La Zanzara – Episodio del 24 febbraio 2026 (Radio 24)
Episodio in sintesi
La puntata del 24 febbraio 2026 di "La Zanzara", condotta da Giuseppe Cruciani con David Parenzo, ruota attorno all'irriverente e acceso dibattito sulla vicenda del cosiddetto "poliziotto di Rogoredo", accusato di aver ucciso un giovane marocchino inizialmente descritto come spacciatore e presunto pericoloso. I conduttori e gli ascoltatori affrontano la questione delle forze dell’ordine, la fiducia nella polizia, la gestione degli errori giornalistici e politici, le accuse di populismo e il rapporto tra sicurezza e legalità. In chiusura, non manca lo spazio per le teorie complottiste, con ospiti che spaziano dall’affaire Epstein alle rivalità tra complotti internazionali.
Punti chiave e momenti salienti
1. La polemica sul “poliziotto di Rogoredo”
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Il caso Rogoredo: Dibattito acceso sulle responsabilità del poliziotto accusato e sulle reazioni dei media e degli opinionisti.
- Cruciani difende la linea “pro forze dell’ordine” nonostante le recenti prove di colpevolezza del poliziotto:
- “Chi crede nelle forze dell’ordine, chi crede nella giustizia, chi crede nella legalità, deve alzare la voce per essere stato raggirato da un criminale vestito da poliziotto.” (03:29)
- Parenzo accusa Cruciani di aver avuto un approccio acritico e di aver fatto un danno d’immagine alla polizia:
- “Hai fatto un danno alle forze dell'ordine enorme, perché hai sposato in modo acritico quello che diceva quel signore.” (09:28)
- Ascoltatori intervengono, chi accusando Cruciani di essere “più sbirro degli sbirri”, chi pretendendo scuse, chi attaccandolo con insulti anche sul personale.
- Cruciani difende la linea “pro forze dell’ordine” nonostante le recenti prove di colpevolezza del poliziotto:
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La questione delle scuse pubbliche:
- Cruciani: “Io non chiedo scusa a nessuno, anzi rilancio!” (79:18)
- Ascoltatori insistono: “Ma anche tu lo devi dire, hai sbagliato, questa volta hai sbagliato.” (80:04)
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Il tema della doppia pena: Cruciani propone pene più severe per i poliziotti colpevoli:
- “Se tu carabiniere o poliziotto vai a rubare, devi prendere una pena doppia ed essere cacciato all'istante dal tuo corpo.” (06:36)
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Dibattito sul garantismo: Parenzo sottolinea la necessità che la legge sia uguale per tutti:
- “La legge è uguale per tutti, sia che tu sia un carabiniere, sia che tu sia Giuseppe Cruciani.” (09:45)
2. Scontro ideologico e sfida tra populismo e critica social(e
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Il programma si conferma spazio di confronto senza tabù:
- “Questa trasmissione è talmente democratica, talmente aperta, talmente unica... che qui noi ci lasciamo tranquillamente bombardare da giorni.” (12:54)
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Frequenti botta e risposta tra conduttori, ascoltatori e ospiti che rappresentano posizioni contrapposte su forze dell’ordine, razzismo, politica e società civile.
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Parenzo ironizza sull’audience:
- “La maggioranza silenziosa che ascolta è sconcertata, è la famosa maggioranza silenziosa che non chiama, ride e si diverte e pensa che la rappresentazione che tu dai del paese è grottesca.” (35:22)
3. Ospiti e ascoltatori “heavy rotation”: tra insulti, provocazioni e confronto reale
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Jamal Favelas (rapper, immigrato di seconda generazione) accusa Cruciani di negare il razzismo nella polizia e di non ammettere i propri errori:
- "Molti poliziotti sono di estrema destra, alcuni sono razzisti. Io non faccio di tutta l'erba un fascio, ma qualcuno sì e qualcuno no, non come fate voi." (64:31)
- Dibattito acceso: Cruciani <-> Jamal <-> Simone Coccia (difensore oltranzista delle forze dell’ordine e fautore della "pena di morte" per gli spacciatori) – scontro ideologico al limite dell’intolleranza.
