La Zanzara – Puntata del 9 Febbraio 2026
Podcast: La Zanzara su Radio 24
Conduttori: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Data: 9 febbraio 2026
Episodio in breve: Tema centrale
Questa puntata di La Zanzara si concentra sulle polemiche più roventi dell'attualità italiana, tra censura politica e libertà d'espressione nel mondo dello spettacolo, tensioni sociali, sicurezza pubblica, e derive estremiste. Il principale tema di discussione è il caso del comico Andrea Pucci e il suo ritiro da Sanremo dopo le critiche sui social, con ricadute su censura, politicamente corretto, e intolleranza, particolarmente nei confronti di personaggi "non allineati" alla sinistra da parte del mondo mediatico e politico. Non mancano i toni accesi tipici dell’arena Cruciani-Parenzo e chiamate da ascoltatori di ogni colore politico, con incursioni di personaggi pittoreschi come il Barone Nero e Mauro Magrosso.
Argomenti Chiave e Discussioni
1. Il Caso Andrea Pucci e la “Censura” a Sanremo
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[03:15–08:39] Giuseppe Cruciani elenca una serie di casi in cui la "cultura progressista" avrebbe ostracizzato o censurato figure della destra (Pucci, Venezi, case editrici), chiedendo dove risieda oggi la vera intolleranza: "Dov'è l'intolleranza oggi? Tra quelli progressisti del PD? O a destra?"
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Cruciani critica la scelta di Pucci di ritirarsi da Sanremo dopo le polemiche online:
"Bisogna andare alla pugna! Bisogna combattere metro per metro! Porca troia!" [06:15] -
[08:39–13:29] David Parenzo sostiene che Pucci non è vittima di censura ma si è autoescluso per pressione sociale, "autocensura" a fini di narrazione.
- Quote: "Pucci è il censore di Pucci. Pucci è il censore di Pucci." [17:50]
- Cruciani ribatte che la pressione era insostenibile e figlia di un clima d’odio progressista.
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Si passa in rassegna le battute contestate di Pucci (sul sesso, sulle donne, sull’omofobia), discusse tra risate e sdegno.
Cruciani ironizza:
"Non è contro la donna questo dire, le mogli sono stitiche eppure cagano il cazzo? Ma perché dite battute sessiste contro le donne di mortacci vostra?" [12:10] -
Ascoltatrice delusa, Silvia, accusa Pucci di “averla data vinta” alla sinistra:
"Il comportamento di Pucci mi delude perché l’ha data vinta alla sinistra. Cazzo doveva combattere!" [21:46]
- Flash: Doppio standard nella satira
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Si critica la disparità: comici di sinistra possono permettersi tutto (Benigni, Crozza, body shaming su destra) mentre gli altri no.
Cruciani: "Dunque, non si può dire che la Schlein è un misto tra Alvaro Vitali e Pippo Franco? [...] Non si può dire niente contro la Schlein?" [43:13–43:42]
2. Scontri Sociali, Polizia e Movimento Ascatasuna
- [14:14–15:50] Critica alla gestione degli scontri di Torino e domande sul pagamento dei danni causati dai manifestanti (“Chi li paga?”).
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Collegamento con due poliziotti (Agente 1 e Agente 2) vittime degli scontri di Torino:
Agente 1: "Quello che ho visto sabato non l’ho mai visto in 27 anni: organizzazione militare e ferocia." [62:44]
- Ancora sull’impunità dei manifestanti:
"A volte escono prima loro che noi dal pronto soccorso." [68:41]
- Ancora sull’impunità dei manifestanti:
- Cruciani propone pene durissime per chi colpisce un poliziotto ("decreto Cruciani", 10 anni senza sconti) [45:01, 69:44], scontrandosi con chi difende lo stato di diritto e segnala rischi di derive autoritarie.
- Tema della prevenzione e della difficoltà poliziesca nel distinguere manifestanti pacifici e violenti. [73:11]
3. “Politicamente Corretto”, Doppia Morale, Satira e Censura
- Ricorrente la denuncia di un clima che privilegia chi aderisce agli stereotipi progressisti e censura voci “non allineate”.
- Cruciani:
"In un paese normale a chi spara fuochi artificiali ad altezza d’uomo la polizia risponde col piombo, non con gli sfollagenti." [14:14]
- Duro scambio sulle imitazioni (Crozza su Secchi, body shaming, vari casi) [43:13–43:42]
- Discussione sulle posizioni oltranziste verso la comicità: c’è chi ride, chi si offende, e i comici vengono investiti da critiche ideologiche.
4. Escalation di Temi Estremisti e Polemici
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Barone Nero (ospite fisso estremista di destra) elogia il “ritorno della destra dura”, si schiera con Vannacci, cita teorie complottiste e antisemitismo.
