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Nodi della Rete - Le case degli antifascistiLe abitazioni private furono il cuore pulsante di una resistenza organizzata e clandestina, un modello di impegno che vive nei luoghi di socialità e condivisione di oggi.Prima degli scontri armati, la Resistenza fu un paziente lavoro di "tessitura". Case, laboratori e studi professionali divennero officine nascoste per forgiare idee di libertà. A Napoli, la sartoria di Emma Mancini in vico Zite era un centro per la stampa clandestina; la casa del dentista anarchico Giuseppe Imondi fungeva da vivaio per giovani militanti; la villa di Emilio Sereni e Xenia Silberberg a Portici era il ritrovo della cellula comunista locale, dove anche Giorgio Amendola si avvicinò al movimento operaio.In questi spazi, lo scambio di idee, la propaganda e l'organizzazione costruirono il dissenso che esplose poi nelle Quattro Giornate.Il ricordo delle case di Emma Mancini, Giuseppe Imondi ed Emilio Sereni è stato letto da Alessio Decoro della sezione ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”.#ANPI #Resistenza #Antifascismo #Napoli #Portici #Storia #MemoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Giovani CombattentiSuperare lo stereotipo della rivolta di "scugnizzi" per restituire spessore storico a una scelta consapevole, fondamento di un impegno democratico che dura fino a oggi.Le Quattro Giornate di Napoli furono un fenomeno prevalentemente adulto, con i minorenni rappresentanti solo il 13% degli insorti. Tuttavia, il coraggio di quei pochi giovani fu straordinario. Tra loro, Gennaro Capuozzo (12 anni), Filippo Illuminato (13), Giacomo Lettieri (15) e Rita Ricci (15) compirono gesti estremi, morendo per la libertà della città. Le loro storie, come quella di Adolfo Pansini, già incarcerato a 17 anni per antifascismo, testimoniano scelte precise e una precoce consapevolezza politica. Questi giovani non furono solo un'icona di eroismo, ma l'espressione di una determinazione organizzata e di un rifiuto totale dell'oppressione, i cui valori costituiscono un monito permanente per la difesa della democrazia.Il ricordo dei "Giovani Combattenti" è stato letto da Marialuisa Stazio della sezione ANPI [Napoli Centro "Antonio Amoretti".#ANPI #Resistenza #Napoli #QuattroGiornate #Giovani #MemoriaStorica #AntifascismoUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Famiglie PartigianeLe case come primo fronte della Resistenza: una scelta collettiva che parla ancora oggi di comunità e coraggio civile.L'analisi degli elenchi ufficiali rivela che la Quattro Giornate di Napoli fu un fenomeno profondamente familiare. Su 1.600 partigiani riconosciuti, quasi un quinto combatteva insieme a un congiunto. Si contano 68 coppie di fratelli, come i cinque Fenderico e i cinque Onofri di Soccavo, e 48 appartenenti a 14 gruppi di tre o più. Novanta partigiani, tra cui Maddalena Cerasuolo e suo padre Carlo, lottarono in 45 nuclei padre-figlio. In undici famiglie, il padre scese in campo con due o più figli. Questi dati mostrano una resistenza "tessuta" nelle abitazioni, dove la decisione di ribellarsi era collettiva e i rischi erano condivisi. Accanto a loro, il ruolo fondamentale di madri, mogli e sorelle attende ancora un pieno riconoscimento storico.Il ricordo delle Famiglie Partigiane è stato letto da Marialuisa Stazio della sezione ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”.#ANPI #Resistenza #Napoli #QuattroGiornate #Famiglia #MemoriaStoricaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Germinal, Bruno, Spartaco e Telemaco MalagoliQuattro fratelli, un'unica scelta per la libertà. La loro storia di resistenza familiare è un monito pericolante sul dovere di opporsi all'oppressione, ieri come oggi.Orfani di padre, i fratelli Malagoli ricevono dal genitore anarchico Dionigio e dalla madre Clotilde, vittima delle persecuzioni fasciste, un'educazione libertaria che ne forgia il carattere.La loro opposizione al regime, maturata negli anni frequentando ambienti sovversivi come la casa dell'anarchico Giuseppe Imondi, non inizia con l'8 settembre 1943, ma affonda le radici in una lunga militanza.Durante le Quattro Giornate di Napoli, Germinal, Bruno, Spartaco e Telemaco sono in prima linea, combattendo sulle barricate del quartiere Vasto insieme al gruppo di anarchici che ostacola l'avanzata