La Zanzara – Puntata del 9 marzo 2026 (Radio 24)
Conduttori: Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Data: 9 marzo 2026
1. Tema Principale dell’Episodio
In questa puntata, "La Zanzara" affronta – nel suo stile inconfondibile, provocatorio e spesso sopra le righe – temi caldissimi di attualità, tra cui:
- Il caso della “famiglia del bosco” e la sottrazione dei figli da parte dei servizi sociali, con un forte dibattito sul ruolo dello Stato sulla genitorialità e la critica aspra ai tribunali minorili.
- Il ritorno delle polemiche su femminismo, “politicamente corretto”, linguaggio inclusivo e le proteste contro Cruciani stesso.
- Le recenti vicende geopolitiche sull’Iran, tra esclusivi collegamenti, tensioni internazionali, e le opinioni di una ospite iraniana sulla caduta degli Ayatollah.
- Le posizioni estreme su immigrazione, sicurezza e la cosiddetta “remigrazione”.
- Scontri tra ospiti e ascoltatori, tra provocazioni, insulti, meme e teatro radiofonico (personaggi in bara, body shaming in studio, detenuti illustri ospiti).
Il tutto sostenuto da un ritmo forsennato tra ironia, sberleffo politico, aggressioni verbali, e momenti memorabili di trash radiofonico.
2. Principali Discussioni & Segmenti Chiave
a. Il caso della “famiglia del bosco” e la polemica sull’affido (dal min. 2)
- Cruciani e Parenzo si infuocano sul caso dei tre bambini sottratti ai genitori per presunte inadempienze educative.
- Cruciani attacca i tribunali:
“I bambini non sono proprietà dello Stato! Li abbiamo strappati a una vita felice per imporre le nostre regole. È una vergogna assoluta.” (03:33)
- Parenzo replica citando la sentenza e i pericoli evidenziati dai giudici:
“I giudici precisano... mirano solo al benessere dei bambini e allegano tutti i comportamenti della madre definiti tecnicamente ostativi” (14:13)
- Ascoltatori intervengono, alcuni suggerendo un doppio standard tra famiglie italiane e comunità rom, altri accusano lo Stato di eccessivo dirigismo.
b. Scontro sul politically correct, femminismo, e linguaggio (05:00 e 58:00)
- Cruciani torna sul suo rapporto conflittuale col femminismo:
“Le femministe vogliono impormi il loro linguaggio... vorrebbero tapparmi la bocca dicendo che il mio spettacolo è inopportuno!” (05:00)
- Racconta le contestazioni subite a Belluno, le mimose con frasi incriminate.
- Anna Rita Briganti interviene più avanti, rivendicando rispetto linguistico e condannando il “body shaming” in una memorabile schermaglia con Mirko Oro.
c. Iran, proteste, geopolitica e satira internazionale (08:00; 47:00; 56:00)
- Parenzo si collega simbolicamente con Teheran:
“In queste ore a Teheran una folla ha invaso la piazza principale, quella con il countdown alla distruzione di Israele. Sarebbe il caso che gli europei, gli italiani, vedano questi orologi.” (08:00)
- Con l’arrivo della moglie iraniana di un ospite, si entra nel vivo delle proteste contro il regime degli Ayatollah e le ipotesi di cambi di potere anche manu militari:
Lea: “Abbiamo chiesto a tutto il mondo di aiutarci... L’America e Israele sono venute ad aiutarci.” (49:00) Cruciani: “Allora secondo lei erano meglio i tempi dello Shah?” (47:37) Lea: “Assolutamente sì” (47:41)
- Si passa a una sequela di discussioni e accuse incrociate sulla legittimità o meno delle ingerenze occidentali, del diritto internazionale e dei bombardamenti con inevitabili battute (“Bombe sulla Basilicata, come invoca Trump!”).
d. La bara: performance trash e denuncia sociale (66:32 in poi)
- Scandurra si presenta in studio dentro una bara, “simbolo dell’Italia ormai morta” davanti alle derive del gender, dell’immigrazione, della giustizia minorile e della deriva progressista:
“L’Italia è morta di fronte all’eresia del gender, all’immigrazione incontrollata, ai giudici che rompono il cazzo ai bambini.” (66:47)
- Anna Rita Briganti:
“Mi dissocio totalmente da questa pagliacciata… non si usano le bare in questo modo” (67:29)
- Segue rissa verbale e rincorsa al turpiloquio tra Scandurra, Briganti, Cruciani, Gottardo.
e. Immigrazione e remigrazione: proposte assurde, xenofobia e rissa (71:09 e 87:00)
- Ospiti e ascoltatori propongono soluzioni sempre più estreme per risolvere la “questione immigrazione”.
- Mirko Oro, delinquente dichiarato, si unisce al movimento Vannacci e propone:
“Coprifuoco per tutti i clandestini alle 23. L’immigrato clandestino se ne sbatte del coprifuoco? Arruolamento obbligatorio anche per loro, come quando c’era Covid!” (87:14)
- Scandurra:
“Io voglio un’Italia di gente regolare. Se vengono qui si comportano bene, se non si comportano bene, fuori dai coglioni, come diceva Bossi.” (74:02)
- Chiusura con lo scontro tra chi vorrebbe espulsioni di massa e chi – come Briganti – difende il contributo dei migranti regolari.
f. Politicamente scorretto, satira e trash continuo
Tutta la puntata è punteggiata da:
- Gag e battutacce su identità di genere ("socializzata come persona donna", 17:22).
