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FERDINAND GREGOROVIUSA me piace fermarmi a discorrere alquanto del destino dell'infelice moglie di Manfredi e dei figlioli: è un racconto che in parte si connette col castello che abbiamo visitato. Caduto Manfredi sul campo di battaglia a Benevento, la moglie Elena fuggì con i figli della fortezza saracena di Lucera, dove era rimasta, prendendo la via del mare.Intenzione sua era l'imbarcarsi e cercar salvezza presso i congiunti in Epiro.Sciaguratamente, venti contrari impedirono l'uscita delle galere dal porto di Trani; onde la regina, piena di fiducia, si pose sotto la protezione del castellano della città.Ma l'inquieto è pauroso uomo la consegnò, il 6 marzo 1266, ai cavalieri di Carlo Angioino che la seguivano.Essa fu in principio con i figli tenuta in custodia nel castello di Trani. I figli erano quattro: Beatrice, allora di 6 anni, Enrico di quattro, e più piccoli Federico ed Enzo. Luoghi narranti narrati e citati: Battaglia di Benevento (1266) - Fortezza saracena di Lucera - Porto di Trani - Castello di Trani - (Castel) Lagopesole - Castello di Nocera - Castellammare (di Stabia) - Salerno - Castello di Canosa - Castel del Monte - Andria - Battaglia di Tagliacozzo - Nocera (Superiore) - Vespro Siciliano - Castel dell'Ovo - Foggia - Anagni - Duomo di CanosaNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

Non so più scrivere su Siena. Questa città, in cui sono nato, mi sta dolente nel cuore: dolente e splendente.Sono passati tanti anni da quando non ci vivo più, e tutti gli anni ci ritorno, ora più volte anche in questo mese: ma non ci vivo. In città come Siena non si può vivere che nel ricordo, nella nostalgia o nella speranza.Perché è una città che fu una capitale, o meglio uno Stato-città, un punto di incrocio del Nord che andava a Sud, e quando non fu più città-Stato delle correnti del Nord smisero di attraversarla, Siena rimase come dentro un'urna, in cui seguitarono a vivere i suoi abitanti, seguitarono a parlare, i suoi abitanti, il loro toscano arcaico e campagnolo, seguitarono, i suoi abitanti, ad amare la loro urna piena di ceneri.E anch'io amo quest'urna, e sebbene non abiti più a Siena, i miei affetti, quasi tutti morti, sono ancora là: e i suoi sogni, quando sogno. Luoghi narranti narrati e citati: Siena - Salicotto - Piazza della Posta (Matteotti a Siena) - Santuario Cateriniano - San Gimignano - Viterbo - Cattedrale di Pienza - Firenze - Chianti - Montagnola (Senese) - Maremma - Crete Senesi - Rocca di Radicofani - Arezzo - Legnano - Ferrara - Palio di Siena - Piazza del Campo (Siena) - Palazzo Sansedoni (Siena) - Palazzo Sarasini (Chigi-Saracini a Siena) - Palazzo Vescovile (Siena)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

FERDINAND GREGOROVIUSDalle montagne della Puglia una lunga catena di colline si dirama, in direzione sud-est, nella Terra di Bari e, volgendo per Altamura e Gravina, va sin quasi alle prime alture che chiudono il Golfo di Taranto. Sono le Murge.Corrono lungo il confine della Basilicata, formando un paese montuoso, dalle linee uniformi, monotone, deserto ed incolto, parte rivestito di querceti, parte spogliato di alberi e brullo.Le pendici però offrono pascoli eccellenti; e qui da tempo immemorabile è il ritrovo di pastori e cacciatori.La catena giace parallela al mare, dal quale dista poche miglia appena.Da essa, già a grande distanza, dalla costa come dal piano, si vede emergere, quasi piramide, una verde linea, tutta nuda da alberi, e in vetta solo solo un castello, nessun altro edificio scorgendosi al di là né al di sopra. È il celebre Castel del Monte. Luoghi narranti narrati e citati: Altamura - Gravina (in Puglia) - Murge - Andria - Foggia - Gioia (del Colle) - Apricena - Avigliano - (Castel) Lagopesole - Castel del MonteNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

