La Zanzara – 21 Ottobre 2025 (Radio 24)
Conduttori: Giuseppe Cruciani & David Parenzo
Tema centrale:
Un’arena senza filtri: attualità, politica, scontri culturali e sociali, telefonate degli ascoltatori e ospiti d’eccezione, con lo stile crudo, polemico e dissacrante tipico del programma. In questa puntata si parla di violenza politica e negli stadi, dibattiti su razzismo, identità, linguaggio, casi di cronaca controversi e pratiche BDSM, il tutto condito da insulti, ironie e provocazioni.
Argomenti Principali & Timestamps
1. Caos in diretta e presentazione della puntata
[00:00–03:00]
- Il tono viene subito impostato sull’irriverente, con battute e discussioni sulle “editoriali” e una chiamata di ascoltatore che viene schernito dai conduttori.
- “Dobbiamo combattere!” – Cruciani e Parenzo si caricano (“Coltello tra i denti! Attaccare!” [01:45])
- Forte attacco ai “progressisti cavernicoli” e ironia sulle polemiche tipiche del format.
2. Violenza negli stadi e polarizzazione politica
[03:57–08:00]
- Cruciani critica chi politicizza fatti di criminalità legati agli ultrà, accusando sia la destra che la sinistra di strumentalizzare eventi violenti.
- Parenzo insinua la matrice neofascista nell’attacco all’autobus (“L’aggressione a quel pullman di tifosi ha una matrice molto precisa ed è dell’estrema destra” – Parenzo [07:04]), mentre Cruciani ribatte che si tratta di violenza da stadio, non politica.
- Scambio acceso su doppio standard mediatico (“Perché quando un marocchino commette un reato dici che è marocchino, e qui non vuoi dire che è dell’estrema destra?” – Parenzo [07:56])
3. Caso Paolo Mieli e la candidata napoletana-palestinese
[05:25–13:00]
- Si discute della bufera sul giornalista Mieli per la battuta sull’aspetto fisico di una candidata (“gli hanno chiesto scusa, ma gli stessi che lo accusavano non avevano nulla da dire quando la candidata ripostava frasi su Hitler” – Cruciani [05:26]).
- Parenzo ironico: “Alla Zanzara io non vedo nessuno scandalo perché qui ogni giorno da 13 anni c’è gente che difende Hitler” [08:58]
- Si intavola una discussione asprissima su chi debba “chiedere scusa” e sui diversi trattamenti mediatici.
4. Linguaggio e politicamente corretto
[13:03–14:30]
- Si ironizza su “assistente alle pulizie” al posto di “donna delle pulizie”; Cruciani critica il “word-policing”.
- Parenzo sottolinea che il linguaggio plasma la realtà, ma il dialogo vira al sarcastico.
5. Scontri generazionali e lavorativi
[16:00–19:53]
- Telefonate di ascoltatori che difendono la fatica “vera” (lavoro imprenditoriale vs lavoro di media), polemiche su chi è davvero produttivo.
- Parenzo: “Io ogni tanto provo a spiegarlo che questo è un lavoro e loro giustamente mi obiettano…” [19:01]
- Cruciani sottolinea la difficoltà di far capire che anche la radio è lavoro.
6. Sesso, fetish e confessioni estreme
[15:00–15:44 | 77:00–90:35]
- Omaggio a Rosa Chemical e discussione “malata di piedi”, tra ironia e confessioni.
- Segmento finale con Miss Alessia (mistress) e Roberto (imprenditore-slave): confessioni di pratiche BDSM estreme, umiliazione, dolore/piacere e uso di gadget sessuali.
“Le schiavitù non si paga... non si paga ora, al massimo si offre qualcosa quando si vuole” – Roberto [80:02],
“Alla tortura? Lei viene torturato ogni tanto? Si, però dolore e piacere hanno un’interessante combinazione” – Roberto [86:43],
“Nessuno fa una cosa senza che ci sia piacere” – Roberto [86:59]
7. Razzismo, criminalità e immigrazione
[40:58–51:08]
- Ospite Noemi Barbuto sostiene che l’aumento di crimini e stupri sia dovuto all’immigrazione irregolare; scontro durissimo con un altro ospite immigrato che rifiuta l’equazione immigrati = stupratori (“Ma chi stupra? Io sono il primo a dare due calci in culo” – Modu [49:55]).
