La Zanzara – Puntata del 4 febbraio 2026
Podcast: La Zanzara
Conduttori: Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo (Radio 24)
Data: 4 febbraio 2026
Tema principale:
Una puntata turbolenta e senza filtri de "La Zanzara", che attraversa con stile pungente e provocatorio gli argomenti caldi della politica e società italiana: dallo scontro Salvini-Vannacci alle questioni sui movimenti di piazza, la polizia, l’integrazione, il razzismo, la remigrazione, e i temi transgender. Il tutto condito da scontri tra ospiti, ascoltatori e conduttori, nel classico spirito della “zona franca” del programma.
Indice degli Argomenti
- Spaccature nella destra: Il "divorzio" Salvini-Vannacci
- Politica della sicurezza e gestione delle manifestazioni
- Remigrazione, razzismo e identità italiana
- "Test di Vannaccismo": identità e contraddizioni
- Intervento di Elvira Michela Leone: storia di una ragazza trans
- Provocazioni tra ascoltatori, polemiche e battute
- Discussione sui diritti civili (famiglia, adozioni, droghe, aborto)
- Momenti memorabili e citazioni
Spaccatura nella Destra: Salvini vs. Vannacci
Cruciani e Parenzo aprono la puntata commentando il grande tema dell’attualità politica: la frattura tra Matteo Salvini (leader della Lega) e il generale Roberto Vannacci, “tradimenti” percepiti e scismi a destra.
- Parenzo: “Io non sto né con Salvini, né con Vannacci. Sto con le mie idee. Alcune idee di Vannacci le condivido, altre no, stesso con Salvini” (03:46).
- Cruciani incalza ironicamente Parenzo sulle sue "simpatìe di destra" e sull'ormai storica equidistanza da tutto: “Quindi starai da lunedì a mercoledì con papà Vannacci e da giovedì a sabato con papà Salvini...” (10:10).
- Ospiti e ascoltatori evidenziano la polarizzazione e la confusione nell’elettorato: “Ragazzi, ormai anche Parenzo è diventato fascista, un autoritario” (01:45).
Frasi chiave:
- “Basta con questo stranuto, imbecili della regia del cazzo.” – Cruciani (10:03)
- “Questo non è un governo di fascisti in alcun modo.” – Cruciani (01:54)
Politica della Sicurezza e Manifestazioni: tra repressione e ipocrisie
La puntata torna più volte su Torino, le recenti manifestazioni, la reazione della polizia, l’opinione pubblica e le accuse di eccesso repressivo.
- Parenzo si scaglia contro la “mistificazione della sinistra”: “I ragazzi di oggi studiano e si fanno un culo così, non vanno in piazza a rompere i coglioni alla polizia” (05:02).
- Scontro sul tema “prevenzione o rastrellamenti”: la polizia è accusata di troppo interventismo, ma anche di lassismo, a seconda della convenienza politica del momento (06:28).
- Critiche esplicite alla spettacolarizzazione della violenza e alle diverse tolleranze applicate dal governo a seconda che i manifestanti siano di destra o di sinistra (15:02, 15:59, 17:03).
Quote memorabili:
- “Quando la polizia interviene prima a prendere le persone e a metterle in galera, eh no! Prima non si può fare i rastrellamenti! Volete gli interventi prima o volete gli interventi dopo? Decidetevi, sinistri!” – Parenzo (06:15)
- “Manifestazioni democratiche sì, ma non ci si va incappucciati, la polizia dovrebbe sparare proiettili di gomma nelle gambe…” – Ascoltatore (42:50)
Remigrazione, Razzismo e Identità Italiana
Mirko De Carli (Popolo della Famiglia), Modu Gay, Sylvie Lubamba e altri ospiti animano una sezione caldissima sul tema identità nazionale, razzismo, migrazione e “remigrazione”.
- De Carli si schiera esplicitamente per la “remigrazione” degli stranieri condannati penalmente, rilanciando anche proposte estreme (“Io sono a favore di una statua di Mussolini a Predappio come monumento nazionale” – 46:36).
