La Zanzara – 26 settembre 2025
Podcast: La Zanzara, Radio 24
Conduzione: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Data: 26 settembre 2025
Episodio in breve
Questa puntata di "La Zanzara" mantiene fede al suo stile graffiante e provocatorio, accogliendo un flusso continuo di ascoltatori e ospiti che discutono senza filtri i temi più caldi dell’attualità sociale e politica italiana e internazionale. In particolare, si spazia dal dibattito sul consenso sessuale esplicito, alle polemiche sulla flottiglia pro-Gaza e i costi delle missioni militari, fino a durissime schermaglie su Israele, Palestina, linguaggio di genere e autodifesa. Non mancano momenti di insulto, surrealismo, ironia tagliente e interventi che mirano a smascherare il “politicamente corretto”.
Principali temi e discussioni
1. Consenso Esplicito e la Proposta Boldrini
Timestamps: 01:13; 12:28; 22:22; 35:14; 46:55
- Discussione acceso sulla proposta di Laura Boldrini riguardante il consenso esplicito durante l’atto sessuale, divenuta oggetto di ironie e polemiche.
- Molti ascoltatori e i conduttori stessi deridono la possibilità di introdurre moduli, contratti o PEC in ambito intimo.
- Si sottolineano gli aspetti parodistici e le esagerazioni mediatiche attorno alla proposta ("pussy pass", "green pass della figa"), mentre Clizia De Rossi e altri difendono la necessità di una cultura del consenso.
- Il consenso continuo viene da molti visto come "una puttanata galattica" (Eugenio, 36:36), con Parenzo che ammette la generale impopolarità della misura anche nelle fila della sinistra.
- Quote memorabile:
- “Porca troia! A questo ci volete ridurre? Al consenso continuo durante il rapporto sensuale?” – Giuseppe Cruciani (22:50)
- “Mica possiamo avere rapporti notarili tra le persone” – Eugenio (36:36)
- “Il consenso continuato durante le fasi del rapporto sessuale. Ma ragazzi, dopo dieci minuti il paese è acqua.” – Davide Parenzo (36:45)
2. Flottiglia pro-Gaza e i costi della missione militare
Timestamps: 03:41; 16:45; 29:12; 31:00
- Parenzo polemizza sui costi per il contribuente legati all’invio di navi militari italiane a protezione della flottiglia pro-Gaza, giudicando l’operazione “una pagliacciata”.
- Parte dei conduttori e alcuni ascoltatori accusano lo Stato di essere troppo presente per una minoranza di attivisti ("scappati di casa") ma assente nella tutela dei cittadini nelle stazioni o aree degradate.
- Alcuni difendono l’obbligo di protezione verso cittadini italiani presenti all’estero, altri chiedono “più presidi di militari nei luoghi a rischio in Italia”.
- Quote memorabile:
- “Siccome abbiamo deciso... di spedire due navi a protezione dei nostri 50 connazionali barra scappati di casa... pretendo che lo Stato militarizzi ogni minuto la stazione centrale di Milano.” – Davide Parenzo (04:12)
- “Perché ci mettevi davanti una informazione. La nave è un’operazione nel Mediterraneo, sarebbe comunque operativa.” – Fabrizio (17:47)
3. Ordine pubblico, migranti e criminalità
Timestamps: 07:35; 33:01
- Polemiche su gestione della sicurezza nelle grandi città e ruolo delle forze dell’ordine: Parenzo denuncia “polizia che retrocede” contro teppisti a Milano.
- Gli ascoltatori si dividono: alcuni pretendono linea dura, altri difendono la professionalità delle forze dell’ordine, altri ancora si lasciano andare a invettive razziste sul tema migrazione.
- Entra nel merito la tematica del populismo securitario: militarizzazione invocata per “proteggere gli italiani” sembra essere principalmente una provocazione.
