La Zanzara – Puntata del 4 marzo 2026
Podcast: La Zanzara – Radio24
Conducono: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Ospiti: Savino Balzano, Davide D’Acomo, Chiara Parolin, Taylor B (escort), ascoltatori
Episodio in breve
La puntata si conferma nella cifra stilistica di “La Zanzara”: dissacrante, sfrontata, spesso sopra le righe, ma sempre un’arena per l’attualità, le opinioni senza filtro e i tabù della società italiana. Si discute di guerre, sicurezza, correttezza politica, dinamiche di genere, linguaggio, prostituzione e “kultura wok”. L’atmosfera è sfidante, costantemente polemica e carica di scambi accesi, alternando ironia feroce, sarcasmo e invettiva pura.
Temi principali e discussione
Attualità internazionale e guerra
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Iran e la successione dell'Ayatollah Khamenei:
- (07:20-11:30) Si ironizza sulla morte dell’Ayatollah e l’inaffidabilità del nuovo successore, giocando sulla precarietà della leadership iraniana.
- Cruciani e D’Acomo ironizzano sulle conseguenze delle guerre ed enfatizzano la complessità del quadro geopolitico.
- “Il mestiere della Iatollah è un mestiere di merda.” – Davide D’Acomo (10:13)
- “Abbiamo fatto un casino per uno che stava praticamente morendo. Un morente. Dai, su.” – Cruciani (08:40)
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Conflitti mediorientali, Israele e Palestina:
- (18:26–22:00; 43:39–44:20) Discussione ruvida sul ruolo degli Stati Uniti, di Hezbollah, sulle reazioni italiane e la percezione del conflitto.
- “L’aggressore e l’aggredito, l’aggressore e l’aggredito, molto bene ragazzi.” – Cruciani (18:45)
- Polemiche sulle reazioni pubbliche alle vittime civili e su presunte ipocrisie mediatiche:
“Non ho mai sentito Di Battista indignarsi quando esplodevano gli autobus a Gerusalemme.” – D’Acomo (19:35)
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Politica, sicurezza, militarizzazione (caso Rogoredo):
- (03:05–03:46; 20:08–20:37; 68:13–69:56) Si rilancia la proposta provocatoria dei militari e dei parà nei quartieri degradati di Milano.
- “Manderei i parà a Rogoredo, i blindati alla stazione Termini fanno ridere.” – Cruciani (03:06)
- Balzano sostiene la militarizzazione come risposta alla percezione d’insicurezza:
“Il generale Vannacci ha perfettamente ragione… abbiamo bisogno dei militari, dei parà al boschetto di Rogoredo.” – Balzano (68:57)
Politicamente corretto, società e linguaggio
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Attacco al “politicamente corretto” e alla “cultura wok”:
- (12:09–13:00; 45:00–47:06) Satira contro il linguaggio inclusivo e la cancel culture; vengono usati esempi su ristoranti con nomi controversi (“Che le Negres”) e il dibattito sulla “permalosità napoletana” (Aldo Cazzullo).
- “Basta con queste inutile permalosità! Anche la cantassero, anche la ballassero in matrimonio della Camorra, sti grandissimi cazzi.” – Cruciani (05:07)
- “Non bisogna arrendersi a questo uoch di merda! Forza!” – Cruciani (46:54)
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Linguaggio di genere e declinazioni femminili:
- (49:13–60:14) Scambio acceso tra l’avvocata Chiara Parolin e la squadra de La Zanzara su “avvocata”, “direttrice” e la necessità (o meno) di declinare i mestieri al femminile.
- “La differenza è che rimarco il fatto che questo mestiere è da tanti anni che lo fanno anche le donne.” – Chiara Parolin (49:28)
- “Avvocata mi fa schifo, avvocatessa, tutte queste fanno orrore la pronuncia.” – Cruciani (49:53)
- Satira sulle forme grammaticali:
“Mi declina al femminile il mestiere del falegname... la falegnama, la chiamiamo?” – Parenzo (59:09)
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Relazioni uomo-donna, consenso e stereotipi:
- (61:30–62:09) Si discute su chi debba chiedere il consenso nel sesso e su una presunta narrazione “passiva” della donna.
- “Una donna può anche lei chiedere il consenso a un uomo?” – Cruciani (62:03)
- (50:04–54:29) Accesa discussione sulla mascolinità tossica, battute “sessiste” in TV (caso Conti), monogamia, e il modo in cui si influenzano i rapporti.
Prostituzione: Lavoro, morale, legalizzazione
- Scontro tra Taylor B (escort) e Chiara Parolin (avvocata, femminista):
- (82:38–98:37) Quasi 15 minuti di feroce confronto dal vivo sul senso della sex work, autodeterminazione, legalizzazione e stigmatizzazione.
- Taylor B rivendica la scelta libera, l’alto guadagno e la sicurezza personale del fare l’escort ad alto livello:
- “Io sono felice, molto felice. Felice di prendere, felice.” – Taylor B (86:16)
- “Mai nella vita (tornerei a guadagnare 1.500 euro al mese). Io spendo a giorno 1.500.” – Taylor B (97:14)
- Parolin respinge la retorica della felicità come autoinganno, rilancia la tesi della prostituzione sistemica come oggettivazione e perpetuazione di violenza sulle donne.
