La Zanzara – Episodio del 3 marzo 2026 (Radio 24)
Conducono: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Ospiti ricorrenti: Clizia Incorvaia, Savino Balzano, Simone Carabella, Massimo Pepicello, Edward Luttwak, “Maschio 100%” (Salvatore Marino)
Tema principale: Attualità senza censura: guerra in Medio Oriente, polemiche politiche italiane, sicurezza, società senza tabù.
Episodio in Breve
La puntata del 3 marzo 2026 di “La Zanzara” mantiene fede alla sua fama di arena fuori dal politicamente corretto, mettendo in scena uno scontro acceso e a tratti surreale tra i conduttori, ospiti e ascoltatori su alcuni tra i temi più divisivi e scottanti dell’attualità italiana e internazionale. La tensione è palpabile: guerra in Medio Oriente, Crosetto, questioni legate a sicurezza urbana, polemiche sulla sinistra e la destra, le condizioni abitative nelle città italiane, diritti civili, femminismo e pure il ritorno delle polemiche sull’identità di genere.
Principali Temi e Discussioni
1. Prostituzione legale e provocazioni a tema sessuale
[00:13-01:10]
- Parenzo racconta un vecchio tentativo di aprire la prima casa di prostituzione comunale in Italia. Si intrecciano battute sfrontate e provocazioni con Clizia Incorvaia (“Perché non l’apre a casa sua?”) in un crescendo di ironia.
- Ironia giocata sia sulle norme sia sulla morale pubblica: emerge la volontà della trasmissione di forzare limiti e tabù.
2. Polemica sulla politica internazionale e le doppie morali occidentali
[01:18-02:20]
- Acceso scontro verbale su Kamenei, l’Iran, le responsabilità di paesi e leaders.
- Insulti e sarcasmo volando bassissimo:
- Clizia: “Ti piace Kamenei? Sei un fan di Kamenei?”
- Parenzo: “Gli italiani si possono liberare da soli, pezzo di merda!”
- Cruciani: “È cambiato il clima. Ma una parola su Crosetto la vuoi dire o no? Servo del cazzo.”
- La trasmissione si conferma senza censure e decostruisce ogni diplomazia: il conflitto verbale serve da spettacolo e anche da specchio delle polarizzazioni contemporanee.
3. Manifestazioni e simboli estremi: la “decapitazione” di Meloni
[03:06-04:50]
- Clizia denuncia un episodio accaduto in un centro sociale di Reggio Emilia, dove è stata rappresentata una ghigliottina con la testa della Meloni (“La testa della Meloni decapitata! Ma la cosa più incredibile, non è questa oscenità, … hanno fatto un papiello di giustificazioni”).
- Discussione parallela sugli inseguimenti di polizia e la legittimità dello “speronamento”.
4. Caso Crosetto: viaggio a Dubai e polemiche sulla spesa pubblica
[06:09-08:39]
- Clizia difende il ministro Crosetto, criticando la sinistra per accusarlo anche quando paga di tasca propria (“Rimproveriamo sempre i politici perché spendono troppo, quando uno paga di tasca sua gli diciamo no ma c’è lo Stato…”).
- Cruciani: “Avrebbe dovuto portare pure la famiglia: sono anche loro parte della protezione dello Stato.”
- Paralleli tra attacchi politici e polemiche spesso strumentali.
5. Guerra in Medio Oriente, Iran-Israele, bombe e vittime civili
[08:42-19:00, 43:00-46:00]
- Cruciani e Clizia si confrontano sugli attacchi israeliani, le vittime (in particolare una scuola colpita con 180 bambine morte), il ruolo degli alleati occidentali, il senso delle vittime “collaterali”.
- Ironia e sarcasmo da entrambe le parti, con Cruciani schierato pro-Israele (“Un paese di 9 milioni di abitanti sta risolvendo il problema del Medio Oriente.”, 16:15) e Parenzo/parzialmente Clizia più scettici sulle ragioni belliche occidentali.
- Quote significativa
- Clizia: “Cowboy della guerra! Perché non vi sfidate a duello tra di voi e non ci lasciate in pace?” [11:12]
- Cruciani: “Quando i gerarchi nazisti venivano bombardati. Gli alleati esultavano o no?” [24:47]
6. Social, TikTok e info drop
[13:46-16:05]
- Disillusione sul livello del dibattito online:
- Clizia: “TikTok è stata la più straordinaria scoperta degli ultimi anni. … Il TikTok è un’idiozia di fondo.”
- Cruciani: “È un analfabetismo di ritorno.” [14:16]
- Invito a informarsi su pluralità di fonti, anche se la realtà sembra essersi spostata sullo “scroll” e sull’informazione mordi e fuggi.
7. Sicurezza urbana, inseguimenti, Rom e “giustizia fai da te”
[17:13-18:33; 64:23-66:46]
- Viene raccontata la testimonianza di un cittadino che per cacciare dei Rom occupanti avrebbe dato fuoco attorno alla casa.
- Cruciani: “No, ma certo che gli do torto. È di una gravità inaudita.”
- Clizia: “Evidentemente non potevano fare niente. Ha scavato un fosso. Non è che li ha bruciati.”
- Forte tensione tra “comprensione” dell’esasperazione, condanna del gesto e amara constatazione del fallimento dello Stato.
8. Il caso delle micro-case in affitto
[67:00-76:00]
- Ospite Massimo Pepicello, famoso investitore immobiliare, illustra il business dell’affitto di “micro-case” di 2-6 metri quadri a prezzi elevatissimi.
- Rxcrivania surreale e grottesca (“900 euro al mese per due metri quadri”) tra incredulità e inorridimento:
- Cruciani: “900 euro al mese a Milano?” [69:46]
- Pepicello: “C’è chi mi ringrazia ancora!” [71:12]
- Parenzo e Balzano denunciano la situazione come socialmente criminale e spesso “illegalità”.
- Clizia difende, ironicamente, il “mercato”.
9. Diritti civili, femminismo, transfobia e provocazioni sull’identità di genere
[44:46-61:43]
- Discussioni sulfuree su attualità femminista, dibattiti sull’uso di oggetti medicali, discriminazione, sessualizzazione delle donne in TV.
- Scontro acceso con Simone Carabella sul tema trans (“Ma lei è un uomo, se c’è il pisello è un uomo”).
- Clizia incalza: “Questa è transfobia tesoro. Certo che è transfobia…”
10. Edward Luttwak sull’attacco in Iran, la sinistra italiana e la questione dei “bambini vittime”
[77:09-83:08]
- Luttwak: “Quando c’è una guerra muoiono vecchi, donne, uomini e anche bambini. … Ma i numeri sono molto piccoli.”
- Polemica sulle posizioni filoiraniane di parte della sinistra italiana, critica feroce dei manifestanti italiani (“dovrebbero essere trattati come vandali”).
- Attacca Di Battista e il generale Vannacci per il presunto spirito arrendevole delle élite italiane.
11. La “zona franca” di opinione: la destra, l’antisemitismo, la decadenza della discussione pubblica
[88:20-95:50]
- In collegamento Salvatore Marino, “Maschio 100%”, emblema della destra anti-sionista e maschilista, dichiaratamente filoiraniano e pro-Putin.
- Cruciani lo apostrofa senza mezzi termini (“100% idiota”), ma la discussione serve a mostrare come La Zanzara scelga di dare voce anche a posizioni estremiste, dal femminismo radicale al maschilismo cristiano tout-court.
Momenti Notevoli e Citazioni
-
Clizia (su Crosetto e i politici sotto attacco):
“Quando ce n’è uno che paga di tasca sua gli diciamo no, ma c’è lo Stato, c’è la sicurezza nazionale, tu sei un ministro.” [06:09]
-
Cruciani (sul centro sociale e la Meloni):
“La testa della Meloni decapitata! Ma la cosa più incredibile, non è questa oscenità, naturalmente… è la spiegazione: ci hanno fatto invece di dire ‘scusateci’, un papiello di giustificazioni.” [03:06]
-
Luttwak
“Quando gli alleati hanno distrutto la Germania nazista, bombardando … non avevano un metodo per uccidere solo nazisti.” [78:56]
-
Parenzo (sull’informazione banale):
“TikTok? Io credo che TikTok sia stata la più straordinaria scoperta degli ultimi anni. … Il TikTok è un’idiozia di fondo.” [13:46]
-
Cruciani (sul ruolo dei media):
"Io guardo lui e Cicalone! … Tu guardami! E io uscirò da quell’ora in quella lì! … Io guardo Giordano! Mi appenero guardando Giordano!" [57:54]
-
Simone Carabella
“Non sono attratto ma non mi fa alcun effetto. … A me piace la patatina.” [60:23]
– Avviando il siparietto provocatorio e polemico sui diritti e identità di genere.
Timestamps Selezionati
- [03:06] Ghigliottina con testa della Meloni
- [06:09] Difesa e attacco su Crosetto
- [11:12] Clizia: “Sparatevi tra di voi, cowboy della guerra!”
- [14:16] Critica feroce a TikTok e info drop
- [16:15] Cruciani: “Il mondo dirà grazie a Israele.”
- [17:13 & 64:37] Racconto del cittadino che minaccia con il fuoco i Rom
- [24:47] Cruciani: “Quando i gerarchi nazisti venivano bombardati…”
- [43:00] Discussione sugli effetti collaterali della guerra
- [64:23-66:46] Secondo caso della casa incendiata contro i Rom
- [67:00-76:00] Intervista a Massimo Pepicello, micro-case
- [77:09] Edward Luttwak, guerra in Iran
- [88:20] Collegamento con “Maschio 100%"
Tono, Linguaggio e Stile
- Estremo, crudo, politicamente scorretto, sempre sopra le righe.
- Il conflitto verbale è elemento centrale.
- Linguaggio diretto, pieno di provocazioni e insulti tra i conduttori e contro gli ospiti e le categorie oggetto delle discussioni.
- L’ironia serve sia a stemperare che ad alzare i toni.
- Celebre disponibilità a ospitare “vecchi nemici del politicamente corretto” (ad es. rappresentanti di Casa Pound, “Maschio 100%”, etc.)
Conclusione
L’episodio conferma il format unico de La Zanzara: una “zona franca” priva di filtri, una palestra dell’esagerazione in cui i grandi temi (guerra, sicurezza, crisi sociale, identità, mercato immobiliare, femminismo e “maschilismo”) vengono affrontati senza timori di oltraggiare le sensibilità ascoltando (quasi) chiunque. La puntata alterna caos, satira feroce, momenti grotteschi, rabbia e ironia, tra notizie di cronaca e questioni valoriali. Un format che non lascia mai indifferenti.
Chi non ha ascoltato la puntata troverà in questa sintesi una fedele panoramica delle atmosfere, dei colpi di scena verbali, degli scontri e delle tematiche che fanno de “La Zanzara” un vero fenomeno-caso del racconto dell’Italia contemporanea.