La Zanzara del 3 novembre 2025 – Puntata Ricca di Polemiche, Scontri e Black Humor
Episodio in Sintesi
Nell’irriverente arena di La Zanzara, Giuseppe Cruciani e David Parenzo, affiancati da ospiti e ascoltatori spesso scatenati, affrontano l’attualità italiana (e non solo) senza filtri: dai cori fascisti e la polemica sull’apertura di fascicoli giudiziari, al politicamente corretto, alla legge sul consenso sessuale, dal blocco sui siti porno a dibattiti accesi su omosessualità, famiglie arcobaleno e sicurezza a Milano. Ne nasce il consueto mix di sarcasmo tagliente, scontri verbali, satira e sprazzi di riflessione.
Temi e Discussioni Principali
1. Cori fascisti, fascismo e libertà di espressione
- L’apertura di un fascicolo giudiziario per i cori fascisti nella sede di Fratelli d’Italia a Parma scatena l’indignazione e il sarcasmo dei conduttori, che minimizzano l’episodio stigmatizzando però l’attenzione giudiziaria e mediatica.
- “Dobbiamo affidare a un tribunale le gesta di quattro imbecilli, dai, dai, dai.” (Cruciani, 05:29)
- Parenzo ribadisce il suo antirussismo (“quel figlio di puttana di Putin”, 05:48), rilanciando che la libertà va difesa senza censure.
- La trasmissione si trasforma in un’escalation tra accuse di fascismo, richiami storici e sarcasmo sulle derive “apologetiche” o sulle ossessioni antifasciste.
- Ospiti e ascoltatori si accusano a vicenda di essere “fascisti” o “coglioni”, generando una catena grottesca di “Sei fascista/Non lo sono/Chi lo dice?/Chi dovrebbe dirlo?” (23:37-24:19).
- Bernardini De Pace, ospite, liquida la polemica sui giovani nostalgici come “follia pura, ridicola. È tutta colpa nostra della scuola, delle istituzioni, dei genitori.” (35:56)
- Satira sull’antifascismo: alcuni vedono nell’antifascismo la vera causa della sopravvivenza dei fascisti (“L’antifascismo è la causa per cui ci sono i fascisti”, Francesco da Roma, 41:19).
- Il tema ritorna con entusiasmo anche negli interventi degli ascoltatori (“fascista, camerata, camicia nera”, Gianluca da Ostia, 80:59), che si rivendicano o derubricano il saluto romano come folklore.
2. Russia, Ucraina e commenti politici
- Il crollo di un palazzo a Roma è oggetto di sarcasmo antirusso: si cita la portavoce del ministro degli Esteri russo, Zakarova, che ironizza sui “crolli” italiani come punizione per l’aiuto all’Ucraina.
- “L’ambasciatore va preso e buttato fuori a calci nel culo. Questa è la sentenza.” (Cruciani, 08:19)
- Particolare comicità sull’ossessione di telefonare all’ambasciata russa: botta e risposta ripetuto e quasi surreale (“Chiama! Chiama! Chiama!” 12:09-12:18).
3. Politicamente corretto e nuove leggi sul consenso
- Critiche fortissime alle nuove norme francesi che impongono il consenso esplicito (“una roba ridicola”, Parenzo, 06:15) e ironia amara su un mondo “dove serve l’avvocato per liberare gli ormoni” (Anna Maria Bernardini De Pace, 39:27).
- Tema ripreso nella discussione sulle “battute sessiste”, come il caso del DS del Brindisi.
- “Non si può fare manco una battuta, ma porca troia ragazzi dai!” (Parenzo, 13:37)
4. Identità di genere, famiglia, adozioni omosessuali
- Acceso confronto tra Filip Simatz, Mirko De Carli e altri su famiglia, omosessualità e adozione:
- Simatz difende il diritto alle famiglie arcobaleno: “Io voglio l’amore, non mi interessa. L’umanità della persona è…” (48:20)
- De Carli contrattacca a più riprese: “Ma che mondo è? … Due uomini possono scopare… Gli affetti sono un’altra cosa.” (50:25)
- Tensione altissima, tra accuse (“Sei troppo squillante… mondo di matti!”, De Carli, 49:44) e ironie sui pregiudizi (“peppa piga”, Simatz, 50:16).
