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Un sergente delle forze speciali americane, Gannon Ken Van Dyke, partecipa alla pianificazione di un’operazione segreta che porta alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Negli stessi giorni, però, apre un account su Polymarket e piazza una serie di scommesse proprio su quell’operazione. Quando l’annuncio ufficiale arriva, incassa oltre 400 mila dollari. Quello che emerge è un caso senza precedenti: un militare accusato di aver trasformato informazioni classificate in profitto personale, sfruttando un mercato predittivo ancora poco regolato. Ma la storia ha un secondo livello. Fuori dall’esercito, Van Dyke è anche un imprenditore immobiliare, gestisce case, affitti e un Airbnb di successo. Due vite parallele che si incrociano nel punto più fragile: il confine tra segreto di Stato e opportunità economica. Questa puntata di Net racconta una vicenda che mette insieme guerra, finanza e tecnologia. E apre una domanda: cosa succede quando le informazioni più sensibili del mondo reale finiscono dentro piattaforme dove si può scommettere su tutto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Un manifesto in 22 punti firmato da Alex Karp accende il dibattito globale: oltre 20 milioni di visualizzazioni in poche ore e una visione chiara del futuro. Al centro, l’idea che l’intelligenza artificiale diventerà la principale leva di deterrenza, sostenuta da un riarmo tecnologico guidato dalle Big Tech. In questo episodio entriamo nella logica di Palantir, una delle aziende più influenti e meno trasparenti della Silicon Valley, per capire cosa implica davvero questo documento: un modello in cui tecnologia, sicurezza e potere politico si fondono, e in cui valori come pluralismo e inclusione vengono messi in discussione. Una visione coerente, già in parte operativa, che apre una domanda cruciale: chi controlla davvero il potere nell’era dell’intelligenza artificiale? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Video di guerra in stile Lego, brevi e virali, non sono semplice intrattenimento ma strumenti di propaganda. Progetti come Akhbar Enfejari, che in italiano vuol dire “Notizie esplosive”, sono legati a reti vicine all’Iran usano animazioni, musica e linguaggi tipici dei social per costruire narrazioni efficaci e facilmente condivisibili. Attraverso ironia, provocazione e simboli, ribaltano il racconto occidentale, presentando l’Iran come solido e gli USA come aggressivi. Diffusi su piattaforme globali, influenzano la percezione pubblica senza essere riconosciuti come propaganda. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Una nave attraversa il Golfo con 20.000 tonnellate di fertilizzanti a bordo. È una delle poche a cui viene consentito di passare mentre decine restano ferme. Ma cosa c’entrano i fertilizzanti con la guerra: la risposta sta in una filiera poco visibile ma centrale. Dal Golfo Persico passa circa un terzo dei fertilizzanti scambiati via mare. Quando quel flusso si riduce, l’impatto arriva fino ai campi. Meno navi in uscita, meno fertilizzanti disponibili, prezzi in aumento, agricoltori costretti a rivedere le scelte, effetti sui raccolti nei mesi successivi. È una storia che parte da una rotta Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Il 28 febbraio 2026, l’attacco di un drone Shahed all’aeroporto di Dubai infrange il mito dell’invulnerabilità dell’emirato. Mentre il fumo oscura il lusso della Marina, crolla la propaganda degli influencer che, costretti dal governo a minimizzare il pericolo per difendere l’economia locale, fuggono in massa verso paradisi sicuri. Nella fretta del decollo, l’illusione della bolla d’oro lascia spazio a una realtà brutale: jet privati carichi di firme e strade popolate da cani di razza abbandonati al loro destino tra i grattacieli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La guerra in Iran non incide solo su energia e geopolitica, ma anche sulla rotta dell’eroina afghana verso l’Europa. Quasi tutta l’eroina europea proviene dall’Afghanistan e attraversa l’Iran, snodo chiave tra Asia e Occidente. La principale via è la rotta balcanica, che passa da Iran, Turchia e Balcani fino ai mercati europei. Accanto a questa esiste una rotta meridionale via mare verso Africa e Golfo. L’Iran è quindi un doppio corridoio, terrestre e marittimo. Il traffico si muove tramite reti criminali, camion, corrieri e carichi frammentati. La guerra introduce attrito nei confini e maggiore imprevedibilità nei flussi. Alcuni valichi rallentano, aumentando controlli e congestione. I costi logistici crescono, tra rotte deviate e trasporti più cari. I trafficanti reagiscono adattando percorsi e strategie. Le reti criminali cercano soluzioni alternative e più flessibili. Quando le rotte si complicano, il mercato diventa più instabile. In questo scenario emerge il passaggio dagli oppiacei naturali ai sintetici. Sostanze come il fentanyl richiedono meno logistica e sono più potenti. La guerra rischia quindi di accelerare questa trasformazione del narcotraffico. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Quasi 60 milioni di persone nel Golfo Persico vivono grazie a un’infrastruttura che non si vede: impianti che trasformano l’acqua del mare in acqua potabile. È una macchina industriale gigantesca, costruita negli ultimi quarant’anni per rendere abitabili alcune delle aree più aride del pianeta. Dubai, Doha, Kuwait City esistono anche per questo. Ma questa tecnologia ha un limite: è fragile. Gli impianti sono concentrati lungo le coste, dipendono da energia continua e spesso garantiscono scorte solo per pochi giorni. La guerra nella regione sta riportando al centro una variabile poco raccontata: l’acqua. Un attacco alle infrastrutture, o una contaminazione del Golfo (per esempio legata alla centrale nucleare iraniana di Bushehr) potrebbe mettere a rischio l’approvvigionamento idrico di interi Paesi.In questa puntata di NET, il Medio Oriente si legge da un’altra prospettiva: non quella del petrolio, ma quella della sete. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

All’alba sull’Himalaya, il Nepal sembra uno dei Paesi più immutabili del mondo. Per decenni la politica è rimasta nelle mani degli stessi leader. Poi arriva Balendra “Balen” Shah: ingegnere civile, rapper diventato famoso denunciando corruzione e disuguaglianze. Nel 2022 vince a sorpresa le elezioni come sindaco indipendente di Kathmandu. Tre anni dopo sfida direttamente l’ex primo ministro K.P. Sharma Oli e lo batte alle elezioni parlamentari, contribuendo alla vittoria del giovane Rastriya Swatantra Party. In questa puntata di NET raccontiamo l’ascesa politica di un artista diventato leader nazionale, simbolo di una generazione che non si riconosce più nei partiti tradizionali. Ora la sfida è trasformare quella spinta di protesta in governo, in uno dei Paesi più complessi dell’Asia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Dai primi velivoli senza pilota come il Queen Bee ai droni armati come il MQ-1 Predator, NET ripercorre l’evoluzione di una tecnologia nata come bersaglio volante e diventata arma, occhio e munizione. Oggi il confine tra civile e militare è sottile: sensori e software sono simili, ma cambiano missione, protezioni e contesto operativo, tra guerra elettronica e nuovi mercati della mobilità aerea. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

L’ascesa di Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, cresciuto nei campi di Tomatlán nello stato di Jalisco, fino a fondare il Cartel Jalisco Nueva Generación, protagonista del traffico globale di fentanyl. La sua recente morte segna la fine di una leadership, ma non ferma un sistema criminale radicato, sostenuto da reti logistiche internazionali e dalla domanda mondiale di droghe sintetiche. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices