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Dopo la drammatica vigilia di Natale, Michele e il reparto si spostano tra le montagne del Tembien, dove le truppe etiopi resistono con tutte le forze. Le valli sono strette, le creste scoscese. Il reparto telegrafisti precede le colonne principali in avanscoperta, piantando pali e stendendo cavi sotto la minaccia costante del fuoco nemico. Stefano è diventato l'uomo delle soluzioni improvvisate, Paolo il meticoloso che controlla ogni giunzione. La notte, attorno al fuoco, le conversazioni cambiano: si parla meno di gloria e più di sopravvivenza.

Radio in vetta, il programma di chi ama la montagna in onda venerdì ore 20 su Radio Centrale Milano, domenica alle 12 su Radio Cortina, lunedì ore 23 su Country Power Station avrà come ospite questa settimana nella rubrica radio@radio Gabriele IZ4APU che ci parlerà della sua prima radio . Per ascoltare tutte le puntate di Radio@radio , dove si parla di QRP, CW, POC, CB, e molto di più , in cui hanno partecipato Luca IU2IKE, Angelo IU1LVW, Riccardo IU1PZC, Gianluca IW7EBB , Franco IK7XJA, Francesco IZ1KVQ etc iscriviti al podccast!

Nelle lettere precedenti abbiamo seguito Michele attraverso la partenza, il viaggio in mare, l'arrivo in Africa e i primi mesi di operazioni sugli altipiani del Tigrè. È ora la vigilia di Natale 1935. Michele e il reparto sono in una postazione avanzata a sud di Macallè. È in corso la temuta "offensiva di Natale" delle truppe etiopi. Il reparto telegrafisti lavora senza sosta per mantenere i collegamenti tra comando e prima linea. Invece delle campane di Milano, si sentono le esplosioni dell'artiglieria. Stefano tira fuori una medaglietta, Paolo disegna un albero di Natale su una cassa di munizioni. Michele passa la notte al telegrafo.

voglio vederti e incontrarti saltando sul ghiaccio sottile

Michele e il reparto sono ora fermi nei pressi di Macallè, trasformata in un grosso campo fortificato. Le voci parlano della preparazione di una grande offensiva etiope, quella che molti chiamano "l'offensiva di Natale". Il lavoro del reparto radio è intensissimo: messaggi continui, coordinamento tra reparti, tensione crescente. Paolo comincia a mostrare segni di cedimento emotivo di fronte alla durezza della situazione.

sì avvicinano e ora si separano luci di lucciole

Nelle lettere precedenti Michele è arrivato in Africa e ha iniziato a lavorare sugli altipiani del Tigrè. Ora Michele e il suo reparto marciano verso sud, in direzione di Macallè. Le piste sono strette, i camion faticano a salire, e spesso i telegrafisti devono procedere a piedi portando sulle spalle radio e materiale. Il paesaggio toglie il fiato, ma i pericoli sono costanti. L'ordine è chiaro: verificare ogni tratto di linea telegrafica, perché le imboscate sono in aumento.

Nelle lettere precedenti abbiamo seguito Michele dalla partenza a Milano fino al viaggio in mare. Ora Michele ha finalmente messo piede in Africa. Dopo lo sbarco, il reparto telegrafisti è salito verso l'interno, raggiungendo gli altipiani del Tigrè. Accampati su un'altura, lontani dalle grandi colonne, devono tirare su antenne e stendere i primi cavi verso le posizioni avanzate. Il paesaggio è bellissimo e terribile insieme: grandi montagne, croci di vetta, sentieri che si perdono nel nulla. Michele ha con sé la sua fedele macchina fotografica. La paura è una presenza costante, ma il legame con Stefano e Paolo, e il pensiero di Angela, danno forza per andare avanti.

Nella lettera precedente, Michele ci ha scritto dalla caserma alla vigilia della partenza, condividendo le sue ansie e speranze. Ora siamo a bordo della SS Italia. Il viaggio in mare è iniziato da alcuni giorni e Michele trascorre le ore nel piccolo spazio riservato al reparto telegrafisti vicino al ponte di comando. Tra messaggi in arrivo e in partenza, prove di trasmissione e notti stellate sul ponte, la realtà della missione comincia a farsi più concreta. Stefano continua a scherzare per mantenere alto il morale, Paolo ascolta le onde di notte, e Michele traduce il rumore della nave in messaggi Morse immaginari per Angela.

Benvenuti a "Un soldato, una promessa" - un podcast che racconta, attraverso lettere immaginarie, la storia di Michele, radiotelegrafista nell'esercito italiano durante la campagna d'Etiopia (1935-1938). Questo progetto nasce dal ritrovamento della vecchia macchina fotografica di mio nonno Michele e di un album con tutte le foto che aveva scattato durante il suo viaggio in Africa. Immagini senza parole, ma cariche di storia. Quello che ascolterete non è la cronaca fedele di una guerra, ma il tentativo di fare memoria attraverso sensazioni, emozioni e sentimenti. Ogni lettera è scritta da Michele alla sua fidanzata Angela, la donna che sarebbe poi diventata mia nonna. benvenuti, questo è Un Soldato, una promessa.