La Zanzara del 8 aprile 2026
Podcast: La Zanzara
Conduttori: Giuseppe Cruciani, David Parenzo
Data: 8 aprile 2026
Durata: (estratto: 00:00-102:06 ca.)
Ospiti e interventi principali: Roberto Ionghi Lavagnini (Barone Nero), Priscilla Salerno, Anna Rita Briganti, ascoltatori vari
Overview — Tema Principale
Questa puntata di "La Zanzara" mantiene il suo stile dissacrante e provocatorio, dando ampio spazio all’attualità senza filtri, alle opinioni degli ascoltatori, e alternando temi di costume (depilazione intima, lavoro nel porno, educazione dei figli) a dibattiti sociali e politici (libertà di parola, immigrazione, remigrazione, rapporti con l’Iran e Israele, fascismo/antifascismo). Il tono è volutamente crudo, irriverente e caustico, con scambio serrato tra i conduttori, ospiti, e ascoltatori, che spesso porta alla polemica aperta e all'esasperazione di posizioni antitetiche senza compromessi.
Temi e Discussioni Principali
1. Limiti del Programma & Spettacolarizzazione (00:00–03:23)
- Depilazione scrotale live in radio
Inizio ironico sulla "spettacolarizzazione" estrema in radio. Cruciani racconta di essersi fatto depilare lo scroto in diretta, elencando altre imprese precedenti "oltre il limite" ("...abbiamo visto gente che beve l’urina, mummificare il conduttore, gente che si è attaccata i pesi ai testicoli... controllo della prostata in diretta." — Cruciani, 01:47) - Parenzo e Cruciani si domandano fin dove ci si può (e ci si deve) spingere con la radio di opinione.
"Qual è il limite di questa trasmissione, quale? Cos'è che devo aspettarmi stasera?"
— Giuseppe Cruciani (02:16)
2. Valori, protocollo e società “bloccata” (03:23–04:00)
- Discussione su una notizia inglese: un impiegato licenziato per aver cercato di fermare un rapinatore, disattendendo il protocollo.
- Parallelo tra eccesso di norme/protocolli e la perdita di spirito di iniziativa/libertà.
3. Libertà di parola e la “censura” su Kanye West (04:00–11:15)
- Polemica sulla possibilità di far esibire Kanye West a Reggio Emilia nonostante le sue posizioni controverse.
- Cruciani difende il principio della libertà di espressione, anche per idee sgradite o “estreme”.
- Parenzo, più cauto, ritiene che la presenza fisica di protesta debba essere legittima (“ci sia diritto a un sit-in o almeno a dei fischi”, 07:37), ma richiama i limiti dettati dalla legge italiana sull’incitamento all’odio razziale.
“Confutiamole, combattiamole! ... anche le posizioni più estreme sulla remigrazione devono avere il loro spazio.”
— Cruciani (04:00–04:12)
“Io come sono un libertario liberale, dico certo. Venga pure. Ma ci sia il diritto di almeno un fischietto, almeno un sit-in.”
— David Parenzo (07:37)
4. Temi politici, migranti e antifascismo (11:15–18:52)
- Discussione sull’uso strumentale dell’antifascismo, censura e diritto di parola anche per movimenti estremi.
- Frequenti ironie sulle “operazioni” censorie di ANPI e su "chi decide" chi può parlare.
- Divergenza netta Parenzo-Cruciani su legge, limiti, e diritto all’opinione provocatoria.
5. Parentesi sulla privacy e i casi di tradimento/trust pubblico (15:07–16:59)
- Discussione acceso su Min. Piantedosi e presunta relazione privata:
Diritto al privato vs. dovere di esemplarità pubblica. - Cruciani difende il diritto alla vita privata dei politici (“Potrà scopare un ministro? ... Libertà di Piantedosi!”).
“Potrà scopare un ministro? Potrà trombare un ministro?... Libertà di Piantedosi, di tirarlo fuori, come ha detto qualcuno. Perché non lo può cacciare fuori?”
— Giuseppe Cruciani (15:07)
6. Conflitto Israele-Iran e la retorica su Sparta, Meloni & fascismo (17:00–19:00)
- Si cita il parallelo fra retorica spartana in Fratelli d’Italia/Israele e il razzismo hitleriano — con critica al professore che proponeva simili analogie storiche.