tedesca. La loro è una resistenza che nasce in famiglia e si compie nella lotta popolare.Dopo la Liberazione, Germinal e Telemaco contribuiscono attivamente alla ricostruzione democratica della città.Il ricordo di Germinal, Bruno, Spartaco e Telemaco Malagoli è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"#ANPI #Resistenza #Antifascismo #Napoli #QuattroGiornate #StoriaFamiliare #MemoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Il bombardamento di IschiaIl tragico episodio del 17 settembre 1943 che colpì la comunità civile ischitana, causando la morte dell’antifascista Gino Lucetti. Una ferita che ricorda come la guerra e la Resistenza non abbiano risparmiato neppure le isole, coinvolgendo tutte le comunità nella lotta per la liberazione.Il 17 settembre 1943, mentre Napoli si preparava all'insurrezione, l'isola di Ischia divenne un fronte diretto. Un violento bombardamento tedesco, partito dal Monte di Procida, colpì il porto con l'obiettivo dichiarato di danneggiare le navi alleate. Le vittime, però, furono inermi civili. Tra loro, Gino Lucetti, anarchico noto per l'attentato a Mussolini del 1926. Liberato dal carcere dagli Alleati solo sei giorni prima, era stato trasferito sull'isola per metterlo in salvo, ma una scheggia di granata lo uccise. Con lui morì Francesco Buono. La comunità ischitana fu sconvolta da un attacco di tale ferocia che persino i funerali delle vittime dovettero essere interrotti. Questo episodio dimostra con drammatica chiarezza che non esistevano retrovie sicure e che la Resistenza al Sud fu fatta anche di bombardamenti, lutti e una diffusa resistenza civile.Il ricordo del bombardamento di Ischia e delle sue vittime è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei".#ANPI #Resistenza #Antifascismo #Ischia #Storia #MemoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Oreste InsognaUn ufficiale che seppe servire la libertà rimanendo al proprio posto. La sua scelta di resistenza dentro le istituzioni parla alla responsabilità individuale nelle democrazie di oggi.Maggiore comandante delle forze militari a Forio d’Ischia, Oreste Insogna rappresenta una forma di resistenza istituzionale. Dopo l’8 settembre 1943, non si sbandò ma rimase al suo posto, utilizzando la propria posizione per proteggere la popolazione e organizzare il sabotaggio. Fornì ai partigiani bombe a mano e armi leggere, nascoste in cesti di provviste, sostenendo attivamente l’insurrezione che liberò Napoli. La sua fu un’azione di coraggio civile nell’ombra, un atto di fedeltà non al potere, ma ai cittadini. La sua storia, priva di medaglie ufficiali ma viva nella memoria locale, dimostra che la Resistenza fu anche tessuta da gesti invisibili di chi, pur indossando l’uniforme, scelse di servire la libertà.Il ricordo di Oreste Insogna è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei".#ANPI #Resistenza #Antifascismo #ForioDischia #Napoli #25Aprile #Storia #MemoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Gregorio De AmicisDall'esilio antifascista alla Guerra di Spagna fino alle Quattro Giornate di Napoli, una vita di coerenza nella lotta per la libertà. La sua storia è un esempio di internazionalismo e resistenza senza confini.Gregorio De Amicis, contadino e meccanico pugliese, è costretto all'esilio nel 1929 per sfuggire al regime. Con la famiglia attraversa il Mediterraneo, dalla Corsica all'Algeria. La sua lotta, però, non si interrompe. Nel 1936 si arruola nelle Brigate Internazionali in Spagna, combattendo nella Colonna Rosselli e nel Battaglione Matteotti, dove viene ferito in più occasioni. Dopo la sconfitta della Repubblica, conosce i campi di concentramento francesi e il confino a Ventotene.Liberato nel 1943, porta immediatamente la sua esperienza nella Resistenza napoletana, partecipando attivamente alle Quattro Giornate. La sua esistenza è segnata da una coerenza assoluta: ha combattuto il fascismo ovunque si trovasse, pagando di persona con l'esilio, il carcere e le ferite.Il ricordo di Gregorio De Amicis è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d’Ischia “Teresa Mattei”.#ANPI #GregorioDeAmicis #Resistenza #BrigateInternazionali #Spagna36 #Antifascismo #QuattroGiornate #InternazionalismoUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