- Disputa su dati, pregiudizi e accuse reciproche di razzismo e ignoranza.
- Barbuto ribadisce: “Gli stupri sono aumentati, sì… Anziane stuprate, molestate? Ottantenni, sì. Ma dove? Ragazzi ma li leggete i giornali?” [43:19]
8. Chiamate degli ascoltatori: caos, insulti e provocazioni
(intervalli ricorrenti)
- Insulti tipici contro Parenzo (“sei un inchiavabile”, “un idiota patentato”), battute isteriche con difese della destra, del fascismo (“lavoriamo e produciamo per la vica e per il duce” [16:33]).
- Discussioni su chi sia “vero italiano”, su razzismo, fascismo, e i soliti “duelli” tra “Paco da Belluno” (afroitaliano sindacalista) e camionista fascista (“Ma non li dire testa di cazzo a Fausto!” – ripetuto [69:34–69:51]).
9. Identità, orgoglio nazionale e bandiere – piazze contrapposte
[41:46–43:59]
- Noemi Barbuto rivendica la bandiera italiana sopra quella palestinese: “Nelle piazze italiane l’unica bandiera che ha pieno titolo di sventolare è quella italiana, l’ho riportata io!” [41:46]
- Polemiche tra “fascisti” e “comunisti”, stessa matrice del totalitarismo secondo Barbuto.
10. Discussioni sull’omosessualità e genetica
[25:26–26:44]
- Un ascoltatore (biologo) sostiene esistano geni associati all’omosessualità, tra scherno e insulti con Cruciani e Parenzo (“Perché tu hai paura di dirlo? Allora, non li fai, ma perché non sai un cazzo…” – Cruciani [25:59])
- Parenzo ironico sul concetto di “dottor Pippo PhD”.
11. Femminismo e “supercazzole”
[73:24–75:26]
- Si fa ascoltare l’audio di una femminista, presa in giro da Cruciani (“Avete capito qualcosa di questa supercazzola?” [74:00]).
- Il tema della misandria viene deriso: “Pippe mentali… ma perché abbiamo la pancia piena?” – Cruciani [74:34]
12. Finale: il mantra della Zanzara
[90:39–fine]
- Una chiamata riassume lo spirito del programma: “Chi sente la zanzara vuole sbellicarsi” [90:42]
Momenti Memorable & Quote
- “Ma perché quando un marocchino commette un reato dici che è marocchino e qui non vuoi dire che è dell'estrema destra?”
– David Parenzo [07:56] - “Questa è la differenza tra una trasmissione della Rai e questa emissione radiofonica. Lì bippano, qui non bippiamo un cazzo.”
– Giuseppe Cruciani [21:10] - “Io sono fascista. Ecco per loro, per le persone normali della mia famiglia, è difficile, è molto difficile capire che questo è un lavoro…”
– David Parenzo [19:40] - “Il linguaggio è importante!”
– Joseph da Siracusa (call-in) [38:01] - “Io sono un cazzo di selvaggio!”
– Lorenzo De Ferrari (Defe) [53:00] - “Nessuno fa una cosa senza che ci sia piacere”
– Roberto, imprenditore-schivo [86:59] - “Alla mia sinistra c’è un senegalese, Modu Gay! ... Ci fanno proprio il riprezzo.”
– Cruciani & Barbuto, sul fascismo e comunismo [41:10–41:12] - “Alla Zanzara io non vedo nessuno scandalo perché qui ogni giorno da 13 anni c’è gente che difende Hitler”
– David Parenzo [08:58] - “Quando sono al castello di Carisio voglio ridere, ridere.”
– Ascoltatore [90:53]
Tono & Stile
Aggressivo, sarcastico, politicamente scorretto, senza censura. Gli scambi sono spesso urlati, infarciti di ironia pesante, insulti reciproci e battute ai limiti del grottesco. L’obiettivo è la provocazione continua, la stoccata feroce e il rifiuto della retorica “mainstream”.
Conclusione
Questa puntata di La Zanzara è lo specchio crudo delle tensioni che percorrono l’Italia contemporanea tra fazioni opposte, presenza di immigrati, crisi identitaria, dibattiti sui limiti della libertà di parola, polemica sul politicamente corretto e società del voyeurismo. Imperdibile per chi vuole ascoltare il termometro dell’Italia fuori dagli schemi.
