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Ha senso continuare a celebrare ogni anno il 25 aprile? Ci sono ricorrenze che col passare degli anni in qualche caso dei secoli sbiadiscono continuare a ricordarle diventa un esercizio vano, altre invece mantengono il loro significato nel tempo. Corrado Augias, per il 76° anniversario del 25 aprile, spiega “Perché è importante commemorare sempre il giorno della Liberazione“
Venti mesi di vita, di guerra, di speranza e di disperazione. Venti mesi di Resistenza che fondarono la democrazia in cui oggi viviamo, con quelle libertà che nel 1943 erano solo una speranza, quando non un sogno. Per celebrare la Liberazione, il 25 aprile, Repubblica propone il racconto dei partigiani, uomini e donne. Per ricordare, ribadire e tramandare la storia della guerra civile di liberazione. Per non dimenticare.
Il direttore di Green & Blue, Fabio Bogo, presenta il nuovo numero del mensile, in edicola gratuitamente con i giornali del Gruppo Gedi, dal 4 febbraio. “Aria pesante“ è il titolo di copertina, che anticipa un focus “su tutto quello che ci circonda e che respiriamo“. Inoltre, tanti e vari i contenuti approfonditi: dall’acciaio verde, all’archivio delle piante realizzato dal curatore dell’orto botanico di Lipsia. Tra i personaggi intervistati la sciatrice Federica Brignone, che ha lanciato una campagna contro la plastica e che dall’8 febbraio sarà impegnata nei Mondiali di sci
con Umberto Galimberti
È la prima vera emergenza globale che vive il mondo dopo la rivoluzione digitale. Come sarebbe stata, se si fosse verificata, solo dieci anni fa? Qual è il peso del modo in cui viene raccontata? Perché ha scatenato tante paure? È sempre coronavirus, ma è anche un’occasione per riflettere su tutto quel che sta cambiando sotto ai nostri occhi. Il dialogo tra Alessandro Baricco e Riccardo Luna
Epidemia, isolamento, quarantena, contagio: le nuove parole quotidiane di un’ Italia investita dal coronavirus. Come si affronta l’ansia che sale con il numero di contagi e decessi. Cosa ci dice dei nostri corpi e dei nostri muri. Cosa c’è dietro la paura dell’altro e dell’indefinito. C’è un modo per affrontarla costruttivo, addirittura una lezione da imparare? Risponde lo psicanalista Massimo Recalcati, autore di “Nuove malinconie“ (Raffaello Cortina Editore), dove già registrava il “ritiro sociale“ del soggetto e la sua “introversione malinconica“. La “diffusione del virus porta all’esasperazione di questo procresso - spiega Recalcati - ma prima la politica del muro aveva come nemico l’altro, il migrante, il messicano; ora quel ’nemico’ siamo noi“. In studio Giulia Santerini.