- Modu Gay: “Ci dovrebbero essere i carabinieri qui sotto... quando scende di dirle signore prego, bella lì, ti mettiamo nell'area in cui i non italiani vanno rinchiusi.” (48:33)
- Sylvie Lubamba, showgirl italiana di origini congolesi, si autodefinisce “vannacciana di ferro, fino alla morte”, ma poi alle domande su aborto, adozioni gay, legalizzazione delle droghe, manifesta posizioni molto più progressiste di Vannacci (59:00 – 66:44).
Scambi intensi, spesso sopra le righe:
- “Se noi andiamo al governo con Vannacci, persone come lui verrebbero sostanzialmente cacciate.” – De Carli (51:13)
- “Solo gli stronzi danno il voto a voi.” – Modu Gay (56:47)
- “Se volete la rimigrazione, io sono nata e cresciuta a Firenze, quindi per quale motivo mi dovrebbero mandare in Congo? Io sono italiana.” – Sylvie Lubamba (63:40)
Il “Test di Vannaccismo” – Contraddizioni e paradossi
Grande spazio viene dato al provocatorio “test” per valutare quanto gli ospiti sposino realmente l’agenda durissima alla Vannacci, messa in dubbio dallo stesso Cruciani.
- Lubamba è a favore delle adozioni gay (“Assolutamente sì, dove c’è amore, sì” – 66:00), della legalizzazione della droga leggera e dell’aborto (“Sì, pure” – 66:18), ma anche favorevole al rimpatrio dei delinquenti stranieri.
- Dallo stile surreale e grottesco emerge la difficoltà di etichettare in modo netto le posizioni sugli argomenti sociali più controversi (test fallito di “vannaccismo” – 67:55).
Elvira Michela Leone: la storia di una ragazza trans
Nella seconda parte, si dà voce a Elvira Michela Leone, ventenne, appena tornata da un’operazione di vaginoplastica in Thailandia:
- “Ho tolto l’uccello, mi hanno ricostruito la vagina. A vent’anni, in Thailandia” (75:57).
- Descrive adolescenza, disforia e il percorso d’affermazione: “Non sono stata influenzata da nessuno… la consapevolezza vera e propria è arrivata a 14-15 anni, quando sono iniziati i cambiamenti puberali” (86:55).
- Scontro con Mirko De Carli, che nega la legittimità e la possibilità di provare piacere con una vagina ricostruita: “Quella roba lì non è la cura, quella non è scienza, quelli sono dei matti.” (89:08).
- Elvira: “Io non sono fiera dell’essere trans... L’ho dovuto fare per forza, perché sennò l’opzione era la morte.” (89:42)
Discussione accesa:
- Il dialogo mette a nudo l’opposizione tra il vissuto reale di una persona trans e lo scetticismo/ostilità di una certa destra cattolica.
- Cruciani si mostra più neutrale, spostando la polemica sul versante grottesco e autoironico.
Diritti civili e domande provocatorie
Nel “test di vannaccismo”, Parenzo tocca temi come:
- Famiglie arcobaleno (“I gay formano una famiglia, sì o no?” – 65:46)
- Legalizzazione droghe leggere (“Sì.” – Lubamba, 65:54)
- Adozione gay (“Assolutamente sì, dove c’è amore sì” – 66:00)
- Aborto e diritto all’aborto (“Sì, pure.” – 66:18)
- Musica ironica accompagna i passaggi delle risposte che svelano posizioni spesso progressive degli stessi ospiti presentati come “conservatori”
Momenti memorabili, battute e linguaggio
- Adulta, esplicita, irriverente: la trasmissione si conferma una fucina di provocazioni e turpiloquio, nel rispetto del format.
- Cruciani e Parenzo sbeffeggiano ascoltatori e ospiti, tra ironia, insulti e momenti surreali (“Se uno si vuol fare la figa simmetrica? Ma la mia vita non cambia, anzi peggiora perché discuto di queste cose.” – Cruciani, 95:36).