- Quote memorabile:
- “Proteggiamo quelli della flottiglia, proteggiamo i milioni di italiani che ogni giorno rischiano.” – Davide Parenzo (04:12)
4. Conflitto israelo-palestinese e Netanyahu
Timestamps: 08:02; 22:49; 28:13; 41:01; 60:26; 63:00**
- Vari ospiti e ascoltatori si fronteggiano su Gaza, il massacro del 7 ottobre, l’azione di Netanyahu e le campagne di comunicazione israeliane (come il QR code all’ONU); opinioni opposte vengono fatte ascoltare senza filtri.
- Parenzo e Cruciani si difendono dalle accuse di "sionismo acritico” e di fare una “campagna pro-Israele”, sostenendo di diffondere tutte le posizioni, anche quelle più radicali e anti-israeliane.
- Clizia De Rossi si dichiara pro-Palestina e attacca pubblicamente Netanyahu, definendolo addirittura “nazista”.
- Spazio anche alle teorie del complotto, come quella che sostiene che il 7 ottobre sia stato “orchestrato dagli israeliani stessi”.
- Quote memorabile:
- “Netanyahu... è in atto il genocidio più grave dal dopoguerra ad oggi. Sono morti più di 20.000 bambini.” – Clizia De Rossi (41:19)
- “Ma Netanyahu è roba... verrà ricordato nella storia. Peggio di Hitler.” – Giorgio da Lugano (64:06)
- “Siamo alla follia, dai” – Davide Parenzo (31:24 e varie ricorrenze)
5. Temi sociali: aborto, linguaggio e catcalling
Timestamps: 12:28; 14:12; 55:07; 58:46
- Vengono riprese le analogie estreme tra aborto e Olocausto, con posizioni antiabortiste che Parenzo definisce “follia”.
- Intenso scambio tra Eugenio, Clizia De Rossi e altri sul sessismo linguistico, le regole del microfemminismo propugnate da Teresa del Sole (“non dire la Meloni”, “evitare complimenti sulle palle”).
- Catcalling: con Clizia De Rossi descrivendo dettagliatamente l'impatto psicologico, specie sulle donne e le persone trans.
- Tutti questi temi vengono discussi senza censura, spesso degenerando in battibecco e offese.
- Quote memorabile:
- “L'aborto è come l'olocausto. Vecchia teoria di quelli del popolo della famiglia. Ma si può dire che è legittimo dirlo?” – Davide Parenzo (14:12)
- “Io ne sono vittima tutti i giorni il claxon, la gente che suona il claxon quella è violenza psicologica ragazzi.” – Clizia De Rossi (55:09)
- “Non si può dire ‘ho le palle piene’, dai ragazzi, non se ne può più con queste cazzate, dai.” – Parenzo (60:13)
6. Morgan e l’accusa di antisemitismo
Timestamps: 70:41; 72:05; 83:22**
- Marco “Morgan” Castoldi, cantautore, ospite polemico per le sue dichiarazioni contro Israele e sionismo.
- Viene fatta ascoltare una sua canzone fortemente anti-sionista, oggetto di accuse incrociate di antisemitismo.
- Gli autori e gli ascoltatori riflettono sui limiti della libertà di espressione e parlano apertamente della “legge Mancino”.
- Morgan lamenta di essere stato aggredito verbalmente dai conduttori, che ribattono sulla qualità scadente e i messaggi pericolosi della canzone.
- Quote memorabile:
- “La canzone che ha fatto prima è puro antisemitismo, luoghi comuni, popolo eletto, sono ebreo, lo so.” – Fabrizio (78:52)
- “Mi sono trovato aggredito da una persona che si chiama signor Parenzo, è esempio della barbarie e della prepotenza.” – Morgan (82:06)
7. Autodifesa, armi e giustizia fai-da-te
Timestamps: 87:21; 88:26**
- Appassionato dibattito sul diritto all’autodifesa e la legittimità di sparare ai ladri in casa propria, con Cruciani che sostiene posizioni “americana style”.