- Schermaglie sulle fake news, Orsini, la questione Mossad e bombardamenti:
“La tesi folle di Orsini... che la colpa di 165 bambine morte è di Meloni e Crosetto! Uno può dire tutto, ma non queste sputtanate sesquipedali!” (16:43)
- Riferimenti auto-ironici ai processi e alle inchieste “demenziali” (62:21).
- Un’esplosione virale del grido “Che diarrea!” da parte di tutti i partecipanti, per sdrammatizzare tutto. (62:51)
g. Fenomenologia Mirko Oro: tra sopravvivenza, evasione fiscale e patriarcato (83:19 in avanti)
- Mirko Oro, “criminale certificato” si presenta a petto nudo, oro e tatuaggi, racconta la sua carriera tra evasione, pensione d’invalidità e banditismo “di sopravvivenza”.
- Anna Rita Briganti visibilmente contrariata:
“Possiamo coprirlo? Sono infastidita. Perché fate entrare uno nudo? Questo è sessismo.” (85:18)
- Cruciani e Parenzo giocano tra body shaming, ironia sulla pensione e sull’evasione:
“Io però sono pensionato, mutilato sul lavoro…prendo 1000 euro”
“Hai 30 carichi pendenti però!”
“Sì ma sono tutti bloccati perché mi sono fatto prendere in Svizzera col principio di specialità!”. (94:26) - Chiusura: inno all’“importanza di sapersi sbellicare”, per non prendere troppo sul serio il circo sociale e mediatico.
3. Quote Memorabili
- Cruciani (03:33): “I bambini non sono proprietà dello Stato! ... Li abbiamo strappati a una vita felice per imporre le nostre regole. È una vergogna assoluta.”
- Lea, moglie iraniana (49:11): “Abbiamo chiesto al mondo che qualcuno ci aiutasse. L’America è venuta a questo momento ad aiutarci.”
- Parenzo (14:13): “I giudici precisano... motivazioni del provvedimento, mirano solo al benessere dei bambini.”
- Anna Rita Briganti (67:29): “Mi dissocio totalmente da questa pagliacciata… non si usano le bare che riguardano un momento serio in questo modo.”
- Scandurra (66:47): “Io rappresento il nostro Stato morto di fronte all’eresia del gender, all’immigrazione incontrollata…”
- Mirko Oro (85:55): “Devo sopravvivere, dai!”
- Briganti e Cruciani (96:02): “Body shaming! Mi sta imponendo il suo corpo!”
- Chorus (62:54): “Che diarrea!” (ripetuto da tutti gli ospiti e conduttori, divenuto tormentone del momento)
4. Timestamps Riassuntivi dei Segmenti Più Importanti
- 03:33 – Cruciani infuriato sulla “famiglia del bosco”
- 05:00 – Cruciani sulle proteste femministe e il politicamente corretto
- 08:00 – Parenzo sugli orologi del countdown a Teheran
- 14:13 – Parenzo legge la sentenza sull’affido dei bambini
- 47:00 - 51:00 – Ospite iraniana, testimonianze dal regime degli Ayatollah & scontro sulle bombe
- 62:54 – “Che diarrea!” diventa il tormentone della puntata
- 66:35 – L’entrata in scena della bara e il monologo di Scandurra
- 73:00 – Scontri accesi su immigrati regolari/irregolari e questione Sud/Nord Italia
- 83:19 – Presentazione di Mirko Oro, scene di body shaming e discussione su evasione fiscale
- 94:00 – Anna Rita Briganti chiede trasparenza sul lavoro di Mirko Oro
5. Tono e Stile
- La puntata alterna toni urlati, da talk show trash, con momenti di denuncia sociale, satira feroce contro il politically correct, frasi che bucano la radiofonia tradizionale.
- Fortissimo ricorso al linguaggio esplicito, agli insulti goliardici tra ospiti/conduttori, autoironia costante.
- Interazione serrata con gli ascoltatori che contribuiscono con battute, accuse, messaggi deliranti ed energici, conferendo il ritmo “zona franca” tipica di “La Zanzara”.
6. Sezioni Chiave e Stamptams
- Apertura e polemiche genitoriali (00:56–06:56)
- Dibattito su Iran e contestazione internazionale (08:00–11:47, 47:00–52:05)
- Trash-show da studio e scontri tra nord e sud (62:51–76:13)
- Scontro Briganti–Mirko Oro, body shaming e oro (83:19–96:20)
- Chiusura tra studio circo, pensioni, compagne segrete e la richiesta di “studia!” urlata a ripetizione
7. Conclusione
Se cercate una fotografia schietta, irriverente e caotica dell’Italia tra idiosincrasie sociali, polemiche eternamente accese tra sinistra/destra, famiglie, tribunali, Iran, femminismo e incorreggibile gusto per la provocazione trash, questa puntata della Zanzara riassume tutto.
Un caleidoscopio di opinioni forti, qualche idea pericolosa, auto-parodia e un caos organizzato senza filtri (e senza censure).
Parole d’ordine della puntata: indignazione, provocazione, satira, “che diarrea”, trash e libertà d’opinione senza remore.
