La Zanzara – 25 febbraio 2026
Podcast: La Zanzara su Radio 24
Conduttori: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Ospiti e Interventi: Alberto Gottardo, Paolo Del Debbio, Caio Giulio Cesare Mussolini, Anna Rita Briganti, ascoltatori vari
Tema principale:
Puntata dall’alto tasso di scontro polemico e di confronto senza filtri su attualità, giustizia, cronaca nera, forze dell’ordine e famiglia “non convenzionale”… al tipico stile tagliente e spesso irriverente de “La Zanzara”.
1. Introduzione e Disclaimer
- L’episodio si apre con la consueta avvertenza sui contenuti espliciti rivolti a un pubblico adulto.
- Subito i conduttori entrano a gamba tesa sul tema dei tabù, delle provocazioni, dei limiti del politicamente corretto.
2. Caso Rogoredo e Le Forze dell’Ordine
(00:13 – 16:45 ca.)
Discussione centrale sulla vicenda della morte di un pusher a Rogoredo (tema: violenza/polizia/corruzione) e sull’atteggiamento dell’opinione pubblica e dei media.
Punti chiave:
- Tono polemico e ironico su linguaggio e preconcetti “essere finocchio era una malattia… Io vi dico che non è una malattia.” (Cruciani, 00:13)
- Parenzo punta su “pulizia” nelle forze dell’ordine (“Piazza pulita! Aria nuova! […] Felici che i criminali indivisa vengano espulsi…”, 03:17), ribadendo che la criminalità nelle forze va espulsa senza ambiguità.
- Riflessione provocatoria: “Se domani si sciogliessero tutti i nuclei antidroga… non cambierebbe un cazzo” (Parenzo, 04:34).
Metodi delle forze dell’ordine:
- Parenzo ammette: “Spesso la lotta alla droga si fa con metodi spicci. Spesso gli agenti… agiscono con metodi certamente non convenzionali. Lo sanno tutti.” (05:03)
- Cruciani richiama: “Quando i servizi segreti israeliani… fanno cose chiaramente extra-legge”, con ammirazione “A me piacciono moltissimo i servizi israeliani” (08:06).
- Differenze tra operazioni sotto copertura autorizzate e le vere forzature: “Nulla di questo ha a che vedere con quello che è accaduto a Rovereto, nel bosco di Rogoredo. Tu hai commesso un grave errore.” (Cruciani, 08:24)
Attacchi e autocritica:
- “Figura di merda” per chi ha difeso l’indifendibile senza attendere le indagini (“Vi ha salvato solo il silenzio… L’unico modo per far dimenticare le nefandezze è chiudere, il silenzio.” – Cruciani, 09:46)
- “Io non temo di dire quello che penso, prendo delle posizioni, ci si può sbagliare perché le persone ti hanno ingannato. Dunque non mi romper i coglioni.” (Parenzo, 07:13)
- Ironia su chi si è speso troppo in difesa di agenti risultati colpevoli, e su chi cancella i video sui social per lavare l’immagine pubblica.
3. Razzismo, Doppie Morali e Narrazione Pubblica
(16:10 – 18:00 ca.)
Commento sul ruolo del razzismo nei media:
- Parenzo respinge la retorica che trasforma il caso di Rogoredo in una questione razziale: “Ce ne fottiamo che sia marocchino, che sia italiano, che sia cinese… Non ce ne frega nulla.” (16:10).
- Rafforzata la polemica sulle narrazioni della propaganda politica: “La narrazione della destra diceva: nero pusher giustiziato… Ma fosse stato uno spacciatore bianco sarebbe stata la stessa cosa.” (Parenzo, 17:36)
- Tema della strumentalizzazione della cronaca, a destra e a sinistra (“La sinistra che rompe i coglioni su questa cosa qua… prendeva ogni fatto di cronaca che riguarda Berlusconi per metterlo al muro ogni secondo!” – Parenzo, 22:24).
4. Telefonate e Interventi degli Ascoltatori
(Diversi momenti della puntata)
- Molti ascoltatori intervengono su stipendio delle forze dell’ordine e scarsa moralità (“Un poliziotto si arrangia perché guadagna poco… Dai, non diciamo cazzate” – Cruciani/Parenzo, 25:31)
- Si discute su magistrati, indagini, cronaca: “Nei casi in cui le cose siano chiarissime, come sembrava questo, le indagini andrebbero chiuse prestissimo.” (Parenzo, 29:44)
- Confronto duro: “Tu rappresenti i coglioni, più che le persone per bene.” (Parenzo, 24:07)
- Scontro su pena doppia per forze dell’ordine (“Prima prendete lo stipendio doppio e poi vi diamo la pena doppia! Per 1500 euro al mese è una cazzata.” 23:08)
5. Scontro sulla Questione Fascismo & Caio Giulio Cesare Mussolini
(ca. 50:07 – 71:58)
Grande spazio al confronto con Caio Giulio Cesare Mussolini (nipote del Duce), fra revisionismi, identità personale, famiglia e diritto di parola pubblica.
- Parenzo pone domande su presentazioni del libro revisionista.