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Simone Coccia, dichiara senza filtri:
- “Per me i spacciatori devono morire tutti quanti e devono essere arrestati tutti quanti. Vendono morte, pure loro devono morire.” (67:11)
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Giuliano Granato (portavoce di Potere al Popolo) porta una posizione critica:
- “Quando tu hai detto ‘è follia indagare il poliziotto, bisognerebbe dargli un premio’, io credo che è follia indagare il poliziotto che ricorre in tante affermazioni di tutta la destra…” (43:24)
- Cruciani risponde: “Non chiedo alcun errore, io mi basavo su una versione data da un poliziotto.” (54:11)
4. Teorie complottiste & Escalation finale (da Epstein a Hitler vivo)
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Gianmarco Landi torna con la rubrica “Epstein Files” e rilancia:
- “Epstein non è morto. Epstein, secondo me, è una pedina del Mossad. La vera ciccia è comprendere che il Mossad è il braccio insanguinato dei satanisti.” (86:16)
- Accusa la Corona inglese di essere “pedo-satanista” e predice la fine del Commonwealth: “La corona britannica e il Commonwealth, sistema di potere, crolleranno da qui a tre-quattro anni.” (93:28)
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Discussioni sul presunto coinvolgimento del Mossad, dei Rothschild, la teoria di Epstein vivo – scambi tra Cruciani, Parenzo e Landi che sfociano nell’assurdo e nell’iperbole.
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Chiusura con divagazioni grottesche (consumo di carne umana, animalismo, livelli della scala evolutiva) e autoironia:
- “Posso dirti godo, godo da morire quando io vengo attaccato…” (74:33)
Timestamps Segnalati
| Timestamp | Argomento/Quote Chiave | | -------------- | ------------------------------------------------------ | | 03:09 – 03:55 | Cruciani rivendica la difesa pro-polizia e il diritto all'opinione divergente | | 06:07 – 07:23 | Scandalo poliziotti-ladri: “Pene doppie, cacciati subito” | | 09:07 – 09:45 | Parenzo critica l’approccio acritico verso la polizia | | 12:54 | Cruciani sulla “democrazia della radio: ci attaccano, va bene così” | | 35:22 | Parenzo sulla “maggioranza silenziosa” e il grottesco | | 43:24 – 44:00 | Granato contesta Cruciani: “è follia indagare il poliziotto” | | 62:13 – 63:13 | Cruciani sull’ammettere errori: “Io sono pronto ad ammettere sempre gli errori … ma non ho sbagliato” | | 86:08 – 87:16 | Landi sulle teorie Mossad, satanisti, Epstein | | 93:24 – 93:51 | Landi: “La corona inglese crollerà per il caso Epstein”| | 74:33 | Cruciani: “Godo da morire quando vengo attaccato…” |
Citazioni memorabili
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Cruciani:
- “Io non starò mai zitto. C'è qualcuno, in particolare un giornalista di Repubblica?” (03:09)
- “Io non chiedo scusa a nessuno, anzi rilancio!” (79:18)
- “La differenza è che tu sei un essere umano, umano e loro sono animali…” (77:13)
- “Più di prima, lo dirò! Viva la polizia e i carabinieri. Sempre dirò. La difesa è sempre legittima.” (25:32)
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Parenzo:
- “La maggioranza silenziosa che ascolta è sconcertata… ride e pensa che la rappresentazione che tu dai del paese è grottesca.” (35:22)
- “La legge è uguale per tutti, sia che tu sia un carabiniere, sia che tu sia Giuseppe Cruciani.” (09:45)
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Simone Coccia:
- “Per me i spacciatori devono andare fino in sottoterra come i vermi.” (68:21)
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Gianmarco Landi:
- “Epstein non è morto. È una pedina del Mossad. Il Mossad è il braccio insanguinato dei satanisti.” (86:08)
- “La corona britannica e il Commonwealth… crolleranno da qui a tre-quattro anni come sistema di potere.” (93:28)
Tono e atmosfera
Il tono resta quello tradizionale de "La Zanzara": irriverente, incendiario, a tratti caotico, spesso volgare e sempre sopra le righe. Grande spazio all’interazione senza filtri con gli ascoltatori, alle provocazioni reciproche tra i due host e con gli ospiti, e allo spettacolo del “conflitto” verbale come stile narrativo.
Nota finale
Questa puntata condensa il DNA della trasmissione: discussione senza censure sui temi più incendiari di attualità (forze dell’ordine, giustizia, xenofobia, complottismi), alternando ironia, cinismo, rabbia popolare e auto-satira. Una arena radiofonica dove davvero “si può dire tutto”, lasciando che siano ascoltatori e nemici a tirare le pietre.