- Simatz ribatte sulle ipocrisie delle famiglie etero (“le coppie eterosessuali si fanno le corna e vengono nei boschetti da me”, 51:45).
- Scambio su durata relazioni: “Quella più lunga? Un anno!” (Simatz, 52:37).
5. Blocco dell’accesso ai siti porno e libertà individuale
- Tema caldissimo l’obbligo dello SPID o di strumento analogo dal 12 novembre per consultare i siti porno:
- Parenzo: “Andate a fare in culo. Neanche più le seghe ci fanno fare, sti pezzi di merda.” (54:14)
- Cruciani si mostra più possibilista: “Penso sia giusto mettere dei film vietati ai 18.” (55:05)
- Il pornoattore e gigolò Lucas Peracchi smonta la misura: “È una gran cagata, è un finto limite… già stanno creando black market per comprare video.” (60:54)
- Racconti esilaranti e senza remore sulla vendita di video, appuntamenti come gigolò, richieste surreali di clienti (“ho venduto un video di un piede che accelera a 150 euro!”, Peracchi, 71:42), dubbi morali (“se lo vendo vuol dire che c’è chi compra”, 65:16) e reazioni dalla morale più tradizionalista (“chiamerei il trattamento sanitario obbligatorio per uno così”, De Carli, 71:50).
- L’impatto del proibizionismo e le ironie sulle “pugnette” (62:35-62:47).
6. Sicurezza, criminalità e il caso Milano
- Ospite la socialite Gwendalina Canessa, autrice di uno sfogo virale sulla microcriminalità milanese.
- “Vivo in una città dove non sono tranquilla… a Milano oggi non ti puoi mettere niente, se non uno swatch del cazzo.” (Canessa, 83:29)
- Cruciani la liquida: “Se pensa davvero che siamo in Sudafrica… si prenda una guardia del corpo e non rompa i coglioni.” (86:23)
- La discussione si accende sul senso di insicurezza, il valore di certi allarmi e la critica all’ostentazione del lusso (“uno ha un orologio da 18 mila euro al polso, benissimo, ma almeno non rompa i coglioni dicendo che la città è invivibile.”, Cruciani, 90:03).
7. Ospiti fissi e folklore da Zanzara
- Dialoghi surreali, autoironia e black humor costanti. Da sottolineare:
- Botta e risposta con ascoltatori che usano toni sempre borderline (“Qua bisogna avere il cazzo 25 centimetri nudo.”, Giuseppe da Palermo, 29:25)
- La regia come “soggetto politico”, “libera” e “in ribellione”, con running joke annessi.
- Ruoli e personaggi della trasmissione (Lucas Peracchi pornoattore, Filip Simatz “baraccona” autoreferenziale, Mirko De Carli “ultracattolico” spesso sbertucciato).
Momenti e Citazioni Notevoli
-
Surreale botta e risposta sugli “imbecilli fascisti” e la saturazione dell’agenda mediatica:
“Dobbiamo affidare a un tribunale le gesta di quattro imbecilli… Sapete che io sono per la libertà di espressione la più ampia in assoluto…”
(Cruciani, 05:29) -
Antirussismo sopra le righe:
“Parenzo è contro… quel figlio di puttana di Putin, quel pezzo di M, quel dittatore di Putin.”
(05:48) -
Politicamente corretto e nuova legge sul consenso:
“Ci costringerà a portarci l’avvocato dietro! Porca troia! Stanno trasformando questo mondo in un mondo di merda.”
