La Zanzara – Episodio del 8 ottobre 2025
Conduttori: Giuseppe Cruciani & David Parenzo
Ospiti ricorrenti e interventi: Joe Formaggio, Roberto Parodi, Mustare, Francesco, Modu Gay, Professore Odi Freddi, numerosi ascoltatori telefonici e partecipanti in studio.
Episodio in sintesi
Questa caotica e combattiva puntata de "La Zanzara" ruota intorno alle tensioni politiche e sociali più esplosive dell’Italia contemporanea: libertà d’espressione e limiti del discorso di odio, sicurezza e criminalità, immigrazione e razzismo, diritto a difendersi con le armi, proteste universitarie, conflitto israelo-palestinese, fino al folklore di studio che non lesina insulti, goliardia e momenti tragicomici.
Il clima è infuocato: i temi più divisivi dell’attualità vengono portati all’estremo, lasciando spazio a uno scontro serrato tra sostenitori della “linea dura” come Joe Formaggio e voci più garantiste, intercalati dalle irriverenti provocazioni degli ascoltatori e dagli interventi degli "incriminati" della scena politica e sociale del momento.
Temi e punti salienti
1. Occupazioni universitarie, proteste e violenza politica
- [03:18] Giuseppe Cruciani apre con una denuncia della “cultura dell’occupazione” universitaria e delle derive violente:
- "Una università occupata andrebbe sgomberata. Quel suolo è anche mio. Hanno scritto 'Sbirri morti 3 euro' come fosse un menù. È il cartello della vergogna."
- [07:20] David Parenzo insiste sulla disobbedienza civile ma condanna la violenza:
- "Liberale prevede che tu puoi protestare ma senza violenza..."
- Accenno al caso Leonardo e ai danni alle auto dei dipendenti; solidarietà alle forze dell’ordine.
2. Libertà d’espressione e il caso Piccardo e Odi Freddi
- [09:02] Si discute del post di Davide Piccardo (elogio del 7 ottobre e bandiera palestinese):
- Parenzo: "Dal mio punto di vista, sta commettendo l’incitazione all’odio, cioè un reato."
- Cruciani: "Nessuno tocchi Piccardo. È una follia. Ha fatto l’elogio di un atto terroristico."
- [12:50] Odi Freddi (ospite):
- "Assolutamente sì, si possono avere simpatie per Hamas e considerare il 7 ottobre un atto di resistenza."
- Cruciani e Parenzo provocano: "Perché non chiedi l’intervento della procura anche contro di lui?"
- Riflessione generale (Cruciani e Parenzo):
- "Se siamo per il free speech, dobbiamo esserlo al 100%." (13:19, Parenzo)
- Polemica su chi decide i confini della libertà di parola, sia a destra che a sinistra.
3. Israele-Palestina, manifestazioni e media
- Passerella delle opinioni: attori e intellettuali intervengono pubblicamente pro-Gaza (citazione di Kasia Smutniak, [15:34]).
- Parodia delle proteste: Roberto Parodi canta una ballata satirica sulla “flottiglia per Gaza” e i suoi protagonisti ([25:13] e successivi), sottolineando l’effetto "marketing" delle iniziative sociali.
4. Sicurezza, criminalità, armi e giustizia fai-da-te
- Espressione del disagio sociale, del tema sicurezza e della percezione di abbandono da parte dello Stato.
- Caso pratico: famiglia di Joe Formaggio vittima di una rapina; discussione sull’opportunità di armarsi ([53:16]):
- Cruciani: "Tu non avresti avuto nessun problema a sparare?"
- Joe Formaggio: "Quello che ho detto a tutti: la gente ne ha le palle piene e prima o poi scappa il morto. Se uno viene a casa mia, io posso fare altro che sparare?"
- Scontro con Giorgio Beretta, dell’Osservatorio sulle armi:
- "Compratevi un antifurto oppure un cane da guardia, non armi." ([56:00])
- Atteggiamento “estremista” di Formaggio:
- "Se uno stupra, castrazione immediata e poi lo lascerei ai familiari della vittima." ([63:02])
- Si riaccende la storica diatriba tra visione “punitiva” e “garantista” del sistema penale.
5. Immigrazione, razzismo, seconda generazione
- Scontri di fuoco tra Joe Formaggio (linea dura, espulsioni, “remigrazione”) e Modu Gay, Mustare e ragazzi di seconda generazione:
- Joe Formaggio: "Un criminale straniero va rispedito in Africa, dove magari lo mangia un leone. Non dobbiamo mantenere certa gente qui." ([38:06])
- Modu Gay e ospiti ribattono: "Il problema è sociale, non solo etnico; la criminalità italiana esiste eccome."
- Debatte sulla rappresentazione dei “maranza”, delle baby gang e la difficoltà di integrazione:
- "I maranza sono ragazzi che non si sono integrati, è la seconda generazione di extracomunitari..." ([65:12])
- Si tocca il tema dell’inferno carcerario, della percezione di “impunità”, e delle condizioni delle carceri.
6. Furti, “povertà criminale” e auto-narrazione criminale
- Testimonianze dirette:
- Ragazzi di seconda generazione raccontano furti, spaccio e la scelta tra il lavoro sottopagato e la “vita da strada” ([82:16]).
