La Zanzara – 3 febbraio 2026 | Radio 24
Condotto da: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Ospiti: Clizia De Rossi, Paolo Macchi (SIULP), Joe Urso (“Fatturage”), Ascoltatori
Tema principale: Scontri a Torino, centri sociali, repressione, polizia e diritto alla protesta
Overview della puntata
Nella puntata del 3 febbraio 2026, La Zanzara affronta senza filtri i violenti scontri avvenuti a Torino in seguito allo sgombero del centro sociale Ascatasuna. Il dibattito si accende su temi come repressione, ruolo delle forze dell’ordine, infiltrazioni nelle manifestazioni, la legittimità delle azioni dei manifestanti e le reazioni della politica. Cruciani e Parenzo, nel loro tipico stile “arena”, ospitano telefonate di ascoltatori, esponenti della polizia, attivisti e provocatori, in un flusso vorticoso tra ironia, insulti, toni crudi e momenti di acceso confronto.
Segmenti Chiave e Argomenti Discussi
1. Apertura esplosiva e lo scontro con gli ascoltatori
(00:05 – 02:23)
- I conduttori sottolineano il tono esplicito e la natura “vietata ai minori” del programma.
- Primo ascoltatore contestato da Cruciani: “Lei non elabora nulla, perché lei è peggio di una scimmia.” (00:26, Cruciani)
- Immediata escalation di insulti tra conduttori, ascoltatori e ospiti (Clizia De Rossi): riflessioni sulla natura provocatoria, volutamente caotica della trasmissione.
2. Analisi degli scontri di Torino e la narrazione mediatica
(02:36 – 06:55)
- Parenzo critica la narrazione “autoritaria” della sinistra, cita Ilaria Salis e Concita De Gregorio, polemizza su Cremaschi e Bonelli: “C’è un poliziotto per terra picchiato col martello, e il problema è il governo autoritario? Pazzesco.” (03:20, Parenzo)
- Cruciani mostra sostegno alla polizia e attribuisce le responsabilità alla frangia estrema dei manifestanti.
- Parenzo sottolinea lo spostamento della Lega con l’uscita di Vannacci: “Vannacci ti ha fottuto. Lui è stato il tuo cavallo di Troia.” (07:33, Cruciani)
3. Il tema della criminalizzazione e la legittimità della protesta
(09:34 – 17:24)
- Vengono discussi i confini tra manifestazione, violenza e repressione statale.
- Polemica su “chi deve andare in galera” tra manifestanti, distinguendo tra chi si limita a protestare e chi aggredisce le forze dell’ordine:
“Per me è una vergogna mischiarsi con quei cialtroni che sono scesi in piazza sabato. Quella non è la sinistra.” (06:09, Cruciani)
- Discussione accesa sui diritti (“gli spazi sociali”) e la gestione poliziesca, con telefonate di ascoltatori critici sia con la sinistra sia con la destra.
4. La legittima difesa e l’uso della forza da parte della Polizia
(24:29 – 47:35)
- Paolo Macchi, rappresentante SIULP, interviene difendendo l’operato della polizia, portando in trasmissione una replica di pistola a dimostrazione delle difficoltà degli agenti nel distinguere le armi reali.
“Quando la polizia pensa troppe volte se estrarre la pistola sta per diventare una vittima.” (44:58, Macchi)
- Dibattito sull’introduzione dello scudo penale per le forze dell’ordine, sulla procedura d’indagine dopo episodi violenti, sulle misure di prevenzione e la paura crescente tra gli agenti.
- Proposte provocatorie: dotare la polizia di nuovi strumenti come idranti “con urticante”, cani, pallottole di gomma e vernice rossa per identificare i violenti.
5. Scontro ideologico e sociale: centri sociali vs. “Italia vera”
(49:54 – 68:17)
- Entra Joe Urso (“Fatturage”), stereotipo dell’imprenditore discotecaro: “Io raderei al suolo tutti i centri sociali e farei discoteche ovunque!” (63:03)
- Violento botta e risposta tra De Rossi (difesa delle attività sociali/culturali di Ascatasuna) e Fatturage (elogio del business, attacco ai “parassiti sociali”).
