La Zanzara – Episodio del 28 ottobre 2025 (Radio 24)
Condotto da: Giuseppe Cruciani & David Parenzo
Ospiti e interventi principali: Francesco Minutillo, Marco Grimaldi, Michelle Comi, Carmelo Abbate, ascoltatori vari
Episodio in breve
L’episodio del 28 ottobre 2025 de La Zanzara mantiene lo stile tipico del programma: un’arena di scontro verbale su temi caldi dell’attualità politica e sociale, tra provocazioni, sarcasmo, digressioni dissacranti e ascoltatori liberi di intervenire senza filtri. Il dibattito spazia da fascismo e antifascismo alle nuove forme di beneficenza social-mediatica, passando per lo scontro fra culture, veleni mediatici, pensioni e questioni di identità. Sempre presenti: la polemica sul “politicamente corretto” e l’irruzione della satira, con un ritmo travolgente e senza censura.
Key Discussion Points
1. Fascismo, Antifascismo e Libertà d’Espressione
- Critica dura ad atti di intolleranza accaduti all’Università Ca’ Foscari contro il deputato del PD Emanuele Fiano, non permesso di parlare in quanto “sionista” (03:30-09:00).
- Cruciani e Parenzo esprimono solidarietà, ma accusano i contestatori di essere “squadristi rossi”.
- Parenzo annuncia provocatoriamente un “tour nelle università per parlare di Israele”, con bandiere israeliane, americane, palestinesi ed europee (09:02-09:58).
“Sono squadristi rossi. Così bisogna chiamarli.”
— Giuseppe Cruciani (08:02)
- Dibattito acceso sulla legittimità di dichiararsi fascisti e se ciò comporti responsabilità per i crimini storici del fascismo (01:01-01:13; 75:00-81:00).
- Ospite l’avv. Francesco Minutillo, autore di “Anche i fascisti hanno diritti”, difende la sua posizione e lamenta una “dittatura costituzionale”.
- Marco Grimaldi (AVS) si rifiuta di confrontarsi seriamente: “Il fascismo non è un’opinione, è una lunga scia di crimini contro l’umanità.” (74:41)
“Oggi chi ne rivendica l’eredità o è un coglione o è pericoloso.”
— Marco Grimaldi (75:55)
2. Beneficenza, narcisismo e social
- Caso “Michelle Comi”, personaggio social, che ha “adottato” a distanza un bambino africano regalando oggetti di lusso (zaini Louis Vuitton, palloni Prada...) e documentando tutto sui social (48:23-66:00).
- Viene accusata di esibizionismo, di non considerare la sicurezza del bambino e di sfruttare il caso per visibilità personale.
- Il dibattito tocca la differenza tra beneficenza genuina e autocelebrazione narcisista, coinvolgendo anche Carmelo Abbate e una esponente della comunità africana che giudica rischiosi quei regali in un contesto disagiato.
“Non credo nella beneficenza fatta in silenzio.”
— Michelle Comi (61:26)
- Dialogo parodico tra Parenzo e Comi sulle rispettive routine quotidiane: tra la giornata super impegnata del giornalista e la vita “nullafacente” della influencer (44:08-47:49).
“Questa è una vita tristissima, veramente una vita di merda.”
— Michelle Comi (45:55, ironizzando sulla routine lavorativa di Parenzo)
3. Stereotipi, questioni di identità e tensioni sociali
- Discussione sulle pensioni, la “generazione del benessere”, i baby pensionati, il lavoro pubblico e la disaffezione ai problemi globali (31:00-33:38).
- Si inseriscono storie personali di ascoltatori, tra chi si vanta di non aver mai lavorato duramente e il risentimento verso chi invece lavora e finanzia le pensioni.
“La cosa che mi manda i matti è che mentre io pago il corso d’inglese, pago anche la pensione a sto stronzo io.”
— Giuseppe Cruciani (31:21)
- Breve parentesi sulla pena di morte: emerge la tensione fra desiderio di efficienza punitiva e razionalità dei dati sui reati (18:20-19:33).
4. Immigrazione, criminalità e clima politico
- Rassegna di fatti di cronaca: immigrato coinvolto in aggressioni (03:00-03:30), borseggi a Bologna e il ruolo della cittadinanza nella giustizia fai-da-te (11:01-11:47).
- Parenzo stigmatizza la narrazione troppo indulgente sulle borseggiatrici, Cruciani rincara la dose (“Ste sozze fate schifo!”).
5. Conflitto Israele-Palestina e antisemitismo
- Intervista a Bassem Yarban (Five Stars Puglia), dal forte accento antisionista e complottista (“morte ai bastardi sionisti”, “i sionisti comandano il mondo”, “Netanyahu è il capo dei sionisti”) (83:49-91:31).
