La Zanzara del 28 gennaio 2026 – La cronaca di Rogoredo, Polizia, e il dibattito su criminalità e sicurezza
Episodio in breve
In questa puntata vivacissima e senza censura, Giuseppe Cruciani e David Parenzo, affiancati da ospiti e ascoltatori, affrontano il caso che sta scuotendo Milano e l’Italia: la morte di uno spacciatore marocchino nel bosco di Rogoredo per mano di un poliziotto. Si discute della legittimità dell’azione delle forze dell’ordine, della gestione del crimine e della polarizzazione del dibattito pubblico fra posizioni di “legge e ordine” e accuse di razzismo, con frequenti incursioni ironiche e polemiche, telefonate provocatorie e la presenza di ospiti come Karima Moual e Mimmo Blades. Non mancano momenti esilaranti, scontri verbali e la classica cifra stilistica della trasmissione: cinismo, sarcasmo e zero politically correct.
Temi principali
1. Il caso Rogoredo: la morte dello spacciatore e la reazione pubblica
- Riassunto dei fatti: Un poliziotto ha ucciso un giovane marocchino con precedenti per spaccio e rapina, durante un controllo nel noto bosco di Rogoredo a Milano. L’ucciso avrebbe brandito una pistola poi rivelatasi finta.
- Discussione sui media e la giustizia: Forte critica alle reazioni mediatiche e giudiziarie (es. accusa di omicidio volontario per l’agente).
- Cruciani (04:22): “Ogni giorno lo voglio ripetere: omicidio volontario per un poliziotto, divento pazzo. Le chat della polizia oggi sono avvelenate, non ne possono più d’essere messi sotto accusa.”
- L’accusa di “clima d’odio”: Si contestano i commenti di editorialisti (es. Gramellini, De Gregorio) secondo i quali la morte sarebbe frutto di un clima d’odio in stile americano.
2. Forze dell’ordine e legittimità dell’uso della forza
- Parolenze: Si dibatte se sia giusto o sbagliato processare l’agente; moltissimi interventi a favore del poliziotto.
- Griesi, sindacalista polizia (26:57): “Impossibile distinguere una pistola vera da una scacciacani in certi contesti: la vita dell’agente contro quella di un criminale.”
- Cruciani (24:28): “Io mi auguro che continui a prendere lo stipendio e che non venga rinviato a giudizio. È ovvio che ci dev’essere una pre-indagine, ma fine.”
- Parenzo (24:51): “L’unica cosa da decidere è premiare il poliziotto perché pattugliava e ha reagito vedendo un’arma.”
3. ICE, modelli americani e “milizia bovina”
- Discussione sulle similitudini col modello americano: Invettive contro chi accosta la situazione italiana a quella USA, tra chi vorrebbe “Bovino” (simbolo della linea dura, come ICE) anche in Italia e chi difende il sistema giuridico italiano meno brutale.
- Karima Moual e ascoltatori: Dibattito acceso su immigrati e criminalità. Accuse di razzismo e propaganda. Frequente ironia sul “Bovino in ogni stazione”.
- Karima (19:12): “Il paese dove nascono questi ragazzi non li vuole, non li accoglie.”
4. Scontro su cronaca, razzismo e origine degli autori di reati
- Karima Moual vs Parenzo/Cruciani: Il tema dell’enfasi sull'origine etnica negli episodi di cronaca è centrale e genera battibecchi.
- Karima (50:03): “I marocchini sono la prima comunità di imprenditori in Italia. Perché non ne parli?”
- Parenzo (36:38): “Il fatto che fosse marocchino non aggiunge nulla se non per attirare i razzistoni.”
- Karima (51:05): “Non bisogna dirlo, perché si alimenta il razzismo, il pregiudizio, la discriminazione.”
- Telefonate (ad es. 69:00, 72:24): Alcuni ascoltatori chiamano con dati e proverbi razzisti, altri per sostenere posizioni opposte.
- Karima: “Sono italo-marocchina! E lo sai che i nuovi italiani saranno anche i nuovi italiani?... Fatevene una ragione!”
5. L’inchiesta “col burka” di Azzurra Noemi Barbuto: sicurezza, leggi e ironia
- Esperimento sociale: L’ospite gira per Milano in burka per testare se viene fermata o identificata (non succede, denuncia l’inefficacia della legge anti-travisamento).
- Barbuto (54:06): “Ho deciso di indossare il burka per capire cosa provano le donne obbligate a portarlo. Nessuno mi ha fermata, pur essendo illegale.”
- Karima e studio: Critica e derisione dell’inchiesta; si ironizza sulla sua originalità (“baracconata fatta già vent’anni fa”).
- Battibecchi ripetuti su femminismo, sessismo, credibilità giornalistica.
6. La trincea della cronaca nera: tra informazione, morbosità e talk show
- Parenzo (39:24): “Mi sono appassionato della cronaca nera. Sono fatti della società che riguardano tutti, sicurezza, strade, quotidianità.”
- Discussione meta-televisiva: Critiche e autoironia sui format che “grattano la pancia” al pubblico, la spettacolarizzazione della criminalità e i fallimenti della politica sulla sicurezza.
- Cruciani (40:24): “Volevi proporre un nuovo show: il morto in canna, uno studio fatto a forma di pistola…”
Momenti e citazioni chiave
La crisi della fiducia nella giustizia
- [04:22] Cruciani: “Io vado al manicomio, qua. Omicidio volontario per un poliziotto... Ogni giorno lo ripeto. Le chat della polizia sono avvelenate, non ne possono più.”
- [24:51] Parenzo: “Non c’è nessuna indagine da fare, l’unica cosa da decidere è premiare quel poliziotto. Va messo in un podio dai comportamenti esemplari.”
