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IO_AMOLECIAMBELLEioamoleciambelle è una content creator italiana che racconta il mondo del vintage attraverso moda, lifestyle e storytelling. Dopo un’esperienza di vita in Francia, dove ha riscoperto il fascino della cultura vintage e di una quotidianità più lenta, ha trasformato il suo profilo Instagram in un progetto creativo dedicato alla moda d’epoca reinterpretata in chiave contemporanea, alle atmosfere nostalgiche, alla bellezza delle piccole abitudini di un tempo e ai racconti immaginari ispirati agli oggetti trovati nei mercatini.Attraverso i suoi contenuti crea un universo delicato e sognante, in cui il vintage non è soltanto un’estetica del passato, ma un modo autentico e poetico di vivere il presente. Il suo obiettivo è trasmettere l’idea che la magia possa ancora esistere nelle piccole cose quotidiane, nei dettagli dimenticati e nelle storie custodite dagli oggetti antichi, mostrando come il vintage possa diventare un modo per riscoprire autenticità, emozioni, creatività e meraviglia anche nella vita di oggi.

ANNA MOLAPhoto-editor indipendente da 14 anni. Ha studiato Unimi e ha perfezionato la sua formazione presso CFP Bauer di Milano e Moma di New York. Nel 2020 ha fondato l’Agenzia di consulenza: la AM PhotoIdeas. Collabora da diversi con Associazioni come Immagini in Movimento e Corsi Corsari e con la facoltà di Beni Culturali di Unimi. Organizza il Concorso Idee Photo Contest che conta centinaia di partecipanti. Collabora con fotografi nazionali e internazionali e insegna Comunicazione Online applicata alla fotografia.

ROVERS MALAJRovers Malaj approaches space through storytelling, assembling a world where past and speculative futures collapse into a single plane. His paintings are populated by fragmented figures and intriguing devices that flicker between nostalgia and science fiction, rendered in weightless washes of color. His worlds feel familiar yet distant, like memories from a past that never quite existed. He pulls from historical images, digital distortions, and personal mental archives, constructing playful, dreamlike compositions that feel both known and alien. The gaps and absences within his works—their suspended, open-ended narratives—leave space for the viewer to step in, drawn toward the empty spaces, where they can imagine themselves to exist for the time of this story.Rovers Malaj, was born in 1995 in Albania before moving and growing up in Belluno, Italy. He initially studied at the Liceo Artistico Catullo in Belluno before obtaining both his BA and MA in Painting at the Academy of Fine Arts in Venice, attending the F atelier. He has been a member of the artist run space (s) zolforosso fromNovember 2022 to June 2024. Currently lives and works in Venice, Italy.

MARTINA PELONE

SARA GENTILEDa oltre 20 anni svolgo l’attività di fotografa e creative director, con particolare attenzione allo still life.Considero ogni fotografia di still life un costante esercizio di immaginazione e progettualità, gli oggetti e il cibo sono per me strumenti e segni per comprendere e riflettere sulla società contemporanea.Ai lavori professionali affianco l’insegnamento e la consulenza aziendale. Dal 2005 al 2016 sono stata cultore della materia del corso di fotografia del Politecnico di Milano (Facoltà del Design), mentre attualmente insegno still life e food photography presso l’Istituto Italiano di Fotografia e Scuola Spazio Tempo.Da 15 anni collaboro con l’artista Francesco Jodice sia per la realizzazione di progetti professionali e artistici sia nell’insegnamento presso Naba, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.Tra i miei clienti: Philadelphia, Dispensa Magazine, Gastronomika, Lorenz, Montegrappa, Moleskine, Colmar, Casadei, Gruppo Inditex, Gruppo Teddy, GCDS.Ho pubblicato per Apogeo Editore “Fotografia Still life. Tecniche e strumenti per ritrarre volumi, forme e superfici”.

DANIELA CIOTTISono un’artista autodidatta che ama scoprire quello che icolori creano attraverso la loro fusione. Lavoro principalmente con colori acrilici, a volte creo mix conaltri materiali. L’inizio del processo creativo mi emoziona tantissimo: quandocomincio, la tela prende delicatamente il controllo e guida lemie mani fino alla fine. La cosa meravigliosa è che non so maicome va a finire. Adoro questa sinergia e mi nutro delle sensazioni positive chegenera, mi stupisco quando tutto si completa. Ogni lavoro ha una mia storia celata, non ci sono temi esplicitima tanti temi nascosti che vengono in superficie grazie agliocchi di chi li guarda. Sono gli osservatori che creano le storiedi ogni singolo lavoro. Un quadro sono tanti quadri. Mille?Diecimila? E tutti diversi. Questa è la mia prima fonte diispirazione.Parlo, danzo e mi emoziono con i colori meravigliando gliocchi di chi ha l’arte dentro, aiutando ogni singola tela adiventare cosa desidera essere.