- “Per colpa di persone come lei che rendono il corpo della donna un oggetto, tutti gli uomini sono propensi a pensare che di noi donne potete fare quello che volete.” – Parolin (95:01)
- “Il tuo lavoro umilia le donne.” – Parolin (91:43)
- Si toccano temi: consumismo sessuale, dignità, modelli abolizionisti (alla francese), potere dei clienti, discriminazioni, ma anche autoironia e invettive personali.
- Liti anche su chi siano effettivamente le “vittime” e su legalizzazione/fiscalizzazione del mestiere.
Call-in degli ascoltatori: Sicurezza, Inseguimenti e Polizia
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Inseguimenti e responsabilità delle forze dell’ordine:
- (25:14–34:31) Dibattito acceso tra ascoltatore (Bruno da Roma), Cruciani, Parenzo e altri su rischi, doveri, limiti degli inseguimenti urbani da parte di polizia/carabinieri. Cruciani difende le forze dell’ordine, Parenzo attacca le forzature, fra battute e insulti.
- “La polizia deve essere la polizia!” – Parenzo (22:05)
- “Se non si può inseguire, diamo i tricicli ai carabinieri!” – Balzano (32:12)
- Intervengono anche sulle “stagioni del garantismo”, la criminalità percepita, la legittimità di usare più forza pubblica.
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Sicurezza urbana e criminalità “percepita”
- (77:03-78:51) Alcuni ascoltatori spingono su posizioni “giustizialiste” estreme, chiedendo “carta bianca” alla polizia; i conduttori smorzano o ironizzano, ma non senza polemica sulle fratture sociali e la percezione diffusa di insicurezza urbana.
- “Io sono a favore della sicurezza ma non arrivo a dire che è giusto sparare agli spacciatori.” – Cruciani (77:59)
Satira, autoironia e momenti cult
- Memorabili scambi verbali e sarcasmo a pioggia:
- Chiamate di ascoltatori fuori dagli schemi, insulti in libertà, battute sugli “asse Roma-Berlino”, barzellette sugli ebrei, su Carlo Conti, su Cazzullo, Saldavinci, ecc.
- “Io sono Troia e me ne vanto.” – Taylor B (90:40)
- “Non abbiate paura del wok di merda!” – Cruciani (46:54)
Quote e momenti chiave (con timestamp)
- “Il mestiere della Iatollah è un mestiere di merda.” – Davide D’Acomo (10:13)
- “La differenza è che rimarco il fatto che questo mestiere è da tanti anni che lo fanno anche le donne.” – Chiara Parolin (49:28)
- “Io sono felice, molto felice. Felice di prendere, felice.” – Taylor B (86:16)
- “Per colpa di persone come lei che rendono il corpo della donna un oggetto, tutti gli uomini sono propensi a pensare che di noi donne potete fare quello che volete.” – Chiara Parolin (95:01)
- “Mai nella vita (tornerei a guadagnare 1.500 euro al mese). Io spendo a giorno 1.500.” – Taylor B (97:14)
- “Se non si può inseguire, diamo i tricicli ai carabinieri!” – Savino Balzano (32:12)
- “Non bisogna arrendersi a questo uoch di merda! Forza!” – Cruciani (46:54)
- “Io sono Troia e me ne vanto.” – Taylor B (90:40)
Segmenti importanti con timestamp
- 03:05 – Proposta “Vannacciana” dei militari a Rogoredo
- 10:13 – Satira sull’Ayatollah e sulla leadership iraniana
- 19:05/22:38 – Discussione sul ruolo dei media nel conflitto israelo-palestinese
- 25:14–34:31 – Scontro sulla responsabilità della polizia negli inseguimenti cittadini (Bruno da Roma)
- 49:13–54:29 – Linguaggio di genere, mascolinità tossica, battuta di Carlo Conti, canzoni di Sanremo
- 61:30–62:09 – Discussione sul “consenso” e sulla rappresentazione delle dinamiche di genere
- 68:13–69:56 – Balzano, Cruciani e Vannacci sulla militarizzazione delle periferie
- 82:38–98:37 – Scontro acceso tra escort (Taylor B) e avvocata femminista, legalizzazione, autodeterminazione, statuto morale e sociale della prostituzione
- 95:59–96:34 – Critica ai clienti della prostituzione; proposta di sanzionamento alla francese
- 77:03–78:51 – Polemica su giustizia “privata” e sicurezza pubblica
- 99:04–99:30 – Balzano e Parolin sul ruolo degli immigrati nel lavoro agricolo (“i negri che ti fanno la passata”)
Tono e atmosfera
Il tono della puntata è tipicamente quello de “La Zanzara”: polemico, spudorato, ironico ai limiti della provocazione, con frequenti scambi accesi tra i conduttori e gli ospiti. I temi vengono trattati spesso con sarcasmo e linguaggio molto diretto, intercalato da momenti di satira, invettive colorite, e una forte tendenza a spingere sugli aspetti più controversi per smascherare ipocrisie sociali e politiche. Il coinvolgimento degli ascoltatori aggiunge ulteriore pepe, con interventi sempre sopra le righe.
In sintesi
Puntata densissima e senza censure, in linea con lo stile brutale e senza compromessi de “La Zanzara”. Si affrontano guerre, sicurezza, identità di genere, lavoro sessuale e politicamente corretto con provocazione, ironia e frequenti scontri dialettici—in primo piano la libertà di parola, la satira e la volontà di mettere a nudo, e spesso a soqquadro, i tabù e le contraddizioni della società italiana contemporanea.
