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Quarto talk della serie OSINTALK2025. Quali vantaggi ci sono nel considerare le attività OSINT come “lavoro intellettuale”? Perché l’OSINT è una intelligence originariamente IN-tellettuale? Come il lavoro intellettuale, in OSINT, contribuisce alla integrità della disciplina e alla definizione del tipo di apporto concettuale che chi se ne occupa (professionisti, esperti, cultori della materia, appassionati...) deve conferire?

Terzo talk della serie OSINTALK2025. Cos’è la “openness” nella Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte? Cosa caratterizza il livello di “apertura” di una fonte aperta? Quali sono le proprietà che occorre tenere d’occhio per capire se una fonte può essere considerata “aperta”, “originaria” o magari “grigia”? E come smascherare – ed eventualmente isolare - fonti che appaiono “aperte” ma che invece sono afflitte da pesanti sistemi di classifica di riservatezza? La “openness” – dopotutto - è un impegno etico.

In questo secondo talk della serie OSINTALK2025 ci concentriamo sulle varie definizioni disciplinari dell’oggetto “fonte”, indagandone la specifica architettura interna e osservandone agentività (comportamento) e attitudini euristiche (capacità di ricerca e scoperta nel network delle fonti). Tutto ciò finalizzato alla realizzazione di un “modello minimo” (tripartito) di fonte che sia sufficientemente rappresentativo ma allo stesso tempo sufficientemente flessibile da poter essere adattato a una ampia tipologia di “organismi informativi”.

In quanti modi possiamo pensare all’Intelligence delle Fonti Aperte? In questo primo “talk” introduttivo proviamo a descrivere i diversi “livelli di astrazione” ai quali – all’interno della Teoria Generale – è possibile osservare il nostro oggetto di studio interdisciplinare preferito: l’OSINT. A partire dai primi quattro “punti di vista” – OSINT come disciplina, come tecnica, come tecnologia e infine OSINT come prodotto – indaghiamo le tante, differenti visioni che la Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte ci offre.

C’è posto per la Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte nella visione strategica dell’Unione europea? Se si, come far arrivare OSINT ai piani alti della strategia UE? Probabilmente un obiettivo irraggiungibile in tempi umani ma dopotutto ogni strategia, “per piccina che sia”, deve necessariamente proiettarsi a lunga, lunghissima scadenza.

Molteplicità è l'ultima delle Lezioni Americane di Calvino. Per Calvino il romanzo contemporaneo è intriso di molteplicità: è enciclopedia, è metodo di conoscenza e soprattutto rete di connessione tra i fatti, le persone, le cose del mondo. Alla ricerca di nessi, correlazioni, aderenze tra letteratura e OSINT, proviamo a leggere l'ultima delle Lezioni Americane di Calvino "con le lenti" del cultore di Intelligence delle Fonti Aperte.Per chiunque fosse interessato ecco tutti i link alle “puntate” precedenti della serie “LEZIONI CALVINIANE”.Buona visione!1) LEGGEREZZA https://youtu.be/PtjDIFyJnqE 2) RAPIDITA’ https://youtu.be/ciQpK1VYsv0 3) ESATTEZZA https://youtu.be/s-l_a8OySLU 4) VISIBILITÀ https://youtu.be/Bm4in6pLdFA 5) MOLTEPLICITÀ https://youtu.be/sWuW9fWAAg4 ADDENDA – “NON E’ CALVINO…” https://youtu.be/cxvBhShloMQ PLAYLIST “LEZIONI CALVINIANE” https://www.youtube.com/playlist?list=PL0R0MLeJ6z8FT_Ri5iF5lcXQGmdK7K21S

Accumuliamo instancabilmente dati e informazioni credendo, con ciò, di “fare intelligence”. Ma quanto sappiamo in realtà e quanto “ci raccontiamo” circa il disordine che regna all’interno dei nostri vasti accumuli di conoscenza? L’unico modo di “fare ordine” è narrare – e narrarci – le relazioni che insistono in quei dati e quelle informazioni. Nella crisi della narrazione alberga l’embrione di una imminente crisi dell’intelligence.

L’OSINT e il “distant writing” di Floridi. La separazione dei ruoli – tra uomo e macchina – nella produzione delle narrazioni dal punto di vista dell’OSINT: l’agente umano come “grande architetto” della narrazione e quello tecnologico come mero “assemblatore” di testo. Quali potrebbero essere gli effetti sulla disciplina dell’Intelligence delle Fonti Aperte e quali le conseguenze sulle fonti, sui network delle fonti e sulle narrazioni? Floridi, L., Distant Writing: Literary Production in the Age of Artificial Intelligence https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=5232088

Cosa ha a che fare il radioascolto con l’OSINT? In questo video vi racconto i primi approcci di un bambino di cinque anni (nel 1978) al mondo del radiantismo, alla ricerca di un qualche debole segnale agganciato spazzolando tra onde lunghe, medie e corte… sempre insieme al fidato e bellissimo Satellit 2100 di mio padre. Vedrete che l’OSINT c’entra anche questa volta.

Se si dovesse ricorrere a un qualche tipo di simbolismo per rappresentare le prassi e la postura dell’Intelligence delle Fonti Aperte nei confronti del proprio oggetto di studio, che immagine sarebbe corretto scegliere? Tra “openness”, visioni a layer, network di fonti, validazione di fonti aperte e "interdisciplinarità attuata"… a cosa assomiglierebbe l’OSINT? O almeno a cosa assomiglierebbe l’OSINT così come declinata nella Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte? Per scoprirlo occorrerà affrontare il buio e il freddo delle profondità marine…