La Zanzara del 20 ottobre 2025
Podcast: La Zanzara
Emittente: Radio 24
Data: 20 ottobre 2025
Host: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Ospiti e partecipanti ricorrenti: Toni da Cesena, Daniele Martinelli, Michele Usuelli, Livio Ghidelli, altri ascoltatori
Overview:
Main theme:
Un episodio carico di polemiche e scontri verbali, dove Cruciani e Parenzo affrontano, come di consueto, i temi scottanti dell’attualità italiana, dall’immigrazione ai limiti della libertà di parola, dalle accuse di politicamente corretto alla discussione sulla sicurezza, sulla giustizia e sulle reazioni emotive del pubblico. Tutto il tipico universo de "La Zanzara": senza filtri, diretto, a tratti feroce e provocatorio.
1. Attacchi all'opposizione e accuse di allarmismo democratico
Segmento: [02:58] - [05:52]
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Giuseppe Cruciani attacca la leader dell’opposizione Elly Schlein per le sue dichiarazioni dopo l’attentato contro il giornalista Ranucci, accusandola di diffondere l’idea che la democrazia sia in pericolo per colpa della destra:
“Ma dove sarebbe il pericolo per la libertà e per la democrazia in Italia? Ma di che cazzo parlano?”
— Giuseppe Cruciani, [03:33] -
Cruciani sostiene di difendere la libertà di parola, anche quando va contro la narrazione dominante a sinistra:
“Ho difeso Landini nei giorni scorsi... non mi potete accusare di un cazzo!”
— Giuseppe Cruciani, [05:54]
2. Politicamente corretto, body shaming e libertà d’espressione
Segmento: [04:24] - [10:14]
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Discussione sulle conseguenze del politicamente corretto:
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Parenzo cita il caso di Paolo Mieli e la bufera per aver definito “leggermente sovrappeso” una candidata palestinese. Cruciani e Parenzo ironizzano sul fatto che certe battute scatenano shitstorm sproporzionate:
“Poi dice che si può dire tutto. No, non si può fare manco una battuta su una persona in leggerissimo sovrappeso.”
— Giuseppe Cruciani, [04:49]“La signora, Susan Fatayer... in tutta Italia... quindi sostanzialmente... dovrebbe ringraziare Mieli.”
— David Parenzo, [09:01]
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Viene derisa la mentalità di chi giudica le osservazioni estetiche come attacchi personali e discriminatori.
3. Satira politica: Trump, Meloni, complimenti sessisti e la cultura del “woke”
Segmento: [07:38] - [16:27]
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Parenzo critica Trump per aver condiviso un video irrispettoso verso manifestanti, rifflettendo sul peso delle azioni di personaggi pubblici; Cruciani minimizza, difendendo la satira politica e la libertà di espressione.
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Discussione accesa su complimenti “sessisti” fatti da Trump a Meloni:
“Perché vi fate ste pippe mentali? […] Dai, su! Pippe mentali, perché quello ha detto alla Meloni che è una bella donna. Ma chi se ne frega?”
— Giuseppe Cruciani, [14:18] -
Si cita anche l’esempio di Rosi Bindi e delle esternazioni di Berlusconi, con il consueto intreccio tra ironia, memoria storica e polemica.
4. Sicurezza, immigrazione e modelli di integrazione
Segmento: [01:02] - [51:38]
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Livio Ghidelli e Toni da Cesena incarnano le voci “popolari” e talvolta estreme:
- Si dibatte sullo stato della sicurezza in Italia, l’aumento dei crimini, la percezione dell’immigrato come “minaccia” e le solite proposte da “blocco navale” e leggi speciali.
- Cruciani rilancia su pene più severe e rastrellamenti per i delinquenti stranieri, sostenendo che “la gente vuole sicurezza, sicurezza, sicurezza!”
“La prima cosa che vuole è la sicurezza. La seconda cosa che vuole è la sicurezza. La terza cosa che vuole è la sicurezza.”
— Giuseppe Cruciani, [46:15]
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Michele Usuelli porta una visione più equilibrata, sottolineando il contributo degli immigrati all’economia italiana e la necessità di integrazione vera:
“Abbiamo oggi 800.000 stranieri che sono imprenditori in questo paese. […] E se ci fosse un governo che davvero e non con la propaganda fa delle riforme di lungo periodo per aiutare la maternità, certamente nel frattempo l’urgenza [è accogliere].”
— Michele Usuelli, [47:58 - 49:32]
5. Pena di morte, ergastolo e la polemica sui “mostri”
Segmento: [69:18] - [78:56]
- Si ritorna sul caso Turetta (condanna all’ergastolo):
- Cruciani sostiene la pena di morte o comunque pene severissime per chi si macchia di reati efferati, soprattutto se recidivo
“Chi toglie la vita a una persona gli deve essere tolta la vita. Su questo non c’è ombra di dubbio.”