“E’ una bomba nucleare che è scoppiata nella geopolitica mondiale.” [50:38]
- Momento surreale e grottesco sul Mossad, Epstein, “protocolli” ebraici (respinti da Parenzo come falsità storica), con grida collettive “Falsi!” [47:01–48:36]
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Apologia del fascismo:
Barone Nero: "Il Duce è stato il massimo statista d'Italia [...] almeno il 60% degli italiani ha un parere positivo su quell’epoca." [57:59–58:17]
5. Il Caso Monica Castro & Polemiche Locali
- Focus sul gemellaggio di Calenzano con Jenin, parole di Monica Castro ("perché ci gemelliamo con gli storpi? Perché non un paese ricco come l’Austria?"), definite oscene, ma da lei difese come “ironia alla Pucci” [37:22, 77:43–85:54].
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Monica Castro: "Io vado nei posti dove ci si diverte, non dove si soffre [...] Sono ironica, mi volevo esprimere come Pucci." [78:57; 85:01]
- Parenzo attacca:
“Lei ha detto una serie di idiozie, signora.” [79:54]
6. Incursioni e Momenti Grotteschi
- Ampio spazio a telefonate bizzarre/surrealiste (contestatori vs. fan di Pucci e della destra), tra scambi coloriti e insulti.
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Mauro Magrosso (Seven Eleven), da Pattaya-Thailandia, racconta le sue “avventure sessuali”, con toni crudi e senza tabù, suscitando indignazione vigorosa da Anna Rita Briganti:
Magrosso: “Ma tu vergognati perché stai volando in un argomento che non sai!” [94:33]
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Parenzo: “La cosa oscena è che ci sono migliaia di italiani che non avendo la possibilità di fare l’amore in modo normale vanno in Thailandia...” [96:01]
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- Cruciani difende il diritto a raccontare certe storie anche se disturbanti; la trasmissione rivendica la propria missione di “zona franca” per tutte le opinioni.
Momenti Memorabili e Citazioni
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Cruciani:
"Ma secondo voi dove cazzo è l'intolleranza oggi? Dov'è l'intolleranza? Tra quelli progressisti del PD? E affini! E affini! Oppure a destra! Ditemelo voi!" [04:08]
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Parenzo:
"Pucci è il censore di Pucci. Pucci è il censore di Pucci." [17:50]
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Silvia Dacagliari (ascoltatrice):
"Il comportamento di Pucci mi delude perché l’ha data vinta la sinistra. Cazzo doveva combattere!" [21:46]
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Cruciani:
"Dai, su, bisognava combattere fino alla morte. Io divento pazzo, guarda." [41:54]
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Barone Nero:
"Il generale Vannacci è una persona che parla in maniera chiara, coerente, che dice quello che fa. Ci vuole un uomo forte, un capo carismatico che rimetta ordine in questa povera Italia." [56:03–56:13]
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Magrosso (sulla prostituzione in Thailandia):
"In Thailandia la vivi di notte, la vivi fino alle 7-8 della mattina. Ogni sera in discoteca trovi dieci ragazze che ti baciano, senza pagare niente." [87:53]
Timestamps per Segmenti Chiave
- 03:15–08:39 – Introduzione alla polemica su Pucci/Sanremo, elenco “censure”
- 08:39–12:13 – Dibattito Cruciani-Parenzo su Pucci, la pressione social, il “vittimismo”
- 12:13–13:29 – Discussione sulle battute di Pucci contestate, limiti della comicità
- 14:14–15:50 – Scontri a Torino, danni da manifestazioni, chi paga?
- 25:35–27:10 – Critica ai fischi alla delegazione israeliana, ricordo di Monaco 1972
- 37:22–39:33 – Monica Castro e il “gemellaggio con gli storpi”, reazioni indignate
- 62:37–68:32 – Intervento poliziotti su scontri a Torino e rischi del mestiere
- 69:44–73:00 – Cruciani rilancia pene durissime, si discute stato di diritto e prevenzione
- 87:15–97:42 – Diario tailandese di Mauro Magrosso, sesso, prostituzione e polemiche etico-sociali
Tono e Stile
Il tono della trasmissione è, come sempre, crudo, diretto, senza filtri né censure. Ironia, sberleffo e turpiloquio sono gestiti come strumenti di commento politico e sociale, senza timore di insulti, provocazioni e iperboli. Cruciani e Parenzo si punzecchiano con veemenza, i loro interlocutori – in studio e al telefono – incarnano posizioni radicali e senza compromessi.
Conclusione
La puntata sviluppa una narrazione che va ben oltre il singolo caso Pucci: si interroga su chi detenga davvero potere e diritto di parola nell’Italia del 2026, evidenzia la crisi del dibattito pubblico, la pressione dei social, l’ipocrisia del mainstream, la fragilità delle istituzioni davanti a violenza e derive estremiste. La Zanzara si conferma specchio deformante ma fedele di un paese sempre più polarizzato, pronto a tutto pur di fare polemica.
Per chi non ha ascoltato l’episodio:
Questa puntata di La Zanzara è un vortice di polemiche tra libertà d’espressione, accuse di censura, battaglie ideologiche, scontri tra realtà e narrazione, tra battute e insulti, sempre senza filtri e con la consueta brutalità del format.