- I conduttori si dividono: Parenzo si dichiara contrario alle armi private, Cruciani più radicale: “vorrei una legge all’americana, dentro casa mia faccio il cazzo che mi pare”.
- Esplodono litigi e interruzioni tra ospiti e ascoltatori su quanto, come e chi debba tutelare i cittadini.
- Quote memorabile:
- “Quando tu entri dentro casa mia, finito, io posso fare il cazzo che mi pare, chiaro? Dentro casa mia io vorrei una legge così, all’americana.” – Giuseppe Cruciani (89:42)
8. La rissa in diretta – insulti, contraddittorio, ironia
Timestamps: Frequenti, es. 00:18, 18:55, 65:10, 69:17
- Il tono medio della puntata resta acceso, pieno di insulti incrociati, battute, offese personali e acceso confronto generazionale, politico e sociale.
- L’arena dialettica non dà tregua ai partecipanti, con ripetuti scambi “scemo!”, “vergognati!”, “buffone!”; persino la sigla (“tu da la storia ti sono!”) si trasforma in rituale dello scontro con ascoltatori che si inseguono a vicenda in loop di insulti.
Momenti memorabili e citazioni
- “Non vado a stare in culo. Sì, d’.” – Davide Parenzo (00:37), esempio di improvvisazione e linguaggio colorito.
- “Sei due puttane.” – Ascoltatore (00:34)
- “Questa è una storia ingestibile.” – Commentatore (02:37)
- “Tu sei fascista pro Vannacci, diciamo, no? Cioè, tu vorresti la dittatura vannacciana, praticamente.” – Parenzo (67:44)
- “Io ne sono vittima tutti i giorni il claxon, la gente che suona il claxon quella è violenza psicologica ragazzi.” – Clizia De Rossi (55:09)
- “Mi sono già rotto i coglioni di questi immigrati e stranieri nelle stazioni.” – Filippo da Padova (33:02)
- “Sono oltre il balaniero.” – Davide Parenzo (30:56) (nonsense ironico)
- “La zanzara, tu comunque fai proprio ridere i polli, fai proprio schifo al cazzo.” – Chiusura (56:30)
Segmenti chiave e ospiti
- 00:15–01:00: Ironici e duri botta e risposta con ascoltatori, avvio punk della puntata.
- 03:41–04:40: Parenzo denuncia i costi della flottiglia; richieste di militarizzazione delle stazioni italiane.
- 08:02–09:43: Commento su Netanyahu all’ONU e “QR code del massacro”.
- 22:22–25:08: Moduli surreali di consenso per rapporti sessuali e ironie sulle proposte della Boldrini.
- 41:01–43:50: Duro confronto su Israele e Palestina con Clizia De Rossi.
- 55:07–56:01: Approfondimento su catcalling con testimonianza personale di Clizia.
- 70:41–79:20: Caso Morgan, ascolto della ballata antisionista, accusa di antisemitismo, botta e risposta.
- 87:21–90:12: Autodifesa armata, leggi e diritto di sparare ai ladri.
Tono, stile e linguaggio
- Dialoghi crudi, spesso sopra le righe, con ampio uso di sarcasmo, linguaggio esplicito, improvvisazione e slogan da battaglia radiofonica.
- Nessun tabù: su sesso, minoranze, politica, religione e migranti il programma offre spazio a tutte le opinioni, ricorrendo a una narrazione spesso caotica ma sempre coinvolgente.
In sintesi:
Una puntata tipica di “La Zanzara”: politicamente scorretta, caustica, a tratti esilarante, sempre divisiva. Ogni questione – dal consenso sessuale all’attualità mediorientale, dalle polemiche su migranti e sicurezza al linguaggio inclusivo – si trasforma in un’arena dove opinioni ed eccessi vengono esposti senza timore di urtare la sensibilità di nessuno.