— Giuseppe Cruciani, [73:39] - Giuseppe Abbate si oppone all’ergastolo e ne denuncia il carattere “vendicativo”, sostenendo i principi di rieducazione e reinserimento della Costituzione italiana:
“Un ragazzo di 20 anni debba passare tutta la vita in carcere? […] Ma chi è? Ma non ti fa orrore? E poi scusa, vi piace la Costituzione?[…] L’ergastolo è contrario alla nostra Costituzione.”
— Giuseppe Abbate, [71:17-71:58] - Toni da Cesena e vari ascoltatori portano la discussione all’estremo, inneggiando alla legge del taglione e alla giustizia “fai da te”.
- Cruciani sostiene la pena di morte o comunque pene severissime per chi si macchia di reati efferati, soprattutto se recidivo
6. Ironia, identità, Napoli e polemiche sui furti e lo stereotipo
Segmento: [62:19] - [67:11]
- “Nati per vincere”, youtuber, insulta Cruciani accusandolo di razzismo verso Napoli e i napoletani.
- Parenzo difende l’ironia tipica napoletana ma afferma che ormai si è persa la capacità di prendersi in giro (“siete diventati di un permaloso pazzesco”, [67:11]), raccontando episodi sugli abusivi e la vita napoletana.
- Segue una breve dissertazione umoristica sulla genialità dei parcheggiatori abusivi.
7. Teorie alternative e deliri complottisti
Segmento: [85:01] - [88:29]
- Sul finale, intervento surreale con un ascoltatore che sostiene che ogni malattia può essere curata mangiando “cibi vivi” e invoca teorie cospirazioniste su famiglie che governerebbero il mondo con l’aiuto di entità superiori:
“Le medicine ammazzano tutti i batteri vivi e quindi noi un po’ alla volta moriamo. Prima del ‘45, prima che inventassero questa medicina, usavano tutti i nostri nonni.”
— Toni Da Cesena alias “Giorgio”, [87:12]
8. Quote memorabili e momenti cult
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“Non c’è libertà di dire manco che una persona è leggermente sovrappeso.”
— Giuseppe Cruciani, [04:49] -
“Io la difendo apposta perché ci credo in questa cosa, imbecille di imbecille, certo.”
— Giuseppe Cruciani a Toni da Cesena, [18:37] -
“La pena di morte immediata, immediata, immediata dobbiamo aspettare che questo si penta che forse diventerà bravo, ma vaffanculo pena di morte subito”
— Giuseppe Cruciani, [46:44] -
“Il giornalista deve rompere i coglioni, Parenzo. Il giornalista deve essere urticante. Deve essere colui che dà notizie, se no non è un giornalista.”
— Daniele Martinelli, [38:13]
9. Temi collaterali e passaggi paradossali
- Dure polemiche su chi abbia la vera legittimazione a parlare di libertà di stampa, con accuse trasversali agli esponenti politici (“Il governo Meloni fomenta l’odio”, [37:12]).
- Prima persona chiamata per “guarire da ogni malattia” fa esplodere la parte finale dell’episodio in una sarabanda di assurdità e complottismo.
10. Timestamps degli snodi principali
- Elly Schlein e allarmismo democratico: [02:58] – [05:52]
- Caso Mieli, body shaming e libertà di parola: [04:49] – [10:14]
- Satira su Trump e discussioni su complimenti sessisti: [07:38] – [16:27]
- Immigrazione e sicurezza, scontri tra linea dura e integrazione: [46:15] – [52:20]
- Dibattito ergastolo vs. pena di morte (caso Turetta): [69:18] – [78:56]
- Napoli, parkeggiatori abusivi e permalosità: [62:19] – [67:11]
- Teorie complottiste e cibi vivi: [85:01] – [88:29]
Nota di stile
- Il tono è spesso provocatorio, sarcastico, a tratti insultante, in perfetto stile “Zanzara”.
- Gli ascoltatori sono parte integrante dello spettacolo e spesso portano lo scontro a livelli surreali.
- Il programma mantiene costantemente il suo marchio di “zona franca” per tutte le opinioni, per quanto estreme, respingendo ogni logica di censura o politically correct.
In sintesi:
Un episodio intenso dove regnano la litigiosità, la polemica senza limiti e la volontà di ribaltare ogni narrazione politicamente corretta, con irriverenza e una dose generosa di ironia cruda e spietata. Per ascoltatori forti di stomaco e amanti del confronto muscolare.
