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Per anni l’Europa ha cercato un equilibrio difficile con la Cina. Bruxelles ha infatti provato a mantenere aperto il dialogo con Pechino, riducendo al tempo stesso le proprie dipendenze strategiche nei settori più sensibili. Oggi, però, il linguaggio delle istituzioni europee si è fatto molto più duro. I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno pubblicato un documento dove la Cina è stata definita una “sfida strategica critica e di lungo termine”, sottolineando che la minaccia non riguarda soltanto l’economia, ma anche la sua sicurezza. Ne parliamo con il corrispondente del Sole 24 Ore da Bruxelles, Beda Romano.

Ormai da quasi due settimane la fragile tregua tra Stati uniti e Iran è un pallido ricordo. Intanto gli Houthi yemeniti hanno aperto un nuovo fronte nel Mar Rosso dichiarando un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita. Dopo l’ennesimo fallimento dei tentativi negoziali, sembra ancora più difficile uscire dall’impasse del Golfo. Ne parliamo con Eleonora Ardemagni, analista ISPI e docente dell’Università cattolica del Sacro Cuore esperta di Yemen e monarchie del Golfo, e Riccardo Barlaam, per anni corrispondente dagli Stati Uniti per Il Sole 24 Ore.

Prima il web, poi i social network e ora l’intelligenza artificiale, mentre soffrono le edicole e c’è chi parla anche di “Google zero”. L’intelligenza artificiale cambia il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo le notizie. I social perdono centralità per i siti ma ne acquistano per gli utenti, i chatbot diventano nuovi intermediari, gli editori cercano modelli sostenibili mentre politica e piattaforme si contendono le regole, gli strumenti e il controllo dell’informazione. Quale sarà il futuro del giornalismo? Ne parliamo con Francesco Gaeta, giornalista, appassionato osservatore dell’innovazione editoriale.

Taiwan è al centro della competizione globale tra Cina e Stati Uniti. L’isola produce i semiconduttori più avanzati al mondo, indispensabili per l’intelligenza artificiale, e cerca di rafforzare le proprie alleanze di fronte alle crescenti pressioni di Pechino. Da Taipei, il nostro corrispondente Marco Masciaga ci racconta che cosa gli ha detto il ministro degli Esteri taiwanese, Lin Chia-lung, sul futuro di Taiwan, il rapporto con Washington e le sfide geopolitiche che attendono l’isola.

Il 1° agosto in Venezuela potrebbe aprirsi una nuova fase politica. Il governo di transizione guidato da Delcy Rodríguez e una parte dell’opposizione venezuelana siederanno infatti allo stesso tavolo per avviare un’agenda di lavoro comune con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare la democrazia”, ricostruire le istituzioni del Paese e affrontare le conseguenze del devastante terremoto del 24 giugno. Si tratta del primo dialogo politico strutturato tra il chavismo e rappresentanti dell’opposizione dall’uscita di scena di Nicolás Maduro. Ma funzionerà? Ne parliamo con Francesco Davide Ragno, ricercatore di Storia e Istituzioni delle Americhe all’Università di Bologna.

In Cina è entrata in vigore una nuova legge sull’unità etnica. A sentirne il nome potrebbe sembrare una norma pensata per promuovere la convivenza tra i 56 gruppi etnici riconosciuti dal Paese. Ma secondo molti osservatori il suo obiettivo è ben diverso: rafforzare l’idea, cara a Xi Jinping, di una sola identità nazionale cinese. Ne parliamo con Maria Adele Carrai, professoressa associata nel Dipartimento di Politica e Relazioni Internazionali dell’Università di Oxford e in precedenza Assistant Professor di Global China Studies alla sede di Shanghai della New York University.

L’amministrazione Trump ha imposto nuovi dazi al Brasile attraverso una procedura diversa rispetto a quella utilizzata in precedenza. La decisione della Corte Suprema di limitare l’uso dei poteri d’emergenza per imporre tariffe generalizzate ha costretto infatti la Casa Bianca a ricorrere ad altri strumenti giuridici, come la Section 301 del Trade Act. È il primo test concreto di una nuova fase della politica commerciale Usa? Potrebbe essere esteso ad altri partner, compresa l’Unione europea? Ne parliamo con Alessia de Luca, giornalista e responsabile del Daily focus dell’ISPI, e Matteo Muzio, Direttore di Jefferson – Lettere sull’America.

A più di ottant’anni dal primo test nucleare della storia, le crisi geopolitiche attuali hanno riportato nel dibattito pubblico il tema delle armi atomiche. Rispetto al passato però, oggi la politica internazionale non è un gioco a due tra blocchi contrapposti: le potenze nucleari nel mondo sono nove, gli scenari sono frammentati, gli interessi sempre più complessi, e la nostra conoscenza delle strategie di altri Paesi è limitata. In questo contesto, cosa significa deterrenza nucleare e come si gestiscono i rischi? Ne parliamo con Francesca Giovannini, direttrice del Progetto “Managing the Atom” della Harvard Kennedy School.

Dal 2021 il Myanmar è nel caos: un colpo di stato militare, la cattura della leader democratica Aung San Suu Kyi, anni di guerra civile con almeno centomila vittime, città in fiamme e milioni di sfollati. Una crisi politica e umanitaria enorme, che però è quasi ignorata al di fuori del Paese. Lontano dagli interessi occidentali, il Myanmar rimane un campo di battaglia in cui al destino dei civili si intrecciano gli interessi delle potenze più vicine, prime fra tutte le rivali storiche India e Cina. Ne parliamo con Massimo Morello, giornalista esperto di Myanmar, autore di “Burma Blue” (2021) e “Asia criminale” (2025).