La Zanzara – Puntata del 22 gennaio 2026 (Radio 24)
Conduttori: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Episodio in breve
La puntata si snoda tra i grandi temi di attualità e la classica “arena” de La Zanzara: confronto senza filtri, dibattito acceso, sarcasmo, e uno spazio diretto e imprevedibile riservato ad ascoltatori e ospiti. Cruciani e Parenzo discutono di politica, sicurezza, giustizia, società, diritti, identità, e – in questa puntata – di taxi e concorrenza, gender e comunità LGBTQ+, toni da bar contro il politicamente corretto e scontri sia ideologici che personali, il tutto senza mai sottrarsi alle provocazioni.
Temi principali e Segmenti chiave
1. Consenso e Legge sulla Violenza Sessuale (03:30 – 11:30)
- Cruciani commenta la bocciatura della legge sul consenso:
- Definisce la norma una “trappola per il maschio”, atta a criminalizzare comportamenti anche a distanza di tempo dalla relazione.
- Tono sarcastico e acceso vs chi sostiene la legge:
“Questa legge sul consenso è sepolta! Morta e sepolta!” – Cruciani (07:30)
- Parenzo lo accusa di scavalcare la democrazia:
- Sottolinea il rischio di superare il Parlamento e di “dare la linea” senza mandato popolare.
“Tu detti la linea a un governo eletto. E come mai loro ti ascoltano? Che c’è dietro?” – Parenzo (09:20)
- Sottolinea il rischio di superare il Parlamento e di “dare la linea” senza mandato popolare.
2. Militarizzazione delle Stazioni e Sicurezza Urbana (11:40 – 18:00)
- Cruciani rilancia la proposta della militarizzazione delle stazioni:
- Invita Meloni e Salvini ad “alzare il livello” di presenza militare.
“Le stazioni italiane, Roma e Milano in particolare, vanno militarizzate! Zone rosse, militari, esercito, polizia, carabinieri.” (13:15)
- Invita Meloni e Salvini ad “alzare il livello” di presenza militare.
- Discussione sulla percezione di insicurezza vs la realtà dei dati, confronto tra macismo securitario e posizioni più garantiste di Parenzo.
3. Limite a 30 km/h in città: la polemica di Cruciani (18:05 – 21:30)
- Cruciani deride la misura adottata dal sindaco Lepore a Bologna (“30 all’ora”):
“La vita è il rischio. Andare a 30 all’ora è impossibile. Queste cose non servono a salvare vite: servono a fare cassa.” (19:30)
4. Giustizia Fai-da-te, Legittima Difesa e Populismo Penale (22:00 – 29:00)
- Dibattito sul caso Jonathan Rivolta, la reazione di chi subisce furti in casa:
- Cruciani:
“Se entri dentro casa mia, io a quel punto ti posso fare il cazzo che voglio.” (25:40)
- Parenzo rimprovera il populismo e il clima da ‘justizia all’antica’ che si respira nel Paese.
“Sono allibito dal vostro grado di populismo.” (28:20)
- Cruciani:
5. Femminicidio: cultura patriarcale o violenza individuale? (30:00 – 34:45)
- Cruciani contesta la definizione e la specificità del termine “femminicidio”:
“Io sono contrario a dare la definizione di femminicidio, non a sbattere in galera per tutta la vita i colpevoli di omicidio. Quello è un assassino, punto e basta.” (32:50)
- Replica sarcastica alle analisi sociologiche:
- Parla di “supercazzole” sull’antico precetto di giustizia patriarcale (“A Bubba, qui c’è un pazzo scatenato che per gelosia e per possesso ha dato 23 coltellate a una.” – 33:55)
6. Taxi, Uber, e la “guerra delle licenze”
(34:50 – 1:31:00)
a) Introduzione, scontro fra Matteo Alisei (Radicale) e la categoria dei tassisti
- Ospite in studio Alisei, giovane radicale, critica la chiusura della categoria:
- “Non potete diventare tassisti, è una lobby. La concorrenza è fondamentale.”
- Accuse di evasione fiscale e privilegio.
- Una parata di tassisti milanesi risponde: “Noi lavoriamo, paghiamo le tasse, non siamo una casta. Chi fa ‘l’apologia di Uber’ parla solo per interessi di multinazionali.”
- Record di ascoltatori e pubblico in studio chiamati a dibattere.
- Citazioni dirette:
“Tu difendi Uber, prendi i soldi dai ricchi e spari sui poveri.” – Guido, tassista (1:02:00)
- Citazioni dirette:
b) Temi ricorrenti:
- Difficoltà nell’accendere nuove licenze, accuse di concorrenza sleale, tema delle dichiarazioni dei redditi e presunta evasione.
- Pioggia di testimonianze telefoniche:
- “Io sono tassista da sei anni, nessuno mi ha ostacolato.”
