguaggio senza censure:
- “Sì e non ce ne frega un cazzo. … Escono fuori, scoreggiano, ruttano, scopano.” – Giuseppe Cruciani [00:17]
-
Sul politicamente corretto e l’esempio Boldi:
- “Se avesse detto mi piace l’uccello… sarebbe diventato il Presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi…” – Giuseppe Cruciani [05:11]
-
Sulla repressione come soluzione:
- “Bisogna reprimere, non è tempo di chiacchiere.” – Luca Paolo Rossi [46:04]
- “La soluzione è cittadini che si organizzano per andare a rompere i coglioni legalmente…” – Giuseppe Cruciani [68:13]
-
Sul fascismo:
- “Io non sono fascista!” – Luca Paolo Rossi [56:23]
- “Il bambino che canta la canzone fascista… l’adulto che gliela fa sentire dovrebbe essere denunciato…” – Anna Rita Briganti [42:32]
-
Sulla sessualizzazione delle donne in politica:
- “Non si può dire a un assessore che è giovane e bella? Siamo al delirio.” – Giuseppe Cruciani [33:31]
- “L’onorevole non è la moglie di nessuno.” – Anna Rita Briganti [45:23]
-
Sulla criminalità:
- “Ha fatto benissimo ad ammazzare quella persona!” – Cruciani/Carabella [41:54; 76:25]
-
Sul deep state e i sacrifici rituali:
- “È stato un sacrificio rituale ordito dal Deep State per propiziare la guerra contro la Russia.” – Ascoltatrice [71:37]
-
Sul degrado urbano (Roma e Milano):
- “Bestie che cagano e pisciano per la città” – Simone Carabella [85:00]
-
Sul pasticcio legalità/illegalità:
- “Ognuno sta facendo quello che può fare per sopravvivere.” – Mimmo Blades [91:50]
- “Fai l’infame nelle strade!” – Mimmo Blades [90:44]
Segmenti di rilievo (Timestamps)
- [00:13 - 00:47] – Il battibecco iniziale sulle parolacce e la linea editoriale “libera”.
- [05:11 - 05:21] – Il caso Boldi, paradossi politicamente corretti.
- [08:03 - 08:25] – Difesa nelle proprie case, giustizia percepita vs giustizia reale.
- [12:19 - 12:57] – Scontro su comunismo e fascismo, ruolo della storia.
- [33:04 - 36:00] – Donne e politica: sessualizzazione e “stampa rosa”.
- [46:04 - 65:48] – Sicurezza, repressione, identità antifascista, accuse personali e politica istintiva/populista.
- [70:04 - 73:11] – Complotti e “rituali esoterici”.
- [87:03 - 95:21] – Scontro totale tra Carabella e Blades su occupazioni, lavoro, illegalità e repressione.
Tono e atmosfera
L'atmosfera è incandescente, scorretta, spesso surreale e sopra le righe: le provocazioni si susseguono a ritmo serrato, fra parolacce, battute, insulti e lampi di sarcasmo; gli ospiti non si risparmiano, ciascuno difende la propria posizione a muso duro, senza paura di essere impopolare o scandaloso. Lo spirito è quello di una discussione in auto sulle autostrade dell’attualità italiana, volutamente anticonformista.
Chiusura e messaggio finale
La puntata si chiude tra “applausi”, battute spinte e reiterate richieste d’intervento risolutivo (“militarizzazione”, “repressione”, “cittadini organizzati”), ma anche una consapevole volontà di restare uno spazio dove ci si può “sbellicare dal ridere e riflettere sulle cose serie del paese” (Cruciani).
In sintesi
Un episodio controverso, caotico e senza filtri di “La Zanzara”, fedele al suo marchio di fabbrica: l’irriverenza, la provocazione, e la libertà di parola spinta al limite. Chi ascolta si trova immerso in un flusso di coscienza contemporaneo, fra paradossi, politicismi, storie di cronaca, deliri quasi surreali e un’Italia che si specchia nei suoi eccessi e nelle sue differenze.
Consigliato per chi cerca l’attualità senza ipocrisie, ma è pronto a incassare colpi forti e a sospendere il giudizio per ridere (e magari arrabbiarsi) insieme.