I Caduti di Cupa FreddaLa strage di sette uomini durante le Quattro Giornate di Napoli, simbolo della feroce repressione nazifascista e del coraggio di chi scelse di combattere. Un ricordo che unisce i nomi noti a quello di un martire anonimo, per una memoria collettiva della Liberazione.Il 29 settembre 1943, nel quartiere di Pianura, sette uomini nascosti sotto un ponte in località Cupa Fredda furono scoperti da soldati tedeschi e uccisi senza possibilità di resa. Sei di loro furono riconosciuti come partigiani combattenti: Gaetano Gallo, Fedele Mangiapia, Luigi Varriale, Salvatore Virgilio, di appena diciotto anni, Antonio Vaccaro ed Evangelista Mele. Il settimo, un trentenne, rimane ignoto. L’eccidio si inquadra nella spietata logica dell’ordinanza del colonnello Scholl, che trasformava ogni napoletano in un bersaglio. Una strategia resa possibile anche dalla collaborazione di funzionari italiani. Ricordare i caduti di Cupa Fredda significa onorare la scelta armata per la libertà e non dimenticare che la repressione colpì in periferia come in centro, lasciando anche martiri senza nome.Il ricordo dei caduti di Cupa Fredda è stato letto da Ciro Brescia della sezione ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”.#ANPI #Resistenza #QuattroGiornateDiNapoli #CupaFredda #Pianura #Antifascismo #MemoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Mario OnoratoUn pioniere del comunismo italiano e tessitore di resistenza, il cui impegno, da Mosca ai vicoli di Napoli, ricorda che la democrazia si costruisce anche nella clandestinità e nella coerenza.Nato a Ischia e cresciuto in un ambiente libertario, Mario Onorato aderisce al Partito Socialista. La sua militanza ha una precoce dimensione internazionale: nel 1920 è delegato al II Congresso dell'Internazionale Comunista in Russia. Al Congresso di Livorno del 1921 è tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, diventando un dirigente di collegamento per la sezione napoletana.Dopo gli arresti del 1923 che decimarono il partito, la sua attività si fece più sotterranea. Il suo negozio di filatelico in via Roma divenne un cruciale punto di riferimento clandestino durante il ventennio. Nel 1942 fu tra gli animatori del Gruppo Spartaco per organizzare l'opposizione popolare. Dopo l’8 settembre 1943, partecipò attivamente alla guerriglia urbana a Napoli. Il 29 settembre 1943 fu colpito a morte su via Roma, morendo il 1° ottobre. La sua figura fu a lungo dimenticata dalle pratiche burocratiche del riconoscimento, ma non dalla memoria storica.Il ricordo di Mario Onorato è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei".#ANPI #Resistenza #Antifascismo #Napoli #Ischia #Comunismo #MemoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco

Salvatore SerioUn operaio che seppe unire la lotta antifascista alla costruzione della democrazia, dalla fabbrica alla guida del movimento sindacale.Salvatore Serio, operaio dell’Ilva di Bagnoli e militante comunista, fu tra coloro che contrastarono il regime fin dalla sua ascesa. La sua attività antifascista gli costò l’arresto nel 1930, in una retata che colpì anche intellettuali come Rossi Doria ed Emilio Sereni, dimostrando come la rete clandestina unisse diverse figure sociali. Scontò cinque anni di confino a Lipari. Durante l’occupazione nazista, tentò di riorganizzare la cellula partigiana nella sua fabbrica, in una resistenza di “tessitura” fatta di contatti e propaganda. Dopo la Liberazione, la sua militanza proseguì con instancabile impegno: divenne un diffusore de “l’Unità” e un riconosciuto dirigente sindacale, guidando le battaglie operaie per la giustizia sociale. La sua vita rappresenta la continuità dell’impegno antifascista, dalla dittatura alla costruzione della democrazia.Il ricordo di Salvatore Serio è stato letto da Anna Serio della sezione ANPI Area Flegrea “Salvatore Serio”.#ANPI #Resistenza #Antifascismo #Bagnoli #MovimentoOperaio #StoriaUn'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:• ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti"• ANPI Napoli Area Flegrea "Salvatore Serio"• ANPI Napoli Vasto "Lenuccia"• ANPI Napoli Collinare "Aedo Violante"• ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi"• ANPI Napoli Est "Aurelio Ferrara"• ANPI Napoli Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” • ANPI Santa Anastasia "Caduti della Flobert"• ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"• ANPI Torre del Greco