- “I lavoratori Uber sono schiavi degli algoritmi, la ricchezza si concentra.”
- Scontro serrato sulle tasse di Uber rispetto ai tassisti.
- Alisei:
“Io propongo agli utenti: non prendete i taxi, prendete Uber.” (52:30)
- Tassisti:
“L’algoritmo Uber ti fa pagare la corsa 4-5 volte tanto durante i picchi.” (1:27:10)
7. Identità di genere, transessualità e comunità LGBTQ+
(1:31:30 – 2:12:00)
- Cruciani dialoga con Silvia, che si definisce “queer”, e con Eleonora Ferruzzi (trans), presenti in studio.
- Entra Paolo Sizi (“craniologo”), ospite abituale dai toni marcatamente identitari/lombardisti-tradizionalisti.
- Discorsi deliranti su sangue, suolo, razza, spirito e attacchi alla “decadenza” dei valori.
- Sizi ironizza e restringe le definizioni di genere (“l’identità di genere è una pacottiglia ideologica”), con uscite grottesche sull’integrità anatomica (“bisogna avere il pene integro” – 1:42:30).
- Riecheggiano scambi velenosi tra Sizi, Ferruzzi e la platea:
- “Io sono fiera e orgogliosa di essere una transessuale!” – Ferruzzi (2:01:50)
- “Tu sei un uomo e resti un uomo, la chirurgia non cambia la realtà dei fatti!” – Sizi (2:03:00)
- Aggressioni personali e insulti telefonici da parte di ascoltatrici – la tensione si impenna.
- Cruciani e Ferruzzi, nonostante le offese, mantengono una posizione di libertà individuale come valore di fondo:
“Se lei sta bene così, ma a te che cazzo te ne frega?” – Cruciani (1:58:20)
8. “La retta via” e la sessualità analizzata tra provocazione e delirio
(2:13:00 – 2:18:00)
- Sizi riprende la sua ossessione per “la via del retto”, teorizzando che “l’ano è fatto per defecare, non per altri usi”, tra ilarità e sarcasmo.
- Ferruzzi replica raccontando ESPERIENZE personali con umorismo graffiante.
Momenti memorabili e citazioni
- Cruciani sull'uccisione del ladro in casa:
“Se uno entra dentro una casa che non è la sua, per rubare, finiscono i suoi diritti. È finito tutto, è morto.” (27:20)
- La chiamata di Telese per sapere “lo Stoccarda è forte?” (31:35)
- Il delirio identitario del “craniologo” Sizi sull’etnia lombarda e la “svastica camuna” (1:36:40).
- Ferruzzi:
“La società fa danni a me. La società comunque mette i bastoni fra le ruote, come il signore, come tanti altri.” (2:00:10)
- Sizi, in chiusura, sulla normalità:
“Per fortuna non sono normale. Ma la questione di salutare normalità, sì, è assolutamente normale.” (2:16:50)
- Ferruzzi, dopo uno scontro:
“Io sono fiera e orgogliosa di essere una transessuale. Questo lo dirò sempre. Ok, benissimo.” (2:02:50)
Timestamps: segmenti chiave
- 00:00 – 03:30: Sigla, disclaimer, primi interventi sugli argomenti del giorno
- 03:30 – 11:30: Legge sul consenso, scontro Cruciani–Parenzo
- 11:40 – 18:00: Sicurezza urbana e militarizzazione stazioni
- 18:05 – 21:30: Limite di velocità “30 all’ora” e polemiche
- 22:00 – 29:00: Legittima difesa e giustizia “fai da te”
- 30:00 – 34:45: Femminicidio: cultura vs casi individuali
- 34:50 – 1:31:00: Taxi, Uber e la guerra delle licenze
- 40:00 – 1:10:00: Ospiti, scontro con tassisti, testimonianze
- 1:12:00 – 1:30:00: Telefonate e testimonianze dalla base
- 1:31:30 – 2:12:00: Identità di genere, LGBTQ+, Ferruzzi vs Sizi
- 2:13:00 – 2:18:00: “La retta via”, ironia su sesso, affronti, scontri
Tono e linguaggio
- Il tono resta sempre diretto, schietto, a tratti feroce: turpiloquio, insulti e sarcasmo compongono la cifra stilistica de La Zanzara, volutamente spiazzante ed esagerata.
- Dialoghi che scivolano dall’approfondimento alla discussione da bar, dal sarcasmo intellettuale al greve, in un continuo ping-pong tra serietà, caciara e trash.
Note finali
L’episodio conferma il format di “zona franca” dove si abbattono tabù e si sfida ogni forma di narrazione dominante, tra discussioni incendiarie su attualità, società e costume. Si alternano momenti di feroce polemica, ironia scioccante e aperture al racconto personale: una cronaca sincera (anzi, brutale) dell’Italia del presente.