Dibattito razziale: dire o non dire l’origine?
- [50:03] Karima: "I marocchini in questo paese sono la prima comunità di imprenditori. Perché non parli di questi marocchini?"
- [51:05] Karima: "Non bisogna dirlo, perché si alimenta il razzismo."
- [71:09] Parenzo: “Marocco: 13.923 detenuti in Italia, primo in classifica tra gli stranieri.”
- [71:23] Karima: “Ma quel dato perché non lo approfondisci? Lo leggi come un analfabeta funzionale?”
Scontro totale Crockiani-Barbuto-Moual
- [54:06] Barbuto (sul burka): “Ho deciso di indossare il Burka e girare per Milano... Nessuno mi ha fermata per identificarmi.”
- [56:32] Cruciani: “Ma vent’anni fa l'ho fatto io questa baracconata.”
- [57:03] Karima Moual: “Io un domani sarò ricordata. Tu sei ricordato come lecchino.”
- [60:59] Karima Moual: “L’inchiesta di Azzurra Barbuto ridicolizza.”
- [65:52] Karima Moual: “Le frustrazioni dell’Azzurra Barbuto non vanno portate in questo studio.”
Il punto sulle forze dell’ordine e la “militarizzazione”
- [28:43] Cruciani: “Mi dispiace che quei poliziotti non avessero la webcam, si sarebbe chiarito tutto.”
- [33:19] Cruciani: “Bisogna militarizzare il Bosco di Rogoredo, circondarlo con i carri armati?”
Ascoltatori: provocazioni, dati, razzismo e ironia
- [69:00] Ascoltatore: “In questo paese c’è un chiaro problema di marocchini.”
- [72:24] Ascoltatore: “C’è un proverbio che dice: sei onesto come un marocchino.”
- [73:44] Parenzo/Ascoltatore: “Io ho un grandissimo rispetto per i musulmani... loro sono molto più devoti al loro Dio.”
Mimmo Blades – la voce “dalla strada”
- [87:18] Parenzo: “Lei conosceva lo spacciatore marocchino ucciso da un poliziotto?”
- [87:26] Mimmo Blades: “Io lo conosco come una persona seria.”
- [89:38] Mimmo: “Noi spacciatori facciamo girare l’economia; usiamo contanti, facciamo andare avanti la vostra economia!”
- [92:00] Mimmo: “Mi hanno minacciato in persona mentre scappavo. Mi hanno detto: se vi troviamo ancora lì vi spariamo.”
- [93:59] Parenzo: “Marocchino, precedenti per spaccio, uno dei capi di Rogoredo... era un criminale.”
- [95:34] Cruciani: “Era un criminale, con dei precedenti.”
- [95:59] Mimmo: “Una persona seria che ha cercato di portare pane a casa.”
Timestamps dei segmenti chiave
- 00:13 – 07:00: Prime battute, presentazione dei fatti di Rogoredo, reazione emotiva e indignazione di Cruciani.
- 10:00 – 13:00: Siparietto autoironico sul “rettiliano”, la ricostruzione miracolosa della spalla di Parenzo.
- 16:00 – 19:00: Focus su opinioni di giornalisti, discussione clima d’odio/normalizzazione della violenza.
- 19:00 – 22:00: Karima Moual affronta la narrazione mediatica delle colpe sociali italiane; telefonate provocatorie.
- 24:00 – 29:00: Il ruolo delle forze dell’ordine, scudo penale, e confronto Italia-USA su modelli di polizia.
- 34:00 – 36:00: Esasperazione per l’irrisolvibilità del problema Rogoredo, appelli sarcastici a “Bovino”.
- 49:00 – 51:00: Scontro sul tema dell’origine degli spacciatori, accuse reciproche di razzismo e moralismo.
- 54:06 – 58:10: “Esperimento burka” in studio, tra denuncia e ironia feroce.
- 86:32 – 96:30: Intervista a Mimmo Blades, punto di vista dello spacciatore, dichiarazioni scioccanti e polemiche di legittimazione.
Considerazioni finali e clima
L’episodio riflette pienamente lo stile di “La Zanzara”: discussione aspra e senza filtri su sicurezza, giustizia, razzismo, libertà di parola e ipocrisie mediatiche. Gli interventi di ascoltatori e ospiti – spesso portatori di posizioni estreme o volutamente provocatorie – trasformano la trasmissione in un’arena di opinioni discordanti. Cruciani e Parenzo si muovono tra demagogia, ironia, e qualche battuta sopra le righe, lasciando spazio tanto alle paure della “gente comune”, quanto alle accuse di populismo o di razzismo, rilanciando il conflitto come cifra stessa dell’informazione radiofonica.
Frasi emblematiche
- “Ma io dico, ma in che cazzo di paese siamo?” — David Parenzo (60:00)
- “Basta con questo bollettino, con questo giorno in pretura. Ma finiscila di grattare la pancia ai razzisti tutti i giorni.” — Karima Moual (50:28)
- “Noi spacciatori facciamo girare l’economia... usiamo contanti!” — Mimmo Blades (89:36)
- “Io preferisco la libertà.” — Giuseppe Cruciani (20:50)
- “Il poliziotto va premiato, non trattato come un omicida.” — David Parenzo (24:51)
In conclusione
Un episodio voltagabbana, tra farsa e tragedia, che racconta senza filtri l’Italia reale, le sue paure e le sue rogne culturali e di sicurezza, con una spettacolare capacità di mischiare informazione, provocazione e intrattenimento. Per chi cercasse una summa delle tensioni sociali 2026 o la radiografia del talk radio “senza censure”, questo episodio è una perfetta cartina tornasole.
