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ROMA (ITALPRESS) – “Il 2024 è stato definito da molti un anno record", per il turismo, "in realtà nel 2025 siamo riusciti a fare meglio. È stato un anno a dir poco straordinario per quanto riguarda i numeri di arrivi e presenze, abbiamo addirittura superato i competitor europei, questo ci ha riempito di orgoglio. Anche il 2026 è partito in maniera straordinaria, in questi giorni stiamo vedendo un piccolo rallentamento per via anche della situazione internazionale e c’è un minimo di raffreddamento nel mercato turistico, però siamo fiduciosi”. Lo afferma Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit, in un'intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.sat/mrv

ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo preoccupati per le ricadute negative che possono derivare e che si sono già manifestate rispetto ai conflitti in atto. Ci deve essere una responsabilità condivisa, abbiamo bisogno di avere una attenzione particolare per le questioni che riguardano gli aspetti internazionali: multilateralismo, diritto internazionale esigibile, una comunità internazionale coesa, un’Europa protagonista, ma allo stesso tempo nel nostro Paese abbiamo bisogno di affrontare non solo le ricadute che nell’immediato si stanno manifestando ma anche le prospettive. A giugno il Pnrr completerà i suoi effetti, dobbiamo avere una visione che possa tenere insieme le esigenze di tutti e mettere intorno ad un tavolo i soggetti responsabili e riformisti per individuare quale strategia”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela, Fumarola, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Questo è il nostro ‘patto’, la necessità di incontrarsi e focalizzare l’attenzione su alcune priorità: lavoro, salari, produttività, innovazione, salute e sicurezza, ma non solo, è necessario mettere insieme una serie di elementi che consentano al Paese di guardare oltre. Meloni si è mostrata disponibile già al nostro congresso. Aspettiamo di aprire questo cantiere della responsabilità recuperando anche” lo spirito della concertazione, “la capacità di mettersi insieme e individuare delle risposte”.sat/azn

ROMA (ITALPRESS) - Se vince il sì, "l'Italia fa un passo in avanti verso lo Stato di diritto, non un passo indietro. In tutti i paesi democratici e occidentali c'è la separazione delle carriere". "I magistrati faranno i magistrati e smetteranno di fare politica: oggi invece abbiamo dei magistrati - una minoranza, ma molto politicizzata - che condiziona quindi tutta la magistratura, che anziché applicare le leggi vuole interpretarle. Questa è una riforma non per la destra o per la sinistra, è una riforma per la giustizia". Così Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica "Primo Piano" dell'agenzia Italpress. Se vince il no, "non cambia nulla: la politica, o meglio certi partiti, vanno a inserirsi nella vita della magistratura attraverso le correnti organizzate e gli italiani avranno meno giustizia, ma soprattutto, se vince il no si bloccherà chissà per quanti anni il processo riformatore in Italia", ribadisce.fsc/gsl