- Gottardo lo incalza su identità e affermazioni storiche (“Ma preferirebbe avere un figlio bisessuale o uno come Parenzo?” - 53:42)
- Mussolini sostiene: “Certamente Mussolini è stato un grande statista.” (52:18); “In Italia abbiamo avuto il fascismo e grazie al fascismo non abbiamo avuto il comunismo.” (58:06)
- Caio Mussolini supera (quasi tutto) il “test di vannaccismo” (60:51): “Famiglia gay? È un’unione civile, non è famiglia. Remigrazione sì al 100%.”
- Discussione forte sul diritto a definirsi fascisti, uso di pugno chiuso vs saluto romano (“Il pugno chiuso rappresenta un’ideologia che ha causato più di 100 milioni di morti”, 57:48)
- Anna Rita Briganti si oppone: “Mussolini e il Fascismo scritto da Mussolini in un paese antifascista… per me non deve usare una sala comunale” (69:40)
6. Famiglia e Relazioni Non Convenzionali – Il Trio Poliamoroso
(82:21 – 100:00 ca.)
Entra in studio (telefonicamente) una “famiglia a tre”: Veronica, Giovanni e Nadia.
Punti principali:
- Racconto aperto e dettagliato di una relazione stabile, amorosa a tre: “Una relazione a tre significa tre individui che sono insieme” (Veronica, 82:24)
- Parenzo accoglie: “Ognuno può fare quello che vuole nella vita. Se questi qua stanno lì e si sentono di stare insieme, ecc.” (82:36)
- Si parla di bambini in famiglie a tre: “La chiama mamma 2 la Nadia.” (Veronica, 93:30)
- Discussione sui pregiudizi: Anna Rita Briganti molto critica: “Per me questa non è una famiglia, è una perversione messa in atto.” (92:13)
- Difesa del trio: “Abbiamo istituzionalizzato quello che avviene in pancia a tante coppie… la presenza di una terza persona.” (Parenzo, 86:36)
- Confronto su libertà, rispetto, confini sociali: “La libertà di pensiero e di condivisione che abbiamo è che sappiamo che se dovesse esserci una persona che ci attrae possiamo tranquillamente discuterne a casa.” (Veronica, 95:59)
- Ironia ricorrente su dinamiche di dominanza “Nel rapporto a tre, chi può essere dominante? È l’ABC!” (Briganti, 99:41)
- Chiusura: “In tre non si litiga?” “Cazzo, ma si litiga in due e non si litiga in tre, porca troia!” (Cruciani, 97:40)
7. Recurring Motifs & Momenti Memorabili
- Ironia sulla “figura di merda degli ultimi dieci anni” (13:43, 14:00)
- Il tormentone del “silenzio è l’unica strada per far dimenticare le nefandezze” (09:46)
- “Fermi tutti!”—la parola d’ordine in trasmissione, ripetuta coralmente (37:18-37:28)
- Scontri personali su famiglia, discendenza e identità (famiglia antifascista di Gottardo vs nonno fascista di Cruciani/Parenzo, 46:03-47:01)
- Blocco comico sulla carne di cavallo e la serata a Verona (74:54-75:44)
8. Citazioni Notabili (con Timestamps)
- “Spesso gli agenti che fanno la lotta contro la droga agiscono, non dico contro la legge, ma con metodi certamente non convenzionali. Lo sanno tutti.” — Davide Parenzo [05:03]
- “Se domani si sciogliessero tutti i nuclei antidroga… non cambierebbe un cazzo.” — Davide Parenzo [04:34]
- “Certamente Mussolini è stato un grande statista.” — Caio G. C. Mussolini [52:18]
- “La famiglia gay? È un’unione civile.” — Caio G. C. Mussolini [60:11]
- “Per me chi vende droga vende morte!” — Anna Rita Briganti [68:03]
- “Una relazione a tre significa tre individui che sono insieme.” — Veronica [82:24]
- “Per me questa non è una famiglia, è una perversione messa in atto.” — Anna Rita Briganti [92:13]
- “In tre non si litiga?” / “Cazzo, ma si litiga in due e non si litiga in tre, porca troia!” — Cruciani [97:40]
- “Siamo una famiglia, ma non possiamo essere certificati.” — Giovanni [86:58]
9. Tensioni, Tono e Linguaggio
- Episodio energico, senza censure, ad altissima densità di confronti duri, insulti scherzosi, battute sferzanti.
- I conduttori usano spesso ironia, invettive e cinismo.
- La trasmissione, ancora una volta, offre un’arena aperta per la collisione tra narrazioni, sensibilità e tabù, restando fedele al motto “zona franca contro la banalità”.
Sezioni principali con Timestamps
- 00:13 – 16:45: Caso Rogoredo e forze dell’ordine
- 16:10 – 18:00: Discussione su razzismo e narrativa pubblica
- 50:07 – 71:58: Confronto con Caio Mussolini e dibattito su fascismo/revisionismo/libertà di parola
- 82:21 – 100:00: Famiglia poliamorosa, tabù, nuove forme di convivenza
Per chi non ha ascoltato:
Questo episodio offre un ritratto vivissimo di un’Italia che discute senza filtri e censura: tra scandali di polizia, revisionismo storico, dibattiti sulla droga e, nei segmenti finali, sulle nuove relazioni affettive. Ironia, provocazione e scontro diretto sono la cifra stilistica costante di “La Zanzara”.