- Battute su padel, stipendi della polizia, pelletteria della vagina trans, addirittura sulle scelte sessuali degli ospiti.
Citazioni chiave (per argomento e con riferimenti temporali)
Scontro su Salvini/Vannacci:
- “Quindi starai da lunedì a mercoledì con papà Vannacci e da giovedì a sabato con papà Salvini.” – Cruciani (10:10)
- “Ma che cazzo stai?” – Parenzo (13:49)
Polizia, manifestazioni, repressione:
- “Quando la polizia interviene prima a prendere le persone e a metterle in galera...Volete gli interventi prima o volete gli interventi dopo? Decidetevi, sinistri!” – Parenzo (06:15)
- “Manifestazioni democratiche sì, ma non ci si va cappucciati, la polizia dovrebbe sparare proiettili di gomma nelle gambe…” – Ascoltatore (42:50)
Remigrazione, identità, razzismo:
- “Io sono a favore di una statua di Benito Mussolini a Predappio come monumento nazionale.” – De Carli (46:36)
- “Solo gli stronzi danno il voto a voi.” – Modu Gay (56:47)
- “Io sono nata a Firenze, quindi per quale motivo mi dovrebbero mandare in Congo?” – Sylvie Lubamba (63:40)
Diritti civili e contraddizioni:
- “Assolutamente sì, dove c’è amore sì.” – Lubamba (66:00)
- “L’aborto sì o no? Sì, pure.” – Lubamba (66:18)
- “Il test di vannaccismo è fallito miseramente.” – Parenzo (67:55)
Identità transgender e polemiche:
- “Ho tolto l’uccello, mi hanno ricostruito la vagina. A vent’anni, in Thailandia.” – Elvira (75:57)
- “Non sono fiera dell’essere trans... L’ho dovuto fare per forza perché sennò l’opzione era la morte.” – Elvira (89:42)
- “Quella roba lì non è la cura, quella non è scienza, quelli sono dei matti.” – De Carli (89:08)
Satira e autoironia:
- “Se uno si vuol fare la figa simmetrica? Ma la mia vita non cambia, anzi peggiora perché discuto di queste cose.” – Cruciani (95:36)
Alcuni Timestamps notevoli
- 01:45: Ironia su Parenzo che “diventa fascista”
- 05:02 – 06:28: Parenzo contro la “mistificazione della sinistra”
- 10:10 – 13:49: Il “divorzio” Vannacci-Salvini; battute sulla “affidamento condiviso”
- 17:03 – 18:49: Discussione su repressione governativa a geometria variabile
- 42:50: Ascoltatore chiede proiettili di gomma contro i cappucciati
- 46:36: De Carli, la statua a Mussolini
- 59:00 – 66:44: Test di Vannaccismo con Lubamba
- 75:41 – 86:45: Intervista a Elvira Michela Leone, ragazza trans
- 86:45 – 96:43: Scontri su identità di genere, felicità post transizione, battute e insulti
- 95:36: “Se uno si vuole fare la figa simmetrica...”
Tono e Stile
- Estremamente irriverente; linguaggio volgare, diretti, mai politically correct: “Allora, cambia partito. Cambia movimento. No, poi gli stronzi mandano a cagare…”
- Agganci ironici continui, “cazzeggio” misto a polemica informata, con veri momenti di giornalismo d’intrattenimento.
In sintesi
La Zanzara del 4 febbraio 2026 è una puntata vertiginosa che spazia dalla degenerazione del dibattito a destra su Salvini e Vannacci, alla polizia e alla violenza di piazza, alle proposte di remigrazione. Un secondo blocco di fuoco si apre sulle identità minoritarie — neri, stranieri, LGBTQ+ — con battaglie verbali, insultanti ma anche illuminanti per capire le fratture della società italiana. Le storie e i test, tra il serio e il faceto, mostrano tutte le contraddizioni dei nostri tempi. Il tutto, rigorosamente, senza censure.