- Parenzo cerca il confronto diretto, svela le tesi antisemite e condisce anche di sarcasmo l’assurdità di certe teorie.
- Il tema serve anche per tornare sul ruolo dei media: si accusa parte del giornalismo italiano di essere “corrotto dai sionisti”.
“I sionisti sono una produzione creata dal mondo occidentale, per prendere in possesso le risorse di tutto il mondo.”
— Bassem Yarban (84:58)
6. Satira, autoironia e nonsense
- Autoironia su routine personali (Parenzo che descrive minuziosamente la sua giornata lavorativa; Michelle Comi che risponde con dettagli di vita vuota e shopping compulsivo) (44:08-47:49).
- Notizia surreale: Michelle Comi invia 2.000 euro di palloncini per tirare su il morale al cane, con TikTok annesso (58:33-59:08).
- Insulti e giochi di parole tra conduttori, ascoltatori, “la rivolta dei ciompi” in regia, sketch su “Casa Parenzo”.
Notable Quotes & Moments (with Timestamps)
- “Squadristi rossi!” – Giuseppe Cruciani sul caso Fiano contestato a Ca’ Foscari (08:02)
- “Voglio fare un tour nelle università, un tour della libertà!” – Parenzo e Cruciani (09:11)
- “Non credo nella beneficenza fatta in silenzio.” – Michelle Comi (61:26)
- “Oggi chi ne rivendica l’eredità [fascista] o è un coglione o è pericoloso.” – Marco Grimaldi (75:55)
- “Io sono un pensionato d’oro. Io, a me, della guerra che fanno in Ucraina, della guerra che fanno in Libano, non me ne frega un cazzo, io sto in questo paese, sto tranquillo.” – Franco d’Isernia, ascoltatore simbolo della disaffezione (31:00)
- “I sionisti sono una produzione del mondo occidentale... Questi sono i sionisti.” – Bassem Yarban (84:58)
- “La tua non è maternità, è semplicemente una voglia di mostrarti, come si chiama, morevole, ma non è un modo per dire che ti voglio bene.” – G, critica su Michelle Comi e l’adozione social (54:16)
- “Non è giusto che io beva dalla borraccia di Versace e mio figlio no.” – Michelle Comi (63:25)
- “Questa è la giornata tipica di Parenzo.” – Cruciani ironizza sul collega (46:22)
- “Un manipolo di stronzi fece la cosiddetta marcia su Roma…” – Cruciani, sulle origini del fascismo (70:26)
- “Piazzale Loreto è stato il primo atto in cui è iniziato il percorso della nuova Italia.” – Minutillo, con inquietante revisionismo (80:48)
- “La vita incredibile di Michelle Comi.” – Parenzo, dopo la storia dei palloncini per il cane (60:00)
Timestamps Segmentation
- [00:59-03:45] – Apertura: insulti e ironie tra ascoltatori e conduttori
- [03:00-09:58] – Libertà d’espressione, caso Fiano, discussione sui “squadristi rossi”
- [09:02-12:52] – Annuncio e ironia sul “tour universitario” pro Israele
- [18:20-19:33] – Discussione sulla pena di morte e crimine
- [30:08-33:38] – Pensioni, lavoro pubblico, disinteresse civico
- [44:08-47:49] – Satira sulle diverse routine di vita
- [48:23-66:00] – Caso Michelle Comi, beneficenza social e scontro morale
- [75:00-81:32] – Fascismo, revisionismo e scontro Minutillo vs Grimaldi
- [83:49-91:31] – Intervista a Bassem Yarban, declinazioni di antisemitismo e complottismo
Tono e Stile
La puntata si conferma come un’arena dove nessuno viene protetto dal sarcasmo: conduttori e ospiti alternano indignazione vera, battute surreali, provocazioni, continue escalation verbali e scambi al limite dell’assurdo, in perfetta coerenza con la filosofia “la zona franca” della Zanzara. Sullo sfondo, la satira feroce e la tendenza a portare all’estremo i luoghi comuni italiani, i vizi pubblici e privati e le contraddizioni della società contemporanea.
Utile a chi non ha ascoltato
Questo episodio offre un campionario delle discussioni più radicali e polarizzate del momento: fascismo e antifascismo, le nuove frontiere della beneficenza mediatica, la rabbia sociale contro pensioni e privilegi, le tensioni sull’intolleranza universitaria e il pericoloso ritorno di retoriche antisemite nell’attivismo politico. Il tutto condito da una dose massiccia di teatro radiofonico, nonsense, ironia e battute sopra le righe, senza filtro.
Nota: molte parti sono fortemente provocatorie e volutamente sopra le righe; il tono riflette fedelmente quello originale senza alcun tentativo di “edulcorare” o correggere i participants.