Forse, di tutti i monumenti italiani, la Torre pendente di Pisa è il più famoso. Perfino il Vasari, che non parlò di tanti monumenti medievali, non poté esimersi dal ricordarla: «Non perché - diceva - abbia in sé disegno o bella maniera, ma solamente per la sua stravaganza, non parendo a chi lo vede che gli possa in minima guisa sostenersi», da allora, c'è una letteratura ricchissima, sul Campanile.Ma, se l'interrogativo fondamentale è rimasto sempre il solito: «sarà stato o non sarà stato costruito pendente?», par strano che la preoccupazione, riguardo alla pendenza, sta invece di data recente: non sono neanche cinquant’anni che desta tante preoccupazioni.Luoghi narranti narrati e citati: Campanile di Pisa (Torre pendente) - Pisa - Camposanto di Pisa - Duomo (Pisa)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

La Valle dell'Arno, di questo fiume che non è un fiume, ma «un fiumicello che nasce in Falterona», nella perifrasi affettuosa di Dante; la Valle dell'Arno è la meno valle di tutte, come l'Arno è il meno fiume di tutti, con quei secchi bianchi di ghiaia e ne fosse d'acqua come uno specchio rotto.Che differenza c'è, alla fine, dalle fiumare siciliane?Poca differenza davvero, e solo che la valle è più verde, con i tremuli flabelli dei pioppi, le viti rette dal testucchio, e queste vecchie chianine che pascolano e muovono la coda.Ma è la Valle dell'Arno, ed è meno la storia che c'è passata, della storia che ha prodotto, degli uomini che ha fatto nascere, della civiltà di cui è stata culla.E poi, andate a vedere lo Scamandro o l'Eurota? Credete forse che siano più grandi dell'Arno?Più piccoli sono, e quasi più piccolo è anche il Giordano che ancora fa scorrere tanto sangue, certo più sangue dell'acqua pigra e melmosa che convoglia.Luoghi narranti narrati e citati: Valdarno - Falterona - San Giovanni Valdarno - Palazzo Comunale (Palazzo d’Arnolfo di San Giovanni Valdarno) - Santa Maria delle Grazie (San Giovanni Valdarno) - Montemarciano - CortonaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

FERDINAND GREGOROVIUSAd un'ora buona da Trani e Barletta è posta Andria, città della Terra di Bari assai popolosa di contadiname. L'imperatore Federico II l'amava di preferenza delle altre città pugliesi.Lì, nei pressi, edificò il più bello dei suoi castelli di caccia: Castel del Monte.Di tutti i monumenti degli Hohenstaufen nel mezzogiorno d'Italia, questo è, senza dubbio, il meglio conservato; onde il visitarlo fu lo scopo preciso del nostro soggiorno fatto due volte in Andria.Ma anche la terra è per sé stessa notevole, e la storia sua è parte non insignificante della storia del feudalesimo nel reame di Napoli in generale. Io voglio quindi dirne qui alcunché.Luoghi narranti narrati e citati: Trani - Barletta - Andria - Foggia - Castel del Monte - Castelfiorentino - Lucera - Duomo di Andria - Duomo di Foggia - Duomo di Trani - Molfetta - Bitonto - Duomo di Taranto - Taranto - Altamura - Castelnuovo (della Daunia) - Porta Sant'Andrea (Andria) - Chiesa di Sant'Andrea (Andria) - Rione Grotte di Sant'Andrea (Andria) - Chiesa Porta Santa (Andria) - Chiesa di San Francesco (Andria) - Chiesa di San Domenico (Andria) - Chiesa di Sant'Agostino (Andria) - Abbazia di Siponto - Terlizzi - Cerignola - Palazzo Torre(s) (Trani) - Duomo di San Riccardo (Andria) - Palazzo dei Duchi di Andria - luogo della Disfida di Barletta - Corato - Ruvo (di Puglia) - Contea di Conversano - Museo Jatta di RuvoNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

Se c'è un luogo in cui si può indicare il cuore della Firenze del Rinascimento, questo è il convento di San Marco. Qui si trovano riuniti Cosimo il Vecchio e il Savonarola, l'Angelico e Michelozzo: infine fra Bartolomeo.Ed è un luogo, anche come convento, luminoso e modesto, articolato con calma intorno ad un chiostro di convenienti dimensioni, con quelle colonne ioniche come per la prima volta si vedono nella Trinità di Masaccio.Ora è stato tutto restaurato, dalle capriate bellissime ai sublimi affreschi dell'Angelico.È stato restaurato con uno sponsor: ma così discreto che il suo nome non si vede da nessuna parte, e, a domandarlo, non lo sanno dire.Questa straordinaria descrizione va rispettata e neanche io lo dirò.Luoghi narranti narrati e citati: Firenze - Convento di San MarcoSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