(Parenzo, 06:15) -
Bernardini De Pace sulla polemica fascista e antifascista:
“È follia pura, follia pura. Di quattro coglioni di ragazzi che fanno ancora i nostalgici, che non sanno assolutamente che cos’è stato il fascismo…”
(35:56) -
Battaglie su omosessualità e adozioni (scontro De Carli–Simatz):
“Cosa vuole provare? … L’amore è quello!”
(De Carli, 52:58)
“Io ti sto dicendo che le famiglie tanto eterosessuali, prima di tutto, fanno un sacco di divorzi…”
(Simatz, 52:13) -
Sul blocco ai siti porno:
“Se le vendo c’è qualcuno che le compra.”
(Peracchi, 65:16)
“Io le pippe le vendo anche”.
(Peracchi, 64:16) -
Cruciani liquidatore sulla sicurezza a Milano:
“Uno ha un orologio da 18 mila euro al polso, benissimo, ma almeno non rompa i coglioni dicendo che la città è invivibile.”
(90:03)
Timestamps Segmento per Segmento
- [01:05] Gara alle teorie cospirazioniste, Luna
- [02:41] L’indifferenza alla guerra, ritratti di provincia
- [05:29 – 07:21] Cori fascisti, indagini, crisi Italia-Russia
- [09:43 – 10:55] Satira sulle rivolte interne, chiamate all’ambasciata russa (siparietto “Chiama! Chiama!” 12:09-12:18)
- [13:37 – 14:51] Battute sessiste e politicamente corretto
- [17:11 – 19:09] Fascismo, continuità storiche, paure per la sicurezza
- [23:37 – 24:19] Loop comico su “Chi lo dovrebbe dire?” sul fascismo
- [34:19 – 40:39] Anna Maria Bernardini De Pace e l’assurdità delle leggi sul consenso, rapporti uomo-donna.
- [41:19 – 53:43] Famiglie arcobaleno, polemiche su omosessualità e adozione, scontri feroci tra ospiti.
- [54:14 – 66:57] Blocco siti porno, libertà individuali, porno-attori, economia del sesso online, polemiche morali.
- [83:29 – 90:03] Caso Gwendalina Canessa, sicurezza/insicurezza a Milano, lusso e realtà cittadina.
Tono e Linguaggio
- Diretto, spesso volgare, senza peli sulla lingua, ironico e a tratti grottesco.
- Forte alternanza tra ironia pungente e vera indignazione (più teatrale che reale).
- Dialoghi serrati, battute, provocazioni intenzionali e polemica costante.
Per chi non ha ascoltato
La Zanzara di oggi è un mosaico della società italiana tra paure, tabù, moralismi e il consueto sberleffo dei suoi conduttori. Cori fascisti e antifascismo, blocchi ai siti porno, diritto alla famiglia per tutti, sicurezza nelle città: ognuno porta la propria verità, nessuno si risparmia epiteti o provocazioni spesso sopra le righe. Il tutto in un clima di surreale comicità e cattiveria, senza mai (quasi mai) prendere nulla troppo sul serio.
Extra: Segmenti Memorabili
- “Studiare! Studiare!” – La serie di ripetizioni per zittire un ascoltatore ignorante sulle categorie del fascismo ([26:19–26:34])
- “Io ho nostalgia della democrazia cristiana.” – (Cruciani, 45:13)
- “È una baraccona!” – (Cruciani, 45:19, rivolto a Simatz)
- “Io le pippe le vendo anche, me le pagano.” – (Peracchi, 64:16)
- “Chiama! Chiama! Chiama!” – (Ripetizione collettiva da studio e ascoltatori, 12:09–12:18)
- “Voglio parlare con l’ambasciata russa!” – (12:04)
Una puntata che, tra gag, battibecchi, provocazioni e momenti sopra le righe, mette a nudo timori e tic della società italiana. Così la Zanzara continua a essere non un semplice programma radiofonico, ma un prisma rissoso e grottesco del Paese reale.