- Discussione si allarga al lavoro nero, salario minimo, sfruttamento nei locali notturni e alla cultura italiana (“Siamo il paese più analfabeta d’Europa e tu contribuisci a questo schifo.”, 65:51, De Rossi)
6. La questione della repressione e il ruolo dei media
(71:29 – 72:41)
- Ricorrente il tema della stigmatizzazione di frange minoritarie:
“Sguazzate sugli effetti di Ascata-Suna per delle teste di cazzo violente, quando il 95% era lì per cultura e libertà ... Aumenteranno le repressioni, aumenteranno i divieti, più potere alle forze dell’ordine, il mondo di Cruciani si sta esaurendo” (71:31, Ascoltatore)
- Cruciani ribadisce il proprio sostegno alle forze dell’ordine: “Quel poliziotto è lo Stato, è un proletario.” (72:41, Parenzo)
7. Grande chiusura con Bompiani: complotti, infiltrati e democrazia
(84:30 – 95:48)
- Ginevra Bompiani, ospite telefonica, rilancia la teoria delle infiltrazioni alla manifestazione di Torino e critica la propaganda politica:
“Fanno molto comodo generalmente alle forze, al governo... e anche i giornali ci marciano.” (86:05, Bompiani) “Secondo me era una cosa dimostrativa. Non volevano ammazzare il poliziotto” (87:45, Bompiani)
- Parenzo e Cruciani incalzano Bompiani sulle “verità ufficiali”, la visita della Meloni ai poliziotti feriti (“Era tutto organizzato per la propaganda”), e la paura di una svolta autoritaria.
- Bompiani: “La legge può essere anche sbagliata… ogni giorno siamo su una strada a senso unico verso la dittatura.” (91:48, Bompiani)
Notable Quotes e Momenti Memorabili
- Cruciani (02:23): “Mamma mia che casino, gente che urla, insulti, minacce, pistoleri. Avanti così, è questo che ci piace a noi. Avanti tutta.”
- Parenzo (03:20): “C’è un poliziotto per terra picchiato col martello, e il problema è il governo autoritario? Pazzesco.”
- Paolo Macchi (44:58): “Quando la polizia pensa troppe volte se estrarre la pistola sta per diventare una vittima.”
- Clizia De Rossi (52:12): “Se passasse questo cazzo di scudo penale, questi qui che ammazzano la gente ormai a casaccio tipo America, i poliziotti!”
- Ospite Joe Urso “Fatturage” (63:03): “Io la raderei al suolo tutti i centri sociali, farei una discoteca… bisogna scendere, i cecchini ci vogliono, tutti a terra devono essere, tutti a terra.”
- Ascoltatore (71:31): “Sguazzate sugli effetti di Ascata-Suna per delle teste di cazzo violente, quando il 95% era lì per cultura e libertà.”
- Ginevra Bompiani (86:05): “Fanno molto comodo generalmente alle forze, al governo... e anche i giornali ci marciano.”
- Clizia De Rossi/Cruciani (83:10): Battute sui piedi e “plus” anatomici – classici momenti di ironia zanzarosa.
Timestamps Selezionati per Segmenti Importanti
- 00:26 – Inizio escalation verbale con primo ascoltatore
- 03:20 – Parenzo sull’assurdità dello spostamento di attenzione dalla violenza sulla polizia all’autoritarismo governativo
- 06:09 – Cruciani sulle “vergogne” della sinistra nel manifestare con estremisti
- 24:50 – Paolo Macchi mostra la pistola giocattolo in TV: “Guardatela bene… pensate se fosse uno spacciatore in un bosco di notte.”
- 44:58 – Macchi difende l’uso delle armi da parte della polizia
- 52:12 – Clizia De Rossi contro lo scudo penale per i poliziotti
- 63:03 – Intervento di Joe Urso (“Fatturage”), “raderei al suolo i centri sociali”
- 71:31 – Ascoltatore: “Sguazzate sugli effetti di Ascata-Suna...”
- 84:30–95:48 – Telefonata con Ginevra Bompiani, posizioni sulle infiltrazioni e la “strada verso la dittatura”
Tono e Linguaggio
Il tono è quello tipico di "La Zanzara": diretto, spesso volgare, senza tabù, con molti intermezzi ironici, battute, insulti e provocazioni reciproche anche tra conduttori e ospiti. Il linguaggio è crudo e realistico, senza censure, con spostamenti rapidi tra temi politici, sociali e costume.
Conclusioni
La puntata riflette perfettamente l’arena caotica di La Zanzara: la discussione sugli scontri di Torino e Ascatasuna diventa occasione per rinfocolare il dibattito eterno fra ordine e ribellione, legalità e diritto alla protesta, establishment e contropotere. Contestazioni, invettive, ironia nera e momenti surreali (feticismo dei piedi incluso) rendono il flusso incalzante e caotico, offrendo uno spaccato sincero – e spietato – dell’Italia senza filtri.
Per chi vuole approfondire:
- Caos e insulti tra ascoltatori e conduttori: 00:26 – 02:23
- Analisi politica e sociale degli scontri: 02:36 – 17:24
- Uso della forza e dibattito con il SIULP: 24:50 – 47:35
- Scontro sulla legittimità di centri sociali, “Italia vera” e lavoro nero: 49:54 – 68:17
- Lo scontro finale con Ginevra Bompiani sulle “infiltrazioni” e la deriva autoritaria: 84:30 – 95:48