- Tono sarcastico sugli eccessi del “contro-memoria” antifascista.
7. Teorie del complotto, sionismo, massoneria (28:00–41:00)
- Diverse telefonate da ascoltatori complottisti:
Accuse a “sionisti”, “massoneria di New York”, riferimenti a Sabbatai Zevi, a Kunshner e al club B’nai B’rith come “burattinai mondiali”. - Parenzo risponde con ironia e indignazione (“È del 1626, brutto strozzo!” – Parenzo 29:56).
- Il tutto si trasforma in una gara di insulti-surreali (“Ma tu ti rendi così?”, ripetuto ossessivamente tra conduttori e ascoltatore).
8. Effetti della giustizia e (in)giustizia sociale (38:20–40:22)
- Cruciani racconta il caso del macellaio di Reggio Calabria, condannato per aver accoltellato ladri in casa; polemizza contro una giustizia “cieca” incapace di distinguere tra autodifesa ed eccesso volontario.
- Parenzo sottolinea la deriva di alcuni ascoltatori che ragionano solo in termini di complotto o giustizia “fai-da-te”.
9. Remigrazione, razzismo, test Vannacciano con Barone Nero (49:43–63:51)
- Lungo confronto con Roberto Ionghi Lavagnini ("Barone Nero"), esponente dell’ultradestra, che sostiene apertamente:
- Regimi autocratici (Iran come modello di uomo forte)
- La “remigrazione” (espulsione degli immigrati, anche non colpevoli)
- Contrarietà ai matrimoni misti; glorifica la "separazione delle razze"
- No agli stessi diritti per le famiglie gay, contro le adozioni omosessuali, contro l’aborto, contro la legalizzazione della droga
- Ironizza sulla "decima massa" nelle scuole
- Cruciani lo sottopone a un ironico "test di Vannaccismo", rivelando la coerenza estrema (e preoccupante) delle posizioni del Barone.
“C’è bisogno di una persona autorevole che si assuma sulle sue porti spalle da paracadutista l’onere di difendere gli interessi del popolo italiano.”
— Roberto Ionghi Lavagnini, Barone Nero (51:31)
10. Diritto di replica agli “indecenti”, antifascismo e ritorsioni verbali (58:04–62:21)
- Scontro tra ascoltatori di sinistra e Barone Nero: proposte di “ghettizzare”, umiliare, incarcerare i fascisti (in risposta speculare alle idee di “remigrazione”).
- Dura polemica tra Parenzo, Barone Nero e utenti sulle figure storiche, con numerose provocazioni (es. su Kappler, decima massa, etc.).
11. Scontri personali e surreali tra ascoltatori e Barone Nero/Cruciani (66:58–67:43)
- Scambi di insulti ripetuti e reiterati (“Stai zitto, retardato...”, “Ma vattene a fare una cagata...”), tipici delle telefonate-giostra de La Zanzara, che testimoniano il clima da arena radiofonica.
12. Segmento "immigrazione", la vicenda “Mimmo Blades” e riso/pollo in California (67:43–73:24)
- Discussione sulla “remigrazione” e la situazione degli immigrati nei CPR.
- Intervento di Mimmo Blades, ex spacciatore, attualmente in un centro di permanenza per rimpatri, che lamenta la mancanza di possibilità (“Se esco e mi danno i documenti, lascio lo spaccio... convincerò tutti i miei negri di lasciare lo spaccio,” — Mimmo Blades 70:37).
- Il Barone Nero insiste che “ha avuto tutte le possibilità e adesso deve tornare a casa sua."
- Dibattito sul ruolo degli immigrati nei lavori nei campi, ruolo degli italiani e colpa dello Stato.
13. Focus “scrotale” e autoironia (74:19–76:49)
- Cruciani risponde ironicamente alle domande degli ascoltatori su eventuali pruriti post-depilazione dei genitali ("Mi prude da morire in queste prime ore!” — Cruciani, 75:31).
- Ammessa la componente di “relax” e leggerezza rispetto ai temi pesanti restanti.
14. Porno, figli ed etica: Priscilla Salerno vs Anna Rita Briganti (79:31–96:12)
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Incontro/scontro tra Priscilla Salerno (pornostar) e Anna Rita Briganti (giornalista/scrittrice)
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Priscilla critica:
- La “tassa etica” imposta alle lavoratrici del porno (“Io non posso spogliarmi per lo Stato... Dovremmo camminare su delle strade d’oro.” — Priscilla, 93:07)
- Gli stereotipi: “Il cane è più educato dei bambini”, rivendica la scelta di non aver figli perché fare la porno star sarebbe incompatibile (bullismo verso il figlio).
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Briganti ribatte sulla mancanza di “dignità” e sostiene che “non è un lavoro vero”.
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Dibattito acceso su:
- Il valore e la legittimità del lavoro pornografico
- Se ha senso una tassa etica
- Se sia un lavoro che “rovina la società” o invece crea ricchezza ed occupazione
“Ci vuole la passione, ci vuole l’amore per il cazzo, l’amore per il sesso.”
— Priscilla Salerno (101:31)
15. Sesso e consenso: il tema della sottomissione e del rough sex (97:07–100:27)
- Anna Rita Briganti definisce il “blowjob” come “atto di sottomissione” e lo strangolamento nel sesso come “violenza, anche con consenso”.
- Priscilla ribatte: “È bellissimo... sono io più forte dell’uomo e io mi eccito da morire.”
- La discussione si incendia sul ruolo del consenso nel sesso estremo, e il confine tra autodeterminazione e violenza.
16. Riflessioni finali e leggerezza (100:27–102:06)
- Chiusura in stile tipico Zanzara: libertà di ridere, ironizzare su tutto e nessun tabù o autocensura.
- Come sempre, la trasmissione invita all’ascolto “per sbellicarsi” ma anche per riflettere nei non-detti.
Citazioni Memorabili (con timestamp)
“Qual è il limite di questa trasmissione, quale? Cos'è che devo aspettarmi stasera?”
— Giuseppe Cruciani (02:16)
“Confutiamole, combattiamole! ... anche le posizioni più estreme sulla remigrazione devono avere il loro spazio.”
— Giuseppe Cruciani (04:00–04:12)
“Ci sia il diritto di almeno un fischietto, almeno un sit-in.”
— David Parenzo (07:37)
“Potrà scopare un ministro?... Libertà di Piantedosi!”
— Giuseppe Cruciani (15:07)
“C’è bisogno di una persona autorevole che si assuma sulle sue porti spalle da paracadutista l’onere di difendere gli interessi del popolo italiano.”
— Roberto Ionghi Lavagnini, Barone Nero (51:31)
“Ci vuole la passione, ci vuole l’amore per il cazzo, l’amore per il sesso.”
— Priscilla Salerno (101:31)
Timestamps — Segmenti Principali
- 00:00–03:23 — Introduzione, autoironia, limiti della radio spettacolo
- 03:23–04:00 — Notizia inglese, riflessione sui “protocolli”
- 04:00–11:15 — Kanye West, censura, libertà di parola
- 15:07–16:59 — Morale pubblica/privata, caso Piantedosi
- 17:00–19:00 — Meloni-Sparta-Hitler, parabola della destra estrema
- 28:00–41:00 — Complotto, massoneria, sionismo, ironia su teorie assurde (Sabatai Zevi)
- 49:43–63:51 — Barone Nero, test Vannacciano, fascismo e remigrazione
- 67:43–73:24 — Mimmo Blades, CPR & critica alla gestione degli immigrati
- 74:19–76:49 — Autoironia post-depilazione, “scrotology”
- 79:31–96:12 — Priscilla Salerno vs Anna Rita Briganti: pornografia, figli, tasse
- 97:07–100:27 — Discussione su sesso, consenso & rough sex
- 100:27–102:06 — Finale, leggerezza, invito alla “risata catartica”
Tono e Linguaggio
Lo stile, come sempre, è schietto, irriverente, spesso offensivo e scurrile (avvertimento reiterato all’ascolto per adulti). Non ci sono tabù: il sarcasmo è la chiave per parlare sia di temi “alti” sia dei più bassi istinti e contraddizioni della società italiana contemporanea.
La puntata rappresenta in pieno lo spirito de La Zanzara: arena anarchica dove si può dire tutto, e dove l'impossibilità di trovare una sintesi fra le parti viene vissuta non come un problema, ma come motore di spettacolari, grottesche e utilissime (auto)analisi sociali al vetriolo.