FERDINAND GREGOROVIUSIn sul primo albeggiare del 17 maggio eravamo già usciti in carrozza da Manfredonia. L'umanità pellegrinante ha trovato modo di compiere anche i suoi uffici religiosi più comodamente che non facessero gli antichi progenitori.Al promontorio, dove un tempo non si saliva che a piedi o sull'asino, ora si va per una spaziosa strada carrozzabile, tagliata nel calcareo alabastrino, la quale conduce sino in cima del monte, alla città dell'Arcangelo.Da Manfredonia al principiare dell'erta si impiega un'ora circa; e di qui poi, sino alla grotta, occorrono ancora due ore.Luoghi narranti narrati e citati: Manfredonia - Gargano - Foggia - San Severo - Lago di Lesina - Lago di Varano - Pantano Salso - Matinata (Mattinata) - Monte Sant'Angelo - Porto di Viesti (Vieste) - Peschici - Rodi (Garganico) - San Marco in Lamis - San Nicandro (Garganico) - Monte Saraceno - Rignano (Garganico) - San Giovanni Rotondo - Vico (del Gargano) - Cagnano (Varano) - Carpino - Ischitella - Città di Sant’Angelo - Grotta di San Michele - Castel SantAngelo (Roma) - Viesti (Vieste) - Bosco delle Umbrie (Foresta Umbra)NOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

Queste placide rive dell'Arno, trasformate in passeggio, anche se ormai vi trascorre un traffico infernale, sono forse della sembianza di Firenze l'immagine più viva e accattivante, il luogo dove ad un tratto dalle sue vie nobili e grigie, la città si apre all'immaginazione lungo un fiume che è più un letto di un fiume che un fiume, ma a che saggi accorgimenti di dire hanno trasformato quasi in un lago, a meno che la furia degli elementi non lo facciano divenire un terribile gorgo alluvionale. Ma quando è così tranquillo e sereno, azzurro più del cielo, bordato di verde, riesce a comunicare una pace rara, il congedo dei dolori quotidiani, e la nostra vita fruisce appena come la sua pura acqua fra le dighe che lo fanno sembrare tanto largo.Nessun fiume è simile a questo, anche se sia più grande, più ricco d'acqua, più maestoso.Luoghi narranti narrati e citati: Lungarni - Firenze - Chiesa di San Miniato (al Monte) - Campanile di Santa Croce - Campanile di Badia - Torre del Bargello - Ponte Vecchio - Crocifisso di CimabueSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

FERDINAND GREGOROVIUSLa leggenda dell'apparizione dell'Arcangelo sul Gargano è la seguente. A Siponto viveva un ricco uomo di nome Gargano, i cui armenti pascolavano sul promontorio.Un giorno un bel toro scomparve.Lunghe furono le ricerche di Gargano e dei suoi pastori in tutte le sinuosità e i burroni del monte, fino a che non lo ebbero ritrovato all'ingresso di una grotta.Pieno di furore per la molta pena durata, Gargano vuole uccidere il toro; ma il dardo scoccato gira sopra sé stesso e va a colpire il tiratore.Il fatto prodigioso viene raccontato al vescovo di Siponto, Lorenzo; e questi ordina un digiuno di tre giorni.L'ultimo giorno di penitenza, l'8 maggio dell'anno 493, apparve al vescovo l'Arcangelo Michele e gli annunziò, la grotta averla egli stesso consacrata, e dover quindi innanzi essere un luogo dedicato in onore di lui e degli altri angeli.Luoghi narranti narrati e citati: Siponto - Grotta dell’Arcangelo Michele al Gargano - Castel Sant’Angelo (Roma) - Sant’Angelo in Pescheria (Chiesa di Roma) - Portico d’Ottavia (Roma) - San Michele in Sassia (oggi Santo Spirito a Roma) - Santa Maria degli Angeli (Terme di Diocleziano a Roma) - San Michele in Affrisco (in Africisco a Ravenna) - San Michele di Pavia - (Le) Mont Saint-Michel - (Abbazia di) Michelsberg a Bamberga (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Ulm (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Hersbruck (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Besigheim (Monte San Michele)NOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.