- Mustare: "Preferisco rubare che abbassarmi a chiedere l’elemosina."
- Cruciani solleva il dilemma morale: "La maggior parte delle persone non lo fa per sopravvivere, ma per avere di più."
7. Scontro dialettico e trash talk
- L’episodio è costantemente intervallato da insulti, provocazioni e linguaggio crudo, spesso tra Cruciani, Parenzo, Formaggio, Modu Gay, ospiti e pubblico.
- Spiccano momenti di goliardia, parodie musicali, botta e risposta a raffica, scambi di insulti tra “formaggini”, “rom”, “maranza”, “sbirri”.
- Polemica sulla “maglietta del leone” (“Speriamo che lo magna un leone!”).
Momenti e citazioni memorabili (con timestamp)
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Joe Formaggio sull’immigrazione
- "Va preso, va mollato in Africa e speriamo che un leone lo magna perché ha ucciso delle persone col macete, ti rendi conto?"
[38:06]
- "Va preso, va mollato in Africa e speriamo che un leone lo magna perché ha ucciso delle persone col macete, ti rendi conto?"
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Cruciani sulle università occupate
- "Una università occupata andrebbe sgomberata. Quel suolo è anche mio."
[03:18]
- "Una università occupata andrebbe sgomberata. Quel suolo è anche mio."
-
Odi Freddi sull’elogio ad Hamas
- "Assolutamente sì. Si possono avere simpatie per Hamas e considerare il 7 ottobre un atto di resistenza."
[12:59]
- "Assolutamente sì. Si possono avere simpatie per Hamas e considerare il 7 ottobre un atto di resistenza."
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Joe Formaggio sugli stupratori
- "Castrazione immediata e dopo, lo legherei e lascerei che i familiari entrassero un paio di settimane."
[63:02]
- "Castrazione immediata e dopo, lo legherei e lascerei che i familiari entrassero un paio di settimane."
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Mustare (ragazzo di seconda generazione) sulla delinquenza
- "A un certo punto non si fa più per sopravvivere, diventa un vizio."
[83:06]
- "A un certo punto non si fa più per sopravvivere, diventa un vizio."
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Cruciani sulla percezione delle proteste pro-Palestina
- "Scendere in piazza non è cambiato un cazzo."
[16:36]
- "Scendere in piazza non è cambiato un cazzo."
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Parodi sulla ballata satirica
- "Seduto all’ombra della chiglia, mi sono imbarcato sulla flottiglia..."
[27:05]
- "Seduto all’ombra della chiglia, mi sono imbarcato sulla flottiglia..."
-
Scambio caustico tra Modu Gay e Formaggio
- "Ma che cazzo stai dicendo? Ma vai in Argentina, vai in Germania, vai in Inghilterra, vai in Africa."
[44:34]
- "Ma che cazzo stai dicendo? Ma vai in Argentina, vai in Germania, vai in Inghilterra, vai in Africa."
-
Parenzo sulla carcerazione:
- "Nessuno tocchi Caino è l’unica tessera che ho in tasca."
[66:50]
- "Nessuno tocchi Caino è l’unica tessera che ho in tasca."
Timestamps degli snodi principali
- 00:13 – 04:50 – Satira, insulti e avvio della puntata, clima e linguaggio della società, prime denunce su occupazione universitaria
- 09:00 – 10:37 – Caso Piccardo, Odi Freddi, libertà d’espressione
- 13:30 – 15:09 – Conflitto Israele-Palestina, paralleli storici
- 25:13 – 30:12 – Satira musicale di Parodi sulla “flottiglia”
- 38:06 – 42:31 – Immigrazione: “remigrazione”, criminalità, polemica razzista
- 53:16 – 56:44 – Racconto della rapina, armi in casa, discussione con Beretta
- 63:02 – 68:32 – Pena e giustizia per criminali, “inferno carcerario”, suicidi in carcere
- 73:20 – 75:11 – Piazza, manifestazioni, identità nazionale vs. bandiera palestinese
- 81:12 – 84:03 – Confessioni, morale di chi delinque, difficoltà di integrazione
- 86:17 – 88:22 – Violenza nelle proteste, chiusura e auto-ironia
Tono e stile originale
Il tono rimane ruvido, goliardico, politicamente scorretto e fortemente polarizzato. Gli ospiti vengono spesso sbeffeggiati o provocati dai conduttori, ma viene lasciato ampio spazio ai “colpevoli”, agli “sgraditi”, alle voci anti-mainstream, in sintonia con la filosofia della trasmissione:
"La Zanzara": zona franca, nemica della banalità e del politicamente corretto, dove il primo comandamento è parlare chiaro.
Conclusione
L’episodio offre uno spaccato vivido e senza filtri del dibattito pubblico italiano: tra disagio sociale, allarme sicurezza, furore ideologico, rigurgiti razzisti ma anche lampi di auto-ironia, il tutto in un’arena verbale incendiatissima.
Per chi cerca il confronto educato e misurato, “La Zanzara” di oggi può risultare indigesta. Chi invece ama l’invettiva e il politicamente scorretto, troverà qui ogni eccesso.