JESSICA FERRO1992, Dolo) è un’artista multidisciplinare laureata in Pittura – Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca si ispira al mondo naturale e si sviluppa attraverso un segno intenso ed espressivo che indaga le tensioni che attraversano il reale. Nelle sue opere, pittura, grafica e installazione dialogano in una sintesi dove l’impronta, la stratificazione e la manipolazione degli elementi si fanno strumenti di conoscenza. La rappresentazione di soggetti organici – piante e insetti – filtrata da processi di frammentazione e de-figurazione, genera immagini sospese tra apparizione e dissolvenza, in un continuo oscillare tra vita e morte, presenza e assenza, terreno e spirituale. Le gerarchie visive vengono ribaltate dilatando il perimetro delle figure fino a comprometterne la riconoscibilità, rimandando così a una visione più ampia, vibratile e poetica. Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, tra cui il Museo d'arte Lercaro di Bologna, il Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Pisa), il Museo MUST di Vimercate, il Museo Civico di Bassano del Grappa, il Museo Storico Archeologico di Nola, il Forte di Bard, la Chiesa di Santa Maria dell’Angelo del Museo Diocesano di Faenza, la Biblioteca Classense di Ravenna, la Sala d’Exposicions dels Serveis Territorials del Departament de Cultura di Lleida (Spagna), la Fondazione Carisbo e la Fondazione Zucchelli di Bologna.Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2012 e 2014 vince il Premio Arte in Arti e Mestieri; nel 2015 il Premio Internazionale di Pittura Marina di Ravenna; nel 2017 il Premio V_AIR. Nel 2023 vince il Bando pubblico per l’assegnazione degli spazi espositivi del Comune di Cesena con il progetto Stigma, a cura di Giovanni Gardini; nel 2024 è finalista all’Exibart Prize n.4 e alla Biennale del Libro d’Artista di Padova. Nel 2025 è segnalata dalla commissione del Premio Combat ed è finalista del Premio Mestre di Pittura, del Concorso Internazionale di Grafica e Illustrazione “Una montagna di segni – Impronte di ghiaccio”, dell’Exibart Prize n.5 e del Concorso Internazionale GAeM.Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. La sua attività è documentata in libri d’arte, cataloghi e riviste specializzate, con testi critici di diversi studiosi e curatori.Tra il 2022 e il 2026 ha insegnato presso le Accademie di Belle Arti di Bologna, Firenze e Ravenna alternando l’insegnamento di Tecniche per la pittura a quello di Tecniche dell’incisione – grafica d’arte.

EMANUELA GIACCOInizia da bambina a subire il fascino dell’arte nei salotti colmi delle opere del '600 di un suo zio antiquario. La sua creatività si incontra e si scontra con i suoi studi scientifici culminati con la laurea in Ingegneria. Tuttavia, la sua formazione non sará mai un ostacolo. Tutte le scienze sono infatti, a suo giudizio, frutto di slanci creativi. Nel periodo di permanenza di quasi 10 anni a Roma, nodale l’incontro con il Prof. Picozza, presidente della Fondazione Giorgio ed Isa De Chirico, con cui organizzò la sua prima mostra personale di pittura nella sede di via Dei Tre Orologi e con Marina Mattei, curatrice archeologa dei Musei Capitolini, figura che diventerà presto mentore nonché amica. Emanuela decide di spogliarsi così dei panni da ingegnere per vestire l’anima nuda dell’artista. Inizierà così a partecipare a mostre aprendosi al dibattito con artisti, critici e collezionisti, confrontandosi col mondo dell’arte nazionale e internazionale. Ha esposto a Roma, Palermo, Genova, Torino, Milano, Venezia, Firenze, L’Aquila, Porto Cervo, Poltu Quatu, Porto Rotondo, Golfo Aranci, Corte Franca, Mantova, Olbia, La Spezia, San Pantaleo, Sorrento, Barcellona, Bruges, Parigi. Nel 2019 si sposterà nuovamente in Abruzzo per entrare nello studio del maestro Raimondo Tiberio, avvicinandosi alla scultura.Nel 2020, a cavallo della Pandemia, deciderà di spostarsi in Sardegna, una terra carica di energie e colori. Nel 2024 ha portato i suoi nodi nella terra natia, con una mostra in memoria del quindicennale del terremoto di L'Aquila presso Il Museo MAXXI. Le sculture tessili al momento esplicano la sua ricerca più profonda.

ANNA VERONICA POBBE P.hD, Collaboratrice di Ricerca presso Università Sapienza di Roma Inizia ad occuparsi della storia del nazismo già durante i suoi studi universitari. Ha svolto un dottorato di ricerca presso l’Università di Trento che si è focalizzato sulla figura di Hans Biebow, manager del Ghetto di Lodz. Dalla sua tesi, che ha ricevuto diversi riconoscimenti, è poi nato il testo edito da Laterza, un manager del terzo Reich (2023). Successivamente si è occupata di chiesa cattolica e criminali nazisti e, più recentemente, di donne comuniste resistenti al nazismo. Il suo ultimo articolo è intitolato “tre donne rosse contro il regime del terrore” ed è uscito a febbraio per Rivista Storica Italiana.

SERENA BENEDETTA D'ANNA aka BENNY GREENSerena Benedetta D'Anna (Torino, 12 aprile 1980) è un'attrice pornografica italiana, menzionata con il solo nome d'arte Benny Green. Nasce a Torino il 12 Aprile 1980. Le sue passioni sono l'arte, lo spettacolo e la fotografia, è da sempre attratta dalla filmografia di Tinto